Membro della Académie Internationale d'Histoire des Sciences e professore dell'Università di Roma "La Sapienza", è stato autore di più di 200 articoli scientifici e 30 volumi, nei quali ha esplorato il ruolo della scienza nella storia della cultura europea e ha condotto una critica dell'idea di razionalità matematica e del meccanicismo.

Biografia Nacque a Roma, figlio di Saul Israel, medico e scrittore che da Salonicco (Grecia) si trasferì prima a Parigi poi nella capitale italiana. Laureato in matematica presso l'Università di Roma "La Sapienza" nel 1968, è stato professore di questo ateneo dal 1973 fino al pensionamento nel 2012. Ha dedicato i primi anni delle sue ricerche a temi di algebra commutativa e di geometria algebrica; il suo interesse si è rivolto poi alla matematica applicata; ma il suo lavoro di studioso si è concentrato sulla storia della matematica e sulla storia della scienza.

Presso l'Università "La Sapienza" di Roma, dopo un periodo (1969-1970) come borsista del Consiglio Nazionale delle Ricerche e come assistente incaricato di Beniamino Segre (1903-1977) alla cattedra di istituzioni di geometria superiore, è stato nominato assistente ordinario alla cattedra di geometria II e, nel 1973, professore incaricato (dapprima di geometria algebrica; dal 1976 di matematiche complementari). Nel 1982 diventa professore associato di matematiche complementari e, dal 1992, di storia della matematica; e nel 2000 professore ordinario di matematiche complementari, cattedra che ha ricoperto fino al 2012 continuando a svolgere il corso di storia della matematica.

È stato direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca in Metodologia delle Scienze dell'Università "La Sapienza" di Roma dal 2001 al 2006 e ha diretto il corso di perfezionamento in storia della scienza (fondato da Giorgio Tecce) dal 1985 al 1987. I suoi corsi universitari hanno spaziato su temi di matematica (algebra, geometria, teoria dei campi, modellistica matematicaPortale Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/modellistica-matematica_(Enciclopedia-Italiana)/ e teoria qualitativa delle equazioni differenziali ordinarie, teoria dei giochi) e soprattutto di storia della matematica e storia della scienza.

È stato membro della International Commission on the History of Mathematics dal 1991 al 1993 e quindi membro dello Executive Committee della medesima commissione dal 1994 al 2004. Membro corrispondente dell'Académie Internationale d'Histoire des Sciences dal 1993 al 1997, ne è divenuto membro effettivo a partire dal 1997. È stato “chercheur associé” del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique, Francia) dal 1988 al 1989 e borsista senior del CNR presso l'École Normale Supérieure (Parigi) nel 1990. È stato directeur d'études associé presso l'École des Hautes Études en Sciences Sociales (Parigi) negli anni 1995, 1998, 2001; professore invitato presso l'Université Paris I – Panthéon Sorbonne (2002) e presso l'Université du Sud Toulon-Var (2004). Ha tenuto numerose conferenze in Italia e all'estero, in particolare in Francia, Spagna, Germania, Regno Unito, Portogallo, Stati Uniti, Israele, Svizzera, Sudafrica.

È stato direttore responsabile della rivista di storia della scienza dal 1993 al 1997 e membro del comitato scientifico di numerose riviste, tra cui Bollettino di Storia delle Scienze Matematiche, Revue d'Histoire des Mathématiques, LLULL (Revista de la Sociedad Española de Historia de las Ciencias y de las Técnicas), Science et Techniques en Perspective, Alliage, Electronic Journal of the History of Probability and Statistics. È stato membro del Comitato Scientifico del XIXth International Congress of History of Science (Saragozza, Spagna 1993), nel quale ha organizzato un simposio sulla matematizzazione delle scienze biologiche, economiche e sociali. Ha organizzato un workshop su “Berlin as a centre of mathematical activity” nell'ambito dell'International Congress of Mathematicians (Berlino, 1998).

