Col termine musica classica ci si riferisce alla musica colta, sacra e profana, composta o avente radici nel contesto della cultura occidentale. Essa abbraccia approssimativamente un arco di tempo che comincia dall'XI secolo e si estende fino al XX secolo"Classical", The Oxford Concise Dictionary of Music, ed. Michael Kennedy, (Oxford, 2007), Oxford Reference Online. o, a seconda delle convenzioni, fino all'età contemporanea. Tale periodo include, in particolare, il periodo caratterizzato dallo sviluppo e impiego prevalente dell'armonia tonale, codificata tra il XVII e il XIX secoloQuesto periodo è spesso indicato nella letteratura anglosassone come common practice era (). In contesti più specializzati il termine "musica classica" può essere anche riferito, in senso più restrittivo, al periodo musicale detto ClassicismoA differenza di altre arti (come pittura o scultura) in musica il periodo classico non indica l'età greco-romana antica., ma nel linguaggio comune l'espressione è intesa nel suo significato più esteso (in opposizione a musica leggera o a musica popolare).

I confini della categoria sono sfumati e opinabili, in quanto il marchio di classicità viene in genere assegnato dai posteri; dunque, ciò che oggi si definisce "classico" non lo era necessariamente ai tempi in cui venne composto. In particolare, a seconda dei contesti il concetto di "musica classica" può includere o no la musica colta contemporanea. L'indicazione di "musica classica" in riferimento alla musica colta europea appare agli inizi del XIX secolo, allo scopo di "canonizzare" il periodo che va da Bach a Beethoven, passando per Händel e Mozart, come l'epoca d'oro della musicaRushton, Julian, Classical Music, (London, 1994), 10 e i primi riferimenti a tale utilizzo, secondo quanto riportato nell'Oxford English Dictionary, risalgono intorno al 1836.

Una caratteristica importante della musica colta europea è l'abbandono della tradizione orale e l'introduzione di un sistema di notazione musicale, sviluppato gradualmente a partire dal IX secolo. Nel corso del tempo l'improvvisazione e l'ornamentazione estemporanea o ad libitum, di uso comune fino al XVII e XVIII secolo, hanno gradualmente perso spazio nell'esecuzione del repertorio scritto, nel quale la volontà del compositore, trasferita nella notazione, viene interpretata nei limiti della composizione stessa, senza più concedere spazio a modifiche arbitrarie della musica da parte degli esecutori.

Caratteristiche Data l'estremamente ampia varietà di forme, stili, generi e periodi storici generalmente percepiti come "musica classica", è difficile individuare delle caratteristiche comuni che possano caratterizzare tutte le opere di questo tipo. Le descrizioni più tipiche sono vaghe e di vario genere, facendo magari riferimento alla prospettiva storica (qualcosa "composto molto tempo addietro", una dichiarazione piuttosto discutibile se si considera lo stesso concetto di musica classica contemporanea). Tuttavia, ci sono caratteristiche che la musica classica condivide con pochi o nessun altro genere di musica.Michael Kennedy (2006), The Oxford Dictionary of Music, p. 178 Tra le caratteristiche determinanti, vi sono l'adozione di un sistema di notazione musicale che ha permesso il passaggio dalla tradizione orale alla letteratura scritta, alterando profondamente la trasmissione della musica e cambiando radicalmente sia il modo di studiare e comunicare sia quello di trasmettere ai posteri il repertorio. Altro punto chiave, reso possibile dal passaggio dalla cultura musicale orale a quella scritta, è lo sviluppo di un'armonia solida e metodica che rende possibile la costruzione di composizioni musicali di dimensioni e complessità notevoli, senza precedenti e non comparabili con le altre culture musicali, grazie anche all'introduzione della tecnica della modulazione e la sua applicazione alla costruzione del discorso musicale, permettendo maggiore varietà.

Letteratura Una caratteristica fondamentale della musica classica occidentale è l'abbandono, a partire dal IX secolo, della tradizione orale, che caratterizzava la musica dell'antichità e che continua a caratterizzare la musica popolare e quella di molte culture non europee. Il repertorio è messo per iscritto in notazione musicale, con la creazione di una parte musicale o spartito per ogni strumento e, nella musica d'insieme, di una partitura che permetta di osservare insieme le parti di tutti gli strumenti. Questa notazione, in genere, determina con precisione ritmo e intonazione, e, dove sono coinvolti due o più musicisti (sia cantanti che strumentisti), specifica come sono coordinate le diverse parti individuali. La notazione della musica, oltre a preservare nel tempo le opere, ha permesso di creare composizioni con un elevato livello di complessità: la musica contrappuntistica, come ad esempio nelle fughe di Bach, raggiunge una straordinaria elaborazione con la combinazione di molte linee melodiche che, pur essendo chiaramente distinte, si incastrano perfettamente sia sul piano ritmico che armonico. Ciò ha permesso anche lo sviluppo di una coerente logica armonica che sarebbe impossibile portare a simili livelli di complessità improvvisando.Knud Jeppesen: "Bach's music grows out of an ideally harmonic background, against which the voices develop with a bold independence that is often breath-taking." Da Adele Katz (1946; ristampa 2007)

Strumentazione

Gli strumenti utilizzati più comunemente nel repertorio della musica classica sono stati in buona parte inventati prima della metà del XIX secolo (spesso molto prima), e hanno sviluppato la loro forma moderna tra XVI e XIX secolo. Gli strumenti più comuni sono presenti nell'orchestra o nella banda, insieme a numerosi altri strumenti ad uso principalmente solistico (come il pianoforte, il clavicembalo e l'organo). L'orchestra sinfonica è la formazione musicale d'insieme più conosciuta al grande pubblico per l'esecuzione della musica classica e comprende le famiglie degli archi, fiati (legni e ottoni) e percussioni. La banda è un altro complesso musicale che spesso esegue musica classica; è composta da strumenti appartenenti alle famiglie dei legni, ottoni e percussioni. Essa ha in genere una varietà più ampia (soprattutto tra gli ottoni) e una maggiore quantità di strumenti a fiato rispetto all'orchestra, ma non ha una sezione di archi.

