Il Busto di Nefertiti, chiamato anche Testa di Nefertiti, o anche solo Nefertiti, è uno dei tesori d'arte più conosciuti dell'Antico Egitto ed è considerato il capolavoro della ritrattistica del periodo di Amarna. Risale al regno del faraone Akhenaton al tempo della XVIII dinastia (Nuovo Regno) tra il 1353 e il 1336. a.C.Datazione secondo
Il busto della regina Nefertiti fu scoperto il 6 dicembre 1912, durante gli scavi della Società Orientale Tedesca diretti da Ludwig Borchardt a Tell el-Amarna, nell'edificio P 47,2, laboratorio del capo scultore Thutmose. Venne trasportato in Germania nel gennaio 1913, nel quadro della spartizione dei reperti con l'autorizzazione del Consiglio supremo per le antichità del Ministero egiziano della Cultura.
Nel 1920, grazie a una donazione di James Simon, insieme ad altri oggetti, che fino allora erano in prestito a lunga durata alla Ägyptische Abteilung der königlich preußischen Kunstsammlungen (Sezione egizia delle collezioni d'arte del regno di Prussia), andò allo Stato Libero di Prussia.
Solo nel 1924 si ebbe una presentazione pubblica nel Museo costruito per la collezione egizia dei Musei statali nell'Isola dei Musei a Berlino. Oggi il busto è proprietà della Fondazione del patrimonio culturale prussiano (Stiftung Preußischer Kulturbesitz) e, col numero d'inventario 21300, costituisce l'attrazione principale del Museo Egizio di Berlino, che dal 16 ottobre 2009 è nuovamente sistemato nel Neues Museum (ala settentrionale) dell'Isola dei Musei.
Sul valore del busto di Nefertiti vi sono valutazioni diverse. È coperto da un'assicurazione per 390 milioni di dollariWelt Online: Das zweite geheime Gesicht der Nofretete, 16 ottobre 2009, mentre d'altra parte il suo valore viene calcolato anche in 520 milioni di dollari.
Storia della scoperta
Antefatto La storia di Amarna come luogo di scavi archeologici comincia con il padre gesuita Claude Sicard, che nel novembre 1714 disegnò copie delle stele di confine dell'antica città di Akhetaton. Venne poi la spedizione di Napoleone Bonaparte, che trovò i "resti di un'antica città". Dopo altre ricerche e scoperte dovute a John Gardner Wilkinson (1824), Karl Richard Lepsius (1842/1845), Flinders Petrie (1891/92), Norman de Garis Davies (1901), e visite di James Henry Breasted (1895), fu il turno di Ludwig Borchardt.
Francia e Inghilterra avevano già da parecchi anni i loro istituti di ricerca in Egitto. Così anche l'Accademia tedesca delle Scienze sostenne una partecipazione regolare di studiosi tedeschi. Tuttavia mancavano i sostegni politici, diplomatici e finanziari. Al Kaiser Guglielmo II non piaceva il vantaggio scientifico che gli altri due stati avevano in Egitto come potenze coloniali nella regione: anche nei musei tedeschi, soprattutto a Berlino, si sarebbero dovuti trovare in futuro oggetti storici, non solo al Louvre o al British Museum. Nel 1899, infine, fu istituito presso il Consolato generale imperiale al Cairo il posto di addetto scientifico, con il compito di informare l'Accademia berlinese delle Scienze su tutti gli eventi importanti nel campo dell'egittologia. Questo posto fu occupato dall'architetto ed egittologo Ludwig Borchardt, e nel 1907 venne trasformato in Direzione dell'Istituto imperiale per l'archeologia egizia, istituzione che ha preceduto l'attuale Istituto Archeologico del Cairo.Carola Wedel: Nofretete und das Geheimnis von Amarna. p. 22.
