Siano (Siàń, in dialetto campano ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Salerno in Campania nell'agro Nocerino Sarnese e nella Valle dell'Irno.
Geografia fisica
Siano è un centro agricolo, commerciale ed artigianale situato in una valle a circa sul livello del mare.
Il comune è posizionato nell'estrema parte nord-ovest della provincia di Salerno, e per un segmento del suo perimetro confina con la vicina provincia di Avellino (in particolare con il comune di Quindici) ed è alle porte della pianura sarnese vesuviana.
Siano è sito all'interfaccia tra l'Agro nocerino-sarnese propriamente detto e la valle dell'Irno: per tale motivo, esso rientra nei progetti di zona di entrambe le aree territoriali.
Territorio La vallata in cui sorge Siano è conosciuta anche come Valle dell'Orco.
Tale nome ha origini antiche, molto probabilmente legato alle condizioni climatiche che vedevano un forte vento soffiare per lunghi periodi durante l'anno. Oppure, secondo un'altra interpretazione basata sulla tradizione tramandata oralmente, l'"Orco" alluderebbe ad Annibale che, proveniente dalla pianura di Sarno e imboccando il tracciato che sarebbe poi diventato la via Capua-Regium, attraversò il passo in prossimità dell'attuale rudere Campanile dell'Orco sito in località Montagna Spaccata di Lanzara nel vicino comune di Castel San Giorgio e stazionò nella vallata sianese nel 216 a.C., mettendola a ferro e fuoco con tutto il circondario durante l'assedio di Nuceria Alfaterna.
La conca è circondata dai tre monti principali Le Porche, Iulio e Bosco Borbone, e presenta un paesaggio di tipo collinare/montano.
Il territorio comunale si estende su una superficie di circa e risulta compreso tra i (in località Starze di Valesana) e i (vetta del monte Le Porche) s.l.m., presentando quindi un'escursione altimetrica complessiva pari a 848 mPiano Urbanistico Comunale (PUC), Comune di Siano, 2005..
Siano appartiene a una zona sismica caratterizzata da un livello di pericolosità medio-alta ("zona 2"), secondo l'attuale scala di Classificazione sismica dei Comuni Italiani (datata 2006).Elenco in ordine alfabetico dei comuni e relativa classificazione sismica indicati nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri nº3274/03, aggiornato con le comunicazioni delle regioni, 16 gennaio 2006.
Morfologia Monti I monti sianesi sono costituiti tipicamente da un basamento roccioso calcareo su cui si sono depositate nel corso dei millenni spesse coltri di piroclastiti vulcaniche, cioè ceneri e lapilli eruttatiMatthias Jakob, Oldrich Hungr, Debris-flow Hazards and Related Phenomena, Springer edition, 2005, p. 498.: Dapprima dagli apparati vulcanici ora quiescenti di Ischia (in attività da 150000 anni fa fino al 1302) e dei monti Flegrei (in attività da 39000 anni fa fino al 1538), In seguito dal complesso del monte Somma-Vesuvio (in attività da 25000 anni fa fino al 1944).
