L'inno studentesco Corda Fratres (frase latina il cui significato è "Cuori fratelli") è un carme, in strofe alcaicaCioè, formata da due endecasillabi alcaici, un enneasillabo e un decasillabo alcaici, composto da Giovanni Pascoli nel 1898.

La composizione poetica è considerata l'inno ufficiale della Fédération internationale des étudiants (meglio nota con il nome di Corda Fratres, titolo dell'inno), associazione internazionale di fratellanza studentesca ideata dal torinese Efisio Giglio-Tos, la cui fondazione ufficiale ebbe luogo in quello stesso anno 1898. Dell'associazione studentesca, l'inno rifletteva la visione irenica di una fratellanza universale e transnazionale che sarebbe naufragata 15 anni dopo, travolta dai rivolgimenti della Grande guerra e dal richiamo esercitato dai rigurgiti nazionalisti e interventisti che spinsero gli studenti alla defezione dagli ideali e all'adesione alle Union sacrée patriottiche.

Storia L'inno fu composto a Messina il 21 novembre 1898, in un'epoca in cui Pascoli era professore di latino nella locale universitàMaurizio Perugi, , Opere, tomo I, 1980 (Nota biografica, a p. XXXVIII), e fu pubblicato sulla «Rivista Internazionale» il 20 febbraio 1902Luigi Del Santo, Cammei Pascoliani: analisi, illustrazione, esegèsi dei carmi latini e greci minori di Giovanni Pascoli, 1964 (p. 49).

Al pari del celebre inno goliardico Gaudeamus igitur, è stato redatto in latino, all'epoca lingua utilizzata in ambito scientifico e molto diffusa in ambito universitario internazionale.

L'inno non è mai stato messo in musica. All'inizio, s'era impegnato a farlo Pietro Mascagni, ma l'intento promesso non si è mai tradotto in realtàMarco Albera, Manlio Collino, Aldo Alessandro Mola, Saecularia Sexta Album. Studenti dell'Università a Torino, sei secoli di storia, 2005, p. 58..

Parole Testo latino

Il testo originale dell'inno in latino è il seguente:

Carmen «CORDA FRATRES»

:Utcumque dulcis limina patriae solo exsulantes corpore liquimus miramur ignotis in oris nota diu bene corda, fratres.

:Qui cum sciamus bella parentibus pugnata, «Signum dicite» dicimus utrique: «Pax» et «Lux» utrimque corda sonant et «havete, fratres».

:Tellure,sacris, aequore, legibus divisa pubes absumus, adsumus non ora nec linguam genusve consimiles, nisi corda fratres.

Messina, 21 novembre 1898

Versione italiana

Ne esiste una versione italiana, che può considerarsi autentica in quanto frutto di una traduzione originale licenziata dallo stesso Giovanni Pascoli, ritrovata da Adolfo Gandiglio tra le carte relitte del poeta dopo la morte dell'autore, il cui testo italiano si riporta di seguito:

Corda Fratres

Quando lasciamo le soglie della dolce patria, partendo col corpo e restando con l'anima, ecco in paesi sconosciuti ci meravigliamo di trovare dei cuori conosciuti ben da gran tempo, o fratelli!

Noi che sappiamo qualcosa delle guerre che combatterono i nostri padri, gli uni agli altri diciamo «La parola d'ordine», e dall'una e dall'altra parte i cuori rispondono «Pace» e «Luce» e «Gioia con voi, o fratelli!»

Noi, gioventù divisa da terra e mare, da religione e da leggi, siamo lontani e vicini, assenti e presenti, non simili tra noi di faccia, di lingua e di schiatta, ma di cuore... fratelli!

Note

Bibliografia

Voci correlate Corda Fratres Giovanni Pascoli Di canti di gioia Il commiato Goliardia Confraternita studentesca Università in Italia

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