Dopo una brillante carriera militare, divenne il comandante in capo delle forze armate statunitensi durante il periodo più cruento della Guerra del Vietnam, dal 1964 al 1968. Propugnatore di una aggressiva tattica di guerra nella penisola Indocinese, Westmoreland non riuscì, nonostante la schiacciante superiorità di mezzi e potenza di fuoco delle truppe americane, ad ottenere successi decisivi contro le forze nemiche; le dure perdite subite dalle sue forze e il crollo della sua credibilità dopo l'inattesa Offensiva del Têt del febbraio 1968, provocarono la sua sostituzione nel giugno 1968.
Biografia Gli inizi della carriera militare Nato nella Contea di Spartanburg, Carolina del Sud, da famiglia benestante, imprenditori nel tessile e nel campo finanziario, studiò all'Accademia militare di West Point nella classe del 1932.
Ne uscì ufficiale nel 1936, dopo una distinta carriera accademica; in particolare ottenne il grado di capitano e la prestigiosa Pershing Sword assegnata al miglior allievo del corso. Dopo West Point divenne ufficiale di artiglieria e partecipò alla seconda guerra mondiale sul fronte Tunisino, in Sicilia e sul fronte Europeo, nei ranghi della 9ª Divisione fanteria (di cui divenne capo di stato maggiore nel 1945), e della 82ª Divisione aviotrasportata (in cui comandò un battaglione di artiglieria durante la battaglia delle Ardenne).
Dopo la seconda guerra mondiale Westmoreland restò nelle truppe aviotrasportate, prima come comandante di reggimento sempre della 82ª, (con cui partecipò alla guerra di Corea); e poi, dopo essere diventato il più giovane maggior generale dell'Esercito nel 1956 all'età di 42 anni, prendendo il comando nel 1958 della 101ª aviotrasportata che portò ad un altissimo livello di prontezza operativa.
Nel 1960 Westmoreland ritornò a West Point diventando il sovrintendente della prestigiosa Accademia, prima di assumere il comando nel 1963 del XVIII Corpo d'armata aviotrasportato. Sempre nel 1963 collaborò anche con la CIA nella stesura dell'Operazione CHAOS diretta a contrastare il comunismo nel mondo e nel sud-est asiatico in particolare.
Ufficiale preparato, efficiente e dalla notevole personalità, Westmoreland disponeva di una preparazione tecnica e di una cultura eccellente; ed era dotato di grandi qualità organizzative e manageriali, rappresentando praticamente il miglior esponente della nuova generazione di ufficiali americani idonei alla guerra e alle tecniche moderne in sviluppo negli anni sessanta, ma tuttavia non ugualmente pronto a competere con complesse problematiche politico-propagandistico-militari di una guerra insurrezionale nel Sud-Est asiatico..
Comandante Supremo in Vietnam
Nel 1964, dopo la brillante carriera, Westmoreland raggiunse quindi il grado di generale a quattro stelle e, con l'intensificarsi della guerra del Vietnam, gli venne affidato (dopo un breve periodo come vice-comandante), in sostituzione del generale Paul Harkins, il Comando del MACV (Military Assistance Command, Vietnam), la struttura ufficialmente deputata ad organizzare e dirigere l'aiuto tecnico e militare al governo del Vietnam del Sud, ma in realtà il vero centro di comando supremo di tutte le sempre crescenti forze americane impiegate direttamente in guerra.
Nel gennaio 1964, poco prima di assumere il comando, il generale Westmoreland ebbe un incontro con il generale Douglas MacArthur; l'alto ufficiale consigliò di impiegare truppe fornite da altre nazioni dell'estremo oriente, la Corea del Sud, le Filippine e la Cina Nazionalista. Egli ritenne inoltre che le unità da combattimento americane avrebbero dovuto essere escluse da operazioni antiguerriglia ed impiegate unicamente per sbarrare la via di accesso attraverso il Laos. Nelle sue memorie il generale Westmoreland afferma di aver condiviso le valutazioni del generale MacArthur che tuttavia non sarebbero state prese in considerazione dall'autorità politica.
Durante il suo periodo di comando il generale Westmoreland presentò continue richieste al Pentagono di nuove truppe e mezzi per condurre la sua ambiziosa strategia di guerra, da lui ideata e proposta al presidente fin dalla primavera 1965. Dopo numerose tergiversazioni, il presidente Johnson decise, prima di iniziare i bombardamenti sul Vietnam del Nord (marzo 1965).; quindi di autorizzare Westmoreland ad impiegare in modo attivo le sue forze per difendere gli insediamenti più importanti (giugno 1965).; e infine, nel luglio 1965, approvò (ma senza richiamare le riserve né una formale dichiarazione di guerra) il piano globale del generale per vincere la guerra e consentì un graduale e massiccio incremento di truppe e armamenti, e il conseguente passaggio ad una direzione e conduzione diretta dei combattimenti da parte delle forze americane..
Il continuo incremento numerico e materiale delle forze americane in Vietnam dal 1965 al 1967 (cosiddetta Escalation), consentì a Westmoreland di organizzare e condurre con ostinazione, sempre più grandi e costose operazioni combinate di "individuazione e distruzione" (Search and Destroy) dei rifugi e delle forze nemiche, contando, grazie alla schiacciante superiorità di mezzi e di potenza di fuoco delle sue forze, di infliggere perdite insostenibili al nemico, fino al punto di spezzarne la volontà combattiva e costringerlo ad abbandonare la lotta..
