Sebbene abbia raccolto e pubblicato importanti documenti sulla storia artistica ed architettonica del Palazzo Ducale di Venezia, la sua fama è legata soprattutto ad una biografia di TizianoE. Hüttinger, Case d'artista. Dal Rinascimento a oggi, Bollati Boringhieri, 1992, pp. 62-63; L. Puppi, Su Tiziano, Skira, 2004, pp. 125-126; M. Hudson, Titian. The Last Days, Londra 2009, p. 133.
Biografia Studiò insieme a Giuseppe Ciani presso il seminario arcidiocesano di Udine. Dal 1816, una volta ordinato sacerdote, fu a Venezia, dove visse, insegnando dapprima lettere nel seminario patriarcale.
La successiva nomina di ispettore scolastico, conferitagli dal governo austriaco, gli permise di poter accedere a diversi archivi veneziani, di cui divenne assiduo e privilegiato frequentatore e in queste vesti lo ha conosciuto, e ricordato, Cesare CantùC. Cantù, Scorsa di un lombardo negli archivj di Venezia, Milano - Verona 1856, p. 13.
Uno dei suoi due principali filoni d'indagine è costituito dalla storia della dimora ducale del capoluogo lagunare, al quale ha contribuito preliminarmente con le Notizie storiche della fabbrica del Palazzo Ducale e de' suoi architetti nei secoli XIV e XV (1837), che ha rifuso poi, l'anno successivo, nel più corposo Pareri di XV architetti e notizie storiche intorno al palazzo ducale di Venezia. In quest'ultima sede ha pubblicato gli inediti di una serie di architetti ed ingegneri - tra i quali Andrea Palladio, Francesco Sansovino, Andrea da Valle, Antonio da Ponte e Francesco Zamberlan - interpellati dal Governo della Repubblica di Venezia, che voleva pareri circa le condizioni e l'eventuale riutilizzo della storica dimora colpita, nel dicembre 1577, da un incendioBiografia sul sito del Comune di San Fior. Tali documenti, la cui importanza è stata ricordata anche da John RuskinJ. Ruskin, Le pietre di Venezia, BUR, Milano 1998 (VIII ed.), pp. 167-168, funsero da base per le ricerche di numerosi studiosi, fra i quali Francesco Lazzari per la biografia su Giuseppe BenoniF. Lazzari, Notizie di Giuseppe Benoni, Alvisopoli, Venezia 1840, p. 35 e Antonio Magrini per la biografia palladianaA. Magrini, Memorie intorno la vita e le opere di Andrea Palladio, Padova 1845, pp. XXVI, LVII, 149. Il volume è stato riedito un ventennio dopo (1858), quindi postumo, accresciuto di altri documenti e con un'appendice di risposte ad alcune critiche che erano state mosse, all'abate, in articoli pubblicati su periodici veneziani.
L'altro filone di studio ha riguardato la vita e l'opera di Tiziano Vecellio, sul quale Cadorin intendeva scrivere una biografia ampia, sulla scorta della mole documentaria che aveva accumulato nel tempo. Tuttavia il suo contributo sul celebre artista veneto, a parte qualche articolo, che sarebbe stato pubblicato postumo dal nipote, si è fermato al lavoro Dello amore ai Veneziani di Tiziano Vecellio (1833), che pure riscosse numerosi elogi da autori coevi, quali Gaetano Giordani, Emmanuele Antonio CicognaSecondo G. Giordani, l'abate si era «guadagnato la benemerenza...degli scrittori della storia patria italiana» (Della venuta e dimora in Bologna del sommo Pontefice Clemente VII per la coronazione di Carlo V Imperatore..., Bologna 1842, p. 148), mentre E.A. Cicogna definisce l'opera di Cadorin «preziosa» nel Saggio di bibliografia veneziana, Venezia 1847, p. 673. In generale, per questo come per il precedente lavoro, J.F. Lecomte, Venezia o colpo d'occhio letterario, artistico, storico, poetico e pittoresco..., Venezia 1844, p. 583 pone l'erudito di Lorenzago «tra i più distinti critici dell'epoca». e il curatore della vasariana Vita di Tiziano Gaetano MilanesiG. Vasari Vita di Tiziano, a cura di I. Bomba, commento e note di G. Milanesi, Edizioni Studio Tesi, Pordenone 1994, p. 40. In Dello amore ai Veneziani, in cui pubblica anche notizie a carattere genealogico sulla famiglia Vecellio, di cui ha stilato un albero genealogico, l'erudito di Lorenzago ha per altro individuato e descritto, da primo, la casa natale di Tiziano a Pieve di CadoreF. Beltrame, Cenni illustrativi sul monumento a Tiziano Vecellio, Venezia 1852, p. 84; C. Fabbro, Documenti su Tiziano e la famiglia Vecellio conservati nella casa di Tiziano a Pieve di Cadore, in «Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore», annate XXIV-XXVIII (1953-57) e XXX (1959), rispettivamente nn° 123 (pp. 29-32), 125 (pp. 97-101), 126 (pp. 15-22), 127-128 (pp. 75-88), 129 (pp. 125-131), 130 (pp. 17-18), 135 (pp. 77-85), 136-137 (pp. 126-130), 141 (pp. 132-136), 145 (pp. 132-134) e 146 (pp. 23-27). Sull'individuazione dello stesso Cadorin della casa veneziana di Tiziano si veda, invece, G. Tassini, Curiosità veneziane, Venezia 1872 (II ed.), pp. 737-738.
Amico di Leopoldo CicognaraSi veda al riguardo C. Fabbro, Lettera inedita del conte Leopoldo Cicognara all'abate Giuseppe Cadorin, in «Archivio storico di Belluno Feltre e Cadore», XLII (1971), n° 194, pp. 6-10., nel 1840 Cadorin ha curato anche la pubblicazione di un'inedita corrispondenza epistolare tra Giammaria Ortes a Francesco AlgarottiG. Torcellan, Settecento veneto e altri scritti storici, vol. 2, Università di Torino, Giappichelli, Torino 1969, p. 23.. Ha scritto inoltre diverse orazioni in particolare per occasioni di genere nuptialia.
Nella sua villa di San Fior, dove trascorse gli ultimi anni di vita, ospitò Pier Fortunato Calvi, che era stato ferito a seguito degli eventi che determinarono la rioccupazione austriaca del CadoreL'Abate Giuseppe Cadorin. Un biografo di Tiziano Vecellio dall'Archivio digitale cadorino.
Opere principali 1833 - Dello amore ai Veneziani di Tiziano Vecellio 1838 - Pareri di XV architetti e notizie storiche intorno al palazzo ducale di Venezia (II ed. 1858) 1840 - Lettere di Giammaria Ortes veneziano a Francesco Algarotti 1843 - Cenni storici delle nove congregazioni del clero veneto 1847 - Degli archivi veneti generali
Note
Voci correlate Palazzo Ducale (Venezia) Andrea Palladio Tiziano Vecellio
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