Assassin's Creed: Unity è un videogioco sviluppato da Ubisoft Montréal e pubblicato da Ubisoft. È l'ottavo capitolo della serie originale di Assassin's Creed e il primo totalmente sviluppato per console next-gen.
Il titolo doveva essere pubblicato per le piattaforme PlayStation 4, Xbox One e Microsoft Windows il 28 ottobre 2014 ma è stato rinviato all'11 novembre 2014 in Nord America e al 13 novembre 2014 in Europa. Così come nei precedenti capitoli della serie, Unity conserva l'esplorazione open world in terza persona, ma introduce un rinnovato sistema di combattimento, parkour e stealth. Tra le novità si segnala anche, per la prima volta nella saga, la modalità multigiocatore cooperativo, la quale consente a un massimo di quattro giocatori di prendere parte a missioni e a esplorare la mappa.
La storia è ambientata nel XXI secolo e vede un protagonista non identificato unirsi agli Assassini come Iniziato per aiutarli a localizzare il cadavere di un Gran Maestro Templare del XVIII secolo. La storia principale è ambientata a Parigi durante la Rivoluzione francese e segue le vicende dell'Assassino Arno Dorian e i suoi sforzi per smascherare i veri poteri dietro la Rivoluzione, mentre cerca vendetta contro i responsabili dell'omicidio del padre adottivo.
A causa dei numerosi bug e dei problemi grafici riscontrati dai fan al momento del lancio, il gioco ha portato ad un repentino calo di consensi della critica videoludica specializzata; inoltre, la pessima accoglienza ricevuta da Unity ha inciso negativamente anche sul valore economico delle azioni in borsa di Ubisoft.
Trama Nel 2014, un Iniziato testa il sistema Helix, la versione per il pubblico dell'Animus, sviluppato da Abstergo Entertainment. Durante il test rivive un’esperienza chiamata La tragedia di Jacques de Molay, ambientata nella Parigi medievale del 13 ottobre 1307, durante il periodo del Sacco del Tempio di Parigi. Nei panni di un Cavaliere Templare al servizio del Gran Maestro Jacques de Molay, assiste all’assalto alla città ordinato dal re di Francia Filippo IV il Bello, deciso a distruggere l’Ordine dei Templari. Su incarico di de Molay, il cavaliere tenta di mettere in salvo due importanti manufatti: una Spada dell’Eden e il libro Codex Pater Intellectus, che secondo il Gran Maestro avrebbero salvato il destino futuro dell'Ordine dei Templari. Raggiunta la Torre del Tempio, scopre che un Assassino lo ha preceduto, ma riesce comunque a recuperare gli oggetti dopo uno scontro e a nasconderli nella cripta templare. Uscito dalla cripta, assiste all’arresto di de Molay e alla sua esecuzione. Il ricordo si conclude con il rogo del Gran Maestro nel 1314, durante il quale de Molay maledice Filippo il Bello e papa Clemente V.
Terminata la simulazione, l’Iniziato viene contattato da un membro della moderna Confraternita degli Assassini. Lei dice di esser nota con il nome in codice Vescovo, e modifica il sistema Helix per permettergli di accedere ai ricordi genetici di Arno Victor Dorian. L’Iniziato si ritrova così a Versailles, il 27 dicembre 1776, nei panni del giovanissimo Arno, accompagnato dal padre Charles Dorian, un Assassino, alla Reggia di Versailles del Re Luigi XVI. Lasciato solo in un corridoio, Arno disobbedisce agli ordini di suo padre e si mette a giocare con una bambina, Élise, con cui crea subito un legame. I due combinano qualche guaio e attirano l’attenzione delle guardie, ma riescono a sfuggire. Poco dopo, seguendo il trambusto nel palazzo, Arno torna nel corridoio e trova il corpo del padre assassinato (per mano di Shay Patrick Cormac, protagonista di Assassin's Creed: Rogue).
Dopo la morte del padre, Arno viene adottato da François de la Serre, Gran Maestro Templare e padre di Élise, crescendo così all’interno dell’alta società francese nella città di Versailles. Il ricordo si sposta a tredici anni dopo, 5 maggio 1789, quando Arno, ormai maggiorenne, cerca di recuperare un orologio appartenuto al padre, perso giocando con un fabbro di nome Victor. Dopo essere riuscito a riprenderlo, viene inseguito dall’uomo fino alla dimora dei de la Serre, dove l’intervento del Gran Maestro evita che la situazione degeneri. Poco dopo, François de la Serre affida ad Arno alcuni incarichi domestici mentre si prepara a uscire.
