Sori (Söi in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica

Il borgo di Sori si affaccia sul mare del Golfo Paradiso, a est di Genova, nella Riviera di Levante, e il territorio comunale si protende nell'entroterra lungo la valle dell'omonimo torrente fino a raggiungere lo spartiacque con l'alta val Fontanabuona raggiungendo la frazione di Pannesi nel comune di Lumarzo.

Il territorio è esclusivamente montuoso, e raggiunge gli 894 m con il monte Becco, allo spartiacque con la val Fontanabuona. Le pendici sono, fino a circa 400 m di altitudine, sistemate a terrazze all'uso genovese detto delle fasce. La vegetazione varia progressivamente con l'altitudine dalla macchia mediterranea (in larga misura dominata dalla coltivazione dell'olivo) ai più resistenti boschi di castagni, faggi e querce, per diradarsi attorno ai 700 m lasciando il posto a terreni prativi. La costa è quasi esclusivamente rocciosa, con scogliere alte fino a trenta metri; fa eccezione la spiaggia del capoluogo, formata da terreno sabbioso-ghiaioso.

Altre vette del territorio sono il monte dell'Uccellato (828 m), il monte Possuolo (772 m), il monte Cornua (687 m), il monte Cassinea (612 m), il bric Preli (591 m).

Storia

L'origine di Sori è assai incerta: alcuni ne hanno ipotizzato l'origine greca. È infatti probabile che una popolazione del centro della Grecia l'abbia fondata intorno al VII secolo a.C.: la popolazione si era insediata nella zona e aveva fondato altri paesi nel territorio dei Liguri tra cui Marsiglia e Nizza, ora ambedue in territorio francese.

Quasi certamente il piccolo paese con il suo porticciolo fu utilizzato anche dai Romani, anche se non ve ne sono testimonianze.

Le prime documentazioni risalgono al 1143, con la citazione dei "Consoli di Sori", e ancora nel 1190, o comunque nel XII secolo, quando il borgo fu sottoposto alla cura della pieve di Recco nell'allora giurisdizione dei vescovi di Milano. Rientrò ben presto nell'orbita di Genova, così come i vicini borghi del Golfo Paradiso annessi dapprima nella podesteria del Bisagno e, dal 1606, nel neo istituito capitaneato di Recco. Da questo periodo storico i borghi di Sori e Pieve Ligure furono aggregati nell'unica municipalità feudale di Pieve di Sori.

Nei secoli successivi il paese si arricchì grazie ai traffici commerciali e alla marineria, ma come molti paesi della Liguria incontrò le numerose scorribande dei pirati Saraceni nel XVI secolo. Il 1º luglio 1584 il paese fu completamente saccheggiato, distrutto e incendiato e 134 persone furono rapite; il paese non poté resistere alla furia di 1 500 pirati.

Nel 1754 il paese fu occupato dalle truppe austriache e intorno al 1800 i monti Cornua e Becco furono teatro di cruente battaglie tra gli austriaci e l'esercito di Napoleone Bonaparte. Con la nuova dominazione francese le quattro municipalità di Sori, Pieve di Sori, Canepa e Sant'Apollinare rientrarono dal 2 dicembre 1797 nel dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Sori rientrò nel III cantone, come capoluogo, della giurisdizione della Frutta e dal 1803 centro principale del VI cantone della Frutta nella giurisdizione del Centro. Nel 1804 la municipalità di Sori aggrega la comunità di Sant'Apollinare. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della Repubblica Ligure, ed è in questo periodo che Sori vide un'ulteriore rinascita per la realizzazione, tra il 1816 e il 1818, dell'attuale tracciato della via Aurelia migliorando così i collegamenti stradali.

Rientrato successivamente nel Regno d'Italia dal 1861, venne infine raggiunto dalla ferrovia nel 1870. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Recco del circondario di Genova dell'allora provincia di Genova. All'inizio del Novecento vengono costruiti l'asilo, la scuola elementare e media e l'acquedotto comunaleSori. Un borgo e la sua Valle, a cura di Barbara Bernabò, Recco 2008..

