Era amico e collaboratore di Voltaire e del barone d'Holbach, col quale scrisse numerose opere anonime di intonazione antireligiosa e anticlericale.

Fu promotore, direttore editoriale ed editore dellEncyclopédie, avvalendosi inizialmente dell'importante collaborazione di d'Alembert, che però alle prime difficoltà con la censura (dopo la condanna del testo De l'esprit di Helvétius, anch'egli collaboratore) si ritirerà.

Sarà Diderot, dirigendo l'opera e scrivendo circa 5 000 voci, spesso anonime, che porterà avanti l'impresa quasi da solo, grazie a vari finanziamenti,Nel numero delle voci compilate per l'Encyclopédie, Diderot sarà superato da Louis de Jaucourt che, tra il 1759 e il 1765, scrisse volontariamente e senza alcun compenso più di 17 000 voci ossia circa il 25% dell'intera enciclopedia; ciò ne fece il più prolifico tra i suoi colleghi enciclopedisti che lo soprannominarono l'esclave de l'Encyclopédie, lo schiavo dellEncyclopédie (Cfr. Frank A. Kafker: Notices sur les auteurs des dix-sept volumes de « discours » de l'Encyclopédie. Recherches sur Diderot et sur l'Encyclopédie. 1989, Volume 7, Numéro 7, p. 144.Madeleine Pinault, L'Encyclopédie, Paris, PUF, coll. Que sais-je ?, 1993, p. 54. sino all'uscita degli ultimi volumi nel 1772.

Oltre al colossale lavoro enciclopedico e alle pubblicazioni anonime per aggirare la censura, Diderot scrisse numerose opere filosofiche e teatrali, romanzi, articoli e saggi su disparati argomenti, occupandosi di arte, storia, politicaGiuseppina D'Antuono, «Peuple, multitude, foule, peuplade». Popolo e volontà generale nelle opere politiche di Diderot, in "Studi storici" 3/2019, pp. 637-664, doi: 10.7375/94842. e società.

Biografia Origini familiari e formazione

La famiglia, borghese e cattolica, relativamente benestante, avrebbe voluto avviarlo alla carriera ecclesiastica o a quella giuridica, ma il giovane Denis non pareva interessato né all'una né all'altra. Il padre era Didier DiderotDidier Diderot., fabbricante di coltelli e ferri chirurgiciJean-Pierre Martin, Instrumentation chirurgicale en France. Des origines au XIXe siècle, Éditions L'Harmattan, 2013 (lire en ligne [archive]), p. 116, sposato con Angélique Vigneron.Angelique Diderot Sr... Denis portava il nome del nonno. Aveva due fratelli: Didier-Pierre, poi sacerdote e canonico della cattedrale di Langres e Angélique che, diventata suora, morirà giovane in convento, probabilmente suicida: una tragica figura che Diderot riprenderà nel romanzo La monaca.Jacques Floch, Denis Diderot, le bonheur en plus, Éditions de l'Atelier, 1991 (lire en ligne [archive]), p. 12.Marcel Louis, Le frère de Diderot : Didier-Pierre Diderot : chanoine de la cathédrale et grand archidiacre du diocèse, fondateur des écoles chrétiennes de Langres, Paris, Champion, 1913 (disp. à la Bibliothèque nationale de France). Dopo aver studiato presso il collegio gesuita della città natale, e aver effettuato anche la tonsura (il rito del taglio di capelli per entrare nell'ordine), lasciò la vita clericale contro la volontà paterna, e si trasferì a Parigi per iscriversi all'Università, dove ottenne il baccalaureato. Ne uscì nel 1732, con il titolo di magister artium, una laurea abbastanza generica e quindi relativamente carente per una specializzazione professionale.

L'attività letteraria e filosofica Sprovvisto di un preciso indirizzo di carriera, Diderot inizialmente lavorò per un periodo nello studio di un procuratore e in seguito si adattò ai più diversi lavori; studiò greco e latino, medicina e musica, guadagnandosi da vivere come traduttore ed entrando così in contatto con autori e idee da cui trasse ispirazione.

Fu anche scrivano pubblico e precettore, frequentando, come molti altri giovani anticonformisti, i salotti e i caffè letterari in cui circolavano le idee illuministiche e libertine. Il suo spirito vulcanico e decisionista doveva farne un leader del movimento illuminista e non a caso è di questo periodo la segnalazione alla polizia, che nel 1748 lo schederà come "giovane pericoloso" per le sue idee blasfeme e contro la religione..

A Parigi conobbe, nel 1742, un altro provinciale come lui, il ginevrino Jean-Jacques Rousseau, con cui costruì un intenso quanto burrascoso rapporto. Il sodalizio tra alti e bassi si romperà a un certo punto perché Rousseau si sentì "tradito" dagli amici illuministi che non condividevano le sue idee e i suoi atteggiamenti. Dal 1742 al 1745 traduce dall'inglese il Dizionario medico di Robert James.. Nel 1745 incontrò per la prima volta Condillac; nello stesso anno tradusse il Saggio sulla virtù e sul merito di Anthony Ashley Cooper, III conte di Shaftesbury, del quale ammirò le idee di tolleranza e di libertà. In seguito, assieme agli scrittori e traduttori François-Vincent Toussaint e a Marc-Antoine Eidous, lavorò alla versione francese del Dictionnaire universel de medicine (Parigi 1746-1748) del medico inglese Robert James.

