L'Aladdin Sane Tour è il secondo tour del cantante inglese David Bowie, iniziato il 14 febbraio 1973 alla Radio City Music Hall di New York e concluso all'Hammersmith Odeon di Londra il 3 luglio dello stesso anno per un totale di 65 date e 87 concerti in 45 città. Ideale continuazione del precedente Ziggy Stardust Tour, lo show che David Bowie portò in giro fu soprattutto l'occasione per promuovere gli album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, uscito nel giugno 1972, e Aladdin Sane, pubblicato il 13 aprile durante la tournée. Il nuovo progetto prevedeva la partenza negli Stati Uniti per proseguire in Giappone, Europa e tornare in America in autunno. In realtà il tour si sarebbe concluso nell'estate 1973 a Londra in circostanze del tutto inaspettate.

Formazione David Bowie - voce, chitarra, armonica, sassofono Mick Ronson - chitarra, cori Trevor Bolder - basso Mick Woodmansey - batteria Mike Garson - tastiere John Hutchinson - chitarra ritmica, cori Brian Wilshaw - sassofono, flauto Ken Fordham - sassofono Geoffrey MacCormack - percussioni, cori

Storia del tour Il 25 gennaio 1973, subito dopo aver finito di registrare Aladdin Sane David Bowie salì a bordo della Queen Elizabeth 2 per un'altra traversata dell'Atlantico dopo quella del settembre 1972. Nel frattempo si era diffusa la notizia che per la nuova tournée agli Spiders from Mars si sarebbero aggiunti due sassofonisti che avevano suonato anche nell'album, Ken Fordham e Brian Wilshaw, oltre a Geoffrey MacCormack (alias Warren Peace) alle percussioni e ai cori. Ci fu anche il ritorno di John Hutchinson, l'ex collega di Bowie nei Feathers e nei Buzz, reclutato come chitarra ritmica in modo che il cantante potesse concentrarsi sulle sempre più impegnative performance acrobatiche e sui numerosi cambi di costume. Per il tour americano il gruppo di supporto sarebbero stati i Fumble, band inglese di rock and roll revival che David aveva visto suonare al The Old Grey Whistle Test e che aveva già utilizzato per l'apertura di alcuni recenti concerti in patria.

Rispetto allo Ziggy Stardust Tour dell'anno precedente, il completamento di Aladdin Sane portò diversi cambiamenti nella scaletta che arrivò ad includere tutte le canzoni del nuovo album tranne Lady Grinning Soul. Gli altri brani furono arrangiati in modo che avessero un suono più pieno rispetto al passato, compresa Space Oddity che non sarebbe più stata eseguita in versione acustica ma trasformata in un brano dalla produzione più importante. Anche se solo per i primi due concerti, fu inserita anche Soul Love in cui Bowie suonava anche il sassofono.

Ma quello che l'artista inglese ridefinì fu soprattutto il proprio comportamento sul palco. La fisicità di Bowie divenne sempre più esplicitamente "sessuata", perdendo via via le tracce di timidezza che avevano colpito il pubblico l'anno precedente. Durante il tour, inoltre, il cantante avrebbe ampiamente utilizzato una nuova serie di costumi creati dallo stilista giapponese Kansai Yamamoto (oltre a quelli di Freddi Burretti), che richiamavano le convenzioni del teatro kabuki nel quale i cambi di maschere e costumi indicano un mutamento di umore e personalità. Bowie iniziò a uniformare il suo abbigliamento alle canzoni, conferendogli significati impliciti che prima non esistevano, e il ritratto del personaggio schizofrenico di Aladdin Sane fu sottolineato da mimo e maschere. Naturalmente anche il look di David subì qualche modifica e con l'aiuto del truccatore Pierre La Roche la tipica acconciatura arruffata esibita durante lo Ziggy Stardust Tour divenne una lustra criniera leonina tinta di rosso scuro. L'uso di un lucidalabbra argentato, spesse strisce di eye liner e un lucido cerchio bianco nel centro della fronte completarono la "trasformazione" di Ziggy in Aladdin Sane.

