La Renault Mégane III è la terza generazione della Renault Mégane, un'autovettura di fascia medio-bassa prodotta dal 2008 al 2016 dalla casa automobilistica francese Renault.
Storia e profilo Debutto
Durante la seconda metà degli anni duemila, le vendite della seconda generazione della Mégane cominciarono a calare: chi era rimasto entusiasmato inizialmente dalle linee atipiche della vettura finì per abituarsi con il tempo, mentre i detrattori continuarono con le critiche negative nei confronti della vettura. Il presidente della Renault Carlos Ghosn, in carica dal 2005, giunse alla guida del colosso francese in un momento in cui il suo predecessore Louis Schweitzer aveva già fatto avviare da un anno il progetto B95, relativo alla terza generazione della segmento C francese. Ma a tale riguardo, Ghosn preferì distaccarsi da quelli che furono a suo tempo gli orientamenti di Schweitzer, più propenso alle soluzioni originali, e impostare il progetto secondo quelle che erano le esigenze reali della potenziale clientela, lasciando invece meno spazio agli slanci creativi troppo audaci. Oltre a distaccarsi dalla filosofia di Schweitzer, Ghosn dovette anche convincere il responsabile del design Renault di quegli anni, Patrick Le Quément, a fare altrettanto. Anche Le Quément, infatti, era un designer assai estroso, capace di tirar fuori dal cilindro soluzioni molto particolari, a volte coronate da successo (come ad esempio la prima generazione della Twingo o la stessa Mégane II) e altre volte decisamente meno fortunate (basti considerare i modelli Vel Satis e Avantime). Questo ricorso alla prudenza fu necessario per consentire al nuovo modello di imporsi sulle dirette rivali (Opel Astra e Volkswagen Golf in primis, ma anche la prima generazione della Peugeot 308 che avrebbe visto la luce già prima del debutto della compatta Renault), ma anche per raccogliere maggiori consensi, e soprattutto più uniformi, senza originare cioè una spaccatura all'interno della potenziale clientela tra sostenitori e detrattori. Il progetto B95 fu portato avanti a partire dal 2006 dal Technocentre Renault, ossia un centro di progettazione e sviluppo costruito già nel 1998 a circa 20 km da Parigi, e che sfruttava già in quei primi anni del nuovo secolo tecnologie avveniristiche come la simulazione della prestazioni in realtà virtuale.
Sempre nel 2006 apparvero i primi rendering grafici diffusi dalla stampa specializzata, mentre quasi un anno dopo le principali testate automobilistiche cominciarono a pubblicare quelle che sarebbero state le forme quasi definitive della vettura. Ma stavolta la spaccatura avvenne all'interno del quartier generale della Renault, dove i responsabili del progetto e gli alti papaveri del colosso francese erano divisi tra chi era fiducioso nella nuova vettura e chi rimaneva perplesso per le forme meno audaci della carrozzeria.
Successivamente fu reso noto anche il fatto che la nuova generazione della Mégane avrebbe visto il ritorno di una variante con carrozzeria coupé. Per sottolineare questo aspetto, nel marzo 2008, al Salone di Ginevra, fu esposta la concept car Mégane Coupé, una vettura che prefigurava le linee della futura sportiva di Casa Renault, sebbene molti particolari fossero ancora lontani dalla configurazione definitiva. Non fu prevista, invece, la più classica variante a tre volumi, per rimpiazzare la quale i vertici Renault avevano già in mente un progetto alternativo, volto alla realizzazione di una vettura a emissioni zero. Tale progetto sfocerà poi con il lancio della Renault Fluence, proposta in alcuni mercati anche con motori a combustione interna. Ma questa è un'altra storia: tornando alla terza generazione della Mégane, vennero nel frattempo realizzati centinaia di prototipi sotto posti a test massacranti nelle più avverse condizioni meteorologiche, dal gelo delle strade lapponi al caldo cocente delle polverose strade turche.
