Biografia Figlio del generale Carlo Giuseppe Piola Caselli e di Teresa dei Marchesi Costabili, appartiene al ramo cadetto della famiglia. Nato a Livorno, poiché suo padre in quel periodo era comandante della Divisione Militare di detta città. Il 26 luglio 1894, essendo in missione negli Stati Uniti, inviato del Governo Italiano per l'Esposizione Colombiana nell'ambito della Fiera Mondiale di Chicago (per celebrare i 400 anni della scoperta dell'America), si è sposato, con autorizzazione sovrana del 12 luglio, con Mary Phelps e sono nate Mary nel 1895, Renato (detto Renatino) nel 1900 e Teresa nel 1904.
Gli inizi della carriera militare Dapprima allievo nel Collegio Militare di Milano il 1º ottobre 1879 è passato nella Scuola Militare, soldato volontario con ferma temporanea il 1º ottobre 1884 (ascritto alla 1ª categoria della sua classe), promosso sottotenente nel 2º Reggimento Bersaglieri con R.D. 2 agosto 1886, ha prestato giuramento ad Asti l'8 settembre; tenente dal 4 novembre 1889, ufficiale d'ordinanza del gen. Enrico Cosenz, capo di Stato Maggiore. ascritto al 5º Reggimento Bersaglieri dal 2 agosto 1891 e successivamente al 2° (19 aprile 1894) è assegnato al 12º Reggimento Bersaglieri. In aspettativa per motivi di famiglia per un anno; decorato della croce di cav. della Corona d'Italia (R.D. 25 ottobre 1894). Richiamato in serv. con R.D. 5 ag. 1901; promosso capitano (G.U. 76 del 29 mar. 1912) nel 3º Reggimento Bersaglieri. Applicato nel Corpo di Stato Maggiore e destinato al Ministero della Guerra (Segretariato Generale) con D.M. 5 aprile 1906; trasferito al 2º Reggimento Bersaglieri (Det. Min. 2 maggio 1909); autorizzato a fregiarsi della croce d'oro per anzianità di servizio (Det. Min. 31 marzo 1910); aiutante maggiore in 1ª (20 agosto 1911) ; ufficiale in servizio permanente con R.D. del 18 febbraio 1912 (G.U. 76 del 29 marzo); promosso maggiore (G.U. 245 del 21 ottobre 1913); nel 40º Reggimento fanteria dal 30 settembre (R.D. 2 ottobre 1913); e poi nell'11º Reggimento fanteria (Det. Min. 5 febbraio 1914)vedi Stato di Servizio reperibile presso l'archivio generale dello stato..
La mattina del 18 gennaio 1915 raggiunge, con il 39º battaglione dell'11º Reggimento Bersaglieri, la cittadina di Ortucchio (in provincia dell'Aquila), in gran parte distrutta dal terremoto, nella quale si trovava già la 14ª compagnia del 52º Reggimento Fanteria, già arrivata da due giorni. Come si legge nella relazione, impiega un'intera compagnia a svuotare la chiesa di san Rocco dalle macerie, dove son rimasti sepolti quasi 400 fedeli, riuscendo a salvarne qualcuno, coordina le attività, provvede ai vettovagliamenti, all'immediato ricovero dei più deboli, allo sgombero di alcune strade, a far radunare i feriti alla stazione di Cerchio dirigendoli su Avezzano, in 2 giorni fa costruire 62 baracche di legno, fa macellare carne ed acquista viveri dalla fattoria Torlonia, in attesa dei rifornimenti della Commissione Militare, raccoglie gli orfanelli sotto una tenda "Baumann", improvvisando un asilo e favorendo l'opera del Patronato Regina Elena sorto con il terremoto del 1908. Riceverà con altri ufficiali e soldati anche l'encomio della Fondazione Carnegie, avente sede presso il Viminale, e poi, con Decreto Luogotenenziale (8 marzo 1917) verrà autorizzato "a fregiarsi della medaglia d'argento, conferita ai benemeriti per l'opera prestata alle popolazioni funestate dal terremoto della Marsica".
