Come giocatore il suo periodo più a lungo è stato alla Dinamo Bucarest tra il 1963 e il 1977, e come allenatore ha diretto, tra gli altri, la nazionale rumena, nonché le squadre Corvinul Hunedoara, Dinamo Bucarest, Brescia, Reggiana, Rapid Bucarest, Inter, Galatasaray, Beşiktaş Istanbul, Šachtar Donec'k, Zenit San Pietroburgo e Dinamo Kiev, e tra il 2017 e il 2019 la nazionale turca. Nel 2015, Lucescu è diventato il quinto uomo ad allenare 100 partite di UEFA Champions League, dopo Alex Ferguson, Carlo Ancelotti, Arsène Wenger e José Mourinho.

Vanta 8 titoli da calciatore e 37 da allenatore (di cui 3 internazionali), che lo collocano al terzo posto nella lista dei tecnici più titolati della storia del calcio dopo Josep Guardiola (41) e Alex Ferguson (49).

Biografia Lucescu ha imparato sei lingue straniere sin dalla sua giovinezza: inglese, portoghese, spagnolo, italiano, francese e russo. Durante il periodo in cui allenava in Romania, portava spesso i suoi giocatori a teatro e li spronava a leggere libri e seguire corsi universitari.

Anche suo figlio, Răzvan Lucescu, era un calciatore e oggi allenatore.

Il 15 luglio 2009, Lucescu ha avuto un infarto, subendo un intervento d'urgenza al cuore in un ospedale di Donetsk.

Il 6 gennaio 2012 è stato coinvolto in un incidente stradale con un tram, a Bucarest, rimanendo ferito.

La mattina del 3 aprile 2026 viene ricoverato d'urgenza all'ospedale Universitario di Bucarest a causa di un doppio infarto, venendo indotto in coma farmacologico qualche giorno dopo. Tuttavia, il 7 aprile seguente, ne viene annunciato il decesso all'età di 80 anni. L'8 e 9 aprile 2026 il feretro di Lucescu viene esposto all'Arena Națională di Bucarest con la bandiera nazionale drappeggiata sulla bara e con gli onori militari, a seguire il 10 aprile si è tenuto il funerale e la sepoltura al cimitero Bellu, nella capitale.

Carriera Giocatore Attaccante, ha giocato nella dal 1963 al 1965 (tre presenze, zero reti) e dal 1967 al 1977 (247 partite, 57 gol). Ha chiuso la carriera da professionista nella Corvinul Hunedoara. Inoltre ha anche giocato 74 incontri con la Nazionale rumena, realizzando nove centri e disputando, da capitano, il mondiale del 1970.

Allenatore Gli inizi Allenatore dal 1979, guida per un anno il Corvinul Hunedoara (squadra con la quale chiuderà la carriera agonistica nel 1982, essendo impiegato per qualche tempo nella veste di giocatore-allenatore) per poi dirigere la nazionale rumena dal 1981 al 1986. Durante questo periodo la Romania raggiunge per la prima volta nella sua storia la fase finale del campionato europeo di calcio () eliminando, nel girone di qualificazione, i campioni del mondo in carica dell'. Successivamente gli viene offerta la panchina della , che occupa fino al 1990, vincendo la coppa nazionale nel 1986 e ottenendo il double campionato-coppa nel 1990.

Pisa, Brescia e Reggiana

Nel 1990 approda in Italia come direttore tecnico del Pisa, in Serie A. Il 10 marzo 1991, dopo la sconfitta con il Cagliari, viene sollevato dall'incarico.

Dalla stagione successiva è direttore tecnico del Brescia, in Serie B. Al primo anno con le Rondinelle si piazza al primo posto in campionato, ottenendo la promozione in Serie A, e in Coppa Italia viene eliminato al secondo turno dal Milan. Nel 1992-1993 conduce i lombardi al quindicesimo posto in campionato, ma non evita la retrocessione in Serie B perché perde lo spareggio con l'Udinese. Ricondotte le Rondinelle alla promozione in Serie A grazie al terzo posto nel campionato cadetto 1993-1994, il tecnico rimane in sella per le successive 20 giornate del campionato di Serie A 1994-1995, fino dell'esonero avvenuto nel febbraio 1995, con la squadra all'ultimo posto della graduatoria. Il rumeno viene richiamato in panchina in vista della stagione di Serie B 1995-1996, in cui, malgrado un buon inizio, la squadra entra in una spirale negativa alla quattordicesima giornata, tanto che, dopo il ventiquattresimo turno, Lucescu è sollevato dall'incarico.

Nel campionato di Serie A 1996-1997 siede sulla panchina della , ma il 24 novembre 1996 è esonerato dopo dieci giornate, con la squadra ultima in classifica a 4 punti (4 pareggi e 6 sconfitte).

Rapid Bucarest e Inter Tornato in patria, nell'estate del 1997 è ingaggiato dal , con cui vince la Coppa di Romania battendo in finale l'U Craiova e ottiene il secondo posto in campionato.

Dal dicembre 1998 allena l' con scarsi risultati: pur avendo superato la fase a gironi di UEFA Champions League, esce ai quarti di finale contro il e conclude la propria esperienza in nerazzurro con le dimissioni a seguito della sconfitta per 4-0 in campionato con la del 21 marzo 1999.

Rientrato in Romania, conduce per il finale di stagione il alla vittoria in campionato senza perdere alcun incontro: è il secondo titolo nazionale per il club dopo quello del 1966-1967. Alla fine della stagione vince anche la supercoppa nazionale.

