Il territorio del Magentino (o Agglomerato urbano di Magenta, Magintìn in dialetto locale, già in precedenza Corbettese), situato nella Lombardia occidentale, comprende Magenta e 12 comuni limitrofi, che come il capoluogo si trovano a ridosso del fiume Ticino, e quindi del territorio Piemontese.

Territorio

Il territorio ha un'altitudine che varia tra i 120 m s.l.m. (Robecco sul Naviglio) e i 166 m s.l.m. (Casorezzo).

La superficie del territorio supera di poco i 136 km². Attualmente la popolazione residente in quest'area è di poco inferiore alle 129 000 unità. La densità si attesta attorno ai 947 abitanti per chilometro quadrato.

Per i comuni limitrofi, Magenta rappresenta un punto di riferimento in quanto ospita la maggior parte delle strutture pubbliche del territorio: l'ospedale Fornaroli, le scuole superiori (licei, istituti tecnici e professionali), la caserma dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del Fuoco, il distaccamento della Polizia Stradale e del Corpo Forestale dello Stato, la sede della Croce Bianca Milano, nonché la sede territoriale dell'Agenzia delle Entrate. Magenta è collegata alla superstrada Malpensa 2000 (Strada statale 336 dell'Aeroporto della Malpensa) e, come Corbetta, Santo Stefano Ticino, Vittuone e Arluno dispone di una stazione ferroviaria sulla linea S6 Torino-Milano. Arluno, Marcallo con Casone e Mesero dispongono invece di un casello autostradale sulla A4 Torino-Venezia.

Comuni del Magentino Comune Abitanti (2021) Superficie Perimetro Densità abitativa Magenta 24 210 21,70 km² 24,70 km1 111 ab./km² Arluno 12 269 12,30 km² 17,60 km992 ab./km² Bareggio 17 137 11,50 km² 15,70 km1 500 ab./km² Boffalora sopra Ticino 4 099 7,97 km² 16,80 km511 ab./km² Casorezzo 5 523 6,78 km² 10,10 km813 ab./km² Corbetta 18 740 17,80 km² 20,10 km1 045 ab./km² Marcallo con Casone 6 170 8,40 km² 14,60 km730 ab./km² Mesero 4 184 5,49 km² 11,90 km765 ab./km² Ossona 4 343 5,78 km² 11,90 km740 ab./km² Robecco sul Naviglio 6 716 19,10 km² 21,40 km354 ab./km² Santo Stefano Ticino 4 924 5,14 km² 10,50 km961 ab./km² Sedriano 12 512 8,09 km² 13,30 km1 533 ab./km² Vittuone 9 288 6,83 km² 12,90 km1 353 ab./km²

Geografia A livello geografico, il territorio del magentino è sommariamente pianeggiante con modeste quote collinari nella zona a nord al confine col bustese, fatta eccezione dell'area del Naviglio Grande e del Ticino che fanno precipitare il territorio a 20-30 metri rispetto ai territori circostanti.

Il suolo è divisibile in tre parti: a nord l'alta pianura, con un suolo prevalentemente arido e di difficile coltivazione, dove nelle zone non urbanizzate domina la brughiera; la Valle del Ticino e l'area del Naviglio, con un fondo alluvionale piuttosto fertile, ed infine i panalti, ricoperti in parte da boschi di latifoglie.

Tutti i comuni hanno la medesima Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003.

Idrografia Nel territorio del Magentino si trovano due corsi d'acqua di rilievo: il fiume Ticino ed il Naviglio Grande, un canale artificiale. Entrambi i corsi d'acqua si sono dimostrati fondamentali per lo sviluppo industriale, sociale, lavorativo e culturale di questo territorio.

Il Ticino, lungo 248 km, nasce dal Passo della Novena in Svizzera, bagna il territorio del magentino ed infine confluisce nel Po nel Pavese.

Il Naviglio Grande, lungo 50 km, è invece derivato dal Ticino a Somma Lombardo e prosegue sino alla Darsena di Milano, lambendo molti dei territori del magentino che lo utilizzarono per secoli come punto d'irrigazione e via d'acqua.

