Il santuario di Santa Maria del Carmelo è la chiesa matrice e sede dell'arcipretura della città di Santa Teresa di Riva e del vicariato di San Basilio Magno. L'attuale edificio sacro (ricostruito nel 1929) è stato eretto sull'area fino al quel momento occupata da un'antica chiesa del 1507.

Il 14 luglio 1958 la chiesa è stata eretta santuario diocesano dall'allora arcivescovo di Messina, Angelo Paino.

In occasione del Giubileo del 2000, il tempio è stato proclamato chiesa-santuario giubilare dall'allora arcivescovo di Messina, Giovanni MarraSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014.pag.147.

Il territorio parrocchiale, che conta circa 2.500 fedeli (1/4 della popolazione cittadina) si estende sui quartieri di Bucalo, Sparagonà e Fiorentino, e sulle borgate di Quartarello, San Gaetano e Giardino.

Descrizione

L'attuale edificio sacro è un pregevole esempio di stile neoromanico, venne solennemente aperto al culto il 9 dicembre 1934 da mons. Angelo Paino, arcivescovo di Messina, alla presenza dell'allora arciprete Andrea La Cara-Correnti e di tutto il clero locale, delle più alte cariche civili, politiche e militari cittadine e del popolo tuttoGiuseppe Caminiti, Storia di Santa Teresa di Riva. Ed. EDAS, 1996.Pag.106.

Il progetto venne redatto dall'ingegner Francesco Barbaro, progettista di fiducia dell'arcidiocesi messinese. Gli ingegneri santateresini Giovanni Crinò e Francesco Rìgano vennero incaricati della direzione dei lavori, eseguiti dalla ditta Fratelli Maccarrone da Acireale e da maestranze locali. Nella costruzione si osservarono tutte le normative antisismiche allora vigentiGiuseppe Caminiti, Storia di Santa Teresa di Riva. Ed. EDAS, 1996.Pag.105.

Il prospetto presenta un'architettura prettamente romanica costituita da una parte centrale più alta e da due laterali più basse, tutte a spiovente. Sulla sommità della parte centrale della facciata, ad di sotto del timpano, si scorgono 13 archetti ciechi sotto i quali si apre il grande rosone, formato da 12 raggi ornati tribolati, chiuso a vetri policromi. I tre portali sono formati da un arco a tutto sesto, quello centrale è avanzato rispetto alla facciata e poggia su due colonne con capitelli corinzi. Sotto le tre arcate dei portali, si ammirano tre lunette rivestite da tre pregevoli mosaici ideati dell'artista messinese Adolfo Romano (e realizzati a Roma nel 1934 dal pittore Giulio Bargellini) raffiguranti la Madonna del Carmelo, santa Teresa d'Avila e sant'AlbertoSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014.Pagg.98.

L'interno, a pianta basilicale, è suddiviso in tre navate, separate da sei colonne per lato sormontate da capitelli composti di due stili classici, quello ionico con le volute che si attorcigliano e quello corinzio caratterizzato dalle foglie di acanto, le navate sono divise in quattro campate a forma di arco. La navata centrale è illuminata dall'alto da sei lucenari, tre per lato, nell'abside, sopra l'altare maggiore spicca il rosone, formato da 12 raggi ornati tribolati, chiuso a vetri artistici policromi. Il soffitto cesellato a cassettoni è in cemento armato. Troneggia sull'altare maggiore il simulacro ligneo della Madonna del Carmelo, del 1884, realizzato da Francesco Lo Turco da Gallodoro e restaurato nel 2020. Il catino dell'abside, a volta a crociera, è stato affrescato nel 1947 dagli artisti locali, i coniugi Elena ed Antonino Garufi (allievi del Gregorietti), con la raffigurazione dei quattro Evangelisti. Compaiono poi, ai lati del transetto, due grandi tele dipinte a olio nel 1970, da Raffaele Stramondo, che raffigurano "la Madonna del Carmelo che conforta le anime purganti" e "la Madonna del Carmelo mentre dona il santo abitino a san Simone Stock". La chiesa è dotata di cinque altari: in primis l'altare maggiore in marmo, del 1934, sempre realizzato dalla ditta Fratelli Maccarrone da Acireale e recante le raffigurazioni marmoree dell'Annunciazione e dell'Assunzione di Maria Vergine. Ai lati dell'abside si trovano, sulla destra, l'altare dedicato al sacro Cuore di Gesù e sulla sinistra quello del Crocifisso e dell'Addolorata, realizzati entrambi nel 1950, a spese di santateresini emigrati all'estero. Nelle navate laterali, rispettivamente a destra ed a sinistra, si ammirano l'altare di san Giuseppe e quello di san Giovanni Bosco. Pregevoli risultano il pulpito del 1937 ed il pavimento marmoreo del 1934. Degni di nota i simulacri lignei, di san Giovanni Battista (XIX secolo), dell'Immacolata Concezione (1914), san Giuseppe (1950), san Giovanni Bosco (1950), san Domenico Savio (1964) e Sant'Antonio da Padova (XX secolo). Sono altresì presenti un'acquasantiera e un fonte battesimale, dei primi del XIX secolo, in porfido rosso. Infine, nel 2004, il santuario è stato arricchito da due icone dipinte su tavola in stile bizantino raffiguranti la crocifissione e la flagellazione di CristoSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014.Pag.99. Il santuario custodisce al suo interno 27 preziosissime sacre reliquie autenticate, donate alla parrocchia, nel 1921, da p. Giampietro da Santa Teresa, cappuccino e storico locale, del quale tratteremo ampiamente a fine paginaSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014.Pag.168. Fino al 1958, in chiesa erano custoditi tre antichi quadri: uno del 1594 che raffigurava la Madonna del Carmelo, uno del 1593, raffigurante la crocifissione di Cristo sul monte Calvario ed un terzo che raffigurava san Francesco Saverio, risalente alla prima metà del XVIII secolo; questi quadri erano tra i pochi oggetti salvati dalla demolizione del preesistente edificio sacro del 1507 e vennero trafugati nei drammatici giorni dell'alluvione del 26-30 novembre 1958, quando la chiesa rimase invasa da acqua e detriti alluvionaliSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014:Pag.135-136.

