La Camera dei comuni () è la camera bassa del Parlamento del Regno Unito, di cui è il ramo dominante. La Camera dei comuni è eletta a suffragio universale e diretto, e si compone di 650 membri che assumono il titolo di "membri del Parlamento" (Members of Parliament, abbreviato in MPs).
La Camera dei comuni è eletta con il sistema maggioritario. I suoi membri durano in carica fino a che la Camera non viene sciolta per le nuove elezioni, cosa che avviene entro un massimo di cinque anni dall'ultima elezione. Ogni membro è eletto in un collegio elettorale (denominato in inglese "constituency") e lo rappresenta.
Sede della Camera dei comuni è il Palazzo di Westminster, a Londra. È l'unico luogo di tutto il Regno Unito in cui, per tradizione, al sovrano non è consentito mettere piede.In realtà il Palazzo (e quindi anche l'aula di questa Camera) continua ad essere legalmente di proprietà della Corona, ma dopo la guerra civile e soprattutto dopo la rivoluzione del 1688 tale prassi si è consolidata. Invero, propriamente le riunioni delle Camere in seduta comune per la cerimonia di apertura del Parlamento del Regno Unito alla presenza del Sovrano si svolgono da sempre fuori dalla Camera bassa, sia per le sue dimensioni sia perché così sono i rappresentanti del popolo a stare in piedi mentre il Sovrano e i Lord sono seduti. A.Grass, Westminster Palace, Londra, 1956, p.23 e p. 31
Storia Il Parlamento costituisce un'evoluzione del consiglio che assisteva il monarca durante il Medioevo. Tale consiglio reale, che si riuniva per breve tempo, includeva ecclesiastici, nobili, come pure rappresentanti delle varie contee (noti come "knights of the shire"). La sua funzione principale, a partire dalla Magna Charta libertatum, era quella di approvare i tributi proposti dalla Corona. In molti casi, peraltro, il consiglio domandava che si desse rimedio alle lagnanze presentate dal popolo prima di procedere al voto sulla tassazione. In questo modo, il consiglio cominciò ad attribuirsi potestà legislative.
Nel Model Parliament del 1295, cominciarono a essere ammessi anche i rappresentanti dei vari boroughs, incluse le città. Divenne così in uso che ogni contea inviasse due cavalieri e ogni borough due cittadini. Sulle prime, i rappresentanti "borghesi" erano praticamente privi di poteri. Infatti, mentre la rappresentanza delle contee era fissa, il re aveva il potere di concedere o ritirare a suo piacimento il diritto di voto ai boroughs. Ogni dimostrazione di indipendenza da parte dei rappresentanti di una città poteva comportare l'esclusione della città stessa dal parlamento. I "cavalieri" in rappresentanza delle contee godevano di una posizione migliore, anche se erano comunque meno potenti dei membri aristocratici. Questo parlamento era ancora monocamerale. La divisione in due camere avvenne nel 1341, durante il regno di Edoardo III: i cavalieri e i borghesi formarono la Camera dei comuni, mentre i rappresentanti di nobiltà e clero entrarono a far parte della Camera dei lord.
Sebbene rimanessero subordinati alla Corona e ai lord, i comuni cominciarono ad agire in maniera più indipendente. Durante il Good Parliament (1376), il presidente della Camera dei comuni, Sir Peter de la Mare, si lamentò della tassazione eccessivamente elevata, domandò un rendiconto delle spese reali e criticò la gestione dell'esercito da parte del re. I comuni cominciarono anche a porre in stato d'accusa alcuni ministri del sovrano. Il coraggioso presidente venne imprigionato, ma riacquistò presto la libertà, dopo la morte di Edoardo III. Sotto il suo successore Riccardo II, i comuni ricominciarono a mettere in stato d'accusa i ministri della Corona che avevano compiuto scorrettezze. I comuni sostenevano infatti che non solo dovevano controllare la tassazione, ma pure le spese pubbliche. Nonostante l'accresciuta autorità, comunque, il potere della camera bassa rimaneva decisamente inferiore rispetto a quello della Camera dei lord e della Corona.
