Calangianus (IPA: , Caragnàni IPA: in gallurese, Calanzànos IPA: in sardo) è un comune italiano di abitanti della provincia della Gallura Nord-Est Sardegna, in Sardegna.

Sorge su un altopiano granitico a 518 metri s.l.m. ai piedi del monte Limbara, secondo rilievo dell'isola per altitudine, in una conca circondata da vigneti e dalle tipiche sugherete della Gallura, regione storica della Sardegna. L'area della cittadina di Calangianus risulta densamente abitata a partire dall'età del rame e, come testimoniano i ritrovamenti, in età romana. Tuttavia, seppur l'origine dell'attuale centro abitato risalga all'Alto Medioevo, la prima notizia certa sul borgo medievale risale al 1100, periodo nel quale i flussi migratori degli abitanti delle zone costiere dell'isola causati dalle incursioni piratesche degli arabi favorirono lo sviluppo delle curatorie interne del Giudicato di Gallura, del quale Calangianus divenne uno degli abitati principali.

Sede di pretura e carcere mandamentale del Regno di Sardegna e del Regno d'Italia, periodo nel quale fu anche capitale del mandamento comprendente i centri vicini di Luras e Nuchis fino al 1927,Ministero di grazia e giustizia e dei culti (a cura di), Dizionario dei comuni del Regno d'Italia e tavole statistiche e sinottiche della circoscrizione amministrativa elettorale ed ecclesiastica con la indicazione della popolazione giusta l'ultimo censimento, Torino, Stamperia Reale, 1863 Calangianus è uno dei centri di riferimento della regione storica della Gallura, sede di attività industriali e società sportive rilevanti a livello nazionale: trattasi del principale centro italiano per la produzione, la lavorazione e l'esportazione del sughero, grazie alla quale fa parte, dal 1979, della lista dei 100 comuni più industrializzati d'Italia.

In seguito alla soppressione della provincia di Olbia-Tempio, sostituita dalla zona omogenea Olbia-Tempio nel 2016, Calangianus è tornato a far parte della provincia di Sassari. Il 16 aprile 2021 Calangianus entra a far parte della provincia della Gallura Nord-Est Sardegna.

Geografia fisica Territorio

Calangianus sorge su una conca elevata 518 metri s.l.m. inclinata verso ovest, alle falde del monte Limbara, estesa tra quattro monti: Lu Casteddu, Casiddu, Gaspareddu e Lu Colbu.

Il territorio comunale di Calangianus si estende in oltre ettari, che ingloba dal nord parte del Lago Liscia e parte della strada provinciale 38 sulla quale si estende il territorio di San Leonardo (area rilevante per chirotterofauna). Degradando verso i massicci granitici di Muddetru e Laicheddu, l'agro calangianese si estende verso est fino alla valle Valentino e al monte La Eltica e verso ovest fino alle montagne di Monti Biancu, Monti di Deu e Punta Bandiera (punto più elevato del territorio comunale, a metri s.l.m.), inglobando il versante orientale del monte Limbara. A nordest di Monti di Deu si estende la parte meridionale del centro abitato (lungo la strada statale 127 Settentrionale Sarda verso Olbia), il quale si chiude in parte settentrionale con l'area industriale (sulla strada statale 127 Settentrionale Sarda verso Tempio Pausania) che confluisce fino a Nuchis, ammontando la linea aerea di estensione della cittadina a circa . Il confine con il vicino paese di Luras è segnato dalla rotatoria sulla stessa strada provinciale 136 per Olbia. Il punto più basso corrisponde a .

Una piccola porzione del territorio comunale è riconducibile alla regione storica del Monteacuto. Trattasi di quei terreni demaniali ed ex demaniali, eredi dei terreni ademprivili di Silvas de intro, Baronia che in epoca spagnola e piemontese si estendeva da Erula fino a Loiri Porto San Paolo. In particolare trattasi di un territorio sottostante al limite che da Punta Balestrieri porta a Miriacheddu e prosegue lungo il fiume Zirulia/Taroni (all'epoca chiamato Riu de Silvas) fino al confine con Telti. Tra esse ad esempio Lu Rustu, Ambrogiu Mossa, Piras, Vena di Piras, Pedra Majore, Su caddalzu, Lu bugnu, Val di trau, La eltiga, Pisciotu, Buscinu, Cannuciu, Lu saltu, Cannisgioni, Monte Diana, ivi compresa la zona della chiesetta di Santa Caterina, dove vigeva il villaggio medievale di Sa pedra de Campos.

