La scuola pneumatica nasce nel I secolo a.C. dall'incontro tra le teorie mediche di Ippocrate e la filosofia stoica. Del suo fondatore, Ateneo di Attalia, si hanno pochissime testimonianze dirette, mentre più confortante è la tradizione legata ad alcuni suoi successori, dei quali si dispongoon opere e frammenti decisamente ampi ed esaustivi.

Le fonti antiche Il termine "Scuola Pneumatica" traduce l'espressione greca αίρησις πνευματική (hairesis pneumatikè), impiegata insieme ad altre dal medico Galeno, vissuto nel II secolo d.C., per designare i discepoli e i continuatori del gruppo fondato da Ateneo di Attalia,Claudii Galeni Opera omnia, ed. E.G. Kuhn, Hildesheim 1964-1986, vol. 8, pagg. 642 e 749. un discepolo del filosofo stoico Posidonio di Apamea.

Galeno parla poi nello specifico della dottrina basilare di Ateneo in un opuscoletto il cui originale greco è andato perduto, ma è sopravvissuto in una traduzione araba a sua volta ritradotta in latino da uno studioso del XVI secolo col titolo De causis contentivis (Sulle cause coesive).Claudii Galeni De causis contentivis, ed. M. Lyons, Berlino 1969 = Corpus Medicorum Graecorum (supplementum orientale) II

Dell'opera di Ateneo di Attalia non ci è giunto nulla per tradizione diretta, mentre alcuni accenni alle sue teorie, oltre allo scritto galenico testé citato, si trovano nei libri di Oribasio,Oribasii Collectionum medicarum reliquiae, ed. J. Raeder, Lipsia- Berlino 1929-1932 = Corpus Medicorum Graecorum VI. il medico personale dell'imperatore Costantino. Una sorte sostanzialmente simile è toccata al primo discepolo di Ateneo, Agatino di Sparta, mentre di Areteo di Cappadocia, vissuto presumibilmente nella prima metà del I secolo d.C., abbiamo un'opera intera, dedicata allo studio delle cause e dei rimedi per le malattie acute e croniche.Aretaeus- editio altera, ed. A. Olivieri, Berlino 1960 = Corpus Medicorum Graecorum II.

Corposi poi sono i frammenti di opere dei medici vissuti all'incirca all'epoca di Areteo (come Erodoto), o nelle generazioni immediatamente successive (Archigene, Antillo). Possiamo dire che questo indirizzo medico esaurisce la sua spinta originale verso la fine del I secolo d.C., per andare a contaminarsi con le teorie di altre scuole, la qual cosa non è peraltro infrequente nella medicina antica, le cui principali "sette" differiscono più esteriormente in alcuni principi di base per poi convergere ampiamente sia nella sintomatologia che nella terapia delle diverse affezioni. Va infine osservato che, testimonianze di Galeno a parte, non pare che la Scuola Pneumatica abbia riscosso un successo tale da distinguerla nel novero delle altre: l'ipotesi più probabile è che essa sia stata ritenuta spesso niente più che un sottoinsieme dell'ippocratismo e non un fenomeno originale.

La teoria del pneuma coesivo Caratteristica di questa scuola è il fatto di basarsi su una piattaforma teorica assolutamente fedele ai principi della medicina ippocratica (le cui origini si collocano nel V secolo a.C.), implementandola con alcuni elementi di fisiologia elaborati dalla filosofia stoica.

Alla base della medicina di Ippocrate sta la teoria degli umori. Nel nostro corpo sono presenti quattro fluidi: sangue (caldo e umido), flegma (freddo e umido), bile nera (fredda e secca), bile gialla (calda e secca). La salute dell'uomo dipende dall'equilibrio di queste quattro sostanze, poiché, ove una di esse si infiammi o in qualche modo cresca eccessivamente all'interno dei nostri organi, noi possiamo cadere vittima delle diverse malattie. La Scuola Pneumatica parte da questi principi, ma li rivede alla luce delle dottrine filosofiche stoiche.

