La Ambassador è un'autovettura full-size prodotta dalla American Motors Corporation (AMC) dal 1958 al 1974. Il modello debuttò con il nome di Ambassador V-8 by Rambler.

Nel 1962 cambiò invece nome in Rambler Ambassador, mentre nel 1966 la vettura fu rinominata AMC Ambassador.

La maggior parte della Ambassador furono assemblate a Kenosha, nel Wisconsin. Dal 1963 al 1966 furono prodotte anche a Brampton, in Canada. Il modello aveva il motore montato anteriormente, mentre la trazione era posteriore. Il contesto La Ambassador nacque da un'esigenza individuata dal presidente dell'epoca dell'AMC, George Romney. Romney riconobbe infatti la necessità di avere una gamma di modelli completa che avrebbe dovuto generare dei volumi di vendita sufficienti tale da ammortizzare gli alti costi di assemblaggio. Per tale motivo, Romney decise di ampliare verso l'alto l'offerta dell'AMC, invadendo in questo modo il mercato del Big Three, ovvero dei tre più grandi gruppi automobilistici statunitensi dell'epoca (General Motors, Ford e Chrysler). Per tale motivo nacque l'Ambassador, ovvero un modello d'alto livello che sarebbe stato in diretta competizione con le vetture dei tre gruppi citati. La prima serie: 1958–1959

La prima serie del modello aveva in dotazione un motore V8 da 5,4 L di cilindrata che erogava 270 CV di potenza e 490 N·m di coppia. Questo propulsore era dotato di un carburatore quadruplo corpo, di un doppio sistema di scarico e di punterie idrauliche. Inoltre, il modello era provvisto di un cambio automatico a tre rapporti Borg-Warner, le cui posizioni erano selezionate grazie a un bottone.

Il modello era offerto in versione berlina quattro porte, berlina hardtop quattro porte, familiare quattro porte e familiare hardtop quattro porte. Nel 1958 la Ambassador venne offerta in solo tipo di allestimento che comprendeva degli interni d'alto livello, l'orologio elettrico, i sedili posteriori reclinabili e frazionabili, e i posacenere per i passeggeri posteriori.

Il modello debuttò con il nome ufficiale di "Ambassador V-8 by Rambler". Ciò fu fatto per associare alla vettura il marchio Rambler, che all'epoca era famoso e apprezzato, ma senza utilizzare una denominazione tipo "Rambler Ambassador". La gamma della Rambler, infatti, era formata da vetture economiche. Comunque, sulla carrozzeria la vettura aveva riportato la dicitura "Rambler Ambassador".

La Ambassador era comunque più grande della Rambler Six e della Rambler Rebel V8. La lunghezza supplementare non fu però aggiunta all'abitacolo, che infatti possedeva la stessa spaziosità di quello dei modelli citati. In seguito, i livelli di allestimento diventarono due, il Super e il Custom.

La Ambassador possedeva un ottimo rapporto peso/potenza che permetteva al modello di avere delle ottime prestazioni. La Ambassador poteva essere equipaggiata con un differenziale a scorrimento limitato, il servofreno, il servosterzo, gli alzacristalli elettrici e l'aria condizionata.

Nel 1959 il modello venne rivisto sia esteticamente che meccanicamente. Fu aggiornato anche l'equipaggiamento.

La seconda serie: 1960–1961

Nel 1960 la Ambassador fu oggetto di un restyling che coinvolse la linea e varie parti della carrozzeria. Ancora una volta la motorizzazione del modello comprendeva solo un propulsore, vale a dire il V8 da 5,4 L sopramenzionato. Questa volta però erano disponibili due versioni. La prima era dotata di un carburatore quadruplo corpo, di un rapporto di compressione di 9,7:1 ed erogava 270 CV di potenza e 490 N·m di coppia. La seconda era invece contraddistinta da un rapporto di compressione di 8,7:1, da un carburatore doppio corpo, da un doppio sistema di scarico e sviluppava 250 CV di potenza e 460 N·m di coppia. Il cambio era sempre automatico a tre rapporti.

