La Prima lettera ai Corinzi è uno dei testi che compongono il Nuovo Testamento, che la tradizione cristiana e la quasi unanimità degli studiosi attribuisce a Paolo di Tarso. Indirizzata alla comunità cristiana della città greca di Corinto e scritta ad Efeso (), secondo gli studiosi fu composta nell'arco cronologico del 53-57., "The International Standard Bible Encyclopedia", Ed. James Orr, 1915 o più strettamente nel 55-56 secondo alcuni altri.

Corinto Storia

Corinto, città fiorente già nel VII secolo a.C., un secolo dopo passa sotto la dominazione macedone per rimanervi fino al 196 a.C. quando fu liberata dai romani. Dopo la ribellione della Lega achea, di cui Corinto era la principale città, sedata con la distruzione della città dal console romano Lucio Mummio Acaico, Giulio Cesare nel 44 a.C. rifondò la città come Colonia Laus Iulia Corinthus.Perspicacia nello studio delle Scritture, Volume I, pag. 571, Watch Tower, New York, 1988

La fama di Corinto nel VII secolo era solo seconda ad Olimpia, sede dell'amministrazione e dello svolgimento dei giochi "olimpici". Corinto infatti era sede dei giochi istmici, istituiti nel 581 a.C. in onore di Poseidone (corrispondente al dio romano Nettuno) e del Dio Palemone presso l'Istmo di Corinto, e comprendevano gare ginniche, di lotta e ippiche. Solo nel periodo ellenistico furono aggiunti gli agoni musicali. Il vincitore riceveva in premio una corona di aghi di pino. Si svolgevano ogni due anni nel primo e nel terzo anno dell'Olimpiade. Erano i giochi più solenni dopo quelli di Olimpia per numero di concorrenti e per afflusso di popolo. Inoltre la particolare posizione geografica della sede delle gare, presso la città di Corinto, contribuì a dare ai Giochi istmici un carattere più aperto socialmente, particolarmente festoso e talvolta anche caotico.

Quella città darà a Paolo argomenti validi per incoraggiare i cristiani corinzi con illustrazioni che facevano riferimento proprio allo spirito delle gare con gli allenamenti, le corse, e la ferrea volontà di conseguire gli ambiti premi ()

Religione a Corinto La dea principale di Corinto era Afrodite (): nella religione della Grecia antica era la dea dell'amore, della bellezza, della sessualità, della sensualità, della lussuria e dei giardini, equivalente della dea romana Venere. Il suo tempio consacrato dominava la città in cima all'Acrocorinto.

C'era inoltre un tempio al dio della medicina, Asclepio (; latino Aesculapius) (equivalente all'Esculapio dei Romani), a cui i fedeli ammalati portavano offerte votive in terracotta che rappresentavano la parte o le parti del corpo malate per cui si invocava la guarigione.

A Corinto, inoltre, al tempo di Paolo erano presenti ebrei con loro sinagoghe. Come spiega un dizionario biblico: "La presenza degli ebrei a Corinto è attestata da una iscrizione greca su un architrave di marmo scoperto nei pressi della porta che dà verso Lecheo.Oggi Assos-Lecheo. L'iscrizione reca la dicitura [Syna]gogè Hebr[àion], ovvero Sinagoga degli Ebrei"Perspicacia nello studio delle Scritture, Volume I, pag. 572, Corinto (Religione e cultura) Watch Tower, New York, 1988