Nel dettaglio, la strategia studiata da Westmoreland e dai suoi principali collaboratori, il generale William E. DePuy e il generale Richard G. Stilwell, per far fronte all'aggressione (termine usato dalla propaganda americana per denominare la guerra nel Vietnam del Sud) prevedeva tre fasi distinte delle operazioni., da sviluppare in successione contemporaneamente al progressivo incremento delle forze americane operative: In primo luogo era necessaria la costituzione e protezione di una solida struttura di basi americane e di infrastrutture logistiche sul territorio del Vietnam del Sud su cui far convergere le enormi forze terrestri e aeree previste dai piani. La seconda fase prevedeva l'intervento diretto delle forze combattenti americane sulla zona di confine e nel settore centrale degli altipiani per bloccare le infiltrazioni nordvietnamite e impedire una possibile penetrazione nemica in profondità per tagliare fuori le regioni settentrionali del Sud Vietnam dal resto del paese. In una terza fase le forze americane avrebbero assunto l'iniziativa sferrando grandi operazioni offensive per individuare e distruggere a poco a poco le forze nemiche, sferrando colpi sempre più duri e infliggendo perdite sempre più devastanti; alla lunga si prevedeva un cedimento morale del nemico e la possibilità o di una sua resa o dell'accettazione di una tregua favorevole alle forze americane e sudvietnamite.
Contemporaneamente a queste fasi operative, Westmoreland contava, per rafforzare e facilitare il successo dei suoi piani, sui massicci bombardamenti aerei sul Nord Vietnam e sulle vie di comunicazione nemiche, per distruggere le strutture logistiche del nemico e fiaccarne la volontà combattiva (Operazione Rolling Thunder); e anche su un ambizioso programma di azione combinata politico-umanitario e militare per assicurarsi il cuore e le menti della povera popolazione contadina del Vietnam del Sud, spingendola ad appoggiare gli sforzi del corrotto governo sudvietnamita (Strategic Hamlet Program)..
Sembra peraltro che inizialmente il generale Westmoreland fosse stato favorevole ad un piano meno ambizioso e complesso proposto nel 1965 dal Capo dello Stato Maggiore Generale sudvietnamita, Generale Cao Van Vien, che prevedeva la fortificazione di una zona lungo il 17º parallelo da Dong Ha in Vietnam a Savannakhet al confine tra Laos e Thailandia; questo piano, proposto anche dal Comitato degli Stati Maggiori riuniti e non formalmente respinto dal Presidente, non venne mai concretamente applicato.
Escalation
Di fatto, sul campo Westmoreland e i suoi collaboratori riuscirono (grazie anche alla notevole energia, al talento organizzativo e al dinamismo del generale) ad organizzare in pochi mesi una enorme struttura logistica per equipaggiare, rifornire e armare le forze americane sempre crescenti. Inoltre a partire dall'estate 1965 (Operazioni "Starlite", "Highland" e "Silver Bayonet"), i reparti combattenti americani riuscirono a bloccare i tentativi delle forze comuniste di tagliare in due il Vietnam del Sud e di accelerare il crollo del governo filo-americano. Con l'impiego dei primi reparti operativi e con l'ausilio determinante di elicotteri e aerei, Westmoreland ottenne alcuni successi di rilievo nella Valle di Ia Drang, infliggendo una prima grossa sconfitta al nemicoS.Karnow, Storia della guerra del Vietnam, p. 315., pur subendo a sua volta gravi perdite durante i sanguinosi agguati delle temibili forze nordvietnamiteH.Moore-J.Galloway, Eravamo giovani in Vietnam, passim..
Incoraggiato quindi a perseguire i suoi piani aggressivi, nel 1966 (grazie al costante incremento delle forze messe a sua disposizione dal presidente, che salirono a 385.000 uomini rispetto ai 184.000 presenti alla fine del 1965S.Karnow, Storia della guerra del Vietnam, pp. 336-337.. ) il generale Westmoreland sferrò tutta una serie di ambiziose operazioni di "individuazione e distruzione" per colpire i santuari nemici nei dintorni di Saigon (Operazione "Attleboro"), nel cosiddetto Triangolo di Ferro (Operazione "Cedar Falls"), nelle regioni centrali (Operazioni "Masher" e "White Wing"), nella zona smilitarizzata di confine (Operazioni dei Marines "Hastings" e "Prairie")..
La "conta dei corpi" dei nemici (grazie alla enorme superiorità di mezzi e di potenza di fuoco) raggiunse apparentemente risultati spettacolari, inducendo il generale e i suoi superiori a Washington a valutare positivamente i risultati della sua strategia di lento logoramento del nemico.. Anche il costo materiale e umano per le forze americane, tuttavia stava passando ad una fase di Escalation, e il vigore e il coraggio del nemico provocarono gravi perdite e notevoli difficoltà ai soldati americani impegnati spesso a combattere contro un nemico invisibile e astuto, sempre negli stessi territori (6200 morti americani nel solo 1966.).
Durante il 1967, Westmoreland, grazie al continuo afflusso di nuove truppe, autorizzato dal presidente Johnson spesso con riluttanza e dopo estenuanti discussioni al vertice, perseguì ancora con decisione la sua strategia basate su sempre più vaste operazioni combinate. Le nuove operazioni mirarono: alla ricerca e distruzione del "mitico" (e forse inesistente) Quartier generale vietcong (Operazione "Junction City"); a impedire le infiltrazioni attraverso la zona smilitarizzata (Operazioni "Kingfisher", "Buffalo" e "Hickory" che diedero origine alla dura Battaglia di Con Thien, che mise in serie difficoltà i Marines), a rastrellare definitivamente la provincia di Binh Dinh (Operazione "Pershing"), e soprattutto a schiacciare le agguerrite forze nordvietnamite, apparentemente disposte a combattere in campo aperto, che si infiltravano attraverso il Sentiero di Ho Chi Minh nella provincia di Kon Tum (Operazioni "Francis Marion", "Greeley" e "MacArthur", che diedero origine alla sanguinosa Battaglia di Dak To)...