La Prima Guerra Mondiale Pochi mesi dopo, avendo il 23 maggio 1915 l'Italia consegnata all'Austria la dichiarazione di stato di guerra, Piola Caselli il 24 maggio è già "in territorio dichiarato in istato di guerra"Il magg. Renato Piola Caselli risulta comandante del 39º Battaglione dell'11º Reggimento dal 24 maggio 1915 al 31 marzo 1916, nell' 11º Reggimento Bersaglieri (Battaglioni 15°, 27°, 32°, 39° ed 11° ciclisti), a p. 417., poi pochi mesi dopo sul Monte Javorceck si merita la medaglia d'argento al valor militare, per aver guidato il 39º Battaglione BersaglieriLa motivazione è "all'attacco di una forte posizione avversaria, ove dando splendida prova di valore personale, d'intelligente iniziativa e di tenacia conseguiva importanti successi tattici in condizioni difficili del terreno e del clima e contro forte resistenza nemica", 11-14 settembre 1915; Mussolini, qualche anno dopo, in un discorso agli ufficiali della brigata dirà, tra l'altro: "Sono particolarmente lieto di trovarmi tra voi perché vedo che ognuno di voi ha il petto segnato dai simboli del valore italiano e perché io conosco il vostro Comandante, il Gen. Piola Caselli, col quale ho fatto la trincea sull'Javorcek: e già da allora era leggendario fra tutti noi per la sua straordinaria intrepidezza". Aggiungiamo che gli era stato infatti attribuito l'appellativo di "diavolo azzurro" (mentre suo padre aveva avuto quello di "diavolo rosso"), essendo sempre pronto con i suoi manipoli di bersaglieri a scompigliare l'avversario che però era sempre disposto a trattare con senso cavalleresco. Successivamente fu promosso tenente colonnello (D.L. 21 ottobre 1915)Antonio Sema, Piume a nord est. I bersaglieri sul fronte dell'Isonzo, accenna all'azione del 21 novembre 1915, sotto tiro intenso, proiettili incendiari al fosforo, incendio di un boschetto, dove si trovavano i bersaglieri del 39º battaglione che, rinfrancati dal loro comandante Piola Caselli, conquistarono il presidio del trincerone nemico. Questo episodio trova un parallelismo nella descrizione di Benito Mussolini nel suo "Diario di Guerra", in riferimento al 30º battaglione dell'11º Reggimento, "superato prontamente grazie al loro comandante, il magg. Piola Caselli, un ufficiale esperto che intuiva la gravità e tranquillizzò gli uomini, evitando il nervosismo ancestrale del fuoco con l'organizzazione delle misure di spegnimento", quindi accenna alla conquista del trincerone., passando nel 34º Reggimento Bersaglieri (18 giugno 1916), 90º Reggimento Bersaglieri (13 luglio) ed infine nel 14º Reggimento Bersaglieri (20 luglio), divenendone colonnello il 3 agosto. Intanto il 19 luglio 1916 è stato ferito da arma da fuoco nel combattimento di Monte Zebio. Esonerato dal comando del 14° dal 26 maggio 1917 (D.L. 5 lugl.) gli vien "Confermato l'incarico del grado superiore conferitogli dal Comando Supremo dal 27 mag. 1917 con decreto del 10 giugno 1917 in seguito a proposta d'avanzamento straordinario per merito di guerra"(D. Luog. 9 settembre 1917). Infatti, colonnello brigadiere per merito di guerra, gli vien affidato nel maggio 1917 il comando della IV Brigata BersaglieriEnciclopedia Militare.. Il tenente colonnello Lauricella commenta l'occasione perduta, ritenendo che la Battaglia del Carso nella notte dal 24 al 25 maggio avesse messo in seria crisi il nemico, ma le alte sfere nulla abbiano fatto per renderla decisiva sulle sorti della guerra, mentre affiora un elogio alla brigata di Piola Caselli, "che si batteva magnificamente, ma così stanca!"Angelo Gatti, Caporetto. Dal Diario di guerra inedito (maggio-dicembre 1917), a cura di Umberto Monticone, Il Mulino, a p.106..
La ritirata dopo Caporetto Come leggiamo nei suoi bollettini, trovandosi a dover fronteggiare il ripiegamento in seguito alla falla di Caporetto, incalzata dal nemico, il 23 ottobre 1917 la Brigata viene posta sotto il controllo operativo della 2ª Armata, il 27 "a costo dei dolorosi e sanguinosi sacrifici, sostenendo lotte accanite e marcie faticose, senza sonno per tre giorni, senza vettovagliamento, la IV Brigata Bersaglieri ha assolto con onore il compito affidatole, contrastando il terreno palmo a palmo al nemico, ritardandone l'avanzata, ripiegando solo dietro ordine dell'Autorità Superiore", disponendo la ricostituzione in giornata di essa su due reggimenti, 14° (col. Carlo Bosio) e 20° (maggiore Adolfo Mozzoni), e lancia il grido:"o vincere o morire, la difesa della Patria lo esige". Superato il ponte del Diavolo, viene affrontato da un graduato prussiano che intima l'alt: fattolo prigioniero, questi dichiara che un battaglione è a Cividale ed altri due nelle vicinanze. Nella contromanovra, Fochetti è caduto prigioniero, per cui Zoppi ha assunto il comando della Divisione, poi verso mezzodì è venuto l'ordine della radunata della brigata presso Tauriano.
