Anzû, (accadico; in sumerico: dZû o Imdugu, AN.IM.MIMUŠEN, AN.IM.DUGUD.MUŠEN; cuneiforme: 𒀭𒅎𒂂𒄷 an.im.dugudmušen) è una divinità minore in diverse religioni mesopotamiche.

Indicato in lingua sumerica anche come Im.dugud (in sumero Im, nebbia/vento/tempesta, Dugud pesante, poderosa, violenta), aveva le fattezze di un enorme rapace e dal corpo, o la testa, di leone.

Origine ed evoluzione del mito Presso le mitologie mesopotamiche le creature costituite dall'unione di più animali rapaci, o con serpenti dragonici, erano solitamente forme daimoniche delle divinità regali e guerriere della fertilità, della pioggia e della tempesta, con cui si accompagnano in aspetto benevolo come esseri portatori di fertilità. Nel loro aspetto feroce, invece, possono essere o causare eventi nefasti come disastri naturali, siccità e diluvi.

Da tener tuttavia presente che:

L'assirologo Thorkild Jacobsen ha ipotizzato che Anzu fosse una forma primitiva del dio Abu, che fu presto sincretizzato con Ninurta/Ningirsu, un dio associato ai temporali. Abu veniva chiamato "Padre Pascolo", illustrando la connessione tra i temporali e i campi che crescono in primavera. Secondo Jacobsen, questa creatura ibrida era originariamente concepita come un'enorme nuvola temporalesca nera a forma di aquila, e in seguito fu raffigurata con una testa di leone per collegarla al ruggito del tuono. Alcune raffigurazioni di Anzû lo ritraggono quindi accanto a capre (che, come le nuvole temporalesche, erano associate alle montagne dell'antico Vicino Oriente) e rami frondosi. La connessione tra Anzû e Abu è ulteriormente rafforzata da una statua trovata nel tesoro di Tell Asmar raffigurante una figura umana con grandi occhi, con Anzû scolpito sulla base ed è probabile lo raffiguri nella sua forma simbolica o terrena come l'uccello Anzû e nella sua forma divina superiore, simile a quella umana, come Abu. Sebbene alcuni studiosi abbiano proposto che la statua rappresenti effettivamente un adoratore umano di Anzû, altri hanno sottolineato che non si adatta alla consueta rappresentazione degli adoratori sumeri, ma corrisponde invece a statue simili di divinità in forma umana con la loro forma più astratta o i loro simboli scolpiti sulla base.Jacobsen, T. (1989). God or Worshipper. pp. 125-130 in Holland, T.H. (ed.), Studies In Ancient Oriental Civilization no. 47. The Oriental Institute of the University of Chicago.

Mitologia sumerica Anzû è la personificazione della potenza del vento di tempesta e la causa dei temporali; rappresentato in modo simile ad un grifone o ad una gigantesca aquila dalla testa leonina, l'apertura alare ricordava la spessa e minacciosa nube che ricopre il cielo annunciando l'arrivo di una tempesta.

Il mito più importante relativo a questo demone è la sua ribellione dal dio del cielo Enlil, e il furto della Tavola dei Destini conservata nello stesso santuario di cui era guardiano, per nasconderla in cima ad un monte.

Il dio supremo An ordinò agli altri dèi di recuperare la Tavola, sebbene tutti temessero ora Anzû a causa dei suoi nuovi poteri. Solo il giovane dio Ninurta (anche nella forma locale di Ningirsu, "Signore di Girsu") riuscì ad ucciderlo e a recuperare la tavola (secondo il Ciclo di Ninurta); in un'altra versione fu ucciso invece da Marduk. Anzu compare anche come aiutante del semi-dio Lugalbanda, re di Uruk (in Lugalbanda II ovvero Lugalbanda e l'uccello Anzud, testo nel quale Anzu appare una figura meno nefasta).

Mitologia assiro-babilonese

In analogia alla mitologia sumera, Anzû rappresenta la potenza del vento del sud (il turbinoso vento che portava le polveri dalle zone semi desertiche meridionali), quindi spesso associato alla malattia e alla disgrazia, ma anche delle nuvole temporalesche, quindi fungeva da portatore della pioggia.

Nel periodo accadico Anzû è descritto come figlio del dio supremo Anu e fonte delle acque del Tigri ed Eufrate. Sempre protagonista nel mito del furto della Tavola dei Destini, partecipa in ulteriori miti di una certa complessità.

Nella mitologia babilonese, Anzû è una divinità associata alla cosmogonia. Il frammento K.3454, conservato al British Museum, descrive il peccato di (An)Zû:

Il termine usmiri è tradizionalmente tradotto come corona, ma si può riferire ad "organo creativo ideale", quindi si può tracciare un parallelismo tra il mito della mutilazione dei genitali di Urano da parte di Crono o di Osiride da parte di Seth.

Nella Saga di Gilgamesh compare nella sua veste più maligna essendo la creatura onirica che trascina Enkidu agli Inferi.

Alcuni studiosi ritrovano la sua figura quale archetipo della quarta bestia nel Libro di Daniele (7,19).

Note

Bibliografia

Voci correlate Ninurta Enlil Lilith An (mitologia) o Anu Tavola dei Destini Ziz

Altri progetti

Collegamenti esterni Zu in Enciclopedia Britannica - informazioni in inglese The Assyro-Babylonian Mythology FAQ: Anzu informazioni in inglese Encyclopedia Mythica informazioni in inglese Catalogo letteratura sumera informazioni in inglese

Categoria:Divinità del cielo e del tempo Categoria:Divinità mesopotamiche Mitologia babilonese|Mitologia mesopotamica Categoria:Religioni della Mesopotamia Categoria:Uccelli leggendari