Un discorso a sé meritano le risorgive presenti nella parte mediana del territorio del magentino (in particolare nei comuni di Magenta, Corbetta, Vittuone, Sedriano e Bareggio). Molti di questi fontanili si dimostrarono necessari per la sopravvivenza di un'economia essenzialmente agricola e tra i più famosi citiamo il Fontanile Boldirone a Corbetta ed il Fontanile Barona a Bareggio.

Aree protette Il territorio del magentino presenta diversi parchi ed aree protette di interesse sovraccomunale (PLIS). Tra questi il più importante e rilevante è indubbiamente il Parco del Ticino, istituito nel 1974 ed il primo in assoluto di questo genere in Italia, amministrato da un consorzio di comuni e le province di Milano, Pavia e Varese, che ha una propria sede a Magenta.

A sud dell'area del magentino si estende anche il Parco agricolo Sud Milano, istituito nel 1990, in capo alla Provincia di Milano.

Clima

Il clima del magentino, come quello delle zone circostanti, è di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa nelle campagne e lungo il Naviglio ed il Ticino e nell'area dei fontanili. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in questo periodo, possono superare i 30 °C e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato afa. Le precipitazioni in questa stagione avvengono per lo più sotto forma di temporale o acquazzone. La ventilazione del territorio è piuttosto scarsa. La temperatura media minima del mese più freddo, gennaio, è attorno ai -3 °C; quella massima del mese più caldo, luglio-agosto, è di circa +28 °C. La temperatura media annua è di circa 11 °C. La temperatura più bassa è stata registrata nel gennaio 1985 ed è stata pari a -18 °C. Le precipitazioni presentano due picchi in maggio e in ottobre, con i valori minimi in luglio e dicembre. La media nivometrica del territorio si aggira intorno ai 35 cm annui.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura max. media (°C) 5 8 13 17 21 26 28 28 24 18 11 6 16.25 Temperatura min. media (°C) -3 -2 2 5 10 13 15 15 12 7 2 -2 6.16 Piogge (mm) 59 73 95 104 127 82 55 85 72 110 83 50 82.91 Umidità relativa (%) 83 80 73 76 75 74 75 75 76 81 84 84 78 Eliofania assoluta (ore) - - - - - - - - - - - - - Venti (dir.-nodi) SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 S 4 SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 SW 4 N 4 SW 4 4

Vegetazione Nell'area occidentale e centrale del magentino, il territorio pianeggiante risulta essere molto urbanizzato, con aree ancora naturali caratterizzate dalla brughiera e dalla presenza della robinia, della quercia, del nocciolo, del castagno e del carpino. Lungo il Ticino ed il Naviglio Grande si trovano esemplari di pioppi, ontani, robinie e salici.

Storia Le origini I primi insediamenti e ritrovamenti dell'area risalgono al VII-VI secolo a.C. nelle aree di Corbetta ed Albairate ove sorsero le prime abitazioni (pagus) gallo-celtiche (degli Insubri) e, probabilmente dopo le battaglie di Talamone (225 a.C.) e Casteggio (222 a.C.), o comunque attorno al II secolo a.C., delle colonie romane con l'evidente scopo di proteggere Milano ed i territori ad est del Ticino dalle razzie dei galli burgundi.A. Bresciani et al., Il Museo Pisani Dossi a Corbetta, Milano 1998AA.VV., I Celti, Bompiani, Milano, 1991, ISBN 9788845217531.

La vicinanza di Milano, divenuta poi sede imperiale, e l'ubicazione su vie romane come la strada consolare vercellina non potevano certo non favorire lo sviluppo civile dei paesi dell'area. Il borgo che assunse maggiore rilevanza fu Corbetta che per i successivi 900 anni ebbe la predominanza sull'area dell'intero magentino a livello religioso ed amministrativo.

I Longobardi e il Contado della Burgaria

La Burgaria sorse come territorio autonomo nell'area del magentino tra il VI e il VII secolo, proprio nel periodo di dominio longobardo, e tale rimase dopo la conquista dell'Italia ad opera di Carlo Magno; successivamente all'avvento del Sacro Romano Impero Germanico, passò sotto il contado del Seprio, dato che nell'epoca della Battaglia di Legnano veniva ricordato come parte integrante della contea di Gallarate.