L'influenza della Corona aumentò ulteriormente a seguito delle guerre civili del tardo XIV secolo, che diminuirono alquanto il potere della nobiltà. Durante gli anni seguenti, entrambe le camere persero potere e venne così ripristinata l'assoluta supremazia del sovrano. Tale preminenza aumentò ulteriormente durante il periodo della dinastia Tudor, nel XVI secolo. L'avvento degli Stuart, nel 1603, in qualche modo determinò un'inversione di tendenza. I primi due re di casa Stuart, Giacomo I e Carlo I, entrarono spesso in conflitto coi comuni, su materie come le imposte, la religione e i poteri regi.
Le divergenze tra Carlo I e il Parlamento si accrebbero a tal punto da portare alla guerra civile, vinta dalle armate parlamentari. Nel dicembre 1648, l'esercito parlamentare, comandato da Oliver Cromwell, epurò la Camera dei comuni dagli elementi moderati o monarchici. Fu il primo e unico caso di colpo di Stato militare nella storia inglese, che preparò la strada all'esecuzione di Carlo I e all'abolizione della camera alta. Il parlamento ritornò quindi monocamerale e composto solo dai membri dei comuni approvati dall'esercito. Quando le figure guida del parlamento cominciarono a contrapporsi ai comandanti militari su questioni concernenti la politica del governo e la maniera di tenere le elezioni, Cromwell decise di licenziare i parlamentari e instaurare la dittatura (1653).
Dopo la morte di Cromwell, avvenuta nel 1658, la monarchia e la Camera dei lord vennero restaurate, assieme ai comuni nel 1660. L'influenza della Corona era stata, comunque, ridimensionata in via definitiva e ricevette un altro colpo nel 1688 quando, nel corso della Gloriosa rivoluzione, venne deposto re Giacomo II.
La Camera dei comuni affrontò un periodo di importanti riforme nel corso del XIX secolo. La Corona aveva esercitato in maniera irregolare il suo diritto di attribuire o togliere la rappresentanza parlamentare ai vari boroughs e la rappresentanza degli stessi presentava una serie di gravi anomalie. I confini dei collegi elettorali non erano stati cambiati dal 1660 e così molte città un tempo importanti, ma che nel XIX secolo si erano ormai ridotte all'irrilevanza, continuavano a conservare i loro antichi diritti di eleggere due membri dei comuni per ognuna. I più famosi di questi, che venivano chiamati "borghi putridi" (rotten boroughs) erano Old Sarum che, con sei elettori, eleggeva due parlamentari e Dunwich, centro franato nel mare. Allo stesso tempo, grandi città come Manchester non avevano una rappresentanza propria, anche se i loro residenti con diritto di voto potevano partecipare alle elezioni per il seggio della corrispondente contea (per Manchester, il Lancashire). Altra nota distorsione del sistema elettorale era rappresentata dai borghi tascabili (pocket boroughs), piccoli collegi controllati da ricchi proprietari terrieri o aristocratici, i cui protetti inevitabilmente finivano per aggiudicarsi il seggio.
I comuni tentarono di risolvere queste storture con una legge di riforma nel 1831. Sulle prime, la Camera dei lord si dimostrò contraria ad approvare la riforma, ma fu costretta a cedere quando il Primo ministro Charles Grey suggerì al re, Guglielmo IV di nominare un certo numero di Pari favorevoli alla riforma. Prima che il re intraprendesse tale azione, i Lord approvarono la riforma nel 1832. Il Reform Act del 1832, noto anche come "Great Reform Act" abolì i borghi putridi, stabilì requisiti di voto uniformi per i boroughs e garantì una rappresentanza alle città più popolose. Vennero comunque mantenuti molti borghi tascabili. Negli anni seguenti, i comuni accrebbero la loro importanza, mentre l'influenza dei lord era stata danneggiata dalla crisi sorta a seguito della legge di riforma e il potere dei "titolari" di borghi tascabili era stato ridotto. I lord diventarono sempre più riluttanti a respingere proposte di legge approvate a larga maggioranza dai comuni e venne accettato il principio politico secondo cui il governo può reggersi col supporto della sola Camera bassa.
