Brinzio (AFI: ; Brin-sc o BrinšIn dialetto varesotto si usa solitamente la grafia Brin-sc, che rispecchia la pronuncia locale, mentre Brinš è una grafia insubre alternativa., in dialetto varesotto) è un comune italiano di abitanti della provincia di Varese in Lombardia. È situato a 11 chilometri dal centro di Varese, nella valle che separa i massicci montuosi prealpini del Campo dei Fiori e della Martica; l'altitudine media del territorio comunale è di 510 metri s.l.m. Il toponimo è a volte citato accompagnato dall'articolo determinativo, sicché ci si può riferire al paese come Il Brinzio (Ul Brinsc nel vernacolo varesotto) Si noti la preposizione articolata anteposta al nome del paese..

L'esistenza del borgo è attestata dal 979 d.C., mentre il territorio dove è situato risulta essere abitato fin dalla Preistoria.; è amministrativamente un comune autonomo da prima del XIV secolo e tale è rimasto nelle epoche successive, con solo una parentesi di accorpamento a borghi limitrofi tra il 1809 e il 1816.

Brinzio, il cui territorio è interamente compreso nel Parco regionale Campo dei Fiori, ha conservato nel tempo le proprie caratteristiche di borgo rurale, inserito nel peculiare ambiente naturale della fascia prealpina del Varesotto.

Geografia fisica

Territorio La vallata in cui è situato il paese si apre a sud-est, tramite il passo della Motta Rossa, verso la Val di Rasa (e quindi verso Varese) e a nord-ovest verso la Valganna e la Valcuvia; alcune fonti la considerano parte integrante di quest'ultima, mentre per altre essa costituirebbe un tutt'uno anche con la Val di Rasa e con tutta la vallata segnata dall'alto corso del fiume Olona, ossia dal passo della Motta Rossa fino alla località Robarello nel comune di Varese. Ulteriori fonti ottocentesche e finanche anterioriMarcantonio Dal Re, , acquaforte, 1741 circa. Milano, Civiche Raccolte Grafiche e Fotografiche. Civica raccolta delle stampe Achille Bertarelli. designano come val Brinci addirittura tutto il territorio vallivo che va dalle porte di Varese (al di sotto della prima cappella del Sacro Monte) fino a Luino (Luvino) e al lago Maggiore ; Giulio Cesare Bizzozero, nell'opera Varese e il suo territorio, ricomprende la val Brinzio tra Ferrera e Fogliaro passando per Rancio .

L'altitudine del territorio comunale è compresa fra una quota minima di 400 metri s.l.m. e una quota massima di metri s.l.m.

Il comune confina a nord con il territorio di Bedero Valcuvia, a est con Valganna e Induno Olona, a sud con Varese, a ovest con Castello Cabiaglio e Rancio Valcuvia.

Dal punto di vista sismico il territorio comunale si trova, stando alla classificazione della protezione civile, in zona 4 (soggetta a sismicità molto bassa).

Idrografia

Nel territorio comunale si trovano il laghetto di Brinzio (dichiarato riserva naturale orientata) e numerosi torrenti. Confluiscono nel laghetto, alimentato anche da sorgenti perenni insite nel relativo bacino, i torrenti Rio di Brinzio, Intrino e Buragona. Unico emissario del laghetto è il torrente Brivola.

Il torrente più importante del paese (a livello di portata e alveo) è il Valmolina, che nasce dall'unione di alcuni ruscelli sulla Martica in località Pianco, quindi scende dalla montagna, scorre nel centro del paese e poi a ovest verso la Valcuvia, raccogliendo le acque dei torrenti Brivola e Riazzo (che nasce sul Campo dei Fiori, in territorio di Varese). Poco dopo la confluenza, il Valmolina compie un salto di 27 metri, detto cascata del Pesegh o Pesech, per poi raccogliere anche le acque del torrente Pardomo e infine sfociare nel Rancina, affluente del Margorabbia e, in ultima istanza, del lago Maggiore. Lo sbarramento morenico costituito dal passo della Motta Rossa, originatosi a seguito della glaciazione Würm tra i massicci del Campo dei Fiori e della Martica, separa Brinzio dal bacino idrografico dell'Olona.

