Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti i colori e simboli dell'Unione Calcio Sampdoria.

La società calcistica di Genova, fin dalla sua fondazione nel 1946, utilizza come colori sociali le tinte blucerchiate; queste sono il risultato della fusione cromatica tra le precedenti maglie biancorossonere della Sampierdarenese con quelle biancoblù dell'Andrea Doria, le società dalla cui unione nacque l'odierna Sampdoria. Tra i simboli del club c'è il Baciccia, storica figura della tradizione genovese, che campeggia nello stemma societario; dall'araldica cittadina è inoltre presa a prestito la croce di San Giorgio che fa sfoggio di sé sopra le casacche, inserita all'interno della fascia biancorossonera sul petto.

La maglia Le origini

Nel secondo dopoguerra, la decisione della e dell' di unirsi per formare una nuova squadra di calcio, portò alla fusione sia di una parte dei rispettivi nomi quanto dei colori sociali, dato che entrambe le fazioni non volevano perdere la propria identità originaria.

Non era peraltro la prima volta che i due club incrociavano i loro destini. Nell'estate 1927, nell'ambito delle disposizioni di regime in tema di calcio, Sampierdarenese e Andrea Doria erano confluite nel nuovo progetto de , formazione che si poneva come emanazione della nuova Genova e che scendeva in campo in maglia nera con bordature dapprima bianche e poi verdi, oltre a recare sul petto un grifone abbinato al fascio littorio.. I risultati negativi della Dominante costrinsero le autorità sportive a rivoluzionare il sodalizio nel 1930: la Dominante inglobò anche la , cambiò nome in Foot Ball Club Liguria e adottò una maglia palata rossonera; anche questo progetto, però, si rivelò fallimentare. Già nel 1931 la fusione venne annullata, sancendo il ritorno della Sampierdarenese e dell'Andrea Doria con i rispettivi colori sociali; nel 1937, tuttavia, la Sampierdarenese fu costretta ad assumere la denominazione di Associazione Calcio Liguria, pur conservando la storica maglia bianca con fascia rossonera, in seguito all'assorbimento della Corniglianese e della . Le due società continuarono separatamente il loro cammino fino al termine del secondo conflitto bellico finché il 12 agosto 1946 la Sampierdarenese, riavuto il vecchio nome, e l'Andrea Doria sancirono la loro definitiva fusione: si ebbe così la nascita della nonché della sua maglia.

Come accennato in precedenza, la divisa nel neonato club rispecchiò entrambi i rami fondatori. La casacca della Sampierdarenese, bianca con fascia rossonera – anche se il rosso era in realtà l'eredità di un precedente assorbimento, quello dell', avvenuto nel 1919 –, andò a miscelarsi con l'uniforme dell'Andrea Doria, ripartita verticalmente a metà tra bianco e blu: il risultato finale fu una maglia blu attraversata da una particolare fascia colorata, in cui le tinte andavano a combinarsi, nell'ordine, in blu-bianco-rosso-nero-bianco-blu; al centro della citata fascia colorata campeggiava lo scudo di San Giorgio. – già sul petto dell'Andrea Doria –, segno di appartenenza di una squadra genovese, nata per volontà di fondatori genovesi.

Poiché le maglie risultavano a sfondo blu con una fascia biancorossonera sul petto, i giocatori sampdoriani sono da sempre chiamati con l'appellativo di Blucerchiati; tale fascia, inizialmente fissa all'altezza del cuore, a partire dai primi anni 1980 ha ciclicamente variato la sua posizione, più in alto o più in basso, per far posto ai marchi degli sponsor. I pantaloncini da gioco della Sampdoria sono generalmente bianchi o più raramente blu, oppure intonati con i colori di divise particolari, mentre i calzettoni, per anni composti da righe orizzontali biancoblù, sono col tempo diventati prima blu con risvolti bianchi, poi monocromatici (blu, bianchi o intonati alla divisa come i pantaloni).

La sua indubbia unicità cromatica e stilistica ha fatto sì che la casacca doriana entrasse immediatamente nell'immaginario collettivo, rendendola inconfondibile agli occhi di tifosi, rivali e semplici appassionati: per quanto concerne la critica specializzata, nel 2012 la rivista italiana Guerin Sportivo ha classificato l'originale maglia degli anni 1940 al 4º posto – e prima assoluta, per quanto concerne quelle di club – tra le 100 più belle di sempre nella storia del calcio; nel 2016 il magazine francese So Foot ha posto il modello blucerchiato dei primi anni 1990 al 2º posto tra le maglie di calcio più belle di sempre; nel 2020, dapprima la rivista transalpina France Football ha inserito la maglia doriana della stagione 1991-1992 al 27º posto tra le 50 «entrate nella leggenda», e poi il network statunitense ESPN ha eletto il modello blucerchiato dei primi anni 1990 quale migliore maglia calcistica della storia.

Sono inoltre nutriti i club avversari che hanno omaggiato questa uniforme, scegliendo i colori e/o gli stilemi blucerchiati per le loro divise (sia casalinghe che da trasferta): tra i confini nazionali si segnalano la e l'Amantea, mentre all'estero il , lo Whitby Town, il , l' e il sono tra le compagini che hanno saltuariamente preso a prestito il disegno delle maglie sampdoriane. I colori del club genovese hanno inoltre superato l'ambito calcistico, tanto da diventare ispirazione nel 2012 per un capo di alta moda della maison francese Céline.