La filosofia stoica si incentra sul principio che tutto l'universo è di fatto costituito da un'unica sostanza chiamata pneuma,Max Pohlenz, La Stoa, trad. it. Milano 2005, pagg. 119 segg. ovvero "soffio" di fuoco (o meglio di aria e fuoco), che è in grado di trasformarsi per creare tutto ciò che esiste in natura, compreso evidentemente il genere umano. Il pneuma stoico, che di base è caldo e secco, può infatti generare in sé anche le qualità opposte di freddezza e umidità, in modo così da produrre i quattro elementi (fuoco, aria, acqua e terra) da cui deriva tutto il cosmo.

Anche il corpo umano, quindi, è pneuma che si articola su più livelli: uno materiale, ovvero pneuma più solido, che si concretizza nelle ossa, nei muscoli, negli organi vitali e, appunto, nei quattro umori nati dalla combinazione delle quattro qualità elementari; l'altro spirituale, ma in un senso immanentistico, poiché per gli stoici l'anima non è un principio metafisico diverso dalla materia, ma è essa stessa pneuma congenito, solamente più leggero e rarefatto, che scorre in tutto il corpo e lo vivifica, oltre a consentirci le operazioni mentali ed emotive legate alla razionalità e ai sentimenti.Stoicorum Veterum Fragmenta, ed. italiana a cura di Roberto Radice, Milano 2002, II, frammento 716.

La medicina pneumatica parte da questi presupposti e li sviluppa nel seguente modo: la funzione primaria del pneuma è quella coesiva, il fatto cioè di tenere letteralmente assieme le parti del nostro corpo scorrendo in ogni punto di esso attraverso le arterie, i nervi, le ossa, le cartilagini, ecc.Queste teorie si ricavano incrociando le testimonianze di Galeno (ed. Kuhn, vol. 1, pagg. 465-466) e gli Stoicorum Veterum Fragmenta, II, frammenti 418 e 439. Il pneuma coesivo è inoltre responsabile dell'equilibrio dei nostri umori, nel senso che funge da elemento bilanciatore delle qualità elementari (caldo, freddo, ecc.) di cui egli stesso è portatore, essendo affine al grande pneuma cosmico che dà vita a tutte le cose. Uno pneuma in salute, quindi, corrisponde alla salute degli umori.

Come nella scuola ippocratica, così anche in quella pneumatica la malattia si verifica in presenza di uno squilibrio, però con una differenza fondamentale. Secondo Ateneo, infatti, noi ci ammaliamo a seguito di una precisa scansione di eventi:La descrizione completa è nel De causis contentivis a pag. 134. è anzitutto necessario che il nostro corpo sia interessato da un evento potenzialmente dannoso, come un colpo di calore, oppure uno di freddo, oppure il contatto prolungato con l'umidità ecc., e in questo caso il pneumatismo parla di "causa procatartica"; potrebbe però, in associazione o meno con questa, verificarsi un altro fenomeno, stavolta interno al corpo, ovvero l'infiammazione di uno degli organi vitali (fegato, stomaco, ecc.), oppure l'infiammazione o improvvisa sovrabbondanza di uno degli umori, e il pneumatismo parla di "causa antecedente".

Nell'uno e nell'altro caso, si può dire che una o più zone del nostro corpo hanno perso l'equilibrio elementare, nel senso che in esse è presente un eccesso di caldo o freddo o secco o umido. Non si può però parlare ancora di malattia in atto, poiché è questo punto che entra in gioco il pneuma coesivo: esso, scorrendo ovunque nel nostro corpo, incontra ad un certo punto la zona alterata. Se l'alterazione è di piccola entità, il potere di riequilibrio del pneuma riporterà la situazione alla normalità; se però lo squilibrio elementare è già avanzato, succede che il pneuma "prenderà su di sé" l'alterazione medesima, manifestando pure lui l'eccesso di caldo o freddo, ecc., ma soprattutto trasmettendolo a tutto il resto del corpo.

