LImperial-Regio Reggimento di Fanteria di Linea n. 45 (Kaiserliches und königliches Infanterieregiment nr. 45) è stato un reggimento dell'esercito austro-ungarico reclutato su suolo lombardo-veneto tra il 1814 e il 1866, principalmente nelle provincie di Verona e Rovigo, poi a partire dal 1859 anche di Mantova.
Il reggimento assunse differenti denominazioni, legati al nome dellinhaber (titolare) del reggimento:
1816: Feldzeugmeister Mayer 1842 Leut. FM Herbert Rathkead 1847: Arciduca Sigismondo
AnnoConsistenzaComposizione18164 battaglioni dell'ex Armata d'Italia
I. R. 45 AnnoBattaglioneAccantonamento1816Padova1818Verona1821Presburgo1821Fiume1835Zara1839Udine, Mantova1842Vicenza1843Padova1846Treviso1847Verona1848Bergamo1849Zara1846Treviso1852Zagabria1853Fiume1854Bucarest1855Craiova1856Fiume1858Vienna1859Josefov1860Praga1861České Budějovice1862Praga1865České Budějovice
Il Decreto Imperiale del 27 agosto 1816 stabilì che 4 battaglioni di fanteria leggera dell'ex-esercito italico andassero a formare il Reggimento di fanteria di linea n. 45, che nella numerazione dei reggimenti imperiali era vacante dal 1810.
Era costituito da tre battaglioni, ciascuno di essi formato a sua volta da 6 compagnie che in tempo di pace assommavano a 100 uomini l'una. Inoltre concorreva a formare un battaglione granatieri. Ordinariamente i primi due battaglioni erano quelli impiegati in combattimento, mentre il terzo battaglione raccoglieva le reclute. Oltre ad indossare la caratteristica giubba bianca della fanteria austriaca aveva come suo distintivo il color rosso scarlatto (ponceau) del colletto e delle passamanerie con i bottoni gialli. I distretti di leva principali erano Verona e Rovigo, la stazione di reclutamento Verona.
L'importanza di questo reggimento è indicata dal suo primo comandante, colonnello conte Moritz O'Donnel von Tyrconnell (1780-1843) già comandante del reggimento d'élite N. 4 Hoch und Deutschmeister di Vienna. Suo figlio, Maximilian Karl Lamoral O'Donnell von Tyrconnell (1812-1895) sarà vice-governatore di Milano durante le Cinque Giornate. Il colonnello O'Donnel restò al comando del 45º dal 1816 fino al 1828.
Il 5 novembre 1816 divenne Inhaber del Reggimento il Feldzeugmeister Anton barone Mayer von Heldenfeld, che nacque a Praga il 9 dicembre 1764 e morì a Verona il 2 giugno 1842. In quel momento era comandante della fortezza di Mantova.
Nel 1816, appunto, il 1º e 2º Battaglione furono mandati di guarnigione a Padova insieme al battaglione Granatieri. Il 3º Battaglione invece fu destinato a Vicenza.
I cadetti lombardo-veneti venivano istruiti al Collegio Militare di San Luca a Milano. Altri centri di addestramento erano le scuole militari, come ad esempio quella di Cividale e le più famose in Cisleithania come quella di Wiener Neustadt, nei pressi di Vienna, dove si diplomò la maggior parte delle centinaia di ufficiali italofoni dell'esercito del Lombardo-Veneto.
Il Reggimento entrò a far parte della Brigata Mumt della Divisione principe Friedrich Ludwig Wied-Runkel (1770-1824).
Nel marzo 1817 l'appena costituita Banda reggimentale diede il suo primo concerto. Il 1º aprile le due compagnie granatieri si misero in marcia verso Budapest, dove assieme alle compagnie dei reggimenti n. 23 e n. 43 (sempre lombardo-veneti) formarono il Battaglione Granatieri sotto il comando del maggiore Berizzi, appartenente al reggimento n. 43.
Il 14 ottobre 1817 fu consegnata all'unità la bandiera di combattimento nella basilica di Santa Giustina. Seguì una grandiosa parata militare in Prato della Valle a Padova. Nell'occasione il comandante del reggimento, colonnello O'Donnel, tenne un discorso in italiano. Furono poi consegnati i nastri per le bandiere dei tre battaglioni da parte delle madrine. Il 22 ottobre il 3º battaglione fu spostato a Padova. In quell'anno vennero leggermente modificati i bacini di reclutamento del reggimento, oltre a Verona e Rovigo, furono aggiunti anche alcuni distretti della provincia di Vicenza.
