Cushing è stato il primo a descrivere l'entità patologica nota come malattia di Cushing.
Il grande fascino e il sentimento di reverenziale rispetto verso Vesalio Cushing fu sempre attratto sin dall'inizio della sua carriera di studente dalla figura del grande anatomista belga Vesalio, di cui inizierà una biografia dettagliata che non porterà a termine a causa del suo decesso. Di Vesalio scrisse:
Biografia L'infanzia Harvey William Cushing nacque nell'antica Western Reserve, nella città di Cleveland, Ohio, l'8 aprile 1869, decimo figlio di Henry Kirke Cushing, MD, e Betsey Maria Williams Cushing. Nacque in una delle famiglie più ricche e influenti del periodo, una delle famiglie che scrissero non solo la storia degli Stati Uniti ma anche quella della medicina statunitense. Ambedue i nonni di Harvey, Cushing e Williams, parteciparono alle epiche giornate dei New Englanders per aprire le ultime frontiere dell'America ancora inesplorata. Inoltre suo nonno Cushing faceva parte della seconda generazione dei medici della famiglia, il padre di Harvey la terza, Harvey e uno dei suoi fratelli avrebbero costituito la quarta. I Cushing erano originari di Norfolk, in Inghilterra, ed emigrarono in America nel diciassettesimo secolo a causa dei contrasti religiosi tra puritani e anglicani, cambiando il loro cognome da McOssian in Cusheyn. Harvey ricevette un'educazione molto ferrea e rigida, di stampo presbiteriano, in cui la disciplina e il rigore erano canoni fondamentali del suo modus educandi.
Gli anni dell'università a Yale Harvey si iscrisse all'Università di Yale, nel Connecticut, nel 1887. Di questo periodo riservò sempre un ottimo ricordo, legato alle molteplici esperienze fatte. In questo polo universitario Harvey si dedicò anche alle attività sportive, tra le quali il football e soprattutto il baseball, divenendo un componente fondamentale della squadra di Yale. La sua permanenza nel campus del Connecticut fu di quattro anni, periodo che egli terminò ottenendo la qualifica di A.B., Bachelor of Arts, ovvero medico generico, nel 1891. Gli anni di specializzazione a Harvard Nel settembre del 1891 si trasferì a Boston, nel lontano Massachusetts, per intraprendere la specializzazione nella rinomata Harvard Medical School, una delle migliori quattro degli Usa. L'anno in cui s'iscrisse Harvey vi fu un'importante riforma nell'ordinamento della scuola, ovvero la possibilità di estendere il percorso didattico formativo da tre anni a quattro. Ciò che rendeva Harvard uno dei migliori poli didattici per figli di affermati medici erano non solo i nomi dei grandi professori, noti in tutti i cenacoli di medicina, quali i dottori Warren, Henry Pickering Bowditch, Holmes, Cheevers, Shattuck e altri, ma anche il rigoroso tirocinio nelle materie fondanti la medicina stessa, quali l'anatomia, la biochimica, la semeiotica e le pratiche teoretiche di medicina (tra le quali soprattutto diagnosi e prognosi). Inoltre Cushing ricorda con grande piacere nelle sue note la grande possibilità offertagli da questo college di mettere in pratica ciò che studiava a lezione, scendendo nelle corsie di uno degli ospedali più famosi all'epoca: il Massachusetts General Hospital, fondato e sostenuto nel 1820 dalle stesse classi mediche che controllavano la parte di medicina del college. In questo periodo il padre di Harvey gli impose di rispettare un rigore morale che era lontano dalla vita che Harvey aveva condotto a Yale: niente più attività sportiva, specialmente il baseball, né alcool, né fumo, né alcun'altra forma di eccesso. Harvey iniziò con grande entusiasmo ad appassionarsi all'istologia e alla microscopia, e soprattutto alla sala settoria, in cui passava molto tempo delle sue giornate libere. Nell'autunno del 1892 il Professor Richardson gli offrì un posto come suo assistente nella preparazione dei pazienti alle operazioni chirurgiche, e alla loro anestesia. Harvey Cushing fu uno dei precursori dell'uso dell'anestesia durante le operazioni chirurgiche, proprio perché senza l'uso dell'anestetico i chirurghi erano impossibilitati a operare nell'interno del corpo umano dato che il paziente non era sedato; è da questo momento in poi che le operazioni chirurgiche sono non più scandite dal tempo del "dolore" e della sopportazione del paziente, ma dalla durata dell'anestetico. Un'altra innovazione di Cushing fu l'introduzione dell'asepsi, ovvero un iter di procedure antisettiche che permettevano di fermare ogni tipo di infezione dovuta a contaminazione del campo operatorio.