Stati Uniti (febbraio-marzo 1973)

Dopo l'arrivo a New York, dal 6 al 12 febbraio si tennero le prove agli RCA Studios e due giorni dopo il tour prese ufficialmente il via alla Radio City Music Hall, davanti ad un pubblico che per l'occasione vedeva la presenza di Andy Warhol, Truman Capote, Todd Rundgren, Bette Midler, Allen Ginsberg e Salvador Dalí.

Il cantante fece un ingresso che lasciò tutti a bocca aperta, calandosi sul palco da un'altezza di venticinque metri rinchiuso in una gabbia di metallo. «L'auditorium gigante viene riempito dalla musica cibernetica scritta da Walter Carlos per Arancia meccanica», scrisse Stephen Davis su Rolling Stone, «un unico riflettore si apre su una serie di grandi sfere concentriche saldate in una gabbia e sospese 50 piedi sopra il palcoscenico, in mezzo al quale si staglia la figura di Bowie vestito di seta nera e argento». Verso la fine del concerto, dopo 21 canzoni e cinque cambi d'abito, a circa metà dell'ultimo bis di Rock 'n' Roll Suicide un fan si arrampicò dalle prime file, afferrò Bowie e gli scoccò un bacio sulla guancia. David reagì crollando svenuto sul pavimento. «Apparentemente ha risentito della tensione del tour ed è svenuto», scrisse Linda Solomon sul New York Times, «un'infermiera è stata frettolosamente chiamata e gli ha misurato la pressione. Gli è stato consigliato di riposare e da quanto è stato riferito ha dormito fino a mezzogiorno passato del giorno seguente». All'inizio i musicisti pensarono che volesse sfruttare la situazione e concludere lo spettacolo con un gesto sensazionale, ma quando dovettero trascinarlo giù dal palco incosciente capirono che era svenuto sul serio. «Fu tutta una questione di nervi», raccontò molti anni dopo, «ero assolutamente terrorizzato. E poi avevo un trucco fatto da Pierre La Roche... era magnifico ma aveva usato una polvere luccicante che mi era finita negli occhi. Avevo cantato senza praticamente vedere nulla».

Il New York Times sottolineò l'accoglienza entusiasta del pubblico americano: «La luminosa presenza di David Bowie alla Radio City Music Hall di New York ha fatto sì che anche una pioggia torrenziale non impedisse ad una folla da tutto esaurito di luccicanti freaks di affluire e crogiolarsi nello splendore di questa occasione». Allo stesso tempo evidenziò anche qualche aspetto negativo, come alcuni problemi relativi all'acustica e l'assolo di armonica di David in The Jean Genie: «Il pubblico è stato comprensivo perché quasi tutti amano Bowie, ma c'erano delle risatine udibili». Anche Stephen Davis non fu completamente entusiasta nella sua recensione su Rolling Stone: «Bowie si cala nel ruolo del cantante pop, una sorta di Anthony Newley ipertiroideo, passando poi ad ancheggiare in costumi sempre più striminziti... Canzoni che trattano i temi crudamente paranoici di Bowie, la morte da rockstar, l'imminente destino planetario e il suicidio, e che vengono trattate come piccoli pezzi di teatro, commediole recitate e interpretate piuttosto che cantate e suonate».

Nel concerto newyorchese e nella replica del giorno dopo la cover di My Death fu seguita da un breve intermezzo durante il quale veniva proiettato sullo sfondo un film "lisergico" sul modello di 2001: Odissea nello spazio, con immagini di stelle e galassie riprese a grande velocità, mentre in sottofondo risuonavano effetti sonori fantascientifici. In seguito questo intermezzo fu eliminato, così come My Death, fino ai due concerti finali di luglio all'Hammersmith Odeon di Londra.