Alla fine dell'Ottocento i compositori hanno iniziato ad interessarsi a culture popolari o extraeuropee e a volte hanno introdotto suoni di strumenti provenienti da altre culture musicali, come il gamelan. Anche gli strumenti elettrofoni, come la chitarra elettrica e le onde Martenot, possono essere presenti nel repertorio del XX e XXI secolo. Sia compositori di musica classica che di musica popolare hanno sperimentato, negli ultimi decenni, l'introduzione di strumenti elettronici come il sintetizzatore, e tecniche digitali, come l'uso di campioni o di suoni generati dal computer.

Organico

In base all'organico, a grandi linee si distingue generalmente la musica a strumento solo (o non accompagnato), la musica da camera, che prevede invece un organico d'insieme generalmente non molto esteso, nel quale ogni strumento conserva un ruolo individuale, e la musica sinfonica, ovvero quella per orchestra.

I generi cameristici variano molto a seconda della dimensione e del tipo di organico; è molto comune incontrare uno strumento melodico insieme ad uno strumento polifonico (es. flauto e pianoforte o violino e pianoforte), gruppi di tre, quattro o cinque strumenti, con o senza pianoforte, che possono essere timbricamente molto omogenei, magari appartenenti alla stessa famiglia (es. trio o quartetto d'archi), o meno.Christina Bashford, Chamber Music in .

In alcune composizioni può essere presente un solista, ovvero uno strumento dal ruolo nettamente preminente. Il solista può essere accompagnato da altri strumenti (generalmente polifonici, come il clavicembalo o il pianoforte) o dall'orchestra. Esempi di questo tipo sono il concerto, nel quale il solista si contrappone a un'orchestra o a un altro ensemble (ad esempio, archi e basso continuo nei concerti barocchi); esistono concerti nei quali sono presenti più solisti che dialogano fra loro e con l'orchestra (noti esempi sono il concerto per due violini di Bach o il concerto per violino e violoncello di Brahms). Il concerto grosso, popolare nel barocco, prevedeva la contrapposizione tra l'insieme (detto tutti o ripieno o concerto grosso) e un ristretto gruppo di solisti (generalmente due violini e violoncello o due violini, viola e violoncello, detto concertino).Arthur Hutchings, Michael Talbot, Cliff Eisen, Leon Botstein, Paul Griffiths, Concerto in .

L'orchestra

Fino al Rinascimento non esistevano strumenti di taglia bassa e nella musica medievale gli strumenti erano divisi in due categorie: quelli più sonori, maggiormente adatti per l'uso all'aperto o nelle chiese, e gli strumenti meno sonori, destinati all'uso in interni. Inizialmente gli strumenti erano deputati solo a raddoppiare o accompagnare le voci, e i primi ensemble strumentali considerabili come proto-orchestre nascono nel XVI secolo, di composizione molto eterogenea e impiegati nel servizio liturgico o nell'accompagnamento di balli e per l'intrattenimento. Il termine orchestra (già usato fin dai greci antichi per indicare il livello più basso del palco nei teatri, destinato al coro) tornò in uso nel Rinascimento per indicare la zona antistante il palco teatrale, nella quale venivano usualmente collocati i musicisti, e il termine iniziò ad essere usato anche per indicare la compagine strumentale negli anni Settanta del Seicento.

L'orchestra barocca era spesso composta da soli archi e strumenti delegati ad eseguire il basso continuo (clavicembalo, chitarrone, arciliuto, tiorba), cui potevano aggiungersi fiati, sia come parti di raddoppio ad libitum che come parti reali, solitamente flauti, oboi, corni, a volte con trombe e timpani. Negli anni Trenta e Quaranta del Settecento nasce l'orchestra nel moderno senso del termine, con gli archi stabilmente affiancati da fiati, tipicamente due oboi, due corni e uno o due fagotti, nella musica più solenne a volte anche trombe e tromboni; potevano essere presenti anche i timpani e il flauto, spesso suonato da un oboista. Durante il Classicismo, negli ultimi due decenni del Settecento, gli strumenti precedentemente presenti ad libitum, come flauti, clarinetti, trombe e percussioni, entrano a far parte dell'organico stabile dell'orchestra. Con il Romanticismo le dimensioni dell'orchestra aumentano progressivamente e nel secondo quarto dell'Ottocento scompaiono le tastiere impiegate nella realizzazione del basso continuo. Aumentano sia il numero degli elementi in ogni sezione degli archi sia il numero e la varietà dei fiati e delle percussioni, fino a raggiungere il gigantismo delle orchestre wagneriane e mahlerianeJohn Spitzer, Neal Zaslaw, Orchestra in ..

Lo sviluppo dell'intonazione

Collegato allo sviluppo degli strumenti vi è il problema della costruzione delle scale sulle quali la loro intonazione debba essere modellata. Mentre infatti alcuni strumenti (come gli archi) hanno la possibilità di intonare liberamente e quindi adattarsi a ogni genere di scala (tonale e non), in altri strumenti l'intonazione può essere cambiata solo con l'accordatura (es. clavicembalo, arpa, pianoforte) o addirittura può essere legata alla costruzione (es. molti strumenti a fiato).