Accanto alla chiesa, sorge il pregevole edificio adibito a canonica, edificato nel 1933, anch'esso in stile neo-romanico, a due elevazioni fuori terra. Conserva al suo interno dei pregevoli affreschi raffiguranti scene della Sacra Scrittura (anch'essi dipinti dai coniugi Elena ed Antonino Garufi nel 1947) ed alcune tele ottocentesche. Il primo piano è adibito ad abitazione del parroco.

È l'unica chiesa del centro storico di Santa Teresa di Riva ad essere dotata di campanile, edificato nel 1933 dalla ditta "Fratelli Maccarrone" di Acireale. Su questo campanile, nel 1937, a spese di un facoltoso cittadino di Santa Teresa di Riva, venne montato l'orologio realizzato dalla ditta "Carbone" di Fiumedinisi e vennero ricollocate le due campane ottocentescheSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014.Pag.95.

Nel 1966, la chiesa venne arricchita con un prezioso organo a canne Mascioni, che ancora oggi è uno dei più grandi e maestosi della città metropolitana di Messina.

Nel 1983, si è provveduto al restauro del campanile, mentre nel 1999, è stato operato il restauro dei prospetti esterni frontali e laterali.

Il 21 gennaio 2018, dopo più di 83 anni dalla sua apertura al culto, alla presenza dell'allora parroco e arciprete don Fabrizio Subba, delle autorità civili e militari e del popolo di Santa Teresa di Riva, l'arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela Giovanni Accolla ha solennemente dedicato il santuario a Dio e a Nostra Signora del Monte Carmelo.

Organo a canne

Sulla cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne Mascioni opus 883, costruito nel 1966 su commissione dell'allora arciprete don Salvatore Bonsignore (1914-1985); detto strumento è uno dei più grandi ed importanti del territorio dell'arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela. Venne inaugurato solennemente il 12 luglio 1967. Nel febbraio del 2013, su iniziativa dell'allora arciprete Gennaro Currò, è stato sottoposto ad un importante intervento di restauro, ad opera della ditta costruttrice, finanziato col contributo economico del comune di Santa Teresa di Riva e di molte famiglie della parrocchia. A trasmissione elettrica, lo strumento è dotato di 912 canne, per un totale di 15 registri. La sua consolle, a pavimento nella navata, ha due tastiere e pedaliera ed è mobileSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help. 2014.Pag.138-139.

Storia Nel 1507, pochi anni dopo aver ottenuto dall'archimandrita di Messina e barone di Savoca Alfonso d'Aragona la vasta e desolata pianura compresa tra il torrente Savoca ed il torrente Porto Salvo, la facoltosa famiglia savocese dei Bucalo intraprese la costruzione di una torre difensiva e di una cappella dedicata al Santissimo Crocifisso. Attorno a questi edifici nacque il primo germe dell'attuale centro urbano di Santa Teresa di Riva. Col passare degli anni la chiesetta divenne l'unico conforto religioso per gli sparuti agricoltori e pescatori che popolavano la Marina di Savoca, fungendo anche da cimitero. Verso la fine del Cinquecento, in questa chiesa iniziò ad essere venerata la Madonna del Carmelo, ne è prova la presenza di una tela di ignoto autore, risalente al 1594Salvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help.Pag.15, raffigurante la beata Vergine del Carmelo. La chiesa era a navata unica ed aveva anche una cappella laterale dedicata a san GiuseppeGiuseppe Caminiti, Storia di Santa Teresa di Riva. Ed. EDAS, 1996.Pag.96.

Nel corso dei secoli XVII e XVIII, la chiesa assunse uno stile barocco siciliano e venne progressivamente ingrandita ed impreziosita con opere di pregio sia ad opera della famiglia Bucalo, sia ad opera dei gesuiti che nel 1708 la ricevettero in eredità (assieme alla vicina torre ed al fondo circostante) dai fratelli sacerdoti Benedetto e Paolo BucaloSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help.Pag.19. Negli anni in cui i gesuiti ne furono proprietari, le contrade della Marina di Savoca conobbero un discreto sviluppo non solo spirituale, ma anche economico e demografico. Si realizzò una grande fattoria che potenziò l'attività agricola dedita alla produzione di vino, ortaggi, olio d'oliva e all'allevamentoSalvatore Coglitore, Beata Vergine del Monte Carmelo Patrona di Santa Teresa di Riva - Storia della Chiesa e origine del culto. Tipografia Help.Pag.20-21. Il popolo fruiva pienamente del piccolo tempio (ora dedicato al Sacro Cuore di Gesù anche se continuava ad essere venerata la Madonna del Carmelo) che continuava ad essere un nevralgico punto di riferimento religioso e socialeGiuseppe Caminiti, Storia di Santa Teresa di Riva. Ed. EDAS, 1996.Pag.97.