Fu autore di varie e numerose opere: lAgricola (De vita Iulii Agricolae), sulla vita del suocero Gneo Giulio Agricola e in particolare sulle sue imprese militari in Britannia; la Germania (De origine et situ Germanorum), monografia etnografica sull'origine, i costumi, le istituzioni, le pratiche religiose e il territorio delle popolazioni germaniche fra il Reno e il Danubio; le Storie (Historiae), prima grande opera storiografica che tratta la storia di Roma dall'anno dei quattro imperatori (69) all'assassinio di Domiziano (96); gli Annali (Ab excessu Divi Augusti libri), seconda grande opera storiografica che tratta la storia di Roma dalla morte di Augusto (14) alla morte di Nerone (68).

A Tacito è anche attribuito, con qualche dubbio, il Dialogo sugli oratori (Dialogus de oratoribus), opera di datazione incerta sulle cause della decadenza dell'arte oratoria (ars oratoria), che sono individuate di volta in volta nel diverso tipo di educazione rispetto al passato, nel mutato insegnamento retorico e principalmente nelle condizioni politiche proprie del regime imperiale, che impediva ormai la libertà di parola.

Biografia Le fonti Le poche informazioni sulla vita e sull'ambiente in cui visse Tacito sono offerte, principalmente, dagli indizi sparsi nel corpus delle sue opere, dalle lettere del suo amico e ammiratore Plinio il Giovane e da un'iscrizione trovata a Mylasa, in Caria (nell'attuale Turchia), e da altre deduzioni di storiciOrientis Graeci Inscriptionis Selectae 487, precedentemente pubblicato in Bulletin de correspondance hellénique, 1890, pp. 621–623. Molti particolari della sua vita restano sconosciuti.

Il prenome Ciò interessa anche il suo stesso prenome, tuttora incerto: in alcune lettere di Sidonio Apollinare e in alcuni vecchi scritti di poca rilevanza letteraria lo storico è nominato con Gaius, ma nel manoscritto principale della tradizione, con Publius. Questi finora sono riconosciuti come i due praenomina più avvalorati. Alcuni avevano avanzato anche l'ipotesi di un prenome Sextus, che tuttavia non ha trovato seguito.

La nascita L'anno e il luogo L'insufficienza di informazioni ci impedisce, allo stesso modo, di individuare inequivocabilmente l'anno e il luogo di nascita dello scrittore. Si suppone che Tacito sia nato attorno al 55. Il luogo d'origine si può stabilire nella provincia della Gallia Narbonense,. deducendolo dal suo matrimonio con Giulia Agricola e dalla simpatia occasionale per i barbari che fecero resistenza contro la lex romana (come nell'episodio degli Annales II, 9).., oppure nell'Italia del nord (Gallia Cisalpina) sulla base della sua amicizia con Plinio il Giovane.. La possibile origine spagnola del Fabius Iustus al quale Tacito dedica il Dialogus suggerisce poi un legame con la Spagna.. Una tradizione tarda, rifacendosi a un passo dellHistoria Augusta relativo alla vita dell'imperatore romano Marco Claudio Tacito (275 - 276), attribuisce i natali dello storico alla città di Terni... Secondo l'illustre studioso Theodor Mommsen l'antichità della gens Cornelia si desume dal fatto che essa diede il nome ad una delle più antiche Tribù rustiche, che comprendeva Arpino, Nomento, Eclano, Erdonia, Teano Apulo, Crotone, Petelia, Camerino Fulginio in Umbria e Matelica.

I Cornelii avevano propri culti e tradizioni, e si distinguevano da tutte le altre famiglie per la pratica dell'inumazione dei defunti, in alternativa alla più diffusa cremazione. Famoso è il monumentale Sepolcro degli Scipioni ancora conservato sulla Via Appia.