I depositi piroclastici attualmente presenti sui monti dell'intera area sarnese si sono formati negli ultimi 42000 anni, anche se il contributo principale presente tutt'oggi è il residuo delle fasi eruttive più importanti del monte Somma-Vesuvio, da quella di anni fa all'ultima imponente del 1631Elisabetta Napolitano, Hydrological and stability modelling of initial landslides triggering debris flows in ash-fall deposits covering hillslopes surrounding Somma-Vesuvius (southern Italy), PhD, Engineering Geology, Università degli Studi 'Federico II', Napoli, 2007 – 2010, pp. 27, 98. In particolare, i carotaggi effettuati nel terreno evidenziano la sovrapposizione degli strati depositati delle seguenti eruzioni "preistoriche" del Somma-Vesuvio che, essendo molto potenti e vaste, insistettero direttamente anche sulla vallata sianese: Eruzione di Codola (circa anni fa);Rolandi G., Interventi di ingegneria naturalistica nel Parco Nazionale del Vesuvio (a cura di C. Bifulco), Ente Parco Nazionale del Vasuvio, 2001, pp. 15 – 41.Rolandi G., F Bertolini., G. Cozzolino, N. Esposito, D. Sannino, Sull'origine delle coltri piroclastiche presenti sul versante occidentale del Pizzo d'Alvano (Sarno – Campania), Quaderni Di Geologia Applicata, 7-1, 2000, pp. 213-235. Eruzione di Sarno (circa anni fa);Rolandi G., F Bertolini., G. Cozzolino, N. Esposito, D. Sannino, op. cit., pp. 213-235. Eruzione di Novelle (circa anni fa); Eruzione di Ottaviano, detta anche di Mercato (circa 8000 anni fa);Rolandi, G., Maraffi, S., Petrosino, P., Lirer, L., The Ottaviano eruption of Somma-Vesuvius (8000 y B.P.): a magmatic alternating fall and flow-forming eruption. J. Volcanol. Geotherm. Res. 58, 1993, pag 43-65. Eruzione di Avellino (circa anni fa).Rolandi G., G. Mastrolorenzo, A.M Barrella, A. Borrelli, The Avellino plinian eruption of Somma-Vesuvius (3760 y B.P.): the progressive evolution from magmatic to hydromagmatic style, Journal of Volcanology and Geothermal Research, 58, 1993, pp. 67-88. Le seguenti eruzioni "storiche" invece non insistettero direttamente sulla vallata sianese ma depositarono cenere e materiale piroclastico secondario, trasportati dal vento dalle nubi eruttive: Eruzione di circa anni fa; Eruzione del 79;Lirer L., R. Munno, P. Petrosino, A. Vinci, Tephrostratigraphy of the AD 79 pyroclastic deposits in perivolcanic areas of Mt. Vesuvio (Italy), J. Volcanol. Geotherm. Res. 58, 1993, pp. 133-149.Rolandi G., A. Paone, M. Di Lascio, G. Stefani, The 79 AD eruption of Somma: the relationship between the date of the eruption and the southeast tephra dispersion, Journal of Volcanology and Geothermal Research, 169, 2007, pp. 87 – 98. Eruzione del 472;Rolandi G., R. Munno, I. Postiglione, The A.D. 472 Eruption Of The Somma Volcano, Journal of Volcanology and Geothermal Research, 129, 2004, pp. 291-319. Eruzione del 1139; Eruzione del 1631;Rolandi G., A.M. Barrella and A. Borrelli, The 1631 Eruption of Vesuvius, Journal of Volcanology and Geothermal Research, 58, 1993, pp. 183 – 201.Rosi M., C. Principe, R. Vecci, The 1631 eruption of Vesuvius reconstructed from the review of chronicles and study of deposits, J. Volcanol. Geotherm. Res. 58, 1993, pp. 151-182. Eruzione del 1944.
La vetta maggiore della vallata sianese è il monte Le Porche situato a nord del territorio urbano e alto circa . Esso possiede una propaggine minore verso est detta Colle Vavere, di . Il nome "Le Porche" deriva probabilmente dalla tipologia degli allevamenti suini che vi si tenevano copiosi in passato. In cartografia esso è indicato anche come monte La Foresta in quanto era fittamente ricoperto da piante ad alto fusto, come quercia e cerro. I pascoli del monte Le Porche sono costituiti da una gariga con prevalenza di piccoli arbusti e attualmente risultano particolarmente adatti allo sfruttamento da parte dei caprini. A partire dagli anni ottanta, il monte è stato soggetto ad un visibile fenomeno di disboscamento alle pendici, acuito soprattutto dagli incendi estivi. Il monte Le Porche fu coinvolto negli eventi franosi che seminarono morte e distruzione nel territorio comunale il 5 maggio 1998, i cui segni sono ancora ben visibili nella caratteristica raschiatura degli avvallamenti sul fianco della montagna che ne evidenziano il substrato calcareo. Le frane del 5 maggio 1998 interessarono tutte la stessa dorsale (i monti Picentini), nel caso specifico il blocco del monte Pizzo d'Alvano (1134 m) e dintorni, e colpirono duramente anche il comprensorio dei comuni limitrofi quali Sarno, Quindici e BraciglianoMatthias Jakob, Oldrich Hungr, op. cit., p. 496, Figure 19.7.Cascini L., Cuomo S., Pastor M., The role played by mountain tracks on rainfall-induced shallow landslides: a case study in iEMSs Fourth Biennial Meeting: International Congress on Environmental Modelling and Software Barcelona (Spain) 7-10 July 2008 MANNO International Environmental Modelling and Software, p. 1484-1491, Figure 1..