Nel settembre del 1818 il I e II battaglione erano a Verona, due compagnie del III a Rovigo. Il 45ª ora era parte della Brigata del Generale Giuseppe Steffanini di Monte Airone (1763 - 1821 a Verona) della Divisione del generale Karl Civalart von Happancourt (1766-1865).
Nel 1820 il periodo di leva venne fissato in otto anni e furono introdotte le punizioni corporali anche nei reggimenti lombardo-veneti. Il reggimento con 1200 uomini stava per partecipare alla repressione dei moti carbonari nelle Due Sicilie, impegno cessato per esaurimento della sommossa.
Nel 1821 i reparti del reggimento vennero destinati al Regno d'Ungheria. Dopo una marcia di 44 giorni, così, il 1º e 3º battaglione arrivarono alla meta, ossia la città di Presburgo (Bratislava), mentre il II si fermò a Komárno.
Nel 1823, mentre il 1º e il 2º battaglione rimanevano nel Regno d'Ungheria, ed ebbero modo di far parte dei reparti che a Presburgo salutarono la visita dell'Imperatrice e Regina d'Ungheria Carolina Augusta e successivamente dello stesso Imperatore Francesco I. Il 3º battaglione tornò a Verona per dar vita ad un battaglione di deposito di 4 compagnie. Il 2º battaglione, terminate le parate, se ne tornò a Komorn.
Nel 1828 i due battaglioni, sempre di stanza in Ungheria, parteciparono a partire dal 13 agosto alle grandi manovre alla presenza dell'Imperatore Francesco I, che si tennero nei pressi di Presburgo e che si conclusero il 22 settembre. Il Reggimento diede buona prova di sé e ricevette elogi ufficiali oltre a regali in alimenti per il comportamento dimostrato. Il 1º battaglione fu quindi destinato di guarnigione a Komárno, mentre il 2º con lo stato maggiore si diresse a Presburgo.
Il 9 aprile 1828 era divenuto nel frattempo comandante del reggimento il colonnello Franz Jäntschke von Nussbaumfeld (+ 1835), e tale rimase fino al 26 maggio 1833, quando venne promosso maggiore generale e divenne il comandante della Fortezza di Alt-Gradinska. Morì nel 1835.
Anni '30 Il 18 marzo 1830 Fiume divenne la nuova destinazione per il 2º Battaglione e lo stato maggiore del Reggimento. Il 1º Battaglione, invece, venne destinato alla città slovena di Novo Mesto. I Granatieri, dopo 13 anni di stanza a Budapest, tornarono ad aprile a Verona. Il 30 agosto il 2º Battaglione raggiunse il territorio di Fiume. Suo compito fu quello, assistito dal 12º Battaglione Cacciatori, di guardare il confine per scongiurare incursioni di bande di briganti mussulmani. Il 1º Battaglione, anziché fermarsi a Novo Mesto, venne destinato alla città di Karlovac. Il Reggimento fu aggregato alla Brigata del generale Maximilian barone von Corbey (1775 - 1848).
Il Battaglione Granatieri e il 3º Battaglione, che erano a Verona, furono messi sul piede di guerra a seguito dei moti rivoluzionari che interessarono lo Stato Pontificio e i Ducati di Parma e Modena. I Granatieri, così, il 3 settembre entrarono a far parte del 1º Corpo d'armata comandato dal generale Ludwig George Thedel conte von Wallmoden-Gimborn (1769-1862). Il 3º Battaglione invece entrò nel Corpo di Riserva, sotto il comando del generale principe Von Bentheim.
Nel 1831 anche i due Battaglioni che si trovavano sul confine bosniaco furono messi sul piede di guerra per aiutare i Grenzer (truppe di confine) impegnati dai ribelli di Hassan Aga Bechy, dediti al banditismo. Le compagnie ora erano composte di 160 uomini.
Nel Regno Lombardo-Veneto, al posto del feldmaresciallo Johann Maria Philipp Frimont (1759-1831) venne designato come nuovo comandante in capo dell'esercito, Johann-Joseph-Franz-Karl Radetzky, conte di Radetz (1766 -1858). Il 3º battaglione, così, sotto il comando del tenente colonnello Donadeo, partecipò alle manovre che si tennero tra Montichiari, Medole, Castiglione delle Stiviere e Valeggio sul Mincio.