Ascendenza familiare Si ritiene rintracciabile una discendenza nobile da un ramo sconosciuto della gens romana patrizia Cornelia, ma non v'è alcun documento storico che attesti l'esistenza di un Cornelius chiamato Tacito. Tacito stesso affermò che molti senatori e cavalieri discendevano da liberti, ma l'ipotesi che anch'egli discendesse da un liberto non ha trovato nessun supporto oltre alla sua affermazione, in un discorso generico, che molti notabili discendevano da liberti:.. tale ipotesi è stata prontamente abbandonata.

Suo padre si ritiene possa essere il Cornelio Tacito procuratore della Gallia Belgica e della Germania. Un figlio di questo Cornelio Tacito è citato, tuttavia, da Plinio il Vecchio come esempio, da lui stesso veduto, di sviluppo e invecchiamento precocissimi, al pari del figlio di un certo Eutimene, che per tale causa morì di morte prematura a soli 6 anni. Ciò impedirebbe di identificare questi con il Tacito più famoso, bensì con un possibile ma non altrimenti attestato fratello....

La posizione sociale Per quanto riguarda l'agiata famiglia è il forte legame d'amicizia largamente testimoniato tra Plinio Il Giovane e Tacito ad avere fatto supporre agli storici un'uguale estrazione sociale dei due: ceto equestre, ricchezza significativa e provenienza provinciale.. L'ipotesi, largamente accettata, per la quale lo scrittore latino sarebbe nato da una famiglia di rango equestre oppure senatorio può essere comprovata anche dal disprezzo per gli arrampicatori sociali su cui insiste Tacito. Si suppone che la posizione sociale di rilievo di Tacito sia stata ottenuta grazie alla benevolenza degli imperatori Flavii, poiché con la conclusione dell'età repubblicana l'impostazione gentilizia della società s'era ormai dissolta e, con questa, anche i privilegi riservati alle gentes più influenti in Roma.

Vita pubblica, matrimonio e carriera letteraria Da giovane studiò retorica a Roma, come preparazione alla carriera nella magistratura e nella politica.. e, come Plinio, potrebbe avere studiato sotto Quintiliano. Nel 77 o nel 78 sposò Giulia Agricola, figlia quattordicenne del generale Gneo Giulio Agricola, il quale era al comando di una legione operante in Bitinia. Tacito partecipò con l'incarico di tribuno militare, incarico concessogli da Vespasiano attorno al 77; nulla si sa della loro unione o della loro vita domestica, a parte il fatto che Tacito amava cacciare....

Alla sua carriera iniziale diede grande impulso Vespasiano, come dice nelle Historiae (1, 1), ma fu sotto Tito che entrò realmente nella vita politica con la carica di quaestor, nell'anno 81 o nell'anno 82. Proseguì costantemente nel suo cursus honorum divenendo praetor nell'88 e facendo parte dei quindecemviri sacris faciundis, un collegio sacerdotale che custodiva i Libri Sibillini e i Giochi Secolari...

Si distinse come avvocato e oratore, a dispetto del fatto che il cognomen, Tacitus, abbia in latino il significato di "taciturno"; ricoprì funzioni pubbliche nelle province all'incirca dall'89 al 93, forse a capo di una legione, forse in ambito civile, come si può intuire dal fatto che non fu presente alla morte del suocero, Agricola......

Sopravvisse con le sue proprietà al regno del terrore di Domiziano (93-96), ma l'esperienza lasciò in lui cupa amarezza, forse per la vergogna della propria complicità, contribuendo allo sviluppo di quell'odio verso la tirannia così evidente nelle sue opere... I paragrafi 44 - 45 dell'Agricola sono paradigmatici:

Divenne consul suffectus nel 97 durante il principato di Nerva, diventando il primo della sua famiglia a ricoprire tale carica. Durante tale periodo raggiunse i vertici della sua fama di oratore nel pronunciare il discorso funebre per il famoso senatore e comandante militare Virginio Rufo... Durante l'anno seguente scrisse e pubblicò sia lAgricola sia la Germania, primi esempi dell'attività letteraria che lo occuperà fino alla sua morte.

