Con storia degli ebrei in Russia si intende quella degli ebrei sul territorio dell'Impero russo e delle successive entità statali URSS e Federazione Russa. Dopo la spartizione della Polonia venne annesso all'Impero russo una parte del territorio sul quale viveva un gran numero di ebrei. Alla fine dell'Ottocento l'Impero russo ospitava la più vasta comunità ebraica del mondo (nel 1880 il 67% della popolazione ebraica mondiale viveva qui). I vasti territori dell'Impero russo hanno ospitato per lungo tempo la più grande comunità di ebrei del mondoJewish Encyclopedia of 1901–1906 .
In questi territori la comunità ebraica fiorì e sviluppò molte delle tradizioni culturali e religiose distintive dell'ebraismo moderno, malgrado abbia subito nel tempo periodi di politiche discriminatorie e vere e proprie persecuzioni. Tra gli anni ottanta e novanta del XX secolo molti ebrei russi approfittarono delle nuove politiche emigratorie per lasciare la Russia. Oltre metà della popolazione ebraica lasciò l'Unione Sovietica per stabilirsi in Israele, Stati Uniti, Germania, Canada o Australia. Sul territorio dell'URSS, nel corso del genocidio perpetrato dai nazisti tedeschi e dai loro complici durante la seconda guerra mondiale, vennero uccisi tra un milione e mezzo e due milioni di ebrei.
Nonostante la massiccia emigrazione, gli ebrei residenti in Russia e negli stati dell'ex Unione Sovietica costituiscono ancora oggi una delle maggiori comunità ebree d'Europa. Una parte significativa di ebrei russofoni attualmente risiede, in conseguenza dell'ondata migratoria che si verificò dopo il 1970, fuori dai confini dell'ex URSS, in Paesi come gli USA, il Canada, la Germania, l'Austria, l'Australia, la Nuova Zelanda, il Regno Unito, il Belgio, i Paesi Bassi, ecc. In base ai dati del censimento del 2010, in quell'anno il numero degli ebrei in Russia era di 156.801 individui, che rappresentava lo 0,11% della popolazione russa. In Russia nel 1991 venne istituita, in qualità di soggetto autonomo della Federazione, la Oblast' autonoma degli ebrei ma, sempre secondo il censimento dello stesso anno, nel 2010 contava in tutto 1.628 residenti ebrei, ovvero l'1,03% dell'intera popolazione ebraica in Russia.
Storia Gli ebrei fecero la loro comparsa per la prima volta nei territori dell'Europa orientale limitrofi al Mar Nero e al Mar d'Azov non prima del II - I secolo a.C. Vivevano in colonie greche e parlavano il greco antico. Tra gli ebrei c'erano personaggi autorevoli e guerrieri (a Taman è stata rinvenuta la lapide di un guerriero ebreo del I secolo).
Alla fine del IV secolo, nel Regno del Bosforo Cimmerio vivevano degli ebrei che erano i discendenti di coloro che avevano subito l'esilio ai tempi della cattività babilonese e dei partecipanti alla rivolta di Bar Kokhba. La penisola di Taman era diventata centro di un'importante comunità ebraica; il cronista bizantino Teofane osservava che «nella città di Fanagoria e nei suoi dintorni, accanto agli abitanti originari del posto vivevano degli ebrei, insieme a diverse altre tribù». Secondo Julius Brutzkus, alcuni ebrei, passando per il valico di Derbent, si trasferirono dalla Persia alla regione del basso Volga, dove nell'VIII secolo sarebbe sorta la capitale del khanato khazaro, Atil. Sotto l'influenza di queste comunità ebraiche, il khan khazaro Bulan, nella seconda metà del VIII o all'inizio dell'IX secolo, si convertì all'ebraismo, e con lui tutta la classe dirigente della Khazaria. In Khazaria vivevano anche persone di discendenza ebraica. Grazie al patrocinio dei governanti khazari fiorì il commercio fra l'Oriente e l'Occidente. A commerciare erano in particolare dei mercanti ebrei, i Radaniti, che trafficavano in schiavi, seta, pellicce e armi, oltre che in spezie orientali. Esiste una teoria sulla migrazione di massa degli ebrei khazari verso ovest, in direzione della Galizia, della Volinia e della Polonia, dopo il crollo del khanato khazaro. Questa teoria sarebbe confermata da un passo, datato 1117, nelle cronache che narrano del trasferimento dei khazari da Belaja Veža (Sarkel) ai dintorni di Černigov e della fondazione da parte loro di un insediamento chiamato anch'esso Belaja Veža, oltre che dalla presenza sul territorio dell'antica Rus' e della Polonia di numerosi toponimi come Židovo, Židičev, Židova Vila, Kozari, Kozara, Kozarzevek.