Prima divisa Storia Dalla nascita agli anni 1970

La prima maglia, sin dalle origini, è sempre stata di un blu intenso, marchiata dal caratteristico anello di fasce disposte in orizzontale, rosso e nero, molto in alto sul petto e listato di bianco; ciò rappresentò da subito una vera eccezione nel panorama calcistico italiano, poiché anche in ambito internazionale è tuttora una rarità imbattersi in divise composte da quattro diversi colori. Il tutto era arricchito dallo scudo di San Giorgio al centro della fascia biancorossonera. Sul retro, i numeri sulla schiena erano sovrapposti alle fasce colorate, mentre spesso un colletto a polo con scollo chiuso da bottoni, altrimenti detto "all'inglese", dava alle divise una rifinitura spesso rimpianta dai sostenitori blucerchiati.

L'uniforme casalinga era completata da semplici pantaloncini bianchi, abbinata a degli inversamente caratteristici calzettoni fasciati biancoblù. Tale schema rimase praticamente immutato per i primi trentacinque anni di storia del club, derogando solo in rare occasioni: tra le poche, si segnala quanto accadde nel corso della stagione di Serie B 1979-1980, quando la Sampdoria usò in alcune partite un'inedita composizione della muta, composta dalla classica maglia blucerchiata con calzoncini e calzettoni di colore nero...

Anni 1980 Gli anni 1980 si aprirono con un debutto assoluto, quello dello stemma societario: con la stagione 1980-1981, il Baciccia venne infatti introdotto per la prima volta sopra le casacche doriane, inizialmente sul lato sinistro del petto. Nonostante la liberalizzazione degli sponsor di maglia avvenuta nel 1981, la Sampdoria mantiene "pulita" la sua divisa, scegliendo di uniformarsi agli altri club italiani solo con l'annata 1982-1983. Proprio con l'arrivo dei marchi commerciali – primo tra tutti, la Phonola – sopra le casacche blucerchiate, queste hanno incominciato a variare il loro disegno, anche perché il sempre maggior seguito di tifosi spinse il mondo del calcio verso operazioni di marketing presto divenute imprescindibili nella gestione di un club. Ecco che dal 1982 al 1988 le maglie videro un progressivo abbassamento dell'anello di strisce biancorossonere per far posto in alto al marchio dello sponsor, mentre il logo migrò sulla manica sinistra.

Le uniformi delle stagioni successive, approntate da Kappa e Asics, mantennero lo stile delle precedenti con in più alcuni accorgimenti: il blu intenso della prima maglia lasciò il posto a una tonalità più brillante. Dalla stagione 1988-1989, per dare una maggiore visibilità ai numeri sulla schiena, le strisce biancorossonere vennero inoltre interrotte da un quadrato bianco (divenuto poi blu nella stagione 1989-1990) all'interno del quale trovava posto il numero stesso, riportato in nero. In questi anni avvenne anche il graduale passaggio dalle vecchie casacche in cotone alle nuove mute realizzate con materiali sintetici; tuttavia si segnalò il particolare caso di Gianluca Vialli il quale, non gradendo molto i moderni tessuti in triacetato, per un certo periodo si fece approntare ad personam delle speciali maglie in cashmere.

Anni 1990 Nel corso dei primi anni 1990, poche o quasi nulle sono state le variazioni apportate alla prima divisa sampdoriana. Per incontrare una novità, si deve attendere fino al 1994-1995, stagione in cui le strisce sulle maglie si spostarono ulteriormente in basso, tanto da risultare all'incirca a metà del torso; di conseguenza, il marchio dello sponsor ERG si ingrandì.

Quell'anno il colletto listato di blucerchiato fu rifinito da un laccetto sotto al collo, un particolare molto "inglese" delle casacche. Questo accorgimento stilistico durò solamente una stagione, infatti già dalla successiva un tradizionale colletto blucerchiato riprese il suo posto. Lo stemma societario, dopo la lunga permanenza sulla manica, fu riposizionato sul petto, in alto a sinistra.

Il 1996-1997 iniziò senza uno sponsor e, paradossalmente, la maglia che a posteriore sancì l'inizio del declino della squadra degli "anni d'oro", risultò gradita ai tifosi poiché molto vicina a quelle degli albori. Anche lo stemma del club, almeno nella versione destinata alle divise da gioco, venne semplificato: il Baciccia non fu più inscritto nello scudetto coi colori blucerchiati, ma ne fu solo stampata la silhouette in contrasto col colore della maglia usata. Un particolare di quell'anno fu anche la scritta «Samp», riportata in corsivo, posta nella parte inferiore della schiena.

Per celebrare il cinquantenario della fondazione della società, nella stessa annata fu inoltre prodotta una speciale maglia, usata in rare occasioni, che riproduceva sul petto i colori bianco-blu dell', e sulla schiena le tinte rosso-nere su campo bianco della . Nel 1998-1999, annata della prima retrocessione in cadetteria da quasi vent'anni a quella parte, l'unica novità di sorta è stata un colletto bicolore a contrasto; da ricordare anche il ritorno, seppure solo per quella stagione, dei calzettoni a bande orizzontali bianche e blu.

Anni 2000 Il III millennio si apre all'insegna del passato e della tradizione. Nel 2001-2002 la maglia abbandona infatti il logo del marinaio sul petto che, in questa stagione, per una breve parentesi ritorna nella storica posizione sulla manica sinistra. L'annata 2002-2003, con l'avvento di Riccardo Garrone, vede poi un altro storico ritorno, quello lo sponsor ERG degli "anni d'oro"; la maglia cambia, venendo rifinita con due sottili bande verticali a contrasto all'altezza delle spalle. L'anno successivo ritornò poi il colletto blucerchiato abbandonato tre stagioni prima, mentre il blu si fece più intenso.