Durante la seconda metà del XIX secolo vennero introdotte altre riforme. Il Reform Act del 1867 abbassò i requisiti patrimoniali per accedere all'elettorato attivo nelle città, ridusse la rappresentanza parlamentare per i centri minori e attribuì seggi a diverse città industriali in crescita. L'elettorato venne ulteriormente esteso con il Representation of the People Act del 1884, che abbassò i requisisti patrimoniali per votare nelle contee (ossia, per i seggi che rappresentavano le zone rurali). Il Redistribution of Seats Act dell'anno seguente generalizzò la figura del collegio uninominale, abolendo la figura dei collegi che erano rappresentate da più parlamentari.
Un'altra fase importante si ebbe all'inizio del XX secolo. Nel 1908, il governo liberale di Herbert Henry Asquith introdusse una serie di programmi sociali che, assieme alla corsa agli armamenti con la Germania, costrinsero lo stato a un incremento della tassazione. Nel 1909, il Cancelliere dello Scacchiere David Lloyd George, introdusse il "People's Budget", in cui si proponeva una nuova imposta, che avrebbe inciso sui proprietari terrieri più ricchi. La misura, piuttosto impopolare, non passò alla Camera dei lord, dominata dai Conservatori. Nel gennaio 1910 i Liberali vinsero nuovamente le elezioni, dopo una campagna in cui il tema dei poteri attribuiti alla Camera dei lord era stato al centro del dibattito. Asquith propose quindi che i poteri della Camera alta venissero severamente limitati.
L'approvazione della legge venne brevemente interrotta dalla morte di Edoardo VII, ma ricominciò subito sotto il nuovo re Giorgio V. Dopo le elezioni del dicembre 1910 il governo Asquith si assicurò che passasse la legge riduttiva dei poteri attribuiti alla House of Lords. Il Primo ministro propose, con l'assenso del re, la nomina di 500 nuovi Pari liberali, nel caso in cui i lord non approvassero la riforma (come s'è visto, fu lo stesso espediente utilizzato nel 1832). Il Parliament Act del 1911 eliminò quindi la parità legislativa tra le due camere del parlamento. La Camera dei lord ebbe unicamente il potere di ritardare le proposte legislative per un massimo di tre sessioni parlamentari o due anni (Termini ridotti a due sessioni o un anno solare con il Parliament Act del 1949). Dopo queste due riforme, la Camera dei comuni è diventata la più potente del parlamento, sia di fatto sia nel diritto.
Il 22 aprile 2020, a seguito dell'emergenza del COVID-19, la Camera dei Comuni si è riunita per la prima volta nella sua storia in modalità virtuale per il question time quotidianamente rivolto all'esecutivo e per la discussione delle modifiche al regolamento della Camera, che avrebbero dovuto consentire la prosecuzione dei lavori fino al termine dell'emergenza. La seduta è durata alcune ore, con la presenza di 50 deputati in aula e di altri 150 collegati da remoto, mentre era ancora aperto il dibattito in merito all'utilizzo della call conference anche in sede deliberante, per il voto degli emendamenti e dei testi di legge definitivi.
Durata della legislatura
Le elezioni generali avvengono quando il Parlamento è sciolto dal Sovrano Caroline Morris, Parliamentary Elections, Representation and the Law, Hart Publishing, 2012, 196.
Il Parlamento può essere sciolto con proclama reale in qualsiasi momento, anche se - con l'affermarsi della forma di governo parlamentare, dal XIX secolo - il monarca agisce in tal senso solo quando ne riceve richiesta dal primo ministro; la natura consuetudinaria di questa prassi è stata riconosciuta nei princìpi Lascelles, i quali, però, non prevedono alcun automatismo.