Il 28 novembre alla comparsa del colera 540 uomini del 2º battaglione formarono un cordone sanitario sulla frontiera bosniaca per impedire il diffondersi del contagio. Una compagnia del 1º Battaglione così lasciò Karlovac per andare a Fiume.
Nel giugno del 1832 cessò il pericolo del colera. La compagnia, che era stata inviata a Fiume, tornò a Karlovac e si riunì al resto del 1º Battaglione. Una compagnia tuttavia rimase impegnata sul confine contro le scorrerie dei briganti musulmani.
Nel 1833 il comandante del reggimento, colonnello Franz Jäntschke von Nussbaumfeld, venne promosso Generale e gli fu affidato il comando della fortezza di Alt-Gradiska.
Il 10 luglio veniva nominato nuovo comandante del reggimento n. 45 il nobile milanese colonnello Francesco Donadeo (1794 - 1854). Costui aveva servito dal luglio 1814 nel Reggimento n. 23 (Lodi, Cremona). Nel 1828 era stato trasferito al 45º col grado di maggiore. Nel 1831 era stato promosso tenente colonnello. Resse il reggimento fino al 30 aprile 1840.
Nel 1834 il 1º battaglione fu spostato da Karlovac a Fiume perché molti soldati erano afflitti da febbri malariche. Per combattere i briganti bosniaci il 13 giugno il 2º battaglione venne aggregato al Corpo D'armata comandato dal generale Léopold de Géramb (1774-1845). Il Battaglione, giunto sul confine turco, fu unito alla brigata mobile comandata dal generale Franz Georg Dominik barone von Waldstätten (1775-1843). Ebbe come zone di operazioni Petrovo Selo e Drežnik. Il 28 giugno rientrò a Fiume e Segna.
Il 2 marzo 1835 morì l'imperatore Francesco I.
A luglio sia il 1° che il 2º battaglione furono trasferiti in Dalmazia. Lo stato maggiore del reggimento, il 1º battaglione e l'8ª compagnia del 2° furono destinate a Zara. La 7ª compagnia, sempre del 2º battaglione, andò a Sebenico e le rimanti 4 compagnie del 2º Battaglione a Ragusa. Il 10 agosto i reparti in partenza ricevettero l'elogio del generale di Corpo d'armata, Johann Joseph Tazza Edler von Feldbruck (1768 - 1848) per il comportamento dimostrato, la disciplina e lo spirito di corpo.
Nel 1836 in Dalmazia iniziò a diffondersi il colera. Il 26 agosto si ebbe il primo deceduto. Furono pochi però i soldati del 45º che persero la vita per il morbo, tra cui anche un ufficiale, il Tenente Giovanni Del Bue, nobile mantovano. Il medico del reggimento dr. August Sinnmayer, che si era molto prodigato nel combattere il morbo, ne fu contagiato e recuperò la piena salute solo molto lentamente.
Fu modificata l'uniforme della fanteria imperiale. Ora i pantaloni erano azzurro-chiaro con un bordino bianco, per gli ufficiali con una trina dorata. Gli ufficiali alle parate dovevano indossare la giubba bianca, altrimenti abito e mantello neri. Era consentito fuori servizio indossare abiti civili. I fanti portavano lo tschako cilindrico, mentre i granatieri berretti con pelle d'orso.
Nel 1837 la 7ª compagnia fu destinata a presidiare il porto fortificato di Lesina in Dalmazia.
Il diffondersi della peste nella Turchia europea portò al costituirsi di un cordone sanitario per impedire che il contagio entrasse in territorio imperiale. Questo inasprì i rapporti con il paese confinante per cui si rafforzarono le misure di sicurezza cui partecipò anche il reggimento. La 12ª compagnia il 18 marzo si diresse verso Malfi nei pressi di Ragusa, fino alla penisola di Clesto. Contemporaneamente un distaccamento di cui faceva parte l'11ª compagnia, sotto il comando del capitano Giacomo Vergada, nobile della Dalmazia, marciò verso Cattaro. Il tenente barone Augusto Sanleque, invece, con 45 uomini diede manforte a 300 uomini armati del posto per tener sotto controllo una posizione fortificata dei montenegrini. Ma l'8 agosto la situazione si ristabilì e i reparti tornarono alle loro guarnigioni.