Langhirano (Langhiràn in dialetto parmigiano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma, in Emilia-Romagna.
È conosciuto a livello internazionale per la produzione del prosciutto di Parma, uno dei principali prodotti agroalimentari italiani a denominazione di origine protetta (DOP). Al prodotto sono dedicati il Museo del prosciutto di Parma, situato nel territorio comunale, e il Festival del Prosciutto di Parma, manifestazione che si svolge annualmente e consente l'apertura straordinaria di numerosi prosciuttifici del comprensorio. Langhirano è inoltre sede dell'Unione montana Appennino Parma Est.
Geografia fisica Langhirano sorge nell'alta pianura parmense, alle prime propaggini dell'Appennino parmense, sulle pendici del monte Milano, su un rilievo posto a circa 265 m s.l.m. lungo la sponda sinistra del torrente Parma, in corrispondenza dell'imbocco della Val Parma...
Il territorio comunale si estende dalla fascia collinare fino ai primi rilievi dell'Appennino, presentando un paesaggio caratterizzato dall'alternanza di aree urbanizzate, coltivazioni agricole, vigneti, boschi e pascoli. L'assetto geomorfologico è inciso dalle valli dei numerosi corsi d'acqua tributari del torrente Parma, che modellano versanti dolcemente acclivi nella parte settentrionale e rilievi progressivamente più marcati verso sud.
La posizione geografica, al confine tra la pianura e la montagna, ha favorito fin dall'antichità lo sviluppo di collegamenti tra Parma e l'Appennino tosco-emiliano e ha contribuito alla vocazione agricola del territorio, particolarmente adatta all'allevamento suinicolo e alla stagionatura del prosciutto di Parma, favorita dalle particolari condizioni climatiche determinate dall'incontro tra le correnti provenienti dalla valle del Parma e quelle dell'Appennino.
Origini del nome L'etimologia del toponimo Langhirano è incerta e nel tempo sono state formulate diverse ipotesi circa la sua origine.
L'interpretazione più diffusa riconduce il nome al latino medievale Langaranus, derivato da langaria, termine indicante una «striscia di terreno lunga e stretta», unito al suffisso prediale -anus. Tale etimologia sarebbe riferita alla particolare conformazione del sito sul quale sorse l'abitato, sviluppatosi lungo la sponda del torrente Parma all'imbocco della Val Parma.
Secondo un'altra ipotesi, l'antica forma Lagorano deriverebbe invece da «Lago Ariano», con riferimento alla presenza di aree acquitrinose al tempo della fondazione del villaggio da parte dei Longobardi, popolazione che nei primi secoli della sua presenza in Italia professò l'arianesimo.
Una diversa interpretazione, ritenuta tuttavia priva di fondamento storico, fa derivare il toponimo dal latino Lacus Oranum, da cui sarebbero successivamente derivati «Lago Orano» e «Anghirano». La teoria si basa sulla tradizione dell'esistenza, in epoca remota, di un lago poi prosciugatosi, popolato da rane e situato nell'area del futuro centro abitato..
Un'ipotesi di formulazione più recente riconduce infine il nome Lagorano al termine longobardo lagar, interpretato come una postazione o presidio militare. Secondo tale ricostruzione il toponimo richiamerebbe l'esistenza di un insediamento difensivo collocato lungo un'importante direttrice viaria dell'Italia altomedievale..
Storia
Le più antiche testimonianze della presenza umana nel territorio di Langhirano risalgono al Paleolitico: un manufatto litico rinvenuto nel 1973 in prossimità del torrente Parma è stato datato a circa il 130000 a.C. Nel corso dell'età del bronzo, tra il XVII e il XIV secolo a.C., il territorio fu interessato dall'insediamento delle popolazioni terramaricole.
Dell'età romana rimangono tracce della centuriazione nella pianura circostante e i resti di una villa individuata nei pressi di Torrechiara.
L'attuale abitato ebbe origine nell'Alto Medioevo, quando i Longobardi fondarono il borgo di Lagorano lungo la cosiddetta strada delle cento miglia, importante via di collegamento tra Parma e Luni. La prima attestazione documentaria risale tuttavia al 1038, anno in cui il centro è citato in un atto notarile relativo alla vendita di un terreno da parte del sacerdote Rimperto.
