è un videogioco arcade sparatutto sviluppato e pubblicato dalla Taito nel 1986.
Ambientato nel Giappone feudale, vede il giocatore vestire i panni di una miko, chiamata Sayo-chan, che deve usare le sue pergamene ofuda e la sua bacchetta gohei per sconfiggere orde di spiriti rinnegati e mostri della mitologia giapponese. Il titolo ebbe un certo successo di pubblico, generando tre seguiti (Pocky & Rocky, Pocky & Rocky 2 e Pocky & Rocky with Becky) e venendo convertito oppure emulato, nel corso degli anni, su diverse console (come il Famicom Disk System, la Wii e la PlayStation 4), ma la critica non l'accolse in maniera positiva, sebbene col passare del tempo lo rivalutò, giudicando in particolare inediti e innovativi certi suoi elementi, quali l'ambientazione e le modalità di gioco, che mescolano il folclore e la mitologia con un sistema e dei motivi tipicamente fantascientifici.
Trama Il gioco segue l'avventura di , una zelante miko di uno sperduto tempio shintoista del Giappone feudale. Una notte, mentre alimenta con il ventaglio un fuoco cerimoniale, viene visitata dalle Sette Divinità della Fortuna (o Shichifukujin, invocate per ricevere aiuto e benefici nella vita quotidiana), che la mettono in guardia da un grande e imminente pericolo. Immediatamente però vengono catturate da un'orda di yōkai, che li portano sulle cime di una lontana catena montuosa. La ragazzina, determinata ad aiutare le divinità, affronta un lungo e pericoloso viaggio attraverso la campagna.. Sulla sua strada incontrerà orde di demoni e spiriti che tenteranno di fermarla: sono le creature mitiche della tradizione nipponica, come i rokurokubi (, mostruose donne dal collo allungabile),. i puka puka (, piccoli fantasmi erranti), gli , i chōchin-obake (, a forma di lanterne). e i karakasa (, dalle fattezze di vecchi ombrelli), la creatura dell', il dio dei fulmini , la volpe a nove code e un tanuki ( o ) di nome .Personaggio noto in Occidente come Rocky e che nei seguiti è un personaggio positivo e compagno di avventure di Sayo-chan (vedere ) Come lei, è comparso in molti altri giochi della Taito, come Bubble Bobble II del 1994 e Pop'n Pop del 1998 (cfr. ). Tutti sono comandati dal grande serpente , contro cui avverrà la battaglia finale.
Modalità di gioco Kiki KaiKai si presenta come un classico sparatutto con prospettiva dall'alto, in cui il giocatore può muoversi in tutte le direzioni possibili. Questi viene costantemente braccato da orde di nemici, che può sconfiggere o con i cosiddetti talismani ofuda (, lanciati come proiettili in otto direzioni diverse) oppure con il bastone purificatore gohei, anche definito Oharai Bō (, che allontana i mostri più vicini). Entrambe le tecniche si potenziano qualora vengano raccolti degli speciali foglietti di carta che cadono dagli avversari una volta uccisi. In alternativa, si possono rinvenire degli oggetti nascosti, che fanno anche guadagnare dei punti, i quali, se accumulati in gran quantità, concedono una vita extra..
Sayo-chan muore non appena viene toccata o colpita dagli avversari e deve riprendere dall'ultimo checkpoint. Una volta esaurite tutte le vite a disposizione, appare però una schermata di "corrispondenza numerica" con un numero casuale di tre cifre in incrementi di base 50 (100, 150, 200, 250 e così via). Se a questo corrisponde la parte finale del punteggio totale della partita, viene concessa al giocatore la possibilità di continuare da dove si era interrotto; altrimenti, la partita finisce e bisogna ricominciare tutto daccapo. Alla fine di ogni livello (tranne l'ultimo, che invece termina soltanto se vengono raccolte tutte le pergamene disseminate in un labirinto circolare pieno di mostri) vi è un boss (custode di una delle Sette Divinità della Fortuna),. solitamente un essere molto grande e potente e dotato di attacchi speciali e pericolosi, che richiede più tempo per essere sconfitto. Tali modalità però variano a seconda delle versioni del titolo: per esempio KiKi KaiKai: Dotō Hen sul Famicom Disk System, a costo di una minore frequenza dei fotogrammi, presenta una diversa strategia, perché vi è un numero limitato di ofuda da lanciare e si può essere colpiti fino a quattro volte; esso inoltre non è diviso in livelli che si susseguono con ambientazioni diverse, ma si svolge in un unico percorso. Si aggiunge un secondo personaggio giocabile, , ispirato a Miki Itō, una idol di quel periodo:Miki Itō appare sul retro di copertina, vestita come Sayo-chan (cfr. ). (link all'inizio del paragrafo su Miki-chan su Google Libri). il secondo giocatore la controlla accompagnando Sayo-chan, mentre nell'originale arcade è presente una modalità multigiocatore in cui i due partecipanti si alternano.