Il 29, dopo una sosta a Gradisca sul Tagliamento, ordina che la brigata si riunisca a Tauriano (frazione di Spilimbergo), ponendo il comando a Casa Zin. "In questi giorni si scrive la storia della Patria e della propria famiglia". Il 30 due settori laterali difendono Pinzano ed il Ponte della Delizia sul Tagliamento, con buon schieramento d'artiglieria. "Faccio sicuro appello all'animo e all'energia di tutti i bravi Ufficiali superstiti perché riaccendano il fuoco dell'onore". Si prelevino con carrieggi cartucce dai Magazzini di Sequals, si ungano fucili ed elmetti con grasso, si diano fucili ai combattenti disarmati. I caporali che abbiano abbandonato i fucili siano retrocessi, "il valoroso gen. Petitti, al quale mi sono presentato per accennare l'opera compiuta dalla Brigata ed ai suoi virili e militari intendimenti mi concesse una distribuzione di viveri e generi di conforto, concessione fatta in questi momenti alle sole truppe combattenti". Il 6 novembre, si tengano in attività le automitragliatrici, si distribuisca vino e liquori presi nel paese."Sacile deve essere un nome glorioso per le truppe della nostra retroguardia". Plauso del comandante la 49ª per la difesa della Livenza. "Il ben meritato premio alle truppe ed agli Ufficiali della mia brava retroguardia valga a rinsaldare sempre più gli animi per i successivi sforzi. Ogni ora che passa è un'ora data all'Italia". 8 novembre, "ci avviciniamo al Piave. L'onore è di chi lo passa per ultimo di chi lo attraversa con maggior numero dei propri soldati e dei propri mezzi". 9 novembre, "Da questa sera riassumo il Comando della Brigata. Nell'acerbo dolore di aver passato il Piave lasciando di là una parte dell'Italia nostra e tanta parte della nostra valorosa Brigata, mi conforta il pensiero del dovere compiuto","il mio cuore di Comandante e di Italiano ha battuto caldo di affetto verso di Voi"Le fiamme cremisi nei momenti supremi della Patria, Ai Bersaglieri della Sezione di Pesaro, in ricorrenza del VII Congresso Bersaglieresco di Napoli - settembre 1929, Officine grafiche Cav. G. Federici, Pesaro, 1929. La IV Brigata è stata formata dal gen. Ambrogio Clerici (divenuto poi aiutante di campo del Re ed in seguito del Principe di Piemonte) e, passata al comando di Piola Caselli, è stata citata per 4 volte sui bollettini di guerra ed 8 volte dai comandi delle grandi unità dalle quali dipese..
Per meglio inquadrare la dinamica del ripiegamento nel contesto generale, Paolo Giudici scrive: da questo lato la 4ª Brigata Bersaglieri (Piola Caselli) della 62ª Divisione "contenne per un po' l'irruzione avversaria, ma, respinta, si rovesciò sull'altra brigata della divisione", la Salerno (89° e 90°),"la quale, scompigliata dal ripiegamento dei bersaglieri e dal sopraggiungere dei tedeschi e priva del proprio comandante"Paolo Giudici, Storia d'Italia narrata al Popolo, vol. V, dal 1870 al 1918, Firenze, 1933, a p. 715., il gen. Ottavio Zoppi, chiamato a sostituire nel comando della divisione il generale Giuseppe Viora ferito presso Polava, si rigettò sulla Brigata Elba (261° e 262°) della 3ª divisione (gen. Ettore Negri di Lamporo).
Piola Caselli riunì gli avanzi del 14º e del 20º reggimento, reduci dalla battaglia di Purgessimo e Castelmonte, ritirandosi palmo a palmo fino a Carrària di Cividale e, giunti sfiniti a Beivars, ripiegò verso Udine, fronteggiando da tutti i lati l'avversarioPaolo Gaspari, La battaglia dei Capitani. Udine 28 ottobre 1917.
L'inchiesta sulle giornate di Caporetto