La Ambassador era sempre offerta in due allestimenti, quello base (il Super) e quello d'alto livello, il Custom. Furono rivisti gli interni e la meccanica (soprattutto quella delle sospensioni). La Ambassador era la sola vettura d'alto livello dalle dimensioni relativamente contenute che era offerta sul mercato statunitense nel 1960. Questa serie del modello era disponibile in versione berlina quattro porte, berlina hardtop quattro porte, familiare quattro porte e familiare hardtop quattro porte.

Nel 1961 la Ambassador fu rivista esteticamente. La linea della parte posteriore, in particolare, venne completamente ridisegnata e fu il frutto del lavoro di Edmund Anderson. Complessivamente, con le modifiche apportate, la Ambassador ora richiamava le vetture europee contemporanee. Nell'anno in oggetto l'unica carrozzeria disponibile fu la berlina quattro porte. Le altre tre carrozzerie vennero infatti ritirate dal mercato. Le vendite della Ambassador nel 1961 andarono però piuttosto male.

La terza serie: 1962 In seguito alle basse vendite dell'anno precedente la AMC decise di rivedere la Ambassador rimpicciolendone le dimensioni. Il provvedimento non consumò troppe risorse finanziarie perché la AMC stava risparmiando fondi per un piano di revisione radicale dei modelli che era previsto per il 1963. Le modifiche coinvolsero la linea e alcuni particolari della carrozzeria. In occasione delle modifiche del 1962, il modello cambiò ufficialmente nome in Rambler Ambassador.

Nel 1962 debuttò anche una nuova versione, la berlina due porte. Ora, oltre agli allestimenti Super e Custom, la gamma della Ambassador comprendeva ora anche l'allestimento 400, che era dotato di sedili singoli e poggiatesta. Gli interni, dopo la revisione, vennero resi più lussuosi. Ancora una volta, l'unico motore disponibile era il V8 da 5,4 L nelle due versioni già citate nel paragrafo della serie precedente. Anche il cambio era sempre automatico a tre rapporti. Questa serie di Ambassador era, in pratica, quasi identica alla Rambler Rebel ed entrambi i modelli avevano delle prestazioni brillanti.

La quarta serie: 1963–1964 Nel 1962 Romney lasciò l'AMC per intraprendere la carriera politica. Il manager vinse infatti le elezioni e diventò Governatore del Michigan. Nel frattempo, la AMC decise di rivedere la linea delle Rambler in listino. Questi modelli rinnovati continuarono a seguire la filosofia precedentemente predisposta da Romney per contenere i costi di produzione. Questa strategia, in particolare, prevedeva la commercializzazione di una gamma di piccole vetture che avevano in comune molti componenti. La nuova Ambassador, in particolare, fu lanciata sui mercati nel 1963. Disegnata da Edmund Anderson e Richard A. Teague, la nuova linea del modello era più pulita e più semplice di quella della serie precedente. In particolare, questa serie di Ambassador aveva alcune parti intercambiabili con la Classic. Le Ambassador possedevano una struttura a monoscocca in luogo del telaio separato, che era invece comunemente utilizzato sui modelli dell'epoca. La Ambassador e la Classic utilizzavano dei pannelli della carrozzeria che erano ricavati da un unico lamierato. La struttura del corpo vettura era rigida ma consentiva l'assorbimento delle vibrazioni. Inoltre, il modello possedeva un buon isolamento acustico ed era dotato di alcuni accenti lussuosi come, ad esempio, l'apertura delle portiere azionata tramite un bottone.La Ambassador era offerta in versione berlina quattro porte, familiare quattro porte e berlina due porte (quest'ultima fu offerta però solo nel 1963). Gli allestimenti erano invece due, l'880, che sostituì il Super, e il 990, che era il top di gamma e che sostituì sia il Custom che il 400.

Anche questa serie di Ambassador venne offerta con un solo tipo di motore, ovvero il sopraccitato V8 da 5,4 L nelle sue due versioni.

Le vendite andarono bene e la Ambassador, insieme all'intera gamma delle Rambler, vinse il premio organizzato dalla rivista Motor Trend di "auto dell'anno".

