Il santuario della Madonna di Mongiovino si trova in località Tavernelle, frazione di Panicale (PG): domina la valle con la grande cupola e il campanile, sotto il borgo di Mongiovino Vecchio.
Storia e descrizione Narra la tradizione che, in un momento imprecisato tra fine Quattrocento ed inizio Cinquecento, la Madonna apparve ad una pastorella di nome Andreana, chiedendo maggiore cura ed attenzione per un'edicola con la sua immagine abbandonata tra i rovi, presso una fonte sulla strada che dalla via Pievaiola portava al castello di Mongiovino. Allo scopo di convincere gli increduli abitanti della zona, la Madonna operò il miracolo della brocca piena d'acqua che, portata dalla fanciulla capovolta, non versò alcunché del suo contenuto.
Nel 1513 Leone X approvò una bolla che riconosceva la veridicità degli eventi miracolosi e nello stesso periodo è attestata lo juspatronato del luogo affidato alla comunità localeE. Bogini, S. Cambiotti, C. Rossetti, La brocca, il velo, il pane. Il Santuario di Mongiovino: la storia e le carte, Perugia 2013, pp. 18 - 21.. È presumibile che in questo momento fosse in costruzione una prima chiesa o un oratorio allo scopo di contenere il tabernacolo oggetto di devozione.L'impianto del santuario presenta peculiarità architettoniche bramantesche, anche se non esiste nessuna prova di effettiva attribuzione all'artista urbinate. Documenti del 1872 e un attestato di Cesare Crispolti, custoditi nella Biblioteca Augusta di Perugia, individuano l'architetto in Rocco di Tommaso da Vicenza, attivo a Spello e qui nel 1524.
La cupola fu terminata nel 1528. La fabbrica della chiesa si concluse nel 1728, con la costruzione delle case intorno ad essa. Il campanile, invece, fu eretto nel 1775 su disegni di Francesco Tiroli, attuati da Giovan Battista da Lugano.
L'esterno dell'edificio religioso presenta una decorazione in pietra arenaria proveniente dalla vicina cava della Pietraia e da Cibottola. Numerosi sono i lapicidi e gli scalpellini che sono documentati ad operare al rivestimento e alle decorazioni: conosciamo i nomi di Giuliano da Verona, Matteo Fiorentino, Lorenzo da Carrara, quello di un Bernardino intagliatore e scultore di Siena e quelli di Giovanni Lombardo e Francesco di Alessandro da Fiesole.
Ognuna delle facciate esterne è spartita verticalmente in tre sezioni da lesene rettangolari. Le facciate nord e sud presentano portali con due ordini di colonne e coperti da tetti sporgenti che formano dei pronai. I due portali sono ornati da una decorazione scolpita eseguita nel 1533 da Lorenzo da Carrara e Bernardino da SienaBozzi, p. 35..
L'interno di chiara ispirazione bramantesca, a pianta centrale, di forma quadrata con croce inscrittaCanuti, p. 6., decorato in stile corinzio, con quattro pilastri e le volte sostengono la cupola che copre il vano centrale. essa è decorata nella volta da un affresco con una Incoronazione della Vergine del tifernate Mattia Batini (1709).
Agli angoli del quadrato si aprono quattro cappelle: dal lato dell'ingresso sono quelle della Resurrezione e dell'Ascensione. Ai lati dell'iconostasi che dà accesso alla cappella della Madonna sono quelle della Deposizione e della Madonna del Rosario.
In controfacciata l'altare dell'Ascensione è ornato da una pala di medesimo soggetto dipinta da Hendrik van der Broeck tra 1585 e 1586, mentre quello della Resurrezione presenta una pala di Niccolò Circignani, del 1569. Una copia moderna della pala di Orazio Alfani con la Madonna del Rosario orna l'altare omonimo a sinistra della cappella della Madonna, mentre al lato opposto l'altare ospita la pala con la Deposizione di Hendrick van den Broeck, del 1564.
In fondo è la cappella della Madonna, chiusa da un'iconostasi concepita come monumentale arco trionfale a due ordini e tre fornici, datata, tra le grottesche, 1525. Valentino Martelli eseguì tra 1579 e 1580 le statue in terracotta della Trasfigurazione con Gesù al centro fra Mosè ed Elia.
