I cosacchi (; ; ; forse dalla parola turco-tatara qazaq', nomade o uomo libero) sono un'antica comunità semi-militare e semi-nomade che vive nell'Europa orientale, in maggioranza nella steppa ubicata tra l'Ucraina dell'est e gli Zarati russi del sud.

Abitavano aree scarsamente popolate nei bacini fluviali del Dnepr, del Don, del Terek e degli Urali e hanno svolto un ruolo importante nello sviluppo storico e culturale dell'Ucraina e di alcune parti della Russia.

Il termine “cosacco” apparirebbe per la prima volta nel 1240 per iscritto nella "Storia segreta dei Mongoli" in riferimento a coloro i quali vivevano uno stile di vita solitario e nomade.

Successivamente con tale termine furono individuate le popolazioni nomadi tatare delle steppe del sud-est della Russia. Tuttavia, a partire dal XV secolo, il nome fu attribuito a dei gruppi di Slavi che popolavano i territori che si estendevano tra la Russia Meridionale e l'Ucraina Orientale lungo il basso corso dei fiumi Don e Dnepr (questi ultimi erano noti come cosacchi dello Zaporož'e); in questo senso, i cosacchi non costituiscono un gruppo etnico vero e proprio. Altre zone di colonizzazione successiva furono la pianura ciscaucasica (bacini dei fiumi Kuban' e Terek), il basso Volga, la steppa del bacino dell'Ural e alcune zone della Siberia orientale nel bacino del fiume Amur.

I governanti della Confederazione polacco-lituana e dell'Impero russo hanno concesso ai cosacchi alcuni privilegi speciali in cambio del dovere militare di servire nelle truppe irregolari: i cosacchi di Zaporižžja erano per lo più soldati di fanteria, che utilizzavano carri da guerra, mentre i cosacchi del Don erano per lo più soldati di cavalleria. I vari gruppi cosacchi erano organizzati secondo linee militari, con grandi gruppi autonomi chiamati host. Ogni host aveva un territorio composto da villaggi affiliati chiamati stanitsas.

Durante la guerra civile russa (1918-1922) i cosacchi, che inizialmente avevano appoggiato la rivoluzione contro lo Zar, si schierarono in gran parte con le Armate Bianche in opposizione ai bolscevichi, mentre nella seconda guerra mondiale lottarono invece sia per gli Alleati sia per l'Asse.

Storia

Le Teorie sulle origini dei Cosacchi

Ci sono diverse teorie sull'origine dei Cosacchi.

La teoria degli autoctoni Secondo questa teoria, i cosacchi sarebbero originariamente una classe sociale autoctona nata dalla necessità di proteggere il confine meridionale del Granducato di Lituania. Gli anziani locali, osservando i loro vicini - i bek dell'Ulus Juchi, li copiarono ed iniziarono a reclutare distaccamenti di soldati “liberi” nominati "combattenti cosacchi". Con il passare delle epoche, l'organizzazione dei cosacchi iniziò ad adeguarsi a seconda della politica statale del governo dell'epoca. Il primo a proporre questa ipotesi fu Martyn Belsky, un discendente di un caposquadra cosacco. A quanto pare, anche Mykhailo Hrushevsky era un sostenitore di questa idea.

La teoria della sub-etnia russa I sostenitori di alcuni nuovi approcci alle origini dei cosacchi considerano i cosacchi come una sub-etnia all'interno del popolo russo, sostenendo che ci sia stata una dissociazione forzata tra i cosacchi ed i Russi solo a seguito della guerra civile russa, a seguito della De-cosacchizzazione. Tra i sostenitori di questa teoria ci sono diversi storici Russi, tra cui Vladimir Korolev, Vladimir Trut, ed anche Nikolai Mininkov. Sotto questa teoria ricade anche un'altra teoria, quella dei Ukhodnytska, secondo la quale i cosacchi si formarono in origine da un flusso di fuggiaschi russi e moscoviti, per lo più contadini, che fuggirono dall'oppressione dei proprietari terrieri e si stabilirono in aree scarsamente popolate lungo i fiumi Dnepr e Don.

La teoria "Boiara" Secondo questa teoria, i cosacchi si formarono sulla base dei boiardi russi e dei nobili militari di Lituania e Polonia, soldati professionisti che non ricevettero lo status di nobiltà e furono costretti a impegnarsi in guerre e rapine. Questa teoria è sostenuta da storici Ucraini importanti tra cui Antonovych e Lepyavko.