Risentono di questi rapporti culturali i suoi Pensées philosophiques (Pensieri filosofici) del 1746, di intonazione deista, La sufficienza della religione naturale e La passeggiata dello scettico del 1747; tutte opere aspramente critiche verso la superstizione e l'intolleranza. Il Parlamento di Parigi condannò i Pensieri, pubblicati anonimo, a essere bruciati. Risalgono al 1748 il romanzo libertino I gioielli indiscreti e al 1749 la Lettera sui ciechi ad uso di coloro che vedono di intonazione sensista e materialista.

Già questa prima rassegna di titoli, a cui vanno aggiunti anche alcuni saggi di matematica, lascia intravedere due caratteristiche fondamentali della personalità intellettuale del filosofo, vale a dire la vastità dei suoi interessi - che spaziarono dalla filosofia alla biologia, dall'estetica alla letteratura - e la flessibilità dei generi di scrittura da lui praticati, particolarmente congeniale al carattere mobile, aperto e dialogico del suo pensiero, nonché la sua propensione alla catalogazione dei vari rami del sapere.

In questo periodo, con l'editore André Le Breton, comincia a prendere forma il progetto dell'Encyclopédie. Diderot frequenta il salotto di madame Geoffrin, assieme a Voltaire e d'Alembert.

L'arresto e la prigionia a Vincennes Incarcerato nel castello di Vincennes per la Lettera sui ciechi ad uso di coloro che vedono, un vero e proprio manifesto dell'ateismo, dove Diderot aveva fra l'altro ripreso alcuni passi degli scritti del prete-ateo Jean Meslier (1664-1729), poi pubblicati e revisionati da Voltaire, trascorrerà centotré giorni di prigionia piuttosto blanda (grazie a Madame du Châtelet, la compagna di Voltaire, che era parente del direttore del carcere, ebbe anche dei permessi di uscita), dal 22 luglio al 3 novembre 1749. Oltre che per la Lettera, fu arrestato anche come sospetto di aver scritto un "noto romanzo libertino" e cioè Thérèse philosophe, solitamente attribuito a Jean-Baptiste Boyer d'Argens o altri (si veda anche il paragrafo sul rapporto col libertinismo). Nello stesso anno (1748) aveva dato alle stampe un altro romanzo libertino e filosofico, anonimo, dal titolo I gioielli indiscreti.

La Lettera sui ciechi sarà invece inviata anche a Voltaire, che l'apprezzerà, pur non condividendo la tendenza materialista di Diderot.. Diderot fu liberato dopo aver firmato una "lettera di sottomissione"Enciclopedia Garzanti di Filosofia alla voce corrispondente. e anche per le intercessioni di alcuni amici presso le autorità di sicurezza (e con tutta probabilità per l'influenza della favorita del re Luigi XV, madame de Pompadour, amica personale di Diderot e VoltaireIndro Montanelli, Roberto Gervaso, L'Italia del Settecento, Rizzoli, Milano, 1971., p. 423); dovette però restare per un periodo in libertà vigilata.

Cercherà anche di attribuire i Pensieri alla sua amica ed ex amante Madame de Puisieux, ma poi dovette ammettere di averli scritti e promettere per iscritto di non scrivere più «contro la religione e la morale»; da allora, per molto tempo, si limitò a esporre gli argomenti più pericolosi del suo pensiero velatamente o in maniera superficiale o ricorrendo a inserirli nelle voci dell'Enciclopedia meno sospette. In seguito pubblicherà solo in forma anonima o sotto pseudonimi gli articoli più scomodi, oppure parteciperà con altri come Jacques-André Naigeon (costui era un artista e scultore inizialmente coinvolto in articoli tecnici dell'Enciclopedia, in seguito instancabile propagatore di scritti antireligiosi) alla curatela delle opere materialistiche sotto pseudonimi del barone d'Holbach.Enciclopedia Garzanti..., ibidem.

Si racconta che mentre andava a trovare Diderot in prigione a piedi, durante questo periodo, Rousseau ebbe l'idea della sua prima opera, il Discorso sulle scienze e le arti, che rimarrà legata nell'aneddotica a questa particolare circostanza.Franck Salaün (a cura di), Diderot Rousseau: un entretien à distance [colloque], Desjonquères, 2006 ISBN 2-84321-082-8 citato da Nathalie Kremer, "Les frères ennemis" Nello stesso anno, dopo 14 anni, Diderot si riappacificò col padre che aveva condannato la sua vita giovanile spregiudicata e gli aveva tolto una modesta pensione di sopravvivenza.

Il matrimonio e la relazione con Volland

La vita privata di Diderot fu intensa e libera, focalizzata intorno a centri affettivi di grande importanza come la famiglia. Sposatosi nel 1743 con la camiciaia Antoinette Champion (1710-1796) detta NanetteAntoinette Champion., che si rivelerà un'ottima amministratrice dell'economia domestica, ed ebbe dal matrimonio quattro figli, dei quali gli sopravvisse solo l'amatissima figlia quartogenita Marie-AngéliqueMarie-Angélique Diderot de Vandeul. (1753-1824), chiamata col nome della madre e della sorella di Diderot; i tre figli nati in precedenza, la primogenita chiamata anch'essa Angélique in onore della nonna, e i due maschi, François-Jacques-Denis e Denis-Laurent, morirono tutti pochi mesi dopo la nascita. Il padre Didier era fortemente contrario al matrimonio, e minacciò di diseredarlo (si rinconciliarono solo grazie alla mediazione di Antoinette stessa) se non si fosse fatto abate, come lui voleva. Riuscì con uno stratagemma a far rinchiudere il trentenne Diderot nel convento locale, per impedirne il matrimonio, ma lui fuggì dalla finestra e andò alla cerimonia..