È da questo momento che la malattia è conclamata: disturbi epatici, respiratori, digestivi, melancolici, oppure affezioni come l'idropisia o la frenite non sono considerati tali solo perché si manifestano in una zona del nostro corpo, ma perché dalla zona o dall'organo in cui essi trovano origine vanno a disturbare l'armonia e la salute di tutto l'individuo. Bisogna quindi che sia anzitutto il pneuma coesivo ad "ammalarsi" e allora si potrà parlare di gastrite o febbre: l'aumento della temperatura corporea, per esempio, sarà dovuto al riscaldamento del pneuma che a sua volta influenzerà la pressione sanguigna, la secrezione del sudore, l'insorgenza dei brividi, ecc.

Differenza con la medicina ippocratico-galenica Qui sta la differenza con la medicina ippocratica, che si concentrava invece sui blocchi alla libera circolazione del pneuma, i quali impedendogli di raggiungere le zone corporee da esso alimentate, facevano insorgere la malattia. Di conseguenza, i rimedi miravano a sbloccare il passaggio, non a trattare il pneuma in quanto tale.

Analogamente Galeno enfatizzerà il ruolo dell'equilibrio nella miscela degli umori per un sano funzionamento dell'organismo, indipendentemente da agenti intermedi come il pneuma. Pur sottolineando l'importanza di quest'ultimo nelle funzioni in cui si specializza, distinguendo ad esempio un pneuma psichico, preposto alle funzioni sensoriali e motorie, da quello vitale, necessario per mantenere la vita, Galeno non considerava nessuno dei due oggetto di misure diagnostiche o terapeutiche.

Gli sviluppi di Areteo di Cappadocia

Per approfondire ulteriormente le caratteristiche del pneumatismo, bisogna rivolgersi ad Areteo di Cappadocia, sia per la cospicuità della fonte che egli rappresenta, sia perché vive in un'epoca in cui la scuola di Ateneo non si è ancora eccessivamente mischiata con altre. Le più recenti proposte interpretative collocano il periodo di fioritura di costui in età imperiale (anni 40-60 del I secolo d. C. circa),G. Bocchi, Philosophia medica e medicina rhetorica in Seneca. La scuola pneumatica, l'ira, la melancolia, Milano 2011, pagg. 78 segg. nonostante in passato si sia dubitato molto di poter stabilire dei termini biografici certi.

In alcuni casi si è anche contestata l'appartenenza di Areteo alla Scuola Pneumatica, anche se per sostenere ciò sarebbe necessario disporre dell'opera completa di Ateneo per effettuare gli opportuni confronti; in assenza di essa si può però verificare che Areteo sia influenzato oltre che dall'ippocratismo anche dallo stoicismo (e quindi dalla medicina stoica) prendendo in considerazione i passi dell'opera in cui il termine pneuma è inequivocabilmente declinato alla maniera degli stoici e quelli in cui si fa riferimento al tonos, ovvero alla giusta tensione della nostra energia vitale come presupposto imprescindibile per la salute, altro concetto tipicamente stoico.

Questo medico analizza le malattie acute e croniche con una capacità descrittiva notevole e un indiscutibile talento per la classificazione, entro una prospettiva che, adoperando termini moderni, sarebbe quella di un esperto anatomopatologo. Di ogni affezione si spiegano natura, origini, sintomi e, nel caso delle malattie acute, anche le terapie. Non sempre viene citato il ruolo attivo del pneuma, ma si può ritenere che, anche dove esso non sia chiamato espressamente in causa, la sua azione vada sottintesa, dal momento che esso scorre in tutto il corpo.

Il legame con la medicina stoica da parte di Areteo può dedursi da alcuni elementi nella descrizione di certe malattie:Aretaeus cit., pagg. 10, 11, 23. a proposito della frenite, leggiamo che essa si verifica allorché il pneuma, da secco e sottile, diventa umido e spesso; quando si è ammalati di colite, esso è diventato freddo. Anche là dove, invece che di pneuma, si parla di energia vitale, si impiegano termini di matrice stoica (zotikè dynamis, o zoès dynamis)Aretaeus cit.,pag. 24. e si dice, nel caso della sincope, che questo disturbo derivi da uno "scioglimento" di tale forza,Aretaeus, cit.,pag. 22. alludendo al calo di tensione del pneuma, mentre la febbre acuta può condurre alla morte se la forza vitale "evapora", un'immagine per nulla metaforica se si pensa alla natura del pneuma stoico.Aretaeus cit., pag. 24.