Sviluppo e pubblicazione
Kiki KaiKai venne realizzato dal game designer della Taito Hisaya Yabusaki,. il quale si ispirò al folclore giapponese per realizzare l'ambientazione e allo sparatutto Commando (edito nel 1985 dalla Capcom) per le modalità di gioco. Nello stesso anno fu intervistato da Zek per la prima uscita della sua dōjinshi , intitolata per l'appunto , raccontando che il suo staff andò a visitare un santuario delle Sette Divinità della Fortuna durante la lavorazione della versione originale arcade: una prima volta per la buona riuscita del lavoro e una seconda perché «la produzione era stata attaccata da un fenomeno misterioso».
Il titolo uscì il 18 settembre 1986. Da principio, il prodotto fu destinato solo alle sale giochi giapponesi, ma successivamente fu adattato anche per altre piattaforme di gioco, come console e personal computer, e incluso in raccolte distribuite anche al di fuori del Paese natio. Tuttavia, già nello stesso anno del suo lancio circolava in Occidente una copia bootleg non autorizzata intitolata Knight Boy.
Colonna sonora La colonna sonora del gioco, ispirata alla musica tradizionale giapponese, fu composta da Hisayoshi Ogura (anche noto come OGR), collaboratore di lunga data della Taito e fondatore del gruppo di musicisti Zuntata. Secondo uno dei membri, Hirokazu Koshio, , il tema principale del gioco, crea un'atmosfera inquietante.
La prima pubblicazione discografica fu all'interno di Taito Game Music (ufficialmente scritto TAITO GAME MUSIC, anche trascritto in katakana come ), il primo album musicale degli Zuntata: uscito il 25 gennaio 1987 sotto l'etichetta Alfa Records (28XA-110) in formato 33 giri, contiene infatti, come ottava traccia, un brano di tre minuti e trentasei secondi intitolato semplicemente Kiki KaiKai. Una nuova versione fu pubblicata il 6 marzo 2002 da Scitron Digital Contents in formato CD (SCDC-00156), con i suoni divisi in sette tracce:
I brani furono poi inclusi nel secondo CD della raccolta , uscito per Team Entertainment il 26 ottobre 2011 (KDSD-00457,00458), con una diversa divisione delle tracce:
Una terza antologia che include le musiche, in una versione registrata per l'occasione dal gioco, è , pubblicata sotto l'etichetta Wavemaster il 27 maggio 2015 (WWCE-31363-4). La lista delle tracce è ancora leggermente diversa:
Fra la seconda e la terza raccolta fu inciso un CD di soli effetti sonori, , che presenta, tra gli altri, il suono che indica l'inserimento delle monete in Kiki KaiKai. Il CD, a tiratura limitata, fu venduto solo all'evento del 22 febbraio 2015 e al , un museo dedicato al retrogaming a Chiyoda (Tokyo), dal 2 ottobre dello stesso anno.
Il 22 giugno 2016 l'etichetta Zuntata Records pubblicò in solo formato digitale l'album , con gli stessi pezzi contenuti in Taito Digital Sound Archives, a cui seguì il 21 luglio 2018 la colonna sonora della versione per PC Engine, con il titolo , disponibile anch'esso solo per il download.