Subisce gli ultimi cambiamenti del territorio comunale il 1º settembre 1920 quando la frazione di Pieve di Sori viene ceduta dal comune sorese per l'istituzione del comune di Pieve Ligure; nel 1929 quando aggrega il soppresso comune di Canepa; nel 1999 quando una parte di territorio di Pieve Ligure viene ceduta a Sori.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Fontanabuona. Dal 2014 al 2024 ha fatto parte dell'Unione dei comuni del Golfo Paradiso.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Bandiera

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica del 4 dicembre 1954. L'ente comunale utilizza un gonfalone avente un drappo partito di azzurro e di bianco nonostante il bozzetto di riconoscimento preveda un gonfalone unicamente di colore azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa parrocchiale di Santa Margherita nel capoluogo. Eretta tra il 1711 e il 1714 su progetto di Antonio Maria Ricca. Santuario di Nostra Signora delle Grazie nel capoluogo. Risalente al 1509, presenta una facciata del tardo Rinascimento in pietra bianca e l'ultimo restauro è risalente al 1897. Al suo interno viene venerata un'immagine di una Madonna nera col bambino acquistata nel Cinquecento dal padrone marittimo Gerolamo Stagno in uno dei suoi viaggi in Oriente. Oratorio di Sant'Erasmo nel capoluogo. Cappella di San Rocco nel capoluogo, lungo la strada statale 1 Via Aurelia. Già citata nella visita apostolica di monsignor Francesco Bossi nel 1582, venne completamente ristrutturata nel XVIII secolo. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Canepa, del XVI secolo. Ruderi dell'antico ospizio o ospedale di San Giacomo di Pozolo, con relativa chiesetta, edifici risalenti al XIII secolo, nei pressi del territorio parrocchiale di Canepa. Chiesa parrocchiale di San Pietro nella frazione di Capreno, del XII secolo. Oratorio di Nostra Signora della Cintura nella frazione di Capreno, eretto nel 1570 ed originariamente intitolato alla Natività di Maria. L'ingresso della Confraternita di Nostra Signora della Cintura nel 1725 ne modificò l'intitolazione e due anni dopo si diede avvio ad un nuovo rifacimento e abbellimento della struttura. Chiesa di Nostra Signora di Lourdes nella frazione di Lago, probabilmente edificata nel corso del XIX secolo. Chiesa di Nostra Signora della Provvidenza nella frazione di Levà. Edificata per la prima volta nel 1793 per volere di Gaetano Benvenuto, nel 1804 con la morte del donatore divenne di proprietà del sacerdote Angelo Benvenuto. Subì una nuova ricostruzione tra gli anni 1804 e il 1822 e in tale anno la cappella fu sotto il patronato del priore della chiesa di Nostra Signora del Carmine e Sant'Agnese di Genova. Ebbe un nuovo restauro nel 1847-1848. Chiesa parrocchiale di Sant'Apollinare nella frazione di Sant'Apollinare, del XIII secolo. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo nella frazione di San Bartolomeo, dell'XI secolo. Oratorio di Nostra Signora del Carmine nella frazione di San Bartolomeo, edificato attiguo alla parrocchiale nel 1770. Cappella di Sant'Alberto e Nostra Signora di Caravaggio presso il colle di Sant'Alberto, nella frazione di San Bartolomeo. Citato in alcuni documenti del XIX secolo, si presume tuttavia una sua edificazione in epoca antica come cappella campestre lungo diversi sentieri di crinale. Presso l'unico altare vi è collocato il dipinto Sant'Alberto con i santi Carlo e Vincenzo Ferrer. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Immacolata nella frazione di Sussisa, del 1754. Nel 1920 divenne ufficialmente parrocchia e nel 1928 venne ingrandita e restaurata nella forma attuali. Cappella intitolata alla madonna di Lourdes nella frazione di Sussisa, del 1904. Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nella frazione di Teriasca, del XVI secolo. Cappella di Nostra Signora della Guardia nella frazione di Teriasca, presso la località di Cortino, edificata probabilmente nel corso dell'Ottocento. Cappella di San Rocco nella frazione di Teriasca, edificata nel 1912 e restaurata nel 2012.