Il lancio della vettura avvenne al Salone di Parigi, dove furono esposte sia la berlina a 5 porte e a due volumi, sia la più sportiva Mégane Coupé stavolta in versione definitiva. Subito dopo la presentazione al pubblico fu avviata la commercializzazione della sola versione con carrozzeria berlina a 5 porte. La vettura definitiva cominciò così la sua carriera al termine di un progetto costato 1,8 miliardi di euro, una cifra notevole, ma comunque ridotta del 30% rispetto ai costi del progetto che a suo tempo originò la seconda generazione della Mégane.
Design esterno e interno
Il disegno del corpo vettura della Mégane II fu affidato a un'équipe diretta dall'italiano Fabio Filippini, un collaboratore di Le Quément, da qualche tempo responsabile per il design delle Renault di fascia media. Già dal primo impatto visivo, la terza generazione della Mégane rivelava, specie nella versione berlina, un approccio meno ardito al design, proponendo linee più conservatrici rispetto a quelle della corrispondente versione 5 porte della generazione uscente. La nuova generazione della berlina Renault di segmento C si presentò alla kermesse parigina con linee più tondeggianti di quelle della vecchia Mégane, anche se non mancarono alcuni elementi dal disegno spigoloso, elementi voluti appositamente per non scadere nella banalità e conferire maggior family feeling alla vettura. Il frontale, liscio e privo di calandra, era caratterizzato da gruppi ottici il cui disegno tagliato nella parte inferiore riprendeva il tema di quelli proposti un anno prima nella terza generazione della Laguna. Sempre nella zona anteriore erano caratteristiche le due nervature longitudinali che correvano ai lati del cofano motore convergendo verso il logo situato sul muso della vettura e conferendo un disegno concavo all'intero lamierato. La vista laterale della Mégane III era quella che mostrava maggiormente l'orientamento conservatore nell'impostazione del design del corpo vettura. Qui era quasi del tutto assente qualsiasi guizzo di estrosità stilistica: l'unica novità di un certo rilievo stava nell'andamento della linea di cintura, che sale verso la parte posteriore del corpo vettura, mentre nella vecchia Mégane rimaneva quasi del tutto parallela al piano stradale. Presenti anche dei fascioni paracolpi integrati nelle portiere, mentre era appena percettibile una nervatura che partiva dalla sommità del passaruota anteriore e passando sopra le due maniglie porta disegnava una linea che terminava in corrispondenza del vertice dei fari posteriori. Questi ultimi costituivano la parte più caratteristica della coda della berlina a 5 porte: erano di forma ellissoidale, ma con la parte superiore a doppia punta. Il lunotto è più ampio che nella precedente generazione.
L'abitacolo della Mégane III è spazioso all'incirca come quello della vecchia Mégane II nonostante l'aumento del corpo vettura di 9 cm (a cui corrisponde una massa a vuoto ridotta di 8 kg), visto che la misura del passo è rimasta pressoché invariata (solo un centimetro in più). Il posto guida fa invece tesoro di alcuni elementi provenienti dall'apprezzata Coupé Concept, come le linee curve utilizzate per il disegno del gruppo plancia-cruscotto. Quest'ultimo è costituito da un mix di strumenti analogici (il contagiri) e digitali (tachimetro e display con informazioni supplementari), ma anche di forme differenti tondi il tachimetro e il contagiri, rettangolare il display). La plancia era anch'essa di disegno semplice con comandi raggruppati in maniera razionale e ordinata senza eccessi di alcun genere. A dominare la plancia è un display digitale, mentre più in basso si trovano le bocchette d'aerazione, i comandi per la climatizzazione e ancora sotto trova posto il lettore CD con relativi comandi. Nel complesso, l'assenza di pannelli sovraffollati di tasti e spie rende il posto guida piuttosto minimalista nello stile: anche qui si è scelto di dare spazio alla semplicità in luogo dell'originalità. Se l'abitabilità anteriore è di buon livello, quella posteriore lo è un po' meno a causa dell'andamento discendente del padiglione, che crea qualche problema per le persone di statura più alta. Dove invece la vettura si dimostrava superiore alla concorrenza presente al momento del suo debutto è nella capacità del bagagliaio, pari a 405 litri ampliabili a 1.162 mediante l'abbattimento dello schienale posteriore. Oltre all'ampio bagagliaio, la Mégane III dispone comunque di numerosi vani portaoggetti sparsi in vari punti dell'abitacolo, una scelta necessaria per aumentare il livello di praticità della vettura e porla in concorrenza con modelli concorrenti che della praticità hanno fatto il proprio credo, come ad esempio l'Opel Astra, giunta a quel punto quasi al termine della carriera della propria terza generazione e che di lì a un anno avrebbe presentato la quarta.