Ha fatto parte della commissione per il riordino del fondo d'archivio Vito Volterra presso l'Accademia Nazionale dei Lincei e del Comitato Nazionale per le celebrazioni in onore di Enrico Fermi. Ha diretto, dal 1976 fino al 2012 numerosi programmi di ricerca su temi di storia della matematica dell'Università di Roma "La Sapienza", del Ministero della pubblica istruzione, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e ha diretto l'unità di Roma dei Progetti di ricerca di interesse nazionale (PRIN) nell'area della storia della matematica.

Ha svolto un'intensa attività di impegno civile e politico, dapprima nell'ambito della sinistra e poi su posizioni autonome, collaborando a numerosi quotidiani e periodici tra cui (in periodi diversi) Il Messaggero, Il Mattino, Il Foglio, Avvenire, Paese Sera, l'Unità, il Giornale, Libero, L'Osservatore Romano, Tempi.

Il suo saggio “Chi sono i nemici della scienza?”Recensioni di "Chi sono i nemici della scienza?" - per citarne solo alcune - si possono trovare in: http://www.edscuola.it/archivio/antologia/recensioni/israel.htm https://disf.org/bibliografie-tematiche/9788871807232 http://infabulalibri.blogspot.com/2014/06/chi-sono-i-nemici-della-scienza.html http://www1.mate.polimi.it/~bramanti/caffe/Recensione_Israel.pdf (Lindau, 2008) segna l'inizio di un attivo coinvolgimento nella questione dell'istruzione con numerosi interventi e con il suo lavoro come membro della Commissione per la riforma dell'insegnamento della matematica (ministero Fioroni, 2007), come presidente del Gruppo di lavoro per la formazione degli insegnanti e membro della Commissione per le nuove Indicazioni nazionali per i Licei (ministero Gelmini, 2008-2009), e come membro del Comitato di selezione del presidente dell'Invalsi (ministero Carrozza, 2013). Interviene anche sull'ibridazione contemporanea fra scienza e tecnologia (tecnoscienza) e sulle sue implicazioni sociali ed etiche.

Gestiva due blog, di cui uno (in collaborazione con sua moglie Ana Millán Gasca) dedicato all'insegnamento della matematica, e una pagina web personale.

Pensiero Dai temi di matematica pura (algebra commutativa) degli anni giovanili si è spostato, dalla fine degli anni settanta, verso la matematica applicata, con la collaborazione al progetto di ricerca MONIF (modelli matematici, analisi numerica e informatica), diretto da Wolf Gross (1920-1991) e Umberto Mosco presso l'Università di Roma "La Sapienza", e diversi soggiorni di ricerca presso il CEREMADE (Centre de Recherche des Mathématiques de la Décision) dell'Université de Paris Dauphine). Si è occupato allora della teoria qualitativa dei sistemi dinamici differenziali e dei nuovi sviluppi della modellistica matematica, in particolare nel campo della biologia (dinamica delle popolazioni) e, soprattutto, dell'economia e della teoria dell'equilibrio economico generale.

Ma alla ricerca matematica si era affiancato fin dall'inizio della sua carriera l'interesse per i problemi di storia ed epistemologia della scienza, a partire dalle prime riflessioni sulla corrente assiomatica e il bourbakismo, che cercavano di porre nel contesto storico la situazione della ricerca matematica (e il divario fra matematica pura ed applicata) negli anni settanta. Pubblica nel 1976 uno dei suoi primi lavori storico-epistemologici insieme a Lucio Lombardo Radice, con il quale condivide anche l'interesse per la divulgazione della matematica.

