Proveniente dall'attività consolare, fu professore di Lingua persiana nell'École des langues orientales vivantes (oggi INALCO), in cui a suo tempo aveva seguito i corsi di Armand-Pierre Caussin de Perceval.
Fu destinato dal ministero degli Esteri francese a Damasco, come dragomanno per il periodo 1875-1878 e tra il 1878 e il 1898 a Istanbul come vice-Console e Console. Nel 1898 passò all'École des langues orientales vivantes di Parigi, pur mantenendo l'incarico di "segretario-interprete" per il ministero degli Esteri, che lasciò come "Console generale di Francia".
Nel gennaio 1919 entrò nell'Académie des inscriptions et belles lettres e nel 1927 ne divenne Presidente, mentre nel periodo 1916-1926 fu vicepresidente della Société asiatique.
Opere scelte thumb|page=5|Lettera di Huart (1909) (con Louis Delaporte), L'Iran antique: Élam et Perse et la civilisation iranienne, coll. «L'Évolution de l'Humanité», Parigi, Albin Michel, 1952. Grammaire élémentaire de la langue persane, Parigi, 1899. Les saints des derviches tourneurs. Récits traduits du persan et annotés (tr. of Aflāki, Manāqeb al-ʿārefin), 2 voll., Parigi, 1918-22. Grammaire élémentaire de la langue turque, Parigi, 18992. Le livre de la création et de l'histoire (ed. e trad. del Kitāb al-badʾ wa l-taʾrikh di Muṭahhar b. Ṭāhir al-Maqdisī, 6 voll., Parigi, 1899-1919. Littérature arabe, Parigi, 1902. Histoire des Arabes, 2 voll., Parigi, 1912-13 (trad. ital. edita dalla Hoepli di Milano).
Bibliografia lemma «» (Jean Calmard), su: Encyclopaedia Iranica consultabile online
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