Nel 1964 il modello fu oggetto di cambiamenti che coinvolsero gli allestimenti e l'equipaggiamento. La calandra fu rivista e venne aggiunta alla gamma la versione hardtop due porte che fu denominata 990-H. Nel contempo, l'allestimento 880 fu tolto di listino. Nell'anno in oggetto fu introdotta la trasmissione "Twin-Stick", ovvero un cambio manuale a tre rapporti con overdrive.

La quinta serie: 1965–1966

Nonostante il successo della serie precedente, la dirigenza dell'AMC non era completamente soddisfatta. Essa, infatti, decise di competere direttamente con il Big Three modificando i modelli in modo tale da collocarli in una posizione di mercato superiore. In questo modo, secondo la dirigenza dell'AMC, il gruppo automobilistico si sarebbe liberato della fama di marchio costruttore di modelli a basso costo. Per tale motivo, la AMC decise di rivoluzionare la gamma introducendo nuove versioni dei modelli prodotti che si sarebbero posizionate nei segmenti di mercato già occupati dalle vetture del Big Three. In particolare la American avrebbe fatto concorrenza nella fascia delle vetture compact, la Classic nel segmento delle mid-size mentre la Ambassador nella fascia delle full-size. Tutti e tre i modelli furono ingranditi. Lo spazio aggiuntivo non fu però sfruttato nell'abitacolo e nel bagagliaio. La Ambassador fu l'emblema di questo cambio di strategia dell'AMC, che passò da vetture economiche ad automobili più grandi, più veloci e che, perlomeno potenzialmente, erano in grado di garantire più profitti. La Ambassador, come gli altri modelli AMC, fu rivista anche esteticamente. Inoltre, fu ampliata l'offerta degli allestimenti, dell'equipaggiamento e dei motori.

Il motore base era un sei cilindri in linea da 3,8 L di cilindrata. Più popolari furono però i due V8 che avevano una cilindrata, rispettivamente, di 4,7 L e 5,4 L. I cambi disponibili erano due trasmissioni manuali a tre rapporti (una delle quali era ancora il cambio "Twin-Stick" della serie precedente), una trasmissione manuale a quattro rapporti e un cambio automatico a tre marce.

Nel 1966 la vettura cambiò nome da "Rambler Ambassador" a "AMC Ambassador". Ciò fu la conseguenza del cambio di strategia da parte della AMC. Come già accennato, il marchio Rambler era associato infatti dai consumatori a vetture economiche.

La sesta serie: 1967–1968 La AMC introdusse una nuova serie di Ambassador nel 1967. La nuova generazione del modello aveva dimensioni più generose di quelle delle serie precedenti e quindi entrò in concorrenza diretta con la Ford Galaxie, la Chevrolet Impala e la Plymouth Fury. La linea fu completamente rinnovata e venne dotata di forme più arrotondate. I parafanghi furono modificati secondo uno stilema in voga all'epoca (il cosiddetto stile a “bottiglia di Coca-Cola.

La versione berlina due porte era offerta nell'allestimento 880 e fu dotata di sottili montanti centrali che la facevano assomigliare a un coupé. Era anche presente l'allestimento DPL, che fu invece disponibile per le versioni hardtop due porte e cabriolet due porte. Per gli allestimenti 990 e DPL era offerta tra le opzioni una copertura in vinile del tettuccio. La versione familiare era invece disponibile con l'allestimento 990 ed era dotata di pannelli laterali in finto legno. In generale, gli interni delle Ambassador erano realizzati con materiali di pregevole fattura. Erano inoltre disponibili molti optional.

Anche per questa serie fu disponibile il motore a sei cilindri in linea da 3,8 L. Invece, i precedenti motori V8 furono sostituiti da due propulsori omologhi che avevano una cilindrata, rispettivamente, di 4,8 L e 5,6 L e che debuttarono nel 1966 sulla Rambler American. Il secondo propulsore citato, che dotato di un carburatore quadruplo corpo e di un doppio sistema di scarico, erogava 280 CV di potenza e 495 N·m di coppia. In occasione del lancio di questa nuova serie di Ambassador, furono anche aggiornate le sospensioni. Questa nuova generazione di Ambassador fu promossa da una campagna pubblicitaria che venne fatta sui giornali e in televisione. Quest'ultima, in particolare, fu innovativa per l'epoca. Nonostante questi sforzi, le vendite non andarono bene.