San Colombano Certènoli (San Comban in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano sparso di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria. Prende il nome da due delle sue frazioni: San Colombano (la più importante dal punto di vista storico) e Certenoli, la più estesa. La sede comunale si trova ad Aveggio, la terza delle numerose frazioni.

Geografia fisica Il comune ha un territorio geografico molto vasto, il più esteso della val Fontanabuona, compreso tra il passo dell'Anchetta (474 m s.l.m.) e il monte Ramaceto (1345 m); nel territorio è compresa anche la val Cichero la quale separa il comune dalla valle Sturla. Il centro è ubicato ad est di Genova.

Tra le vette del territorio il monte Cucco (1051 m), il monte delle Groppe (924 m), il monte Azzarino (763 m), il monte Pissacqua (738 m), il monte delle Pezze (732 m).

L'orografia del territorio comprende zone di fondovalle, dove si coltiva la vite grazie alla presenza di abbondante acqua, e zone montane come le pendici del monte Ramaceto, il più elevato dell'intera valle fontanina.

Storia

Citato già nel X secolo in alcuni documenti dell'abbazia di San Colombano di Bobbio, nei quali vengono espressamente citate le altre celle monastiche di Scaona, Bembelia (primo nome di San Colombano), Monte, Vinealis, Romalio e Plecherio, il territorio odierno di San Colombano divenne feudo dei conti Fieschi di Lavagna dal 1171.

Gravi scontri si ebbero nelle sue terre tra il XIV e il XV secolo tra le diverse fazioni nobiliari dei Fieschi e dei Malaspina che dominarono il territorio fino al passaggio di fedeltà verso la Repubblica di Genova a partire dal 1543. Seguendone quindi le sorti storiche, le comunità certenolesi furono sottoposte dapprima nel capitaneato di Chiavari - sotto la podesteria di Rapallo (quartiere d'Oltremonte) - e dal 1608 nel neo istituito capitaneato rapallese.

Nel corso del 1672 la famiglia Savoia tentò di far insorgere la popolazione dell'odierna località di Calvari contro la repubblica genovese, per poter così ottenere l'annessione del territorio al Piemonte; Genova punì i colpevoli della vicenda, ricordata dagli storici locali come la "congiura dei Torre", con l'impiccagione dei congiurati locali.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte i vari borghi e località paesane si costituirono in piccole municipalità (Baranzuolo, Calvari, Camposasco, Certenoli e Romaggi) rientranti dal 2 dicembre nel dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, San Colombano rientrò nel IV cantone, capoluogo Santa Maria di Camposasco nella Fossa dei Peirani, della giurisdizione dell'Entella e dal 1803 centro principale del I cantone dell'Entella nella giurisdizione dell'Entella. Nello stesso anno furono soppresse le municipalità di Baranzolo e Calvari aggregandole a San Colombano e, l'anno successivo, allo stesso ente i centri di Camposasco, Certenoli e Romaggi; nel 1805 una nuova revisione dei confini amministrativi portarono all'assorbimento delle frazioni di Celesia e Cichero dal comune di Orero. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del congresso di Vienna del 1814, che sottopose la municipalità di San Colombano nella provincia di Chiavari sotto la divisione di Genova. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Cicagna del circondario di Chiavari dell'allora provincia di Genova, nel Regno d'Italia.

Assunse il definitivo nome di San Colombano Certenoli a partire dal 1863 dopo diversi anni per arrivare ad un accordo tra le nove frazioni comunali. Si scelse di aggiungere la denominazione Certenoli poiché quest'ultima, conosciuta in epoca romana con la denominazione di Certinulus, come già accennato è la frazione più estesa del comune, venne così eretto il palazzo municipale al confine delle due frazioni.

San Colombano Certenoli è tra le città decorate al valor militare per la guerra di Liberazione, insignito della Croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Nel 1941, tra le località di Pian di Coreglia (Coreglia Ligure) e Calvari fu costruito il 52º campo di concentramento da parte del Genio militare della caserma di Caperana (Chiavari); nel periodo tra il 1941 e l'8 settembre 1943 il "Campo prigionieri di guerra", soprattutto soldati inglesi o del Commonwealth catturati in Africa, accolse nella struttura circa 15.000 prigionieri per una capienza massima stabilita di 4.000 persone.Approfondimenti e fonti sul Il campo ospitò 22 prigionieri ebrei del circondario della Provincia di Genova, questi furono poi deportati in Germania e uccisi nei campi di concentramento.

Il 4 luglio 1944 i due marò della Xª Flottiglia MAS Enrico Alvina ed Eugenio Cichero e i due militi della Guardia Nazionale Repubblicana Sinede Coatti e Giulio Dachà, che erano stati presi prigionieri dai partigiani furono fucilati a San Colombano Certenoli. I corpi furono poi rinvenuti alla fine della guerra in una fossa comune.

Tra il 16 e il 19 luglio del 1944, specie nella val Cichero, avvenne per le formazioni partigiane un disastroso rastrellamento fascista che portò alla fucilazione di sette partigiani ed alla distruzione dell'intero paese tramite incendio.