In origine Langhirano costituiva un piccolo borgo dipendente dalla vicina Mattaleto, a sua volta sottoposta al castello di Castrignano. Quest'ultimo appartenne nell'XI secolo alla chiesa di San Pietro di Parma,. passò nella prima metà del XII secolo al monastero di Sant'Apollonio di Canossa, dal 1137 al monastero di San Prospero di Reggio Emilia. e, dal 1186, al vescovo di Parma..
Probabilmente nel XIII secolo fu edificato il castello di Mattaleto, posto a difesa della sponda sinistra della Val Parma quale avamposto del castello di Castrignano. Nello stesso periodo sorse nel borgo il palazzo del capitano di giustizia, residenza del rappresentante dell'autorità giudiziaria... Grazie alla sua posizione all'imbocco della valle, Langhirano assunse progressivamente un ruolo sempre più importante come sede di un mercato settimanale.
Nel 1376 il vescovo Ugolino de' Rossi investì dell'ampio feudo di Castrignano il pronipote Rolando de' Rossi, ricompensando i servigi resi alla diocesi dal padre Giacomo de' Rossi.. I Rossi ricostruirono il castello di Mattaleto, ma nel 1405 il maniero fu occupato da Giacomo Terzi, che si impossessò di numerose fortificazioni rossiane del Parmense.. Dopo ulteriori vicende belliche, che videro coinvolti Niccolò III d'Este, Galeazzo da Correggio, Ottobuono de' Terzi, Muzio Attendolo Sforza e nuovamente i Rossi, nel 1410 Pietro de' Rossi riconquistò Castrignano e il territorio circostante..
Il dominio rossiano si protrasse fino alla guerra dei Rossi del 1482, al termine della quale il feudo fu restituito alla diocesi di Parma su richiesta del vescovo Giovanni Giacomo Schiaffinato.
Nel 1512 papa Giulio II acquistò i diritti su Langhirano e sui territori circostanti, assegnandoli a Galeazzo I Pallavicino, marchese di Busseto, la cui investitura fu confermata due anni dopo da papa Leone X. In seguito il territorio ritornò sotto il controllo del vescovo di Parma...
Nel 1660 il duca di Parma e Piacenza Ranuccio II Farnese conferì ad Antonio Garimberti il titolo di conte di Langhirano. La contea rimase ai Garimberti fino all'abolizione dei diritti feudali decretata da Napoleone nel 1805. Durante il periodo napoleonico Langhirano divenne sede del nuovo comune (mairie), mentre tra il 1821 e il 1831 fu anche capoluogo di distretto del ducato di Parma e Piacenza; in quegli anni la sede municipale fu temporaneamente trasferita a Mattaleto.
Il 28 settembre 1911 la stazione della tranvia Parma-Langhirano fu teatro del cosiddetto eccidio di Langhirano: durante una manifestazione di protesta contro la partenza dei militari destinati alla guerra italo-turca, una carica dei carabinieri provocò la morte di quattro persone e il ferimento di altre sette.
Nel corso della seconda guerra mondiale, tra il 1941 e il 1943, Langhirano fu uno dei comuni della provincia di Parma destinati all'internamento libero di profughi ebrei stranieri. Vi furono assegnate quattordici persone, per la maggior parte provenienti da Sarajevo. Dopo l'occupazione tedesca e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, gran parte degli internati riuscì a sottrarsi alla cattura; quattro membri della famiglia Israel furono invece arrestati il 3 dicembre 1943 a Lanzo d'Intelvi, mentre tentavano di raggiungere la Svizzera.Ieshua Israel, la moglie Masalta Kabilio, il figlio Liko e la cognata Flora Israel. Vedi . Il solo Liko sopravvisse alla deportazione, tornando da Bergen-Belsen dopo essere stato internato ad Auschwitz. Nel dopoguerra si stabilì a Belgrado, mantenendo i contatti con Onesto Coruzzi, che aveva aiutato la famiglia durante il soggiorno a Langhirano. Vedi . Nel 2020, davanti all'abitazione che li aveva ospitati durante il periodo di internamento, furono collocate alcune pietre d'inciampo in loro memoria.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con regio decreto di re Vittorio Emanuele III del 5 settembre 1942.