Tracce
Kiki KaiKai Original Soundtrack (ZTTL-9076)
Kiki KaiKai PCE Ver. Original Soundtrack (ZTTL-9087)
Remix Sayo no Thema è stato remixato due volte: per la prima volta ad opera del compositore Hirokazu Koshio degli Zuntata e fu incluso come nel videogioco Daifugo Party del 2010;Cfr. sotto. Koshio affermò di aver creato un arrangiamento pop del brano, per poi essere pubblicato il 27 giugno 2012 nella raccolta digitale ;ZTTL-9049. Traccia 11. un secondo riarrangiamento, del compositore e DJ t+pazolite, intitolato , nella raccolta di remix , uscita in formato digitale e CD il 9 novembre 2016 per l'etichetta Zuntata Records (disponibile anche in edizione limitata con allegato un secondo CD, TAITO GAME MUSIC REMIXS~ORIGINAL VERSION~, contenente la versione originale del brano),ZTTL-0079. Traccia 7. e fu incluso nella lista dei brani giocabili di del 16 marzo 2017.
Portabilità
Vista la sua immediata popolarità in Giappone, KiKi KaiKai venne convertito per numerose altre console: già nel 1987 furono infatti pubblicate le versioni sia per MSX2 (il 21 settembre), con alcuni piccoli aggiustamenti di gameplay, che per Famicom Disk System. Quest'ultima, sviluppata dalla Bits Laboratory e pubblicata il 28 agosto 1987 solo per il mercato nipponico, venne rinominata e fu la base di quella per il PC Engine, distribuita il 27 marzo 1990. Il vero salto verso le piattaforme portatili avvenne però il 12 giugno 2003, quando la Taito ne sviluppò un'edizione con linguaggio di programmazione Java per i cellulari chiamata e pubblicizzata come «adorabile gioco d'azione» che offre «un'esotica atmosfera asiatica». Successivamente, il 14 maggio 2004, fu per la prima volta reso disponibile per i PC Windows in CD-ROM; dal 25 novembre tale versione fu scaricabile dal sito della casa produttrice con la concessione di EZweb.
Il videogioco per quanto riguarda la sua emulazione fu anche inserito in alcune antologie dei "classici Taito": la versione in giapponese è presente in , per PlayStation 2, pubblicato il 28 luglio 2005, e in per PSP, pubblicato il 5 gennaio 2006. È anche uno di quelli integrati nel dispositivo , prodotto da Bandai, il quarto a essere distribuito della serie Let's! TV Play Classic, dedicata ai prodotti Namco e Taito, uscito il 31 marzo 2006; in questa console è presente anche , ovvero una versione di Kiki KaiKai che ha per protagonista il monaco buddista Kackremboh di Bonze Adventure, del 1988. In inglese è stato invece incluso in Taito Legends 2, una compilation distribuita per PS2, PC e Xbox nel 2006,Taito Legends 2 fu pubblicato in Australia il 30 marzo 2006 da Empire Interactive per PlayStation 2; in Europa il 31 marzo 2006 per PlayStation 2 e Xbox, sempre da Empire Interactive (ramo Xplosiv), e per PC, da SEGA; negli Stati Uniti il 16 maggio 2007 da Destineer per PlayStation 2 e il 10 luglio 2007, smepre da Destineer, per PC.Fonti: e in Taito Legends Power-Up per PSP, pubblicato nel 2007.Taito Legends Power-Up fu pubblicato in Europa il 6 ottobre 2006 da Xplosiv, in Australia il 9 novembre 2006 da Empire Interactive e negli Stati Uniti il 17 maggio 2007 da Destineer (cfr. ). In Giappone è stato portato su Wii (l'8 luglio 2008 nel defunto servizio Virtual Console), Android (il 2 febbraio 2012), PlayStation 4 (il 15 luglio 2016) e Nintendo Switch (il 12 marzo 2020), le ultime due come parte della serie prodotta da Hamster Corporation e Nippon Ichi Software. Recentemente è uno dei quaranta precaricati titoli inclusi sul Taito Egret II Mini, una retrò console nella forma in miniatura dell'omonimo cabinato commercializzata in tutto il mondo nel 2022.
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