Idrologia

Il territorio comunale di Calangianus comprende parte del lago Liscia meridionale e confina direttamente con la diga di Monti di Deu, situata in territorio di Tempio Pausania. L'idrografia principale di Calangianus è suddivisa in tre principali spartiacque (tre bacini idrogeologici divisi tra nord, sud-ovest e sud-est del territorio comunale), la cui densità di drenaggio è di 1,05.

Il territorio comunale è attraversato da una moltitudine di canali e ruscelli, dei quali i principali sono denominati Manisfalata, Piatu, Gaddalzu, Badumela, Miriacheddu, Cuncata, San Paolo (principale affluente del Liscia), Pedralza e Barrottu (che attraversano l'intera parte meridionale dell'urbano), Padrongiano e Taroni, nei quali affluiscono canali che passano in paese.

Geologia e morfologia Il territorio comunale di Calangianus fa parte del parco naturale regionale, caratterizzato da una morfologia prevalentemente collinare, ricco di ruscelli e formazioni granitiche. La sua vegetazione, tipicamente mediterranea, è dominata dalla presenza di querce da sughero, lecci, cisto e corbezzolo. In autunno i boschi si arricchiscono di varie specie di funghi. I dintorni sono ricchi di testimonianze archeologiche quali nuraghi e tombe dei giganti.

Clima Seppur localizzato ad una discreta altitudine, Calangianus è caratterizzato da un clima mediterraneo, con estati generalmente miti e inverni freschi, favorito da una distanza dal mare non elevata. Le precipitazioni nevose sono frequenti nell'arco di tempo tra dicembre e febbraio.

Nella classificazione climatica dei comuni italiani Calangianus è collocato nella «zona D», con 1854 GG.

Origini del nome Diverse sono le ipotesi sull'origine del nome di Calangianus. Le più accreditate sono le seguenti: Calangianus è identificata nell'oppidum di Calangiani o Calonianus. Il toponimo deriverebbe in tal caso dalla divinità Giano. Il toponimo si sarebbe evoluto poi da Calanyano e Villa Calanyanus.Giano, il cui toponimo latino era Janus, è una divinità romana particolarmente venerata in Sardegna. Da qui deriverebbero i nomi di molte località e paesi sardi, tra cui Codrongianus, Fordongianus e la stessa Calangianus. La forma Calangianus deriverebbe dal nome logudorese caragna, che contraddistingue una pianta (secondo alcuni è il nome antico della carota), da cui Caragnanus, cioè "luogo delle Caragne". Il nome di Calangianus, secondo gli studi dello storico F. Corona (Calangianus. Monografia storica), deriverebbe da cala ’e granis, cioè “cala del granito”.

Storia

Origini

Calangianus sorge su un'altura che dovette essere ideale per l'insediamento preistorico e protostorico: un elenco ufficiale del Ministero della Pubblica Istruzione registra 11 nuraghi e 2 tombe di giganti in agro di Calangianus. Le tombe dei giganti, di cui una perfettamente conservata, si trovano l'una presso il rio Santu Paulu, l'altra presso Pascaredda. La presenza dell'uomo nuragico risale al 2000 a.C. e in epoca preistorica, in base ai numerosi ritrovamenti, risulta abitato già nell'età del rame.

Dopo la conquista della Sardegna da parte dei romani (238 a.C.), diversi resti rinvenuti a Calangianus confermano l'esistenza di villaggi già in quel periodo.