Dopo l'inventario di una spedizione prussiana del 1842Dietrich Wildung: Die Büste der Nofretete. S. 7., diretta da Karl Richard Lepsius, seguì la prima ispezione dell'area di Tell el-Amarna grazie a Borchardt (1907). A sud delle rovine del tempio si trovavano case d'abitazione e officine che parvero ai ricercatori molto promettenti. Borchardt riuscì a convincere il commerciante di cotone berlinese James Simon a finanziare le successive campagne di scavi; egli aveva finanziato anche gli scavi di Borchardt presso le piramidi di Abusir.Tra gennaio e aprile 1911 cominciò la prima grande campagna di scavi della Società orientale tedesca, sotto la guida di Borchardt ad Amarna, per la quale Simon il 29 agosto ottenne la concessione di scavo. Certo la conduzione dello scavo apparteneva alla Società orientale tedesca, ma un contratto con Simon prevedeva che egli avrebbe garantito il finanziamento annuale di 30.000 marchi, e tutti i ritrovamenti della partecipazione tedesca alla campagna sarebbero passati in suo possesso.
Storia dei ritrovamenti e suddivisione dei reperti
Durante la terza campagna di scavi (tra novembre 1912 e marzo 1913) della Società orientale tedesca a Tell el-Amarna, nei resti di una casa di mattoni d'argilla nel settore P 47,2 (Spazio 19) fu scoperto il busto di Nefertiti nel laboratorio dello scultore Thutmose. La posizione del ritrovamento faceva capire che il busto doveva essersi trovato su una mensola di legno, per la cui rottura era caduto a terra. Esso rimase largamente indenne e le macerie accumulatesi conservarono il busto. Il pezzo fu inserito nell'elenco dei reperti al numero 748 con la breve descrizione "busto dipinto della regina". Borchardt annotò sul suo diario:
Nello stesso spazio si trovò un busto del re Akhenaton, a grandezza naturale, anch'esso dipinto e fatto di pietra calcarea (n. 1300), che però era in pezziLudwig Borchardt, U.Herbert Ricke:Die Wohnhäuser in Tell el-Amarna.p. 98. Diversamente dal busto di Nefertiti, era evidente in questo caso che i danni non potevano essere avvenuti per una caduta. All'epoca dei lavori di Borchardt a Tell el-Amarna l'Egitto si trovava sotto occupazione britannica e il Servizio delle Antichità egizie (oggi Supremo consiglio delle Antichità) era sotto direzione francese. La spartizione dei reperti di questa campagna di scavi ebbe luogo il 20 gennaio 1913 secondo le regole allora in vigore "in parti uguali" (à moitié exacte) tra l'Egitto e lo Stato che conduceva gli scavi. Un documento del 1924 trovato negli archivi della Società orientale tedesca ricorda l'incontro di quel giorno fra Ludwig Borchardt e un alto funzionario egiziano per discutere la divisione dei reperti archeologici del 1912 fra Germania ed Egitto. Secondo il segretario della Società orientale tedesca (che era l'autore del documento ed era presente all'incontro), Borchardt "voleva salvare per noi il busto". Controversy: Did Germany Cheat to Get Bust of Nefertiti?|date=10 February 2009|publisher=Der Spiegel|accessdate=17 November 2009 Si sospetta che Borchardt abbia nascosto il vero valore dell'opera, anche se egli sempre negò.
Borchardt aveva costituito le due parti, il che fino al 1914 era privilegio dell'archeologo che aveva condotto gli scavi. Gaston Maspero, direttore del Servizio delle antichità, affidò al suo collaboratore Gustave Lefebvre la regolazione della spartizione. Una parte conteneva il busto di Nefertiti, l'altra, che Lefebvre scelse alla fine per il Museo Egizio del Cairo, comprendeva il cosiddetto polittico del Cairo, una stele dipinta che mostrava la coppia reale Akhenaton e Nefertiti con tre delle loro figlie. Secondo Borchardt, fino a quel momento il Museo del Cairo non possedeva alcuna stele, però desiderava avere tale reperto, il che risultava determinante nel suo ordinamento degli oggetti. Non si conosce il motivo della decisione di Lefebvre di assegnare a Borchardt la parte dei reperti con la "regina colorata" e di scegliere per l'Egitto la stele dipinta. L'egittologo Rolf Krauss ha espresso l'ipotesi che Borchardt potesse convincere Lefebvre, a seguito di un'analisi più attenta, a non spartire i reperti. L'allora direttore del Museo Egizio di Berlino, Dietrich Wildung, al contrario ha sostenuto che gli egittologi in quel momento "attribuivano un più grande valore scientifico ai testi piuttosto che ai busti". Nel 1918 Burchardt scrisse, riguardo a Lefebvre, che a questo la suddivisione secondo la regola da un lato era sembrata troppo rigida, mentre d'altra parte lui era specialista di iscrizioni e papiri e per questo non aveva riconosciuto il valore del busto. Borchardt riferì inoltre che sul risultato aveva influito la propria abilità nella trattativa sui reperti.Carola Wedel: Nofretete und das Geheimnis von Amarna. p. 25. Nel 1914 Pierre Lacau succedette al Maspero, introducendo una regolamentazione più severa sulla suddivisione dei reperti: da allora in poi tutti i pezzi unici avrebbero dovuto essere assegnati all'Egitto.