Il terzo anno (1894) fu un anno nefasto. Rimase tremendamente scosso dalla morte di una giovane paziente durante la somministrazione di anestetico nella fase preoperatoria, ipotizzando un eccesso di etere. In questo periodo la corrispondenza con il padre divenne più cupa, la sua autocolpevolizzazione lo portava sempre di più verso la depressione. Dopo due settimane passate in compagnia del cugino Eddie a l'Avana, tornato rivitalizzato a Harvard, insieme al suo collega Ernest Codman, Harvey ideò la Ether Chart, una delle prime schede anestesiologiche in cui i dottori dovevano registrare le più importanti funzioni vitali del paziente, tra le quali la frequenza cardiaca e respiratoria, la temperatura corporea, i dosaggi dell'anestetico usato (etere o cloroformio), in modo che durante l'intervento chirurgico il paziente fosse continuamente tenuto sotto controllo e monitorato. In seguito al suo viaggio in Italia a Pavia, dopo aver osservato con grande ammirazione lo sfigmomanometro di Scipione Riva Rocci, aggiunse come parametro ulteriore della Ether chart la pressione arteriosa. È in questo periodo che il cugino si ammalò di una forte depressione e per ricambiargli il favore avuto in precedenza Harvey decise di accompagnarlo in un viaggio a Londra, viaggio molto prolifico dal punto di vista culturale proprio perché i due cugini si imbatterono in due magnati della medicina inglese: Thomas Barlow e Jonathan Hutchinson.
La laurea e gli anni di internato Nel 1895 si concluse il periodo universitario di Harvey Cushing, il quale ottenne la laurea in Medicina e Chirurgia col massimo dei voti e con lode. Ottenne l'internato in medicina e chirurgia al Massachusetts General Hospital di Boston, anche se riceverà un posto per l'internato al Johns Hopkins Hospital, Baltimora, dove resterà per quattro anni. Nonostante godesse dell'incarico di assistente del Professor William Stewart Halsted, uno dei più famosi chirurghi statunitensi dell'epoca, Harvey non era soddisfatto della sua permanenza in quell'ospedale. Ma nella nuova facoltà di Medicina si affacciavano dei nomi importanti che segneranno sia la storia della medicina moderna statunitense che la storia della vita di Harvey Cushing: si ricordano tra loro il professor Sir William Osler, William Henry Welch e Howard Atwood Kelly. Ma soprattutto con Sir William Osler Harvey instaurò un rapporto di reciproca stima e rispetto, e proprio grazie a sir Osler che Harvey decise di rimanere al Johns Hopkins Hospital, intraprendendo una nuova passione: collezionare pubblicazioni mediche. Nel frattempo imperversava la guerra Ispano-Americana a Cuba e Cushing ebbe l'importante occasione di redigere alcune delle sue più famose pubblicazioni riguardanti le ulcere tifoidee perforanti dell'intestino. Così scrisse lo stesso Cushing del periodo trascorso al J.H.H. assieme al professor Halsted:
Ma proprio da Halsted, Cushing ricevette la lezione più importante della sua vita, come scrisse egli stesso:
