Il surrealismo femminile è un paradigma culturale, in particolare artistico-poetico, nato nel Novecento e sviluppatosi all'interno del movimento surrealista con caratteristiche peculiari proprie, se pure espresse in maniera eterogenea, che lo distinguono dalla produzione surrealista maschile.
Gli studi sulle surrealistePer una rassegna si veda ad esempio . risalgono soltanto al 1977 con la pubblicazione di La femme surréaliste.. Da quel momento, in diversi Paesi, l'attenzione per le artiste e le scrittrici surrealiste è man mano aumentata, manifestandosi attraverso recensioni, nuove edizioni, raccolte ed esposizioni volte ad evidenziarne la produzione ed a valorizzarne la peculiarità..
Se non esistono studi esaurienti sulla partecipazione delle donne al surrealismo, dato il numero elevato di autrici,. prima del 1977 il contributo femminile al surrealismo è stato generalmente ignorato da critici e studiosi, nonostante ciò significhi ignorare buona parte del movimento surrealista.. Sebbene le artiste e le scrittrici surrealiste siano state apprezzate dagli esponenti maschili del movimento, con i quali hanno spesso collaborato, lo stesso Breton aveva dato loro poco spazio nei propri scritti teorici,. nonostante avesse affermato insieme ad Éluard che «il pensiero non ha sesso».Note alla Poesia, 1929, citato da . Il proliferare degli studi di genere dalla fine del ventesimo secolo ha talora prodotto una reazione contraria, in qualche caso perfino fra le stesse surrealiste, che talvolta li considerano una sorta di segregazione.... Eppure la distinzione, a differenza di semplici raggruppamenti per nazionalità o di altro tipo, riconduce alla contrapposizione tra la donna intesa come categoria rappresentativa formata dalle proiezioni dell'inconscio maschile eterosessuale e le donne surrealiste, intese come gruppo di individui per il quale il surrealismo riveste un ruolo significativo nell'espressione del soggetto femminile autonomo..
Negli anni ottanta il rinnovato interesse per il surrealismo, ed in particolare per il ruolo delle donne nelle avanguardie del periodo fra le due guerre mondiali nell'ambito del dibattito sulla nozione di genere, ha favorito la riscoperta di artiste che erano state dimenticate, se pure molto attive..
Dai cataloghi di mostre e dai periodici consultati per la pubblicazione dell'antologia Surrealist Women. Penelope Rosemont, surrealista a propria volta,. ha trascritto circa trecento nomi di donne aderenti al surrealismo.. Fra le tante ha selezionato coloro le quali hanno dimostrato un'attiva partecipazione al movimento inteso come avventura e progetto rivoluzionario collettivi,. suddividendone i profili in base ad un criterio cronologico.La scelta del 1998 come conclusione della suddivisione è determinata dall'anno di pubblicazione del volume di Penelope Rosemont.
Storia 1924-1929 Nonostante le origini del movimento debbano molto all'ispirazione delle donne. da parte di uomini sostenitori dell'emancipazione femminile e scopritori di artiste e letterate prima sconosciute o dimenticate,Ai surrealisti va il merito della riscoperta ad esempio di Ann Radcliffe, Emily Brontë, Emily Dickinson Mary Shelley, Bettina von Arnim: . negli anni venti soltanto poche donne erano attive nel surrealismo: Renée Gauthier, Simone Kuhn, Denise Lévy, Nancy Cunard, Nadia, Fanny Beznos, Suzanne Muzard, Valentine Penrose, Elsie Houston, Jeannette Ducrocq Tanguy e Gala Éluard (in seguito Gala Dalí)..
Le surrealiste di questo primo periodo tendono ad esprimere una ribellione di tipo sessuale, in quanto la sessualità è l'aspetto del comportamento femminile maggiormente sottoposto alle costrizioni ed al controllo della famiglia e della società. La rivolta di queste donne si incunea in quella più vasta del primo dopoguerra che si manifesta attraverso il rifiuto dei valori dominanti del tempo con il ricorso a gonne corte, capelli a caschetto, trucco pesante, fumo, alcol, droghe, corse in macchina, nuovi balli, feste notturne, sesso disinibito..