Fino circa ai primi anni del XX secolo il paese fu interessato con regolarità da problemi idrogeologici: le piogge abbondanti causavano infatti l'esondazione dei torrenti che discendevano in valle, in particolar modo all'originaria confluenza tra Intrino e Brivola, non troppo discosta dalla chiesa. Piene particolarmente consistenti potevano invadere le vie dell'abitato e causare gravi danni a persone e cose; su alcune case sono apposte targhette che segnano il livello raggiunto dalle piene. Alcuni interventi sull'idrografia locale (quali la deviazione dell'Intrino nel laghetto, l'allargamento e l'approfondimento degli alvei, il consolidamento degli argini) hanno notevolmente ridotto il problema, consentendo alle acque torrentizie di scaricarsi ordinatamente a valle nel "collettore naturale" costituito dalla cascata del Pesegh e dal Rancina. Problemi di natura alluvionale si sono però ripresentati verso il terzo millennio, laddove piogge torrenziali hanno saturato torrenti e ruscelli, portando anche a valle consistenti quantità di detriti, con effetti deleteri in particolare per il laghetto.

Altre importanti zone umide sono le torbiere; nella zona nord del territorio comunale se ne trovano varie, delle quali il Pau Majur è la principale, dichiarata riserva naturale orientata..

Clima

Data la posizione del paese, adagiato in fondo a una valle non molto larga e circondata da creste montuose alte anche più di 1 000 m sul livello del mare, il microclima locale non beneficia dell'influenza mitigatrice del lago Maggiore e degli altri bacini lacustri minori della provincia. Per la stessa ragione, nonché per il contesto agro-silvestre che circonda l'abitato, il territorio comunale è soggetto a un'isola climatica, per effetto della quale nei comuni limitrofi il tempo atmosferico e/o le temperature possono essere anche sensibilmente diverse da quelle brinziesi. Le temperature minime tardo-autunnali e invernali scendono spesso sotto lo zero (la minima storica è di -18 °C, registrata l'11 febbraio 1929.), anche a causa della scarsa esposizione al sole del territorio. La piovosità è tra le più alte d'Italia, con oltre 1 500 mm di media all'anno, concentrati soprattutto nei periodi marzo - maggio e settembre - ottobre. In inverno la neve cade molto frequentemente tra novembre e marzo, con un accumulo medio di oltre 60 cm annuiDati meteo forniti dal .

Classificazione climatica: zona E, 2751 GG.

Origini del nome Due sono le ipotesi sull'origine del nome Brinzio. La prima lo lega al nome degli Insubri, la prima popolazione che si stanziò nel Varesotto, che a sua volta ha origine dal termine gallico n-so-Bri (o briae), che indicherebbe i ponti o le palafitte: i ritrovamenti archeologici sembrano infatti indicare che la prima colonizzazione della vallata, piuttosto acquitrinosa, sia avvenuta con questo tipo di insediamenti. La seconda lo associa all'antroponimo, o nome di famiglia, Berentius..

Il toponimo è altresì attestato con varie grafie arcaiche, quali Brincio (che appare negli Statuti delle strade ed acque del contado di Milano fatti nel 1346, raccolti da Giulio Porro Lambertenghi nel 1868), Brinci o Brenci ; degna di nota è anche la presenza dell'indicazione Brino sulla mappa del Ducato di Milano nella Galleria delle carte geografiche dei Musei Vaticani, affrescata sotto la direzione di Ignazio Danti nel 1581.

