Biografia Figlio del doge di Venezia Jacopo Tiepolo, apparteneva a una delle famiglie più influenti della Venezia duecentesca. La sua carriera politica si sviluppò principalmente nella terraferma padana: nel 1230 ottenne la prestigiosa carica di podestà di Treviso e, successivamente, venne eletto podestà di Milano per gli anni 1236 e 1237. In qualità di podestà e comandante delle milizie milanesi, divenne uno dei principali leader della Seconda Lega Lombarda, guidando la resistenza dei comuni contro le pretese egemoniche dell'imperatore Federico II. Il 27 novembre 1237, nella sanguinosa battaglia di Cortenuova, le truppe della Lega subirono una disastrosa sconfitta. Tiepolo venne catturato dalle forze imperiali insieme a numerosi nobili e militi milanesi.

Prigionia e morte Inizialmente esibito da Federico II durante il suo trionfo a Cremona (incatenato sopra l'elefante imperiale insieme al carroccio catturato), Tiepolo venne in seguito trasferito come prigioniero di Stato di alta importanza in diverse fortezze imperiali, tra cui il castello di Pisa. La sua sorte rimase legata all'andamento del conflitto geopolitico tra l'Impero e Venezia. A seguito dell'inasprirsi delle ostilità navali veneziane nell'Adriatico (culminate con gli attacchi in Puglia e a Termoli alla fine del 1239) e dell'assedio guelfo alla Ferrara imperiale nei primi mesi del 1240, Federico II decise di usarlo come definitivo monito. Trasferito nel castello di Trani, Pietro Tiepolo venne giustiziato per impiccagione nella prima metà del 1240. Il suo corpo venne esposto da una torre del castello affinché fosse visibile dalle navi veneziane in transito nel basso Adriatico.

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