In seguito sparì dalla scena pubblica, a cui tornò durante il regno di Traiano. Nel 100, con il suo amico Plinio il giovane, perseguì Mario Prisco (governatore dell'Africa) per corruzione. Prisco fu riconosciuto colpevole e fu esiliato; Plinio scrisse alcuni giorni dopo che Tacito aveva parlato "con tutta la maestosità che caratterizza il suo usuale stile oratorio"..

Seguì una lunga assenza dalla politica e dalla magistratura. Nel frattempo scrisse le sue due opere più importanti.: le Historiae e, quindi, gli Annales. Ricoprì la più alta carica di governatorato, quello della provincia romana dell'Asia in Anatolia occidentale, nel 112 o nel 113, come provato dall'iscrizione trovata a Milasa.

Un passaggio negli annali indica il 116 come il terminus post quem della sua morte, che può essere posto più tardi nel 125. e non sono pochi gli storici che pongono la data della morte durante il regno di Adriano.....

Non si sa se abbia avuto figli, ma la Historia Augusta riporta che l'imperatore Marco Claudio Tacito lo abbia indicato come antenato. Questo fatto è, comunque, probabilmente falso...

Opere

Cinque sono le opere attribuite a Tacito che sono sopravvissute, almeno in una parte sostanziale di esse. Le date di composizione sono approssimative e le ultime due (le sue opere "maggiori"), hanno comunque richiesto alcuni anni per essere completate:

98: De vita et moribus Iulii Agricolae ("La vita e i costumi di Giulio Agricola") 98: De origine et situ Germanorum ("L'origine e la posizione dei Germani") 101/102: Dialogus de oratoribus ("Dialogo sull'oratoria") 110 circa: Historiae ("Le storie") 117-120?: Annales o Ab excessu divi Augusti ("Annali").

Le due opere principali, originariamente pubblicate separatamente, sono state indicate come parti integranti di una singola opera in trenta libri (le "Historiae" composte entro il 110 e gli "Annales" composti successivamente, nonostante raccontino un tratto della storia cronologicamente più antica delle Historiae). Esse offrono una narrazione della storia di Roma dalla morte di Augusto (14 d.C.) alla morte di Domiziano (96). Benché alcune parti siano andate perdute, essa è una delle maggiori opere storiche dell'antichità.

Historiae

Nel terzo capitolo dellAgricola (una delle opere minori pubblicate precedentemente), Tacito aveva dichiarato il suo desiderio di comporre una "memoria della precedente servitù" (ossia il regno di Domiziano) e una "testimonianza dei beni presenti" (i regni di Nerva e Traiano); nelle Historiae il progetto è però differente: nell'introduzione, Tacito rimanda la sua opera su Nerva e Traiano e decide di occuparsi prima del periodo compreso tra le guerre civili del 68-69 d.C. e il regno dei Flavii.

Del testo originale sono rimasti conservati soltanto i primi quattro libri, insieme con ventisei capitoli del quinto libro, concernenti gli anni 69 (inizio del regno di Galba) e la prima parte del 70 (rivolta giudaica). Secondo le ricostruzioni, il lavoro avrebbe dovuto proseguire fino alla morte di Domiziano, avvenuta il 18 settembre 96. Il quinto libro contiene, come preludio alla narrazione della repressione della rivolta ebrea durante il principato di Tito, un excursus etnografico sugli Ebrei, importante testimonianza dell'atteggiamento dei Romani verso quel popolo.

Tacito coglie nell'anno 69 un nodo fondamentale nella storia dell'impero: quello della successione alla dinastia giulio-claudia, con il seguito di guerre civili e intrighi politici, il succedersi rapido dei tre imperatori Galba, Otone, Vitellio, e, infine, l'insediamento della dinastia Flavia con Vespasiano. Galba prende atto, nel suo celebre discorso per la scelta del successore,Tacito, Historiae, I 15-16. dell'impossibilità di fare ritorno alla repubblica, afferma la necessità del principato e presenta il principio dell'adozione come scelta del migliore: argomenti che dovevano essere tornati d'attualità nel 97, quando Nerva, con l'adozione di Traiano, aveva trovato un rimedio alla sua debolezza scongiurando una nuova guerra civile.