Come a New York, anche i successivi concerti al Tower Theatre di Filadelfia registrarono il tutto esaurito. A Nashville e Memphis si ripresentò tuttavia il problema dell'omofobia già emerso durante lo Ziggy Stardust Tour. Il cantante ricevette delle minacce anonime, il Press-Scimitar riferì che il pubblico di Memphis aveva dimostrato una "strana e in qualche modo sconcertante" attrazione per Bowie mentre il Nashville Tennessean ammise: «Bowie non è affatto male come musicista rock, se lo si può considerare tale». I problemi continuarono anche dopo il concerto del 3 marzo alla Aragon Ballroom di Chicago. Nonostante la guardia del corpo il cantante venne aggredito mentre ballava con Freddi Burretti al Rainbow Grill Bar (un uomo lo chiamò "punk" e gli tirò un pugno) e l'incidente limitò i suoi movimenti per il resto del tour americano. Dopo lo show finale del 12 marzo all'Hollywood Palladium di Los Angeles Bowie si imbarcò sulla SS Oronsay per solcare il Pacifico diretto in Giappone.

Date Data Paese Città Luogo 14/02/73 Stati Uniti d'America New York (NY) Radio City Music Hall 15/02/73 16/02/73 Filadelfia (PA) Tower Theater (8 concerti) 17/02/73 18/02/73 19/02/73 20/02/73 23/02/73 Nashville (TN) War Memorial Auditorium 26/02/73 Memphis (TN) Ellis Auditorium 27/02/73 01/03/73 Detroit (MI) Masonic Temple Auditorium 03/03/73 Chicago (IL) Aragon Ballroom 10/03/73 Los Angeles (CA) Long Beach Arena 11/03/73 12/03/73 Hollywood Palladium

Repertorio Testo e musiche di David Bowie, tranne dove indicato.

Da Space Oddity Space Oddity

Da The Man Who Sold the World The Width of a Circle The Supermen

Da Hunky Dory Changes

Da The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars Five Years Soul Love Moonage Daydream Hang On to Yourself Ziggy Stardust Suffragette City Rock 'n' Roll Suicide

Da Aladdin Sane Watch That Man Aladdin Sane Drive-In Saturday Panic in Detroit Cracked Actor Time The Prettiest Star Let's Spend the Night Together (Jagger/Richards) The Jean Genie

Altre canzoni John, I'm Only Dancing My Death (E. Blau, J. Brel, M. Shuman)

Giappone (aprile 1973)

Bowie arrivò a Yokohama il 5 aprile e raggiunse quindi Tokyo, dove alloggiò all'Imperial Hotel e dove ricevette la visita di Kansai Yamamoto, lo stilista giapponese che aveva conosciuto a New York e che era stato incaricato di creare i costumi di scena sulla base del teatro Nō e del teatro kabuki. Tra questi c'erano un lungo vestito bianco decorato con ideogrammi, una tuta senza maniche ornata di frange lunghe fino ai piedi fatte di perline di vetro, una tuta in spandex a strisce colorate e un kimono multicolore sotto il quale David avrebbe dovuto indossare un sospensorio rosso. Per il tour giapponese anche gli Spiders adattarono il loro look e Trevor Bolder si legò i capelli sulla testa in stile samurai. La scaletta fu rivista per l'occasione con la riduzione dei brani tratti da Aladdin Sane e l'eliminazione dei set acustici. I 45 giri di Bowie stavano vendendo molto bene in Giappone così come The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (che sarebbe rimasto in classifica per più di due anni) e il cantante risultò incredibilmente popolare presso la cultura giapponese contemporanea, in parte grazie al suo approccio teatrale alla musica rock. Per questo motivo venne accettato anche dal governo che lo considerava "consigliabile", al contrario dei Rolling Stones il cui tour era stato annullato a causa dei problemi con la droga. Prima dell'arrivo a Tokyo, un enorme manifesto di David 20 metri per 30 venne appeso fuori da un edificio, risultando in questo periodo il più grande foto-manifesto del mondo. Il tour fu anche l'occasione per visitare il Giappone, assistere a sfilate di moda e al teatro tradizionale e diede a Bowie la possibilità di incontrare Bandō Tamasaburō V, una delle più famose stelle kabuki che gli fornì alcuni consigli sul make-up.