Le avventure di Cherea e Calliroe (), conosciuto anche come Il romanzo di Calliroe, o, semplicemente, come Cherea e Calliroe, è un romanzo in otto libri. scritto da Caritone di Afrodisia in epoca ellenistica. Descrive le avventure di due giovani innamorati siracusani.
La datazione dell'opera è dibattuta e per diverso tempo non si è riusciti a stabilire se fosse stata scritta durante il I o il V secolo. Fu poi grazie alla menzione del testo ritrovata su due antichi papiri provenienti dall'Egitto, datati al II o III secolo, che è stato possibile anticipare di molto la collocazione cronologica dello scritto.
Il romanzo di Cherea e Calliroe fu dapprima considerato come il più tardo dei cinque romanzi greci. giunti fino a noi; solo con gli studi successivi, e le conclusioni che ne seguirono, si è divenuti più inclini a credere che esso sia in realtà il primo dei cinque per ordine di datazione e dunque da considerarsi oggi come il più antico romanzo giunto integro in epoca contemporanea.Il pensiero greco, Caritone di Afrodisia/Le avventure di Cherea e Calliroe , Romanzo tradotto da Aristide Calderini, Torino, Fratelli Bocca Editore, Milano - Roma, 1913 (340 Libro V)
La prima pubblicazione a stampa avvenne ad Amsterdam nel 1750 a cura di Jacques Philippe D'Orville, accompagnato dalla traduzione in lingua latina eseguita da Johann Jakob Reiske.
Datazione
Di questo romanzo si è pensato per parecchio tempo che in ordine cronologico fosse uno degli ultimi scritti in epoca tardo-ellenistica. Molte le discussioni per stabilirne una data certa, dibattito così acceso da essere definito "singolare" nel suo genere:
Tra le date più alte espresse vi è il I secolo, mentre tra le più basse vi sono il IV o il V secolo.
Una svolta determinante per la cronologia di questo romanzo si è avuta con il ritrovamento di quattro manoscritti su papiriOrsolina Montevecchi, La papirologia, Vita e Pensiero, 1988 (pag. 392). che riportando il testo di Cherea e Calliroe confermano la sua esistenza già dalla fine del I e II secolo. La loro scoperta è avvenuta tra il 1906 e il 1910. Pare certo agli studiosi che almeno uno di essi risalga all'epoca degli imperatori romani Commodo o Marco Aurelio Antonino. I papiri ritrovati provengono da località distanti l'una dall'altra ma nella medesima regione geografica: l'Egitto; da Karanis, centro vicino alla città di Al-Fayyum, da Ossirinco, dalla Tebaide.
Il genere letterario del romanzo greco non viene mai datato nei secoli prima di Cristo, poiché generalmente la diffusione dei romanzieri la si ebbe nei primi secoli dopo Cristo e come vedremo nel paragrafo successivo dedicato all'ambientazione culturale di questo romanzo, il testo di Caritone si pensa abbia parecchi riferimenti espliciti alla religione cristiana che andava sviluppandosi proprio nel periodo in cui l'autore scrisse le avventure di Cherea e Calliroe, se la data cronologica corrisponde.
Altro motivo principale che non permette di collocare questo romanzo ad una datazione antecedente al I secolo è dovuto al legame storico e al riferimento, anche questo esplicito, che Caritone fa riguardo a fatti storici realmente accaduti nei luoghi che egli menziona.
I romanzieri trassero la loro ispirazione da dei luoghi storici dove si svilupparono grandi avvenimenti. Ma per far questo tali avvenimenti dovevano essere accaduti già da diverso tempo, da secoli, poiché non è credibile che Caritone narrasse i suoi racconti semi-fantastici in una Siracusa ancora nel pieno del centralismo politico. Mentre ben diverso era narrare questi racconti in un arco di tempo parecchio distante dalla data originaria del loro accadimento reale.
Se del resto Cicerone afferma che i siracusani nel I secolo a.C. non avevano più memoria di Archimede,Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, Società tipografica de classici italiani, 1823. allora è lecito credere che già dal I secolo i tempi erano maturi per ambientare dei racconti romanzeschi (semi-veritieri) in dei luoghi attrattivi per il loro contesto storico.