Durante le sue mansioni, Arno viene fermato da un servo, che gli affida una lettera urgente da consegnare al suo padrone. Seguendo la carrozza del Gran Maestro, Arno raggiunge Versailles, dove si sta svolgendo la riunione degli Stati Generali, momento cruciale per la crisi politica della Francia. In quel periodo, infatti, la Francia era in bancarotta dopo la Guerra dei Sette anni e il sostegno alla Guerra d'indipendenza americana. Inoltre, il sistema fiscale era fortemente ingiusto, poiché il peso delle tasse ricadeva principalmente sul Terzo Stato (popolo e borghesia), alimentando un forte malcontento popolare. Infiltratosi tra i presenti, Arno viene nuovamente affrontato da Victor, che lo costringe a un duello. Dopo averlo sconfitto, Arno è costretto a fuggire per evitare le guardie. Tornato a casa, scopre che dopo molti anni passati a studiare fuori, Élise è tornata a casa e in suo onore viene organizzata una festa privata, alla quale Arno non è invitato. Desideroso di rivederla, decide di raggiungerla e, per fare presto, lascia la lettera sotto la porta del Gran Maestro senza consegnarla direttamente.
Giunto alla reggia, Arno raggiunge Élise. I due, segretamente innamorati, si baciano di nascosto, ma vengono presto disturbati dalle guardie. Grazie all’aiuto della ragazza, Arno riesce a fuggire. Nel cortile, però, assiste alla morte di François de la Serre, assassinato da un misterioso uomo che accusa Arno del delitto. Il giovane viene così arrestato e rinchiuso nella Bastiglia.
Durante la prigionia, Arno incontra Pierre Bellec, un detenuto che gli ruba l’orologio del padre. Nel tentativo di riprenderlo, lo affronta in duello e lo sconfigge. In seguito, scopre di riuscire a vedere dei segni sulle pareti invisibili agli altri, che mostrano visioni apocalittiche. Bellec lo sprona a concentrarsi su questi simboli e in quel momento Arno risveglia l’Occhio dell’Aquila, dimostrando per la prima volta le sue capacità legate agli Assassini.
A quel punto Pierre Bellec rivela ad Arno di aver conosciuto suo padre e di sapere della sua appartenenza alla Confraternita degli Assassini, quindi lo invita a seguirne le orme. Dopo un iniziale rifiuto, Arno accetta e trascorre due mesi in prigione ad addestrarsi con lui. Il 14 luglio 1789, durante la Presa della Bastiglia da parte della popolazione parigina, i due colgono l’occasione per fuggire: raggiunti i bastioni dell'edificio, Bellec consegna ad Arno un medaglione e si getta nel vuoto con un salto della fede, seguito subito dopo dal ragazzo.
Una volta libero, Arno torna alla tenuta dei de la Serre, dove trova soltanto Élise. La ragazza lo accusa della morte del padre, rivelando di essersi unita ai Templari e mostrandogli la lettera che Arno avrebbe dovuto consegnare: il messaggio, firmato da un misterioso “L”, avvertiva François de la Serre di un complotto orchestrato dagli altri Templari ai suoi danni. Comprendendo che se avesse consegnato la lettera avrebbe salvato l'uomo, Arno viene mandato via da Élise.
Deciso a redimersi, Arno vaga per Parigi finché, usando l’Occhio dell’Aquila sul medaglione che gli ha dato Bellec, vede la vetrata della Sainte-Chapelle. Si reca nella chiesa e qui riesce a trovare il covo degli Assassini, dove viene accolto da Bellec. Qui viene introdotto al Consiglio degli Assassini guidato da Honoré de Mirabeau, che lo accoglie nella Confraternita attraverso un rituale di iniziazione. Una volta completato l’addestramento, Arno affianca Bellec nella sua prima missione: l’assassinio del contrabbandiere Arpinon alla Conciergerie, dove si scopre che l’uomo era collegato al Templare Charles-Gabriel Sivert, uno dei sicari della morte di de la Serre.