Il medioevo La dominazione dei Franchi, che avevano incluso il Seprio e l'Italia Settentrionale nel Sacro Romano Impero, finì nel 1176, quando i comuni lombardi si allearono fra loro e sconfissero l'imperatore germanico Federico I detto il Barbarossa nella Battaglia di Legnano. Negli anni precedenti (1154 e 1162), l'area subì comunque devastazioni ad opera degli imperiali che a più riprese si scagliarono contro i comuni del magentino e dell'abbiatense come rappresaglia.

Dopo la Battaglia di Legnano, nel 1270 i comuni del magentino entrarono nell'orbita milanese e furono inevitabilmente coinvolti nella lotta tra i Visconti ed i Torriani, schierandosi compattamente coi futuri signori di Milano.

Il Rinascimento sforzesco nel magentino All'estinzione della casata dei Visconti, subentrarono in Milano nel 1450 gli Sforza. Il periodo rinascimentale vide nel magentino sorgere le prime ville di delizia che nei secoli successivi saranno una delle caratteristiche fondanti del suo paesaggio, oltre alla forte presenza di Ludovico il Moro che amò particolarmente questo territorio per la sua salubrità unita alla relativa vicinanza a Milano ed alla presenza di grandi aree boschive e naturali, ideali per la caccia e la pesca della corte.

La dominazione spagnola e la peste del 1630 Dopo la conquista del ducato di Milano da parte degli imperiali di Carlo V, anche l'area del magentino passò sotto la signoria spagnola, entrando in un periodo di profonda crisi popolare che coinvolse innanzitutto i vertici ecclesiastici, compromettendo già da fine cinquecento la grande influenza acquisita dalla Pieve di Corbetta a vantaggio della costituzione della Pieve di Abbiategrasso ed il sempre maggior ruolo rivestito dalla città di Magenta. Malgrado questo fu proprio a metà del secolo che sorse il Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Corbetta che divenne il principale centro spirituale del magentino.M. L. Gatti-Perer, Il Santuario di Corbetta, Istituto per la Storia, Milano, 1995, ISBN 88-85153-01-1

Fu durante questo periodo ad ogni modo che gran parte del territorio iniziò ad essere infeudato e venduto a piccoli proprietari terrieri dell'aristocrazia straniera e milanese come i Melzi che divennero conti di Magenta ed acquisirono una certa influenza in cittàFelice Calvi, Famiglie Notabili Milanesi, Vol. II, Milano 1875, tav. I, unitamente ai Frisiani ed ai Crivelli che si mischiarono ad altre storiche casate del territorio come i Borri.

Durante la dominazione spagnola, lo sviluppo economico dell'intero territorio fu molto difficile ed anche la popolazione fu decimata a causa della terribile epidemia di peste del 1630.

La dominazione austriaca La lunga e difficile dominazione spagnola si concluse solo nel 1713, quando con il Trattato di Utrecht, il Ducato di Milano passò sotto il dominio dell'Impero asburgico. In questo periodo l'economia migliorò notevolmente, dando vita in tutto il magentino a quei primi accenni di sviluppo industriale che sarebbe poi esploso tra Ottocento e Novecento.

Notevole fu anche la costruzione di ville di delizia che si qualificano ancora oggi come la principale attrazione dell'area: l'area naturalmente predisposta a qualificarsi come salubre e di grande bellezza, attirava gli investitori della Milano aristocratica a costruire qui le loro residenze di campagna per essere maggiormente a contatto coi terreni coltivati per loro conto dai molti massari locali.

La dominazione austriaca si interruppe bruscamente nel 1796, quando le truppe francesi di Napoleone Bonaparte, conquistarono il Ducato di Milano, inserendolo nella Repubblica Cisalpina. Il periodo francese si concluse nel 1814, e con la Restaurazione, il magentino, assieme a tutto il Ducato di Milano venne riassegnato all'Austria.

Il Risorgimento