Ambientazione Aspetto culturale
L'Oriente L'Oriente è un aspetto, non solo geografico ma anche culturale, che viene tenuto sempre in considerazione durante tutto lo svolgersi del romanzo.
Ciò è dovuto oltre che per la provenienza geografica del suo autore (Afrodisia) anche ad una cultura orientale che nei tempi del tardo-ellenismo si era sviluppata e si era ben concretizzata nel pensiero culturale dei greci.
Dopo che Alessandro Magno aveva aperto la strada dell'unione tra i popoli orientali e quelli occidentali, le due culture avevano cominciato a mescolarsi tra di esse. Va ricordato che il progetto di Alessandro, gli storici sostengono, era quello di unire l'Europa e l'Asia.
E non è un caso che l'autore Caritone abbia scelto proprio Siracusa come meta principale delle sue avventure. La città aretusea secondo gli storici sarebbe stata la prescelta capitale occidentale di Alessandro Magno; luogo ideale dal quale mettere insieme l'Occidente con l'Oriente.Marta Sordi, Aevum, Anno 57, Fasc. 1, Alessandro Magno e l'eredità di Siracusa, Vita e Pensiero – Pubblicazioni dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, 1983.Fernand Braudel, Memorie del Mediterraneo, Bompiani 2004. La storia ci ha mostrato poi che i progetti di Alessandro rimasero incompiuti a causa della sua improvvisa scomparsa ma ciò che egli aveva costruito rimase per largo tempo nel pensiero culturale dei greci.
Ad esempio il noto storico e scrittore britannico Norman Davies, popolare per aver scritto una celebre Storia d'Europa, sostiene nel suo libro che il mondo greco cresciuto nell'epoca alessandrina (arco di tempo in cui rientrerebbe il romanzo di Caritone) fosse molto più propenso a seguire la cultura orientale e non quella occidentale, perché quello era l'assetto geo-politico al quale le vicende di Alessandro li avevano abituati:
Ciò nonostante si evidenzia nel romanzo il rapporto realistico che i greci ebbero con l'Oriente; ovvero il fatto stesso che l'autore chiama gli autoctoni della Persia "barbari" descrivendone le usanze come se fossero lontane ed estranee a quelle greche. Riemerge nel romanzo dunque l'attrito non superato che causò tante polemiche alla visione unitaria di Alessandro Magno.Il mondo greco ebbe grande interesse per l'Oriente, rimanendone affascinato e attratto verso quella direzione. Ma non arrivò a crearsi la giusta amalgamazione tra la cultura occidentale e quella orientale.
La religione
La religione è sempre presente nel romanzo, poiché i personaggi sono molto devoti agli dei e li invocano spesso per chiedere la loro benevolenza o per domandare il perché dei loro guai.
Nonostante un marcato paganesimo leggibile nel romanzo in questione, vi sono comunque diversi studiosi che sostengono di vedervi chiari riferimenti alla religione cristiana che proprio nel periodo di Caritone andava diffondendosi ovunque.
In particolare sono due gli episodi del romanzo che ricorrono tra gli studiosi di teologia; il primo è la crocifissione di Cherea, il fatto che egli salga sulla croce senza opporsi al suo destino, che la trasporti da solo, come avvenne per la crocifissione di Gesù Cristo. Il secondo episodio più discusso è la morte apparente di Calliroe. Ella viene chiusa nel sepolcro ma improvvisamente i siracusani si accorgono dopo tre giorni all'alba (proprio come avvenne nella storia della risurrezione di Gesù) che il sepolcro era semiaperto e che era vuoto; situazione che subito fa pensare ai presenti che la fanciulla fosse risorta perché dea e non umana.
Ma queste similitudini tra il romanzo di Caritone e la storia cristiana, non devono comunque far dimenticare che la crocifissione era una pratica già diffusa diversi secoli prima della venuta di Cristo. Ad esempio per ricordare un episodio storico di crocifissione, avvenuta proprio nella polis di Siracusa, basta citare Plutarco che ha narrato di Mamerco, tiranno di Catania, il quale durante l'età timoleontea venne processato nel teatro aretuseo e poi crocifisso come si usava fare con i comuni criminali.