Medioevo

Sono presenti resti di antiche abitazioni intorno alla chiesa diroccata di Santa Margherita, ove situata anticamente il centro abitato risalente all'Alto Medioevo, in seguito spostato in località Santa Justa. Abbiamo riferimenti a Calangianus nel Basso Medioevo, provenienti dagli archivi vaticani: risale al 1162 una bolla di papa Alessandro III che affida alle cure del clero di San Lorenzo di Genova la «Capella Sancti Jacobi del Calegnano». Si colloca in questo periodo la fuga, verso Calangianus, del nucleo abitato presso San Giovanni sul Liscia. Su questa antichissima tradizione i calangianesi considerano loro quella lontana chiesetta campestre (a da Calangianus), dove festeggiano san Giovanni Battista, il 24 giugno di ogni anno. Nel 1300 compare per la prima volta il nome di Villa Calanyanus, facente parte della curatoria di Gemini Josso del Giudicato di Gallura, la quale non contava più di sessanta abitanti. Le carestie e le pestilenze che flagellarono tutta la Gallura non risparmiarono Calangianus che tuttavia, a differenza di altri centri, non venne abbandonato completamente e lentamente. Dal seicento in poi la cittadina ebbe un rilevante sviluppo demografico, diventando il secondo centro della Gallura per importanza nel 1400, per quanto risultasse allora essere il centro più povero e più trascurato dell'intera curatoria. Un consistente flusso migratorio di genti calangianesi e tempiesi avvenne tuttavia nella seconda metà del XVII secolo, a favore della Villa Terranova (l'attuale Olbia). Infatti, siccome l'attività principale dell'entroterra era la pastorizia, il commercio per mezzo dell'attività portuale in via di sviluppo affascinava molti. Si deve proprio a questo fenomeno migratorio la diffusione della parlata gallurese nella parte orientale della Gallura e la ricrescita del centro di Olbia. Le attività della Villa di Calangianus rimasero l'agricoltura e la pastorizia, in quella che è una realtà completamente diversa da quella del resto del Giudicato di Gallura: la popolazione calangianese rappresentava il secondo centro del Giudicato, ma anche tra quelli dove regnava maggior malessere.

Età moderna

I segni del futuro prospero di Calangianus si intravedono negli anni a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento, tra l'unità d'Italia, la belle époque e la prima guerra mondiale, periodo nel quale la popolazione, stabilizzata sui abitanti, tende a incrementare un'intensa attività mercantile..

La Villa di Calangianus fu protagonista di funeste vicende, che si scatenarono con l'odio tra le diverse famiglie per la contesa della città (le sanguinose "innimistai", in gallurese) e dure contese contro le ville di Luras e Tempio per il circostante agrario. A causa della prevalsa di anarchia e di disagio tra il centro e le comunità di case sparse nel territorio quali San Leonardo, Calangianus non presenta molte testimonianze edilizie di pregio riguardanti il Settecento.

Calangianus ottenne l'autonomia nel 1771, assieme a Tempio, Terranova (oggi Olbia), Luras, Aggius, Bortigiadas e Nuchis. In contemporanea, Calangianus entrò a far parte della X Divisione di Sassari durante il Regno di Sardegna e sarà centro amministrativo di mandamento nella provincia di Tempio, amministrando i comuni vicini di Luras e Nuchis.Francesco Manconi, La Sardegna al tempo degli Asburgo. Secoli XVI-XVII, Il maestrale, Nuoro, 2010.

Con la riforma amministrativa (decreto Rattazzi n.3702 del 23 ottobre 1859) e l'unità d'Italia viene ridotto il numero delle province e la Sardegna viene divisa in sole 2 province (Cagliari e Sassari). Calangianus fu incluso nel Circondario di Tempio della provincia di Sassari, nel quale divenne il capoluogo dell'omonimo mandamento, comprendente Luras e Nuchis. La crescita demografica proseguì regolarmente fino al 1861 (2194 abitanti), salvo una flessione nel 1855 a causa del colera, che registrò a Calangianus 43 morti. Nel 1881 inizia a Calangianus la costruzione del cimitero, e nel 1883 nasce la banda musicale. Nel 1888 viene inaugurata la ferrovia per Monti. Il tracciato della ferrovia partiva da Tempio Pausania, per poi raggiungere Nuchis, Luras e Calangianus. Tutte e tre le stazioni sono oggi situate nel territorio di Calangianus.

Età contemporanea