La decorazione della cappella fu intrapresa nel 1567 e fu completata nel 1589. I dipinti, a olio su muro, raffigurano le Storie della Vergine e della Nascita del Santuario. Inseriti entro archi a tutto sesto in pietra serena poggianti su un basamento che ripetono il modello architettonico dell’iconostasi, gli episodi rappresentano, in senso orario da sinistra, lAnnuncio a Sant'Anna della sua maternità, la Natività di Maria, lAnnunciazione, questi ultimi tutti documentati alla mano di Jan Wraghe da Anversa, collaboratore di Hendrik van den Broeck (Arrigo Fiammingo), che li dipinse nel 1567 (la Natività è anche firmata)Alessandro Nesi, Jan Wraghe da Anversa al Centro Italia e ritorno, con finale a Emden, Quaderni di Maniera, Siena, 2025, pagg. 3 - 4.; seguono, documentate al 1569 e dipinte da Nicolò Circignani e da Giovan Battista Lombardelli, la Visitazione, la Fuga in Egitto, la Dormitio Vlrginis e lIncoronazione della Vergine. La Crocefissione dipinta nella controfacciata dell’iconostasi fu eseguita da Hendrik van den Broeck.
Al centro della cappella, un monumentale altare concepito come un tempietto contiene l'edicola con il venerato affresco trecentesco della Madonna col Bambino, databile all'ultimo quarto del XIV secolo. Dietro di esso la Madonna col Bambino è anch'essa opera del Lombardelli.
Le nobili famiglie sepolte nel santuario La grande devozione nei confronti della Vergine di Mongiovino faceva sì che gli aristocratici della zona desiderassero essere sepolti nel santuario: sulla sinistra verso l'altare della Madonna, alcune colonne sono adornate con il blasone in gesso colorato della contessa Caterina Arcipreti della Penna-Oddi, vissuta nel Settecento, qui tumulata e congiunta con i della Corgna, marchesi di Castiglione del Lago. Presso le suddette colonne una lapide indica che sotto il vetusto pavimento si estende ancora la gentilizia cripta, in cui sono allineati i sarcofaghi di molti esponenti della famiglia perugina della Penna e di quella ispano-velletrana Borgia-Sulpizi.Canuti, p. 59.
Gli Arcipreti della Penna ebbero per capostipite Arciprete (XIII secolo) da cui discesero vari rami tra cui, attraverso Fabio di Ercole, i della Corgna. Fabio era padre di Ercole, marito di Laura, sorella di Ascanio della Corgna e del cardinale Fulvio, linea estinta nel 1676 con monsignor Giuseppe, fratello dell'ultimo duca di Castiglione del Lago. Fratello di Fabio, fu Vincenzo,Donati Guerrieri, p. 296. antenato di Carlo, Cencio, Grifone e la menzionata Caterina (sposata Oddi), ultima della stirpe e tutti interrati a Mongiovino.I della Penna risiedevano, oltre che a Perugia, nel palazzo cinquecentesco, vicino alla chiesa, poi dei Borgia-Sulpizi e dei Moretti. Un altro ramo generato da Menelao, prozio di Fabio e Vincenzo, si spense con Giovanni Battista nel 1747, ultimo dei della Penna e anche lui giacente nella cripta.
I Borgia-Sulpizi, trasferitisi da Velletri a Perugia, invece, derivavano in parte collaterale dal famoso papa Alessandro VI e avevano fortificato una torre del XIV secolo trasformandola in avamposto per le truppe. La zona in cui il castello si ergeva, poco sopra Passignano sul Trasimeno, era strategica lungo l'itinerario dallo Stato Pontificio al Granducato di Toscana. Nel Settecento l'edificio, circondato da un lussureggiante bosco, fu adibito a dimora residenziale: fu Tiberio Borgia (†1745) l'ultimo della prosapia ad abitarci, lo stesso che, in una lapide ancora esistente, ringraziava la Madonna per avergli salvato la vita. Nel 1933 del castello, rivisitato in stile neogotico, divenne proprietaria la famiglia romana Palombaro, che lo usarono come residenza estiva. Le vicende della rocca Borgia sono descritte da Giorgio Harold Stuart nel lungo racconto "Italia dei fantasmi".Harold Stuart, p. 20.
Note
Bibliografia
B. Napoli, G. Rossi, Santuario della Madonna di Mongiovino, Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico dell’Umbria, 2000 (brochure). AA. VV., Restauri, Scoperte e Nuovi Studi sul territorio del Trasimeno. Il Santuario di Mongiovino a Panicale e la Chiesa di Sant’Agostino a Corciano, a cura di Gilda Giancipoli e Nicola Bruni, Borgoricco, 2022.
Voci correlate Arcipreti della Penna Castello Borgia (Trasimeno) Panicale Tavernelle (Panicale)
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