La presenza degli ebrei nei territori odierni di Armenia e Georgia risale alla cattività babilonese. Fonti documentarie del IV secolo attestano la presenza ebrea in Crimea ed in alcune città dell'Armenia. La presenza ebrea nei territori odierni di Bielorussia, Ucraina e Russia europea ebbe inizio tra VII e XIV secolo.
Sotto l'influenza delle comunità ebree del Caucaso, Bulan, il Khagan Bek dei Kazari, e la classe dirigente della Kazaria (che occupava l'odierna Ucraina, la Russia meridionale e il Kazakistan), adottò la religione ebraica tra l'VIII e il IX secolo. Dopo la conquista del Regno Kazaro da parte di Sviatoslav I di Kiev (969), gli ebrei kazari si trasferirono in larga parte verso Crimea, Caucaso e principato russo di Kiev, allora formalmente parte della Kazaria.
Rus' di Kiev
Tra XI e XII secolo, pare che gli ebrei si fossero insediati in un quartiere di Kiev. Tra il X e XI secolo la comunità di Kiev fu costituita da Romanioti provenienti da Bisanzio, Babilonia e Palestina per poi aprirsi anche agli askenazi a partire dal XII secolo. Altre comunità e famiglie provenivano da Černihiv e, probabilmente anche da Volodymyr-Volyns'kyj. L'ipotesi della presenza a Kiev nei secoli XI e XII di un quartiere ebraico a sé stante viene messa in dubbio da una serie di storici. Tuttavia, l'esistenza in città della cosiddetta «Porta degli Ebrei» testimonia, come minimo, di attività commerciali con gli ebrei in quel periodo. In quel periodo la presenza ebrea si estendeva probabilmente anche alla Russia nord-orientale, nei territori del principe Andrej Bogoljubskij (1169–1174), anche se è incerto la loro presenza stabile in quel regno.A. I. Pereswetoff-Morath, A Grin without a Cat, vol. 2: Jews and Christians in Medieval Russia – Assessing the Sources (Lund Slavonic Monographs, 5), Lund 2002
Nelle fonti ebraiche medievali l'Europa orientale viene spesso chiamata Canaan, così come altre terre, i cui nomi ebraici prendono origine da toponimi biblici; di conseguenza, la lingua di ceppo slavo si chiama lingua di Canaan, «knaanit». Gli ebrei dell'Impero bizantino appresero con stupore che a nord vivevano altri ebrei, che non parlavano altra lingua oltre allo knaanit.
Fino all'invasione mongola iniziata nel 1240, le controversie religiose con gli ebrei ebbero un ruolo chiave nella vita del clero di Kiev. Gli ebrei di Kiev tradussero dall'ebraico all'antico slavo i libri biblici di Daniele ed Esther, alcuni estratti dalle opere di Flavio Giuseppe, il famoso compendio storico di Josippon, gli apocrifi dell'«Esodo di Mosè» e il ciclo di leggende su Salomone «La parola di Zorobabele»; copie di queste traduzioni giunsero intatte fino all'età moderna."Россия. Евреи на территории Древней Руси"
L'impatto dell'invasione tataro-mongola sulla comunità ebraica slavofona della Rus' di Kiev fu devastante. In seguito, per molto tempo nella Rus' non si ebbero più notizie degli ebrei. In Crimea, invece, continuavano a vivere come gli ebrei locali, ad esempio i caraiti, professando l'ebraismo classico. Nel Khanato di Crimea gli ebrei vivevano in pace, operando in concorrenza commerciale con i genovesi e con i greci. Nelle terre del Gran Principato di Lituania sopravviveva un gruppo di ebrei che parlavano, e a volte scrivevano, in lingua slava.