Galatasaray e Beşiktaş Passato nel 2000 sulla panchina del per sostituire Fatih Terim, al suo primo impegno ufficiale con il club turco vince la Supercoppa europea contro il al golden goal grazie a una doppietta di Mario Jardel. Nel 2000-2001 ottiene il secondo posto in campionato dopo un testa a testa con il , che elimina il Galatasaray alle semifinali di Coppa di Turchia ai tiri di rigore, mentre in ambito europeo la squadra di Lucescu si ferma ai quarti di finale di UEFA Champions League. Alla sua seconda annata a Istanbul il tecnico rumeno vince il campionato turco e soccombe nel difficile girone di UEFA Champions League dopo cinque pareggi e una sconfitta in sei partite.

Trasferitosi al nel 2002, alla dodicesima giornata del campionato 2002-2003 porta la squadra in vetta alla classifica e poi alla vittoria del titolo turco, oltre a raggiungere i quarti di finale di Coppa UEFA, migliore prestazione internazionale nella storia del club fino a quel momento. Nel 2003-2004 sembra concretizzarsi un'altra vittoria del campionato (la squadra si laurea campione d'inverno con 8 punti di margine sulla seconda in graduatoria), ma un calo nel girone di ritorno non consente al Beşiktaş di andare oltre il terzo posto. Nella stessa stagione la compagine di Istanbul esce nella fase a gironi di UEFA Champions League e retrocede in Coppa UEFA, dove viene eliminata ai sedicesimi di finale.

Šachtar Dal 2004 al 2016 Lucescu guida lo , squadra ucraina. Decide di basare la propria formazione sul talento dei calciatori offensivi brasiliani e con il club vince 21 trofei nazionali (8 campionati ucraini, 6 coppe nazionali e 7 supercoppe nazionali), contrastando lo storico dominio della nel calcio ucraino. Alla guida dello Šachtar Donec'k si aggiudica anche la Coppa UEFA 2008-2009 nella finale di Istanbul del 20 maggio 2009 contro il (2-1 dopo i tempi supplementari).

Zenit San Pietroburgo e Turchia Il 21 maggio 2016 lascia lo Šachtar Donetsk dopo dodici anni,Thank you, Mister! Shakhtar.com e tre giorni dopo firma un contratto biennale con i russi dello Zenit San Pietroburgo.Mircea Lucescu is the new Zenit Manager fc-zenit.ru La sua prima annata sulla panchina della formazione russa è caratterizzata dalla vittoria della Supercoppa di Russia, ottenuta contro il CSKA Mosca a inizio stagione, e il terzo posto in campionato con conseguente qualificazione all'Europa League. Il 28 maggio 2017 la società russa decide di risolvere il contratto con il tecnico romeno.

Il 2 agosto 2017 diviene ufficialmente il commissario tecnico della nazionale turca. Dopo 17 partite, nel febbraio 2019 risolve il proprio contratto consensualmente con la federazione calcistica turca.

Dinamo Kiev Il 23 luglio 2020 diventa il nuovo allenatore della , ma si dimette dall'incarico appena quattro giorni dopo, avendo constatato l'ostilità dei tifosi del club per via dei suoi trascorsi nello Šachtar. Tuttavia, grazie all'intervento del presidente Ihor Surkis, Lucescu torna sulla propria decisione e mantiene l'incarico come allenatore del club della capitale ucraina. Guida la squadra alla vittoria della Supercoppa d'Ucraina nel 2020. In occasione di Dinamo-, gara di UEFA Champions League, del 21 ottobre 2020 diventa, all'età di 75 anni, 2 mesi e 21 giorni, l'allenatore più anziano della competizione, battendo il precedente primato di Jupp Heynckes.

Il 28 luglio 2022 dopo la partita di ritorno del secondo turno di qualificazione di Champions League vinta 1-2 ad Istanbul contro il , si rifiuta di partecipare alla conferenza stampa per protestare contro i tifosi di casa, che hanno inneggiato a Vladimir Putin con dei cori provocatori.

In seguito alla sconfitta in campionato per 1-0 contro lo , il 4 novembre 2023 annuncia le dimissioni da allenatore della squadra ucraina, annunciando il ritiro dal mondo del calcio anche come allenatore.

Secondo mandato alla nazionale rumena e ritiro Il 6 agosto 2024, a seguito delle dimissioni di Edward Iordănescu, torna sui propri passi venendo ingaggiato come CT della nazionale rumena.

Il 26 marzo 2026, poche ore prima della sfida contro la Turchia nel turno di spareggio C per la qualificazione al mondiale di calcio 2026, viene ricoverato per un malore all'ospedale di Bucarest. Nonostante ciò guida lo stesso i Tricolorii nella sconfitta per 1-0 contro i turchi, sancendo così l'eliminazione della squadra dal mondiale. Con questa partita Lucescu diventa, a 80 anni e 240 giorni, il CT più anziano ad aver mai allenato una nazionale di calcio. Durante i preparativi della partita contro la Slovacchia, viene colpito da un infarto che lo fa svenire; viene portato d'urgenza in ospedale e sostituito da Ionel Gane nella partita. Il 2 aprile, forzato dai continui problemi di salute, si ritira e smette di allenare. Statistiche Giocatore Cronologia presenze e reti in nazionale

Allenatore Club '' In grassetto le competizioni vinte.