Questo tipo di donne prova spontanea attrazione per i giovani surrealisti che, discostandosi dagli stereotipi della virilità, vengono accusati di avere tradito il proprio sesso. Uomini che adottano virtù femminili quali l'intuito e la passività della scrittura automatica, artisti per i quali le donne sono fonte di rivelazione in quanto provocatrici di meraviglia, di sogni e di libertà: muse ma anche soggetti attivi dotati di desideri propri, compagne di vita..
Spesso il fatto di aderire al surrealismo spinge queste donne all'espressione artistica o letteraria;. molte praticano la scrittura automatica e la trascrizione dei sogni, e prendono parte ai giochi surrealisti come i cadaveri eccellenti. Le prime surrealiste prendono soprattutto parte alle manifestazioni di ribellione contro i valori consolidati dalla tradizione, condividendo l'orientamento anarchico del gruppo e diventando modello ed oggetto di invidia per molte donne..
Nonostante gli storici abbiamo ignorato la presenza femminile nella politica del movimento, alcune fra le prime surrealiste svolgono un ruolo importante nella futura adesione del surrealismo al comunismo,. cui il gruppo approda attraverso l'incontro prima con la filosofia di Berkeley e Fichte e successivamente con Hegel, Marx, Lenin, Trotsky ed il marxismo. Identificandosi con la classe lavoratrice, i surrealisti dimostrano totale disprezzo per l'elitarismo culturale capitalista, e sebbene la rivoluzione del movimento sia inizialmente intesa in relazione allo spirito ed alla mente, già nel 1925 coinvolge la trasformazione della società..
Se Beznos, Kahn, Lévy e Penrose si distinguono come militanti rivoluzionarie delle organizzazioni della classe lavoratrice e Cunard dà voce alla diaspora africana, in generale le prime surrealiste sono rivoluzionarie in quanto rifiutano tutto ciò che è ordinario e consolidato, comportandosi in maniera inusuale e talvolta estrema anche attraverso la poesia, come nel caso di Penrose, equivalente femminile di Benjamin Péret e Antonin Artaud..
Tuttavia le prime surrealiste restano soprattutto un sostegno al movimento: rispetto alle artiste ed alle letterate dei periodi successivi, il ruolo delle donne negli anni venti appare marginale e circoscritto;. i loro nomi non compaiono fra quelli degli autori del Primo manifesto del 1924 né, se non molto raramente, in altre pubblicazioni, nonostante il loro contributo allo sviluppo teorico e pratico del gruppo. La loro produzione è scarsa e forse in parte perduta, e soltanto pochissime fra loro restano attive nelle decadi successive; fra le eccezioni Renée Gauthier, autrice del resoconto di un sogno attraverso cui conferisce importanza all'attività onirica ed anticipa il dinamismo assertivo di Joyce Mansour, Nelly Kaplan e Carmen Bruna.
Nonostante ciò, le donne che gravitano intorno al gruppo di Breton iniziano già ad ottenere risultati sul piano della liberazione femminile, che le porta sempre più ad affrancarsi nei confronti di una società borghese pronta a censurare la loro vita privata e le loro attività artistiche..
1930-1939 Il surrealismo negli anni trenta si concentra sul proprio riesame in maniera autocritica e completa ed amplia le prospettive, diffondendosi nell'Europa intera, nell'America settentrionale e meridionale, nelle Indie occidentali, in Africa ed in Giappone. Il surrealismo inoltre si avvicina sempre di più al marxismo, in un periodo di depressione economica, collasso politico, ascesa delle dittature e preparazione della guerra.. I surrealisti sono fra coloro che ritengono inefficaci le soluzioni riformiste ed intitolano la loro nuova rivista "Il surrealismo al servizio della rivoluzione" (Le Surréalisme au service de la révolution, 1930-1933)..