I paesi dell'Europa orientale videro una rapida crescita della popolazione ebrea quando, a causa di ondate di antisemitismo ed espulsioni dai Paesi dell'Europa occidentale, che segnarono gli ultimi secoli del Medioevo, una parte rilevante degli ebrei europei emigrò verso aree più tolleranti come l'Europa centrale, quella orientale e il Medioriente. Espulsi in massa da Inghilterra, Francia, Spagna ed altri paesi dell'Europa occidentale, oltre che perseguitati in Germania durante il XIV secolo, molti ebrei accettarono l'invito di Casimiro III di Polonia di stabilirsi in aree sotto il controllo polacco dove fu permesso loro di dedicarsi al commercio, gestire la compravendita di proprietà terriere, raccogliere tasse, tributi e prestare denaro.
Dopo essersi stabiliti in Polonia e Ungheria, la popolazione si espanse verso le aree scarsamente abitate di Ucraina e Lituania, più tardi annesse dall'Impero russo in via d'espansione. Alla fine dell'anno 1470 gli abitanti di Novgorod proposero a Mihail Olel'kovič di Kiev di assumere la guida del principato. Fra gli uomini del suo seguito c'era anche lo studioso ebreo Skhariya [Zaccaria], il quale, secondo le parole del cronista, esercitò una tale influenza sui sacerdoti di Novgorod Aleksej e Denis, da farne dei promulgatori dell'eresia giudaizzante, nota fino ai primi del XVI secoloЭлектронная еврейская энциклопедия .
La cristianizzazione della Rus', che avvenne per il tramite di Bisanzio, determinò la diffusione di una tradizione ideologica antiebraica, adottata dai predicatori cristiani russi. Ai tempi, la tendenza all'antiebraismo del clero aveva ancora poca presa sulla gente comune. Ma verso il XVI secolo la situazione cambiò radicalmente. Nel 1495 gli ebrei vennero espulsi anche dal Granducato di Lituania su ordine di Alessandro Jagellone per poi venire riammessi sempre su sua decisione.
Negli shtetl abitati interamente da ebrei, o nelle città di media grandezza in cui gli ebrei costituivano una parte significativa della popolazione, le comunità ebree si governavano tradizionalmente da sole in base alla halakha, ed erano sottoposte a limiti stabiliti dai privilegi loro concessi dai governatori locali. Gli ebrei non furono assimilati dalle società dei Paesi che li ospitavano, e anzi furono identificati come un gruppo etnico con pratiche e credenze religiose autonome oltre che caratterizzati da uno specifico ruolo economico.
Zarato di Russia
Prove documentarie attestano la presenza di ebrei nella Russia moscovita per la prima volta nelle cronache del 1471. La popolazione ebrea era relativamente piccola e perciò fu generalmente esente da grandi persecuzioni. Gli ebrei delle città russe ed ucraine soffrirono soltanto occasionalmente di persecuzioni. In alcuni casi gli ebrei convertiti arrivarono ad occupare ruoli importanti nella società russa del tempo, è il caso per esempio del barone Pëtr Šafirov, vicecancelliere sotto Pietro il Grande. Tuttavia, i gran principi moscoviti e gli zar russi non sempre permettevano agli ebrei di stabilirsi nelle loro terre. La popolazione russa, inoltre, guardava con sospetto agli ebrei che avevano dato origine all'eresia giudaizzante.
Ivan il Terribile vietò tassativamente il soggiorno degli ebrei nel paese, e fece osservare questo divieto in maniera scrupolosa. Nell'anno 1545 furono date alle fiamme le merci di alcuni mercanti ebrei giunti a Mosca dalla Lituania. Quando il re polacco Zygmunt II August nell'agosto dell'anno 1550 ricordò allo zar di Russia che in passato i gran principi moscoviti permettevano liberamente l'ingresso in Russia di tutti i mercanti polacchi, sia cristiani che ebrei, Ivan il Terribile replicò: «I giudei... hanno allontanato la gente dalla fede cristiana, e hanno introdotto pozioni avvelenate nel nostro paese...E tu, fratello mio, continui a venirmi a parlare dei giudei!». Dopo la conquista della città di Polock a opera delle milizie dello zar Ivan il Terribile nel mese di febbraio del 1563, secondo una leggenda circa 300 cittadini ebrei vennero gettati nel fiume Dvina per essersi rifiutati di convertirsi al cristianesimo, e morirono annegati.
Lo zar Aleksej Mihajlovič (Alessio Michajlovič) scacciò gli ebrei perfino dalle città lituane e bielorusse temporaneamente sotto il controllo dell'esercito russo.