Per questo motivo non si può dare per scontato che Caritone volesse fare diretto riferimento alla crocifissione di Cristo o se invece stesse solamente narrando comuni vicende che accadevano in quei secoli.
Chi sostiene l'ipotesi cristiana del romanzo sottolinea che al suo interno vi sono diverse altre similitudini tra le vicende dei personaggi di Caritone e quelle realmente accadute nel cristianesimo. Una conoscenza dettagliata dei fatti cristiani sarebbe data all'autore per via della sua località di nascita; Afrodisia nella Caria, regione dell'Anatolia, luogo storicamente noto per la sua evangelizzazione, lì dove nacque San Paolo (l'apostolo delle genti).
Continui e marcati sono invece i riferimenti alla religione politeista degli dei; Caritone nomina Afrodite, Zeus, Eros... il culto dei templi, i sacrifici per onorare gli dei. Ciò fa tendere la datazione del romanzo in un periodo in cui la religione cristiana e la religione politeista greca convivevano tra la cultura popolare, poiché il cristianesimo doveva ancora diffondersi in massa e il politeismo resisteva, perché era stato e lo era, parte della vita dei greci, come ci fa notare lo stesso CaritoneGabriele Di Giammarino, La tradizione classica nella letteratura italiana, Di Renzo, 2006 (pag. 50).Ilaria Ramelli, Stoici romani minori. Testo greco e latino a fronte, Bompiani, 2008..
Personaggi I personaggi del romanzo
Calliroe; giovane donna di incredibile bellezza a tal punto da essere scambiata più volte come l'apparizione della dea Afrodite. Protagonista femminile del romanzo. Cherea; l'amato di Calliroe, dalle doti di guerriero temerario rinomato anch'esso per la sua bellezza, gira in lungo e in largo tra il Mediterraneo e l'Oriente alla disperata ricerca della sua amata. Protagonista maschile. Ermocrate; generale e capo di Siracusa, rispettato per aver guidato la guerra contro Atene. È il padre di Calliroe. Nota: L'autore ha preso spunto per questo personaggio da Ermocrate; realmente esistito nel V-IV sec. a.C., ebbe il titolo di strategos durante la Spedizione ateniese in Sicilia. Aristone; secondo uomo più influente di Siracusa, acerrimo rivale politico di Ermocrate, padre di Cherea. Policarmo; migliore amico di Cherea, lo segue nelle sue disavventure alla ricerca di Calliroe, sia in mare che in terra. Tiranno di Agrigento; uno dei pretendenti di Calliroe, si mette a capo della rivolta contro Cherea, riuscendo a fargli credere che Calliroe si sia macchiata di adulterio. Terone; pirata dall'animo oscuro, rapisce Calliroe dando inizio alle peripezie dei due giovani. Antagonista del romanzo. Dionisio di Mileto; sovrano della Jonia, muta il suo carattere mite divenendo scaltro e ingannevole per conquistare l'unione con Calliroe. Plangona; schiava di Dionisio, sua complice nel condurre Calliroe a nuove nozze con il suo padrone, nel contempo è anche confidente di Calliroe. Leona; amministratore e confidente di Dionisio; compra Calliroe come schiava e la conduce nelle compagne del suo sovrano. Foca; intendente di Dionisio e confidente; fa vendere Cherea e Policarmo come schiavi nella Caira. Mitridate; prefetto della Caira, s'innamora anche lui perdutamente di Calliroe e per averla cerca di intromettersi tra Cherea e Dionisio. Farnace; satrapo della Lidia e della Jonia, agli ordini del gran re di Persia, Artaserse, volge verso Babilonia il proseguire del romanzo. Artaserse; gran re di Persia, giudica il processo tra Cherea e Dionisio che si contendevano Calliroe ma finisce anche lui con l'innamorarsi di lei. Nota: L'autore ha preso spunto per questo personaggio da Artaserse II di Persia; realmente esistito nel V-III sec. a.C., fu re persiano e dell'Egitto. Statira; regina della Persia, moglie del gran re Artaserse. Le viene affidata la cura di Calliroe ma ne diviene gelosa quando il marito se ne innamora.