La comunità cristiana di Corinto Paolo scrisse questa lettera dopo aver evangelizzato Corinto per un periodo di oltre 18 mesi, dalla fine del 50 alla metà del 52Per una discussione sulla datazione si veda ad esempio: Secondo la sua consuetudine di operare nei grandi centri, voleva impiantare la fede cristiana in questo porto famoso e molto popolato, da dove si sarebbe irradiata in tutta l'Acaia. Di fatto riuscì a stabilirvi una forte comunità, soprattutto negli strati modesti della popolazione (1 Cor ). Questa grande città era un centro di cultura greca, dove si affrontavano correnti di pensiero e di religione molto differenti tra loro, e celebre per il caratteristico rilassamento dei costumiPur essendo una delle sedi del governo e la più importante città commerciale della Grecia. Corinto era per molti simbolo di licenziosità e piaceri sfrenati, tanto che fu coniata l'espressione "corintizzare" o "vivere alla corinzia", nel senso di "praticare l'immoralità" - Perspicacia nello studio delle Scritture, Volume I, pag. 572, Watch Tower, New York, 1988. Secondo lo studioso H.H. Halley infatti, Corinto era: una città rinomata e voluttuosa, dove si incontravano i vizi dell'Oriente e dell'Occidente Inoltre un noto dizionario biblico fa notare che : La sua ricchezza fu tanto celebrata da divenire proverbiale; tali furono il vizio e la dissolutezza dei suoi abitanti. Il contatto della giovane fede cristiana con questa immorale capitale del paganesimo doveva porre ai neofiti numerosi e delicati problemi. Paolo nella sua prima lettera ai cristiani di Corinto (così come nella Seconda lettera ai Corinzi) cerca di risolverli.

Sembra che una prima lettera "pre-canonica" (), di data incerta, non sia stata conservata.

Più tardi, nel corso del suo soggiorno di tre anni (54-57) a Efeso nel corso del terzo viaggio, alcune domande portate da una delegazione di Corinto (), a cui si aggiunsero le informazioni ricevute da Apollo () e della "gente di Cloe" (), spinsero Paolo a scrivere una nuova lettera (quella conosciuta come Prima lettera ai Corinzi) verso la Pasqua del 57 ().

La lettera

La Prima lettera ai Corinzi è considerata una delle più importanti dal punto di vista dottrinale; vi si trovano informazioni e decisioni su numerosi problemi cruciali del Cristianesimo primitivo, sia per la sua "vita interna": purezza dei costumi (), matrimonio e verginità (), svolgimento delle assemblee religiose e celebrazione dell'eucaristia (), uso dei carismi (); sia per i rapporti con il mondo pagano: ricorso ai tribunali (), carni offerte agli idoli ().

Paolo affronta diversi punti di vista cristiani, sulla libertà della vita cristiana, la santificazione del corpo, il primato della carità (in particolare in quello che viene chiamato Inno alla carità), l'unione al Cristo, la parusia. In merito alla parusia, "Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati"., "Paolo era convinto del fatto che la fine del mondo, ovvero la vittoria definitiva di Dio e di Cristo, alla quale avrebbe partecipato anche ogni cristiano, sarebbe avvenuta mentre egli era ancora in vita"Così gli esegeti dell'interconfessionale "Parola del Signore Commentata", che aggiungono come anche in ("Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato"): "Non cercate inutili cambiamenti. [...] Per Paolo però il problema si pone in modo diverso: egli infatti era convinto che la fine del mondo fosse molto vicina"; concordemente gli studiosi della Bibbia di Gerusalemme sottolineano che "Paolo si aspettava che la parusia avesse luogo prima della sua morte" e quelli dell'interconfessionale Bibbia TOB: "Paolo parla come un uomo che pensa di essere ancora vivo al momento della parusia". (Parola del Signore Commentata, traduzione interconfessionale, Nuovo Testamento, LDC/ABU, 1981, p. 530; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2747, ISBN 978-88-10-82031-5; Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, p. 2637, ISBN 88-01-10612-2. Cfr anche: Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 1064, ISBN 88-399-0054-3; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 338-339, ISBN 978-88-430-7821-9.)., per cui "alcuni testimoni [manoscritti] cancellano la negazione per rimuovere la speranza irrealizzata di Paolo di voler vivere per vedere la parusia"Come evidenziano gli studiosi del "Nuovo Grande Commentario Biblico". (Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, p. 1064, ISBN 88-399-0054-3.)..

L'orizzonte escatologico è sempre presente e sottende tutta l'esposizione sulla resurrezione della carne (). Questo adattamento del Vangelo al mondo nuovo si manifesta soprattutto nell'opposizione, secondo Paolo, tra il vero cristianesimo e la sapienza ellenica. Agli abitanti di Corinto Paolo scrive che, a suo parere, c'è un solo maestro, il Cristo; un solo messaggio, la salvezza mediante il sacrificio di Cristo; e che lì si trova la sola e vera sapienza ().