L'interazione fra la ricerca storica e i suoi studi di modellistica matematica determina un orientamento deciso verso un approccio che saldava l'analisi storica con la critica epistemologica dei modelli, in particolare nel campo delle scienze non fisiche. In due articoli scritti con Bruna Ingrao, che poi diedero luogo al saggio "La mano invisibile" (Laterza, 1987, tradotto da MIT Press con il titolo The Invisible Hand, 1990, 2000) gli autori presentarono la tesi secondo cui i tentativi di dimostrare matematicamente i fondamenti della teoria dell'equilibrio economico generale erano approdati a una serie di insuccessi di cui la comunità scientifica non voleva prendere atto; questo saggio ha ricevuto la seguente presentazione da parte di Robert Solow, premio Nobel per l'economia: « Marshall's famous remark about economics as biology was dead on arrival. Economic theory has tried instead to be like physics. This book shows how that happened. It is a fascinating chapter in intellectual history, well told, with resonances in theoretical practice today. We can all learn something from it». Secondo Philip Mirowski, si tratta della prima documentazione storica rigorosa del fallimento del programma di ricerca [dell'economia] neoclassica.Philip Mirowski, Eastern Economic Journal Vol. 17, No. 4 (Oct. - Dec., 1991), pp. 548-550 (http://www.jstor.org/discover/10.2307/40426346?uid=3738296&uid=2&uid=4&purchase-type=none&accessType=NoAccess&sid=21104506113133&showMyJstorPss=false&seq=1&showAccess=true)

Prende allora forma l'obbiettivo di analizzare e decostruire le forme della razionalità matematica volta alla rappresentazione dei fenomeni reali attraverso l'approccio modellistico, per mostrare i profondi limiti dei tentativi di esportare alla sfera dei fenomeni biologici, sociali ed economici, metodi che hanno dato un'eccellente prova nel campo del mondo inanimato ma che invece si sono mostrati del tutto inadeguati in un contesto caratterizzato dall'elemento della scelta soggettiva. Questa critica è stata condotta attraverso analisi puntuali di “case studies”“Biology of Numbers”: S. C. Russen, review on The Mathematical Gazette, https://www.jstor.org/stable/3620922 emblematici. Scavando in questa direzione si rende sempre più evidente il paradossale fenomeno del riproporsi del meccanicismo come filosofia scientifica dominante, nonostante i suoi numerosi insuccessi, della fragilità di concetti come quelli di complessità, in quanto tentativi di riproporre il riduzionismo meccanicistica sotto una veste apparentemente nuova. Su queste indagini, presentati in numerosi volumi e articoli, poggia la critica delle derive contemporanee della tecnoscienza, che ha anche dato luogo a un'ampia pubblicistica su riviste e quotidiani.

Sulla scia di Alexandre Koyré (1892-1964) e di Mirko Grmek (1924-2000), le ricerche di Giorgio Israel cercano di collocare la scienza nel suo contesto storico-culturale, analizzando l'intricata rete dei rapporti con la società, la tecnica o il pensiero religioso delle idee scientifiche, la cui conoscenza ci permette di comprendere meglio il ruolo della scienza nella cultura europea, anche nei suoi aspetti deteriori come il razzismo novecentesco. Una riflessione sulla sua carriera si può leggere nel volume “Scienza e storia: la convivenza difficile” (Di Renzo Editore, 1999). Si è occupato dello sviluppo della scienza in Italia a partire dall'Unità, con ricerche su Luigi Cremona, Tullio Levi Civita e, soprattutto, Federico Enriques e Vito Volterra, e sulle teorie scientifiche razziali e delle politiche con cui sono state implementate in Italia durante il fascismo, esaminate nel saggio “Il fascismo e la razza. La scienza italiana e le politiche razziali del regime”Paolo Mieli, “Il riciclaggio dei docenti: da antisemiti a democratici” (Corriere della Sera, 15 giugno 2010): «Il saggio di Giorgio Israel ricostruisce le tortuosità e le contraddizioni con cui l'Italia si liberò delle leggi razziali».Franklin A. Adler, “Quest issues in Contemporary Jewish History”, Quest CDEC Journal, June 2012: «…how an interest in eugenics contributed to more fully and articulated and institutionalized Fascist concepts of race. No scholar has devoted more attention to this than Giorgio Israel, whose book Il fascismo e la razza will likely remain the definitive monograph on the subject» (http://www.quest-cdecjournal.it/discussion.php?id=44) (2010).