Gli inizi della professione e l'esperienza Europea Al termine degli anni di "residenza" in chirurgia, agli inizi del Novecento, Harvey si trasferì dapprima in Svizzera, a Berna, dove intraprese degli studi approfonditi sulla pressione arteriosa e intracranica, sotto l'egida protettiva e lo sguardo vigile del Professore T.Kocker (futuro Premio Nobel per la Medicina nel 1909, inventore delle pinze ematiche) e del Professor H. Kronecker, stimato fisiologo. Dalla Svizzera si spostò in Inghilterra a Londra, dove tenne degli incontri con Victor Horsley, e a Liverpool con Sir Sherrington, famoso neurofisiologo pioniere degli esperimenti sulla corteccia motoria dei primati, anche lui futuro premio Nobel. Di significativa rilevanza fu il passaggio in Italia, a Pavia per l'esattezza, dove Cushing venne in contatto con Scipione Riva-Rocci, ideatore del primo sfigmomanometro a mercurio che consentiva di misurare accuratamente la pressione arteriosa del paziente. Dato che lo strumento non aveva trovato fortuna in Europa, e Harvey ne aveva già intravisto le potenzialità eccellenti, lo portò con sé a Baltimora non solo per farne riconoscere la straordinaria innovazione, ma anche per utilizzarlo durante gli interventi chirurgici come strumento di precisione per monitorare la pressione arteriosa del paziente anestetizzato. Il ritorno negli Stati Uniti Harvey tornò a Baltimora ufficialmente nel 1902 quando gli venne offerto il titolo di Professore Associato di Chirurgia. Decise quindi di istituire un corso di anatomia chirurgica affiancato alla costruzione di un laboratorio di anatomia e chirurgia sperimentale che soprannominò Hunterian Lab. Fu in questo periodo che Harvey cominciò a intravedere la sua vocazione per il sistema nervoso. Nel corso di un'autopsia a una giovane donna che soffriva di cefalee, rilevò la presenza di una ampia cisti ipofisaria, sintomatologia che riscontrerà in molteplici interventi. Per questo motivo iniziò a tenere un registro dei casi che gli si sottoponevano per redigere due pubblicazioni riguardo alla ghiandola Pituitaria e gli adenomi basofili ad essa correlati. Nel 1912 ricevette con grande felicità la nomina di Professore di Chirurgia all'Università di Harvard, dove s'inserì nel reparto ospedaliero P.B. Brigham e continuò la sua ricerca sui tumori. Il Morbo e la Sindrome di Cushing La sindrome di Cushing, nota anche come ipercortisolismo, è una condizione patologica della ghiandola ipofisaria o pituitaria. L'ipofisi oltre a produrre TSH, o ormone tireotropo, FSH e LH, ormoni follicolo stimolante e luteinizzante, produce anche l'ormone adenocorticotropo o ACTH, che determina la sintesi e la secrezione molto rapida degli ormoni della corteccia surrenale (i glucocorticoidi) e stimola il metabolismo lipidico. L'aumento incontrollato nella produzione di ACTH è causato da masse tumorali benigne a carico dell'ipofisi stessa. Ma l'aumento della secrezione di glucorticoidi può essere dovuto anche a masse neoplastiche che colpiscono la corteccia surrenale o altre sedi capaci di secernere ACTH. Il merito di Cushing fu appunto quello di mettere in correlazione tali neoplasie ipofisarie con l'iperproduzione di glucocorticoidi. Secondo l'etiologia si distinguono per tanto: Malattia di Cushing presenza di un adenoma ipofisario secernente ACTH Sindrome di Cushing quadro clinico dovuto a una serie di fattori scatenanti (Malattia di Cushing, stress, assunzione di corticosteroidi o altri medicinali etc.).
Cushing descrive di persona la sintomatologia di tale malattia, dicendo:
Gli anni di gloria