Data e luoghi La maggior parte degli studiosi stabilisce la data della composizione della lettera fra il 53 e il 57.. Altri pensano che la giusta data sia da collocare invece fra il 53 e il 54, comunque durante il terzo viaggio apostolico di Paolo.

Il luogo di stesura della lettera è Efeso (), dove Paolo soggiornò per tre anni/tre anni e mezzo.

Scopo e destinatari

Al tempo della composizione della lettera di Paolo ai Corinzi, nella folta comunità cristiana corinzia esistevano diversi problemi di natura spirituale.

Lo scopo della lettera era evidenziare tali problemi discutendoli da un punto di vista cristiano e trovare la giusta soluzione. Paolo conosceva Corinto come città pagana e liberale. Falsi maestri e stoltezza della sapienza del mondo, divisioni, immoralità sessuale e cattive compagnie, Ebrei e Gentili, idolatria e matrimonio sono i più importanti temi trattati dalla lettera con il capitolo 13 che mette in evidenza come tema dominante l'amore basato sul principio che travalica ogni conoscenza ed adempie la fede. L'amore non viene mai meno () ed è l'amore che rappresenta nella scala dei valori cristiani, la massima espressione del cristianesimo (). È vero che la lettera di Paolo contiene il termine agápe, ma tradurlo semplicemente come amore potrebbe essere fuorviante, poiché in ambito cristiano indica specificamente la carità. Del resto la traduzione ufficiale C.E.I. del 2008 adotta quest’interpretazione, anche se altre versioni — come La Parola del Signore – La Bibbia in lingua corrente (TILC) e la Nuova Diodati — preferiscono il termine amore.

Paolo scrive ai cristiani di Corinto chiamati ad essere santi () e che nonostante i molti problemi spirituali esistenti in quella comunità, egli ama unitamente a Cristo. (). La composizione della comunità cristiana comprendeva sia giudei che greci, con una probabile maggioranza di greci e altri Gentili.

Scrittore, autenticità e canone L'autenticità delle due lettere ai Corinzi e l'attribuzione di questi scritti a Paolo, è fuori di ogni ragionevole dubbio."Sia l'evidenza esterna che quella interna, contiene elementi di prova così forti che dimostrano la paternità paolina, tanto che, coloro che tentano di dimostrare che l'apostolo [Paolo] non è stato lo scrittore, riescono a dimostrare soprattutto la loro incompetenza come critici" - Robertson and Plummer, I Corinthians (ICC), xvi Ferdinand Christian Baur teologo tedesco e leader della scuola esegetica di Tubinga attribuì a Paolo la paternità delle lettere ai Corinti. A suo avviso non vi era nessuna concepibile ragione da parte di critici di nutrire alcun dubbio. La canonicità delle due lettere infatti fu accettata dai primi cristiani che la inclusero nelle loro collezioni.

Nella lettera chiamata I Clemente,Lo studioso Daniel B. Wallace lo identifica in Clemente Romano scritta da Roma ai Corinzi e del 95 circa, lo scrittore invita i destinatari a: riprendere l'epistola del benedetto Paolo apostoloThe Interpreter's Bible, 1944, Volume 10, pag. 13 La prima lettera ai Corinti, inoltre è citata da Tertulliano, Ireneo di Lione, Giustino, Clemente Alessandrino, Basilide di Alessandria, Atenagora di Atene, Policarpo di Smirne e Ignazio di Antiochia.1 Corinthians: Introduction, Argument, and Outline di Daniel Baird Wallace, professor of New Testament Studies at Dallas Theological Seminar Una collezione delle due lettere di Paolo a Corinzi insieme alle altre sue lettere, secondo alcuni studiosi: fu formato e pubblicato nell'ultimo decennio del primo secolo.

Una prova che Paolo scrisse da Efeso la sua prima lettera ai Corinzi è intrinseca alla stessa sua epistola, infatti in I Corinzi 16,8 Paolo dichiara: "Ma rimarrò ad Efeso fino alla festa della Pentecoste".()