Il monte Iulio è alto circa e cinge la vallata da est. La vetta maggiore è anche nota col nome di monte Poggio Coviglia, mentre la leggera propaggine in direzione nord verso Bracigliano è nota come Colle Petraro ed è alto e infine, proseguendo verso sinistra di chi guarda il monte dalla vallata di Siano, in direzione nord-ovest, si trova il più basso Colle Cognulelle (che ospita il ripetitore televisivo), a quota . Il Colle Cognulelle si raccorda poi con il Colle Vavere (facente parte del suddetto complesso del monte Le Porche) attraverso un'insellatura a quota circa detta Madonna del Carmine, che permette l'accesso al comune di Bracigliano. Secondo la tradizione, il monte Iulio fu consacrato con tale nome dai Romani al loro imperatore Cesare, che lo concesse ai suoi legionari per tagliarvi la legna e per gli altri usi necessari allo stanziamento dei militari in quel luogo.
Il monte Bosco Borbone è alto circa ed è posto a sud, con una propaggine minore verso est nota con il nome di monte Torello, a quota , e un'altra verso nord-ovest detta più propriamente Colle Borbone, alta . Tale monte si trova indicato anche con il nome di monte Torre del Gatto, specie nella cartografia del confinante territorio sangiorgese.
L'insellatura tra il monte Le Porche e il Colle Borbone individua un passo in direzione ovest a quota circa noto come La Cappella di Siano presso i sianesi o, per gli abitanti di Sarno posta dall'altro versante, semplicemente come Montagna Spaccata o La Sella di Siano. Tale sella separa la vallata sianese dall'Agro nocerino-sarnese vero e proprio. Dal passo è possibile ammirare tutta la piana del fiume Sarno, nonché del Golfo di Napoli, spaziando dai monti Lattari (che costituiscono l'ossatura della penisola sorrentina) fino al Vesuvio, pp. 50-51..
Vallata Gli accessi alla vallata sianese sono: il principale, in direzione sud attraverso il comune di Castel San Giorgio, in quel tratto pianeggiante che separa il monte Iulio e il monte Torello, propaggine del monte Bosco Borbone: permette il collegamento a Mercato San Severino e alla Valle dell'Irno, nonché ovviamente a tutto l'Agro nocerino-sarnese; dopo gli eventi franosi del 1998, alla storica via di collegamento se n'è aggiunta un'altra, più capiente, che si raccorda alla Zona Industriale di Siano; in direzione nord-est attraverso il comune di Bracigliano, percorrendo un'insellatura detta Madonna del Carmine: mette in contatto con Avellino da un lato e con il Vallo di Lauro dall'altro; in direzione ovest attraverso il comune di Sarno, passando per l'insellatura de La Cappella di Siano: rimasto inagibile negli anni seguenti agli eventi franosi del 1998, è stato ripristinato completamente nel 2010 con la costruzione di una nuova sede stradale sul versante sarnese.
La morfologia della vallata che si presenta immediatamente attorno all'abitato di Siano e fino al limite delle zone boschive è caratterizzata da terrazzamenti composti prevalentemente da terra e mura a secco.
La valle di Siano si trova in un'ansa secondaria del bacino idrografico del fiume Sarno, precisamente quella solcata dal torrente tributario Solofrana (confluente dapprima nella Cavaiola e infine nel fiume Sarno stesso); proprio verso la Solofrana, attraversante il vicino comune di Castel San Giorgio, sono convogliate le acque reflue dell'intera vallata.
I monti che circondano Siano fanno parte della catena appenninica meridionale la cui orogenesi, secondo gli studi geologici, è da rintracciare nella deformazione di differenti domini di era meso-cenozoicaChannell J.E.T., B. D'Argenio, F. Horváth, Adria, the african promontory in mesozoic Mediterranean Paleogeography, Earth-Science Reviews, 1979, Vol. 15, Issue 3, pp. 213 - 292. che sono il risultato della convergenza durante il periodo Cretacico-Quaternario tra la placca africana e quella europeaDewey J.F., M. L. Helman, S. D. Knott, Kinematics Of The Western Mediterranean, Geological Society Of London, Special Publication, 1989, 45, pp. 265-284..