Struttura, meccanica e motori
Dal punto di vista della base meccanica, la Mégane III non propone alcunché di nuovo, dal momento che il pianale è un aggiornamento di quello già utilizzato per la Mégane II. A partire da tale piattaforma sono state apportate migliorie al comparto sospensioni per rendere la guida più precisa e briosa. L'avantreno conserva la tradizionale architettura di tipo MacPherson mentre il retrotreno è a ruote interconnesse con braccio longitudinale. Su entrambi gli assi sono presenti molle elicoidali e ammortizzatori idraulici telescopici. L'impianto frenante è a quattro dischi, dei quali quelli anteriori sono autoventilanti, mentre lo sterzo è a cremagliera con nuovo servocomando elettrico.
Al suo debutto la Mégane III era disponibile in sei motorizzazioni, due a benzina, una bi-fuel benzina/GPL e tre a gasolio:
1.6 16v: motore a benzina da 1598 cm³, con potenza massima di 110 CV; 1.6 16v GPL: motore bi-fuel benzina/GPL da 1598 cm³ con potenza massima di 105 CV; 2.0 16v: motore a benzina da 1997 cm³ con potenza massima di 140 CV; 1.5 dCi: motore turbodiesel common rail da 1461 cm³ e disponibile in due livelli di potenza, 90 e 110 CV; 1.9 dCi: motore turbodiesel common rail da 1870 cm³ con potenza massima di 130 CV.
Ben tre erano le varianti di cambio previste all'inizio della carriera della Mégane III: la 1.5 dCi da 90 CV era l'unica a montare un cambio manuale a 5 marce, mentre la versione 2.0 16v era abbinata a un cambio CVT a variazione continua. Le restanti motorizzazioni erano invece proposte in abbinamento a un cambio manuale a 6 marce.
Evoluzione
La Mégane III fu commercializzata in tre varianti di allestimento: l'allestimento base (1.6 16v a benzina oppure bi-fuel e 1.5 dCi da 90 CV), l'allestimento Dynamique (per tutte le motorizzazioni tranne il 1.5 dCi da 90 CV) e l'allestimento Luxe (previsto per il 2 litri a benzina e i motori a gasolio tranne il 1.5 dCi da 90 CV).
All'inizio del 2009, alla berlina a 5 porte venne affiancata la versione coupé dopo alcuni mesi di attesa (fu infatti presentata assieme alla berlina). L'arrivo della versione a 3 porte coincise con il debutto del nuovo motore 1.4 TCe da 130 CV, che venne proposto anche nella versione berlina. Nello stesso anno fece il suo esordio anche il 2 litri TCe da 180 CV, mentre tra la fine del 2009 e l'inizio del 2010 si ebbe l'arrivo del 2 litri dCi proposto in due varianti di potenza: 160 CV se con cambio manuale e 150 CV se si optava per il cambio automatico Proactive a 6 rapporti. In Italia le station wagon e le coupé-cabriolet sono disponibili solo con potenza di 150 CV e cambio automatico. Sempre nel 2009 l'allestimento di base venne ribattezzato Confort.
Per gli appassionati di auto sportive, il 2009 vide anche l'arrivo della versione di punta, basata unicamente sulla versione e spinta da un potente 2 litri a benzina sovralimentato da 250 CV. Tale versione fu destinata a sostituire la vecchia Mégane RS, della quale riprese denominazione e sigla. Questa fu la maggiore tra le novità del 2009 per la Mégane III. Ed ancora, il 2009, ma non in Italia, vide l'arrivo della Mégane funzionante a bioetanolo ed equipaggiata con il 1.6 16v da 110 CV.