Nel marzo 1945 e nell'ottobre dell'anno precedente altri rastrellamenti portano alla morte in due eccidi per mano nazifascista di 10 persone di cui 8 partigiani alle Paie di Calvari e di altre 8 persone di cui 6 partigiani a San Colombano vicino al vecchio ponte per Scaruglia.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Fontanabuona.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Il gonfalone presenta sul fronte un panno di bianco damascato e sul retro di rosso sul quale sono stati riportati ricamati con filo dorato i nomi delle nove frazioni del comune: San Colombano, Certenoli, Aveggio, Romaggi, Cichero, Baranzuolo, Celesia, San Martino, Camposasco.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 12 gennaio 2021. Il decreto modifica lo stemma precedente, ideato dall'architetto cavalier Ivon Palazzolo e concesso assieme al gonfalone con D.P.R. del 20 gennaio 1961, che aveva la seguente descrizione araldica:

Sono rappresentati i tre torrenti del Lavagna, il Cicana e il Barbarasco; la torre con porta d'oro simboleggia il rapporto secolare tra la valle del Cicana, le zone alte del comune e quindi l'unione dell'intero territorio certenolese. Tale unificazione è ripresa dal motto latino Inter valles augeo ("prospero tra le valli") che ricorda che il Comune vive fra le due valli principali: Lavagna e Cicana, intersecate da numerose valli minori. La colomba bianca è un omaggio a san Colombano.

Onorificenze San Colombano Certenoli è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa parrocchiale della Santissima Trinità nella frazione di Aveggio, edificata nel corso del XIX secolo. Già dipendente della Parrocchia di Santa Maria Assunta in Certenoli, fu creata rettoria indipendente il 25 dicembre 1918 dal vescovo di Chiavari monsignor Amedeo Casabona; prevostura dal 10 maggio 1930. Chiesa parrocchiale di San Maurizio nella frazione di Baranzuolo. Dipendente della Parrocchia di Santo Stefano in Cichero come attesta la prima citazione dell'edificio nel 1582, la costruzione della locale chiesa risalirebbe al 1762 che andò a modificare l'impianto originario. Inizialmente la chiesa aveva un solo altare e nel 1736 furono aggiunti i due laterali intitolati a san Michele Arcangelo e al Cristo (poi al Santissimo Rosario). L'indipendenza parrocchiale l'assunse nel 1869 su decisione dell'arcivescovo di Genova Andrea Charvaz. Singolare architettura a sole due navate, edificio recentemente ristrutturato.

Cappella di San Lorenzo martire nella frazione di Calvari. Le attuali forme strutturali sono databili ad un rimaneggiamento nel XVIII secolo, ma diversi studi e scavi nei pressi dell'edificio hanno permesso il ritrovamento di un antico altare del 1564 e del pavimento originale della chiesa che, come attestano alcune fonti cartacee, potrebbe essere stata edificata nel 1464. Altro particolare dell'edificio religioso è l'antistante piazzale-sagrato in ardesia, tipica pietra di estrazione dalle cave della val Fontanabuona. Chiesa parrocchiale di Santa Maria nella frazione di Camposasco. Le prime notizie ufficiali della chiesa e della parrocchia sono risalenti al 1143. Cappella di Nostra Signora dell'Orto nella frazione di Carpenissone. Chiesa parrocchiale di San Bernardo nella frazione di Celesia. Già succursale della parrocchia di Cichero fu resa autonoma il 5 aprile del 1618 dall'arcivescovo di Genova monsignor Domenico de' Marini. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Certenoli. Parrocchia dal XIII secolo è dal 1927 sede di Arcipretura. La struttura della chiesa si presenta a croce greca e conserva un crocifisso processionale del Cristo nero. Chiesa parrocchiale di Santo Stefano nella frazione di Cichero. Cappella a Villagrande di Cichero realizzata a ricordo dei tragici eventi della seconda guerra mondiale avvenuti nella frazione. Cappella della Madonna Immacolata nella frazione di Fregarie. Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Romaggi. Decorata in stile barocco e già sede parrocchiale dal X secolo fu in seguito soppressa e sottoposta alla parrocchia di Certenoli. Il 27 luglio del 1798 fu nuovamente resa indipendente, con il titolo di Rettoria, dall'arcivescovo genovese monsignor Giovanni Lercari. Chiesa parrocchiale di San Colombano nella frazione di San Colombano. Risalente al 1100, anche se ricostruita ex novo, all'interno conserva la statua lignea di San Colombano abate opera dello scultore Antonio Canepa del 1915 e le statue della Madonna del Rosario e di San Rocco della scuola del Maragliano di fine Ottocento. Chiesa parrocchiale di San Martino nella frazione di San Martino del Monte. La sua parrocchia è risalente al XII secolo e, a seguito della soppressione parrocchiale, fu congiunta alla comunità di Vignale. La parrocchia fu nuovamente istituita dal vescovo di Chiavari monsignor Fortunato Vinelli nel 1902. Prevostura dal 1926 ha assunto in seguito la denominazione di santuario di Nostra Signora della Guardia. Cappella di San Fermo nella località di Villa Oneto, edificato nel corso del XVII secolo. Ruderi dell'antica abbazia della Natività di Gesù, nei pressi della località di Villa Oneto. Il sito, che si pensava di origine bizantina, potrebbe essere risalente non più indietro del XVII secolo così come certificato da una campagna di scavi effettuata tra il 1994 e il 1995. Altre cappelle ed edicole mariane significative si trovano a Barbarasco, Lomaro, Carruggio di Vignale e Paie di Calvari dedicata all'eccidio nazifascista.

Architetture civili Palazzo del municipio, realizzato nel 1882 e restaurato nel 1980, nella frazione di Aveggio.