Intanto, nel presente, l’Iniziato viene contattato da Vescovo, che gli propone di unirsi agli Assassini e di ostacolare i piani della Abstergo Industries. Accettata l’offerta, scopre che l'Abstergo intende mandare avanti un certo Progetto Phoenix, mirato a ottenere il DNA dei Saggi per ricreare il genoma della Prima Civilizzazione. Dato che sospettano che Arno possa essere entrato in contatto con uno di loro, l’Iniziato viene rimandato nell’Animus per continuare a esplorare i ricordi dell'Assassino francese.
Arno viene incaricato di assassinare Charles-Gabriel Sivert, durante una riunione prevista il giorno successivo a Notre-Dame. Portata a termine con successo la sua prima missione, scopre grazie alla sua particolare abilità di poter rivivere i ricordi delle vittime: da quelli di Sivert apprende dell’esistenza di un complice, noto come Roi des Thunes, coinvolto nell’omicidio di François de la Serre.
Tornato al Consiglio degli Assassini, Arno viene ricompensato con una lama fantasma e incaricato di rintracciare e uccidere il Roi des Thunes nella Corte dei miracoli, quartiere degradato di Parigi popolato da mendicanti e criminali. Giunto sul posto il 19 gennaio, incontra Aloys la Touche, braccio destro del suo bersaglio, intento a operare brutalmente un uomo. Arno tenta di intervenire, ma viene fermato da Marchese de Sade, suo ex compagno di prigionia alla Bastiglia, che lo invita a non interrogare subito il medico, ma di seguirlo fino alla sua clinica. Infiltratosi nel laboratorio, Arno lo costringe a rivelare la posizione del Roi des Thunes.
Seguendo le informazioni ottenute, Arno raggiunge il covo di Roi des Thunes nelle fogne di Parigi e riesce ad assassinarlo. Nei suoi ricordi scopre che è stato proprio lui a uccidere de la Serre, utilizzando uno spillone d’argento tipico dei Templari, e che sia lui sia Sivert agivano per conto di un misterioso Gran Maestro usurpatore. Dopo l’assassinio, Arno torna da de Sade, che nel frattempo ha preso il controllo della Corte dei miracoli, e gli consegna uno degli spilloni, indicandogli anche l’unico uomo in grado di produrli: l’argentiere François-Thomas Germain.
Sulla base di queste informazioni, il Consiglio incarica Arno di rintracciare il Gran Maestro partendo proprio dall'argentiere Germain. Nel marzo 1791, Arno raggiunge la sua bottega in rue Saint-Antoine e lo interroga. L’artigiano rivela di aver realizzato lo spillone su costrizione di un uomo misterioso, identificato come Chrétien Lafrenière, figura influente che si trova alle Halle aux Blés, che costringeva Germain a costruire tutte le armi segrete dei Templari. Arno si dirige quindi sul posto, deciso a proseguire le indagini.
L’edificio delle Halle aux Blés è ormai sotto il controllo dei Templari, che lo utilizzano come deposito per armi e polvere da sparo. Esaminando i registri di Chrétien Lafrenière, Arno scopre che il presunto Gran Maestro sta accumulando risorse per una futura operazione militare all’Hôtel de Beauvais e che, prima di allora, parteciperà a un incontro con i Templari conservatori presso il Cimitero degli Innocenti. Convinto di avere prove sufficienti, Arno decide di agire senza riferire al Consiglio degli Assassini e tende un’imboscata a Lafrenière, uccidendolo al termine della riunione.
Tuttavia, entrando nei suoi ricordi, scopre la verità: Lafrenière non era un traditore, ma anzi, aveva tentato anni prima di salvare François de la Serre avvertendolo del complotto interno all’Ordine. Era stato proprio lui ad inviare il messaggio d'avvertimento che Arno avrebbe dovuto consegnare a de la Serre. Resosi conto dell’errore, Arno riferisce l’accaduto al Consiglio degli Assassini, che lo accusa di agire solo per vendetta personale, senza tener conto della causa dell'Ordine. Tuttavia Honoré de Mirabeau gli permette di continuare a far parte degli Assassini, avvertendolo però di non agire più autonomamente.