Architetture civili

Il ponte detto "napoleonico" ad arco in pietra da taglio è un tracciato della via Aurelia dai primordi del XIX secolo al 1937 (spostamento del tracciato sul viadotto) e dal 1944 al 1948 (distruzione e ricostruzione postbellica del viadotto). Oggi è percorso da via Giuseppe Garibaldi e raccorda la viabilità proveniente dalla strada statale 1 Via Aurelia alla SP 71 del Monte Cornua per le frazioni e la val Fontanabuona.

Originario tracciato della via Aurelia fino alla costruzione del ponte "napoleonico", la "via Sant'Erasmo" - nota a Sori come il carruggio - è la strada più antica e meglio conservata del capoluogo, risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. È fiancheggiata da due schiere continue di palazzi alti da quattro a sei piani, che formano un borgo compatto all'occorrenza difendibile contro assalti provenienti dal mare, secondo l'uso tipico degli antichi borghi marinari genovesi. Collega la zona a mare, in prossimità del santuario di Nostra Signora delle Grazie, con la via Aurelia, mediante un ripido tracciato in salita. A circa metà dell'ascesa si apre lato mare la piazzetta di Sant'Erasmo, su cui si affaccia l'omonimo oratorio, tuttora consacrato, dove vengono anche organizzate manifestazioni culturali e musicali.

Lungo la SS 1 Via Aurelia è ubicata l'antica dimora nobiliare di villa Marina, oggi denominata come Casa educativa Marina Videmari delle Marcelline, edificata nel 1811 dal marchese De Franchi. Negli anni venti del Novecento, dopo l'acquisto nel 1921 da parte della famiglia Nasturzio, l'edificio venne ampliato e sopraelevato di un piano. La struttura è attualmente una residenza protetta gestita dall'ordine religioso delle Suore di Santa Marcellina.

Altra celebre costruzione di Sori è il "mulino delle Fulle" presso l'omonima località.

Architetture militari

Lungo il sentiero di crinale tra le frazioni di Sant'Apollinare e di Polanesi (Recco) è ubicata l'antica torre d'avvistamento, detta "Saracena" o di "Sant'Apollinare", risalente probabilmente alla metà del XVI secolo. A pianta quadrata e muratura in pietra e mattoni, venne edificata in un periodo storico interessato dalle incursioni piratesche saracene nei territori e borghi costieri della Repubblica di Genova.

Perso l'uso difensivo e di controllo la torre, dalla quale si ha una buona visuale marittima della costa del Golfo Paradiso, fu convertita ad uso abitativo, di magazzino e ricovero. Il sito, di proprietà privata, è in forte stato di abbandono, ma liberamente visitabile esternamente.

Aree naturali

Nel territorio comunale di Sori è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale e geologico. Il sito è collocato tra i fondali dei comuni di Bogliasco, Pieve Ligure e Sori, e la delegazione genovese di Nervi, dove è segnalato un particolare habitat formato da praterie di posidonia oceanica e formazioni coralline. Tra le specie animali sono presenti i pesci: Centrolabrus melanocercus, Gobius cruentatus, Gobius geniporus, Gobius luteus, Hippocampus hippocampus, Hippocampus ranulosus, Labrus viridis, Symphodus cinereus, Symphodus doderleini, Symphodus mediterraneus, Symphodus ocellatus, Symphodus rostratus e Symphodus tinca.

Società

Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere

Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 214, ovvero il 5,51% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti: Albania, Sri Lanka, Ecuador,

Cultura

Cucina