Storia

Secondo tradizioni locali, il paese fu fondato da pastori provenienti da Castello Cabiaglio, che si stabilirono nella località nota come Casée (considerato il nucleo più antico del borgo); nella realtà dei fatti è stato accertato che la presenza di un insediamento umano nella zona risale già alla Preistoria. Successivamente, la zona continuò a essere abitata anche in epoca romana. La prima fonte scritta su Brinzio è un documento del 979, conservato presso il Sacro Monte di Varese, nel quale si attestano alcune permute di terreni. In un'altra carta, rogata l'8 settembre 1197, compaiono gli organi e le persone preposte al governo della comunità. L'atto annota la seguente transazione: Marcius de Vivencis e Giovanni detto Lei, consoli, Guido Sartor, decano, e i deputati Spinacius, Giovanni de Flumine, Pietro Bonacosa, Lanfranco Dodonus, Giovanni Arnaldi, Ambrogio Corda e Pietro Lixia vendono alla chiesa di Santa Maria del Monte numerosi appezzamenti di terreno, da tempo affittati dalla stessa.. Da ciò si deduce che il paese è governato da due consoli, un decano e alcuni deputati, più propriamente detti "vicini". Il permanere dell'ordinamento consolare e della vicinia è documentato in ulteriori carteggi risalenti alla fine del XVI secolo e ai primi del XVII secolo; in particolare, il 6 aprile 1645 è attestata la presenza a Cuvio del console Giovanni Maria de Vanino, che presenziò alla presa di possesso del feudo della Valcuvia da parte di Stefano e Pietro Cotta.. Nel 1751 il paese fu inserito nel compartimento del Ducato di Milano, XVII distretto della Pieve di Val Cuvia..

Con la Rivoluzione francese e la successiva ascesa di Napoleone Bonaparte, l'assetto amministrativo del comune mutò. Durante la Repubblica Cisalpina le municipalità furono sottoposte ai dipartimenti (costituzione del 9 luglio 1797), si istituirono prefetture e vice-prefetture (6 maggio 1802), si divisero i comuni in tre classi sulla base della popolazione (24 luglio 1802) e per i comuni di terza classe (come appunto Brinzio) si istituì per la prima volta la figura del sindaco, capo dell'amministrazione comunale, nominato dal re e sottoposto al controllo del prefetto di competenza (nella fattispecie quello di Cuvio). Brinzio venne inserito nel dipartimento del Verbano, poi conglobato in quello dell'Olona, e infine nel IX distretto di Cuvio. Nel 1800 passò sotto il dipartimento del Lario, e nel 1805 venne inserito nel cantone di Cuvio. Nel 1809 Brinzio perse l'autonomia comunale e fu amministrativamente accorpato (insieme ad altri borghi limitrofi) sotto la giurisdizione di Cuvio, per poi passare nel 1812 sotto Rancio.

Il Congresso di Vienna produsse ancora modificazioni. La Lombardia tornò sotto il controllo degli Asburgo, sancendo il sostanziale ritorno al sistema amministrativo in uso al tempo dell'imperatrice Maria Teresa: il 12 febbraio 1816 Brinzio fu ricostituito in comune autonomo e assegnato alla provincia di Como e, sotto di essa, al distretto XVIII di Cuvio. Il successivo 12 aprile venne introdotto come organo di governo locale il consiglio degli estimati (erede della vicinia, formato dai proprietari terrieri di maggior rilevanza), che eleggeva tre deputati, il cancelliere del censo e l'agente comunale.. Per quanto riguarda l'istruzione pubblica, già nel 1822, per iniziativa del parroco don Luigi Giacometti, fu creata una scuola pubblica maschile, le cui lezioni si svolgevano all'interno della casa del presbitero. Nel 1853 essa venne aperta anche alle ragazze.. Nello stesso anno una riforma dei distretti della provincia comense fece passare Brinzio nella XVI ripartizione, facente capo a Varese.

Con l'Unità d'Italia, il paese venne poi inquadrato nel III mandamento di Cuvio, in provincia di Como.. Con la promulgazione della legge Rattazzi (23 ottobre 1859), la popolazione maschile di Brinzio fu chiamata alle urne per eleggere un consiglio comunale. Il 20 gennaio 1860, su 78 aventi diritto votarono in 43 ed elessero 15 consiglieri. Nel 1860 il Re nominò il primo sindaco del paese: il cav. Pietro VaniniArchivio del Comune di Brinzio, parte prima, cart. 10, fasc. 6..

Pochi anni dopo la fine della prima guerra mondiale, con l'avvento del fascismo, il sindaco fu sostituito dal podestà, di nomina governativa. Primo podestà fu l'avv. Franco Piccinelli. Nel 1927 il paese passò dalla provincia di Como alla nuova provincia di Varese..