Collocazioni del busto
Nel 1913 James Simon ricevette il permesso di esportare il busto dall'Egitto in Germania. Esso fu portato a Berlino, quindi collocato nella villa di Simon nel quartiere del Tiergarten, attualmente sede della rappresentanza del Land Baden-Württemberg. Qui lo vide anche più volte il Kaiser Guglielmo II. Borchardt fin dalla divisione dei reperti sostenne molto decisamente che il busto non doveva essere presentato al pubblico. L'11 luglio 1920 Simon trasformò il prestito a lunga durata degli oggetti provenienti dagli scavi di Amarna alla "Sezione egizia della collezione d'arte reale prussiana" in una donazione al Libero Stato di Prussia. Il busto, contro l'espresso desiderio di Borchardt, fu esposto per la prima voltaPer la prima esposizione del busto sono stati indicati gli anni 1923 e 1924. Lo scritto di Porträts der Königin Nofretete apparve nel 1924 con numerose foto del busto, ma recava la data 1923.Nofretete geht auf Reisen: Nofretete in Berlin: Eine Chronologie nel 1924, nel quadro della Mostra su Tell el-Amarna nell'Isola dei Musei a Berlino. Durante la Seconda guerra mondiale il busto dapprima (settembre 1939) fu custodito in una cassa col numero 28 nel caveau della Reichsbank, poi, nel 1941, venne portato nel bunker antiaereo allo Zoo. Nel marzo 1945 avvenne l'evacuazione dei beni artistici e culturali nella galleria della miniera di salgemma a Merkers in Turingia. In seguito all'occupazione di Merkers da parte delle forze armate statunitensi (4 aprile 1945), gli oggetti furono portati tredici giorni dopo nella Reichsbank a Francoforte.
Dopo la Seconda guerra mondiale gli americani allestirono a Wiesbaden un luogo di raccolta di opere d'arte, il cosiddetto Central Collecting Point. Il Busto di Nefertiti andò dunque da Francoforte a Wiesbaden in una cassa con la scritta La regina colorata. Il capo degli ufficiali addetti alla custodia delle opere d'arte (i cosiddetti Monuments men), Walter Farmer, impedì l'esportazione del busto negli Stati Uniti. Il 12 maggio 1946 per sua iniziativa fu organizzata nel Museo di Wiesbaden un'esposizione degli oggetti d'arte provenienti da Berlino, compreso il busto di Nefertiti. Der Spiegel nel gennaio 1947 riferì che più di 200.000 persone avevano visitato l'esposizione.Der Spiegel: Eine Königin bleibt. Der berühmteste Kopf aus Stein. 4. Januar 1947. Nel 1948 tutto il deposito d'arte fu affidato all'amministrazione fiduciaria del governo regionale dell'Assia. Il busto fino al 1956 fu visibile a Wiesbaden per complessivi dieci anni. Il 22 giugno 1956 vi fu il viaggio di ritorno di Nefertiti a Berlino, dove dapprima fu collocata nella pinacoteca del Museo a Dahlem. Il busto della regina dopo undici anni fu esposto all'apertura del Museo egizio a Charlottenburg (10 ottobre 1967). A parte la prima TAC, che fu eseguita nel 1992 alla Clinica di Charlottenburg dell'Università di Berlino, l'opera rimase in tale sede insieme alla collezione egizia fino al 28 febbraio 2005. Poi il busto di Nefertiti per breve tempo fu esposto nella mostra Geroglifici su Nefertiti nel Kulturforum di Berlino, prima di essere nuovamente in esposizione temporanea nell'Altes Museum sull'Isola dei musei.DeutschlandRadio: Hieroglyphen um Nofretete. 1. März 2005. Alla riapertura del Neues Museum il busto è tornato nel suo posto originario nell'Isola dei Musei.
La regina Nefertiti