Con le sue tendenze marxiste ad orientamento hegeliano, la passione per la poesia e la sensibilità anarchica, il surrealismo è il movimento più radicale di quel periodo: anti-eurocentrico, antirazzista, anti-imperialista, non intimorito dall'inconscio, critico nei riguardi del mito del progresso, diffidente verso la tecnologia e sensibile nei confronti della natura selvaggia e delle culture primitive. Tali caratteristiche attraggono le donne, che si uniscono al movimento in quantità sempre maggiore..
Parallelamente alla crescita del movimento si assiste a quella del ruolo delle donne che vi prendono parte. Le surrealiste divengono sempre più numerose, assertive, produttive ed attive, anche politicamente, e si cimentano con varie forme di espressione, facendosi portavoce in prima persona del movimento, dedicandosi ad attività collettive ed esponendo o pubblicando le proprie opere.. Pittrici e disegnatrici come Agar, Carrington, Colquhoun, Kahlo, Kerrn-Larsen, Lamba, Oppenheim, Rimmington, Toyen e Varo spalancano finestre sull'immaginario per le quali la critica, se pure non subito, deve riconoscerle maestre. Talvolta anche in assenza di preparazione accademica, le surrealiste minano le basi dell'arte borghese incentrata sulla produzione maschile..
A mano a mano che la crisi del 1929 si accentua nella decade successiva, la posizione già precaria delle donne nella società francese si aggrava ulteriormente: le donne, al pari delle minoranze etniche, degli immigrati e dei gruppi di lavoratori rivoluzionari, diventano i capri espiatori di tutte le disgrazie causate da un sistema sociale instabile. Anche se i salari delle lavoratrici sono inferiori rispetto a quelli dei lavoratori, le donne faticano ad essere assunte; l'ascesa dell'estrema destra porta con sé una propaganda frenetica contro il controllo delle nascite e le donne senza figli vengono accusate di fomentare il "suicidio della razza". Unica voce contro tale diffuso isterismo antifemminile è quella del gruppo surrealista, che risente invece sempre più dell'influenza delle donne e contemporaneamente rappresenta un porto sicuro per loro..
Rispetto alle ideologie repressive dell'epoca, il surrealismo si distingue anche per l'utilizzo radicale della psicoanalisi, che costituisce un ulteriore motivo di attrazione per le donne ribelli. Le teorie di Freud, ridotte dai medici elitari del tempo a mera terapia accomodante e lucrativa, per i surrealisti sono al servizio della poesia e della rivoluzione poiché liberano l'inconscio, il desiderio represso ed il mondo dei sogni.
Per i surrealisti le scoperte di Freud discreditano le razionalizzazioni positiviste che predispongono il mondo al capitalismo ed alla guerra, e la tecnica freudiana delle libere associazioni costituisce un metodo rivoluzionario. Per Toyen, Mary Low, Simone Yoyotte e Grace Pailthorpe, così come per altre surrealiste negli anni successivi, l'utilizzo della psicoanalisi è supporto fondamentale all'autoconsapevolezza e costituisce un'arma contro l'apparato repressivo della società.
Breton nel Primo manifesto fa riferimento all'infanzia quale età più vicina alla vita vera ed identifica la donna con la bambina in quanto essere orgoglioso e ribelle, che rifiuta di lasciare la baldanza, la curiosità e lo spirito avventuroso tipicamente infantili: comportamento che Breton non ha bisogno di immaginare, essendo prerogativa di alcune surrealiste come Meret Oppenheim, Gisèle Prassinos, Dora Maar e Leonora Carrington, ammirate per l'audacia creativa e per il genio affascinante..
Tra il 1930 ed il 1939 sono attive, fra le tante, Marcelle Ferry, Claude Cahun, Nancy Cunard, Valentine Penrose, Lise Deharme, Alice Rahon, Jeanne Megnen, Mary Low, Gisèle Prassinos, Leonora Carrington, che pubblicano volumi. Altre illustrano libri: Toyen illustra Justine di Sade, Valentine Hugo i Bizarre Tales di Achim von Arnim con la prefazione di Breton; Coeur de Pic di Lise Deharme contiene foto di Claude Cahun.