Stemma
Gonfalone
Bandiera
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa dell'Annunciazione di Maria Vergine
Edificata originariamente in stile barocco tra il 1578 e il 1579 quale oratorio dipendente dalla chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo di Mattaleto, la chiesa fu dotata di una nuova facciata neobarocca tra il 1908 e il 1913, disegnata dall'architetto Lamberto Cusani; eretta a sede parrocchiale autonoma nel 1944, fu in tale occasione notevolmente ampliata in senso longitudinale; restaurata nel 1986, fu danneggiata dal sisma del 2008 e nuovamente restaurata e consolidata strutturalmente a partire dal 2013. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, presenta una simmetrica facciata a salienti, elevata su due ordini e scandita da lesene; al centro il portale d'ingresso è sormontato da un frontone spezzato, su cui poggiano due grandi statue di angeli liberty, realizzate da Ettore Ximenes nel 1913. All'interno l'aula, scandita lateralmente da lesene composite, è ornata sulla volta a botte lunettata con affreschi settecenteschi; sul fondo il presbiterio è circondato da un deambulatorio, accanto al quale si trova un'ampia cappella feriale; l'edificio accoglie numerose opere di pregio, tra cui dipinti seicenteschi e settecenteschi, vari paramenti sacri del XVIII secolo e alcuni coevi oggetti liturgici...
Oratorio dell'Assunta
Edificato nel 1689 su commissione del sacerdote Luca Righelli per accogliere una reliquia di san Mauro, l'oratorio privato barocco, ormai in stato di abbandono, passò di proprietà agli inizi del XXI secolo. Il piccolo edificio, sviluppato su un impianto a navata unica, è preceduto da un monumentale portale d'ingresso in mattoni, arricchito da due lesene ioniche binate, due volute, un frontone semicircolare spezzato e tre pinnacoli; la simmetrica facciata a capanna, coronata da un frontone triangolare, accoglie un dipinto raffigurante la Vergine Assunta; all'interno sono conservate alcune opere di pregio, tra cui la pala d'altare raffigurante la Presentazione di Gesù al tempio, eseguita da Biagio Martini tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX.
Chiesa di San Michele Arcangelo a Mattaleto
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa romanica di Mattaleto, ormai degradata, fu interamente ricostruita in stile barocco tra il 1715 e il 1723 su progetto dell'architetto Francesco Boetti, conservando soltanto l'originario campanile, che fu sopraelevato tra il 1814 e il 1819; completamente restaurata e decorata internamente tra il 1883 e il 1886, costituì fino al 1944 la sede parrocchiale di un vasto territorio comprendente anche la vicina Langhirano; danneggiata da un sisma del 2008, fu consolidata strutturalmente e restaurata tra il 2009 e il 2011. Il luogo di culto, sviluppato su una pianta a navata unica affiancata da due cappelle per parte, presenta una simmetrica facciata a salienti in pietra e mattoni, arricchita da un doppio ordine di lesene doriche a sostegno del frontone triangolare di coronamento; all'interno l'aula, coperta da una volta a botte lunettata decorata con affreschi settecenteschi e stucchi, accoglie alcune opere di pregio, tra cui vari dipinti e arredi risalenti al XVIII e XIX secolo...
Pieve di San Martino ad Arola
Edificata forse già nel VI secolo, la pieve di Arola, considerata una delle più antiche di tutto il Parmense, nel 1602 fu decorata con affreschi da Giovanni Maria Conti della Camera e Pier Antonio Bernabei; quasi completamente distrutta dal terremoto del 1818, fu successivamente trasformata in deposito dell'adiacente cimitero, riutilizzando parte delle strutture in pietra crollate; profondamente degradata, fu ristrutturata alla fine del XX secolo. Dell'edificio originario si conservano solo alcune porzioni di muri esterni in pietra e altre strutture di reimpiego...