La teoria delle origini nomade Alcuni storici suggeriscono che il popolo cosacco avesse origini nomadi, ed etnicamente miste, discendendo da russi, khazari, ucraini, tartari e altri che si erano insediati o avevano attraversato la sconfinata steppa pontico-caspica che si estende dall'Asia centrale all'Europa sud-orientale. Questa ipotesi sembrò formarsi grazie all'influenza della scuola storica polacca del XVI-XVII secolo e fu associata alla teoria dell'origine sarmatica della nobiltà. Ma questa teoria perse con il tempo molto del suo supporto, con diversi storici contrari. L'imperfezione dell'ipotesi fu evidenziata per la prima volta da Alexander Rigelman, e successivamente da diversi studi del DNA.

Teoria della mescolanza tatara-uhodniki I cosacchi furono il frutto del mescolamento di popolazioni nomadi tartare, le cui fila furono via via ingrossate da parte di avventurieri (uhodniki), contadini e servi della gleba che contavano di sfuggire nella steppa l'autorità dello Stato nonché le dure condizioni di vita imposte loro dalla nobiltà feudale, che, oltre ad amministrare, possedeva territori, villaggi e uomini. Questa versione viene contestata da parte di alcuni storici, i quali sostengono che i cosacchi discendano dagli antichi sciti, dai kazari, dagli alani o addirittura dai tartari, dai turcomanni, dai circassi o financo dai kirghizi. Tuttavia, secondo il massimo storico cosacco, Anatolij Aleksandrovič Gordeev, la loro origine andrebbe rinvenuta nelle popolazioni russe originariamente deportate come schiave dai tartari e che ben volentieri in seguito accolsero nelle loro fila avventurieri, contadini e servi della gleba russi in fuga.

Sotto il dominio polacco I primi insediamenti cosacchi apparvero nell'area del basso Dnepr durante il XVI secolo in quella che era un'area di confine poco popolata fra la Polonia ed il Canato di Crimea. Quest'area, trovandosi a valle delle rapide del fiume, fu chiamata zaporož'e, ovvero "di là delle rapide". Nel 1583 l'area fu conquistata dalla Confederazione polacco-lituana ed assegnata al palatinato di Kiev.

Sotto la pressione dei feudatari polacchi che colonizzavano progressivamente il paese, i cosacchi zaporoghi si rivoltarono più volte. La più celebre di queste sollevazioni fu quella del 1648 guidata da Bohdan Chmel'nyc'kij. Essa porterà alla costituzione dell'Etmanato Cosacco, uno Stato cosacco sotto formale sovranità polacca. Nel 1654 l'Etmanato strinse un'alleanza con il Regno Russo contro la Polonia-Lituania (trattato di Perejaslav). Con il trattato di Andrusovo del 1667 Polonia e Russia si spartirono l'area abitata dai cosacchi zaporoghi: l'Etmanato fu così diviso in due parti, dette "ucraine" della Riva Sinistra e della Riva Destra (del fiume Dnepr), rispettivamente sotto la sovranità russa e quella polacca. L'ucraina sotto dominio polacco fu peraltro presto soppressa. In queste guerre dei cosacchi contro la Polonia il Canato di Crimea si schierò ora dall'una, ora dall'altra parte.

I cosacchi erano seminomadi e vivevano di caccia, pesca e scorrerie ed erano costantemente in lotta con i tartari che abitavano la stessa area, quantunque non mancassero mescolanze tra le due popolazioni antagoniste. Più tardi i cosacchi svilupparono anche un'agricoltura stanziale. I cosacchi erano organizzati in comunità militari e di mestiere rette da un atamano. Tutte le cariche erano di norma elettive e le questioni più rilevanti erano affrontate dall'assemblea della comunità (krug) secondo principi di uguaglianza e autonomia assoluta.

Il loro abbigliamento era costituito da un caffettano (una sorta di casacca) o dalla čerkessa (tunica lunga con le cartuccere). Quelli che furono inquadrati nell'esercito indossavano pantaloni blu con una fascia rossa, che indicava la loro esenzione dal pagamento delle imposte. Il loro armamento tradizionale comprendeva il kindžal (pugnale ricurvo), la šaška (sciabola) e la nagajka (frusta). Maneggiavano una lancia molto lunga e la loro preparazione militare prevedeva anche una danza chiamata hopak che eseguivano accovacciati, a braccia conserte. Il loro grido di battaglia era Gu-Rai! che significava "Verso la beatitudine del cielo!" da cui si pensa derivi il grido di battaglia urrà, diffuso nel mondo dai soldati della prima guerra mondiale che l'avrebbero udito al fronte dai cosacchi.

Sotto l'Impero Russo

L'insediamento dei Cosacchi lungo il Don (i cosiddetti "Cosacchi Tanaiti") risale anch'esso al XVI secolo. Anche quest'area inizialmente si trovava sotto sovranità crimaica, tuttavia i Cosacchi del Don furono gradualmente ingaggiati dal Regno Russo nella propria opera di conquista e colonizzazione della valle del Volga, della Siberia, così come lungo l'Ural ed il Terek, dove già vivevano comunità cosacche precedenti l'arrivo dei TanaitiAndrew Gordeyev. The History of Cossacks, Moscow, 1992. Il più famoso episodio di questa epoca è la conquista del canato di Sibir da parte dei Cosacchi guidati da Ermak Timofeevič per conto degli Stroganoff.

I cosacchi, guidati da un ideale di vita avventurosa, caratterizzati da una propria cultura e gelosi della propria autonomia, finirono per svolgere il ruolo di difensori della religione ortodossa e dei confini più remoti dell'impero zarista, in specie contro tartari e turchi, nonché quello di pionieri nella conquista di nuovi territori in nome dello Zar. A questo scopo gli insediamenti cosacchi occupavano aree cuscinetto ai confini dell'Impero. A loro era affidata inoltre la raccolta dello iasak (imposta dovuta allo zar).

Le mire espansionistiche dell'Impero richiedevano la fedeltà dei Cosacchi, i quali tendevano però a creare tensioni, a causa del loro tradizionale stile di vita libero ed insofferente verso l'autorità. Perciò anche in Russia i Cosacchi si rivoltarono, spesso contro i voivoda, rappresentanti locali del potere centrale scelti fra la nobiltà russa i quali spesso si appropriavano dei beni destinati alla comunità, ma talvolta anche contro il governo. In particolare ebbero importanza nazionale le rivolte del 1606 guidata da Ivan Bolotnikov, quella di Sten'ka Razin fra il 1667 ed il 1671, quelle di Kondratij Bulavin e Ivan Mazeppa nel 1707, ed infine quella di Emel'jan Pugačëv a partire dal 1773. Lo Stato reagì con repressioni durissime, esecuzioni e torture. Lo zar Pietro il Grande abolì l'elezione degli ataman, da allora in poi designati dal potere centraleMarco Barberi, I ribelli venuti dalla steppa, Focus Storia, ottobre 2011, n. 60, pp. 22-27. In seguito all'ultima di queste rivolte, quella di Pugaciof, l'imperatrice Caterina II decise di sopprimere l'Etmanato cosacco dello Zaporož'e, e la repressione colpì anche le altre comunità cosacche.

A partire da tale momento i Cosacchi, oramai divenuti inesistenti in Ucraina, divennero le truppe irregolari dell'Esercito imperiale russo, classificabili come cavalleria leggera. Passarono al soldo dello zar: dovevano procurarsi i cavalli e le armi bianche a proprie spese, mentre le armi da fuoco e le munizioni erano fornite dallo Stato. Queste truppe erano organizzate in corpi chiamati vojsko, ciascuno arruolato nell'area di insediamento cosacca di cui prendeva il nome. Tali aree mantenevano una certa autonomia, in quanto non rientravano nella competenza dei governatorati. Inoltre i Cosacchi erano esentati dal pagamento delle imposte.

Questo è l'elenco dei corpi cosacchi (vojsko) esistenti nelle varie epoche: Corpo dei Cosacchi Zaporoghi (1667–1775) Corpo dei Cosacchi del Don (1552-1918) Corpo dei Cosacchi Sloboda (1651-1765) Corpo dei Cosacchi del Mar Nero o "Ciornomorieni" (1787–1864) poi confluiti nei Cosacchi di Kuban Corpo dei Cosacchi di Azov (1832–1864) poi confluiti nei Cosacchi di Kuban Corpo dei Cosacchi del Kuban' (1864–1920) Corpo dei Cosacchi del Terek (1577–1918) Corpo dei Cosacchi del Caucaso (1832–1860)