Operazione El Dorado Canyon è il nome in codice che fu attribuito al bombardamento della Libia che gli Stati Uniti eseguirono il 15 aprile 1986.

L'attacco fu condotto da U.S. Air Force, U.S. Navy e U.S. Marine Corps dal cielo, in reazione all'attentato alla discoteca La Belle di Berlino Ovest di dieci giorni prima. Risulta che vi siano stati 60 morti (dei quali 15-20 civili) tra i libici e l'abbattimento di un aereo statunitense, che causò la morte di due aviatori.

Origini

La Libia era una priorità assoluta per Ronald Reagan sin dal suo insediamento nel 1981. Gheddafi era decisamente anti-Israele ed aveva appoggiato gruppi estremisti nei territori palestinesi ed in Siria. Secondo alcune informative la Libia tentava di diventare una potenza nucleare e il fatto che Gheddafi avesse occupato parte del Ciad, ricco di uranio, destava enorme preoccupazione in America. Altrettanto allarmanti per gli USA erano l'allineamento di Gheddafi con l'Unione Sovietica e le sue ambizioni di creare in Nordafrica una federazione di Stati arabi e musulmani. Inoltre, l'allora segretario di Stato Alexander Haig voleva adottare misure proattive contro Gheddafi poiché aveva utilizzato ex operativi della CIA per organizzare campi di terroristi.Collegamenti esterni in punto:

Dopo gli attacchi agli aeroporti di Roma e Vienna nel 1985, con 19 morti e 140 feriti, Gheddafi dichiarò che avrebbe continuato a sostenere Rote Armee Fraktion, Brigate Rosse ed IRA fintanto che i governi europei avessero sostenuto i dissidenti libici. Il ministro degli esteri libico definì tra l'altro "atti eroici" le stragi in questioneSeale, Patrick. Abu Nidal: A Gun for Hire. Hutchinson, 1992, p. 245.. Dopo anni di scaramucce occasionali con la Libia per le pretese che quest'ultima avanzava sul golfo della Sirte come proprio territorio, gli Stati Uniti presero in considerazione un attacco militare verso obiettivi libici in terraferma. Nel marzo 1986, gli USA, per ribadire che il diritto internazionale fissa il limite delle acque territoriali in 12 miglia nautiche (22 km), inviarono nella regione una task force dotata di portaerei. La Libia reagì con aggressive contro-manovre, che il 24 marzo sfociarono nel cosiddetto "incidente del golfo della Sirte".Collegamenti esterni in punto:

Il 5 aprile 1986 agenti libici compirono l'attentato alla discoteca La Belle di Berlino Ovest, uccidendo tre persone e ferendone 229 tra i presenti nel locale. La Germania Ovest e gli USA ottennero trascrizioni di telegrammi inviati da agenti libici nella Germania Est, implicati nell'attacco. Si trovarono informazioni più dettagliate alcuni anni dopo, quando la Germania riunificata poté indagare sugli archivi della Stasi. Gli agenti libici che avevano eseguito l'operazione dall'ambasciata libica in Germania Est furono identificati e perseguiti dalla Germania negli anni 1990.. BBC on 13 November 2001.

Dopo parecchi giorni di colloqui diplomatici con i partner europei ed arabi, il presidente Ronald Reagan ordinò un attacco alla Libia il 14 aprile. Diciotto aerei da attacco F-111F del 48th Tactical Fighter Wing, decollati dalla base RAF di Lakenheath, con l'appoggio di quattro EF-111A Raven dalla base RAF di Upper Heyford in Inghilterra, assieme a quindici aerei da attacco A-6, A-7, F/A-18 ed aerei per la guerra elettronica EA-6B Prowler dalle portaerei USS Saratoga, USS America e USS Coral Sea, stazionate nel golfo della Sirte, colpirono cinque obiettivi alle 02:00 del 15 aprile, con l'intento dichiarato di mandare un messaggio alla Libia e ridurne la capacità di sostenere e addestrare terroristi. Reagan avvisò che "se necessario, lo faranno ancora."

La missione di attacco alla Libia vera era stata preceduta nell'ottobre 1985 da un'esercitazione in cui il 20th TFW di stanza a Upper Heyford, equipaggiato con gli F-111E, ricevette l'ordine segretissimo di lanciare una missione simulata di attacco il 18 ottobre, con dieci F-111E armati con bombe da esercitazione da 500 libbre, contro un campo d'aviazione simulato ubicato sull'isola di Terranova (in Canada), a sud della base canadese di Goose Bay. La missione ebbe il nome in codice "operation Ghost Rider". La missione era essenzialmente una prova generale dell'attacco a lungo raggio contro la Libia. Fu un successo completo, salvo per un aereo che riuscì a sganciare solo una delle otto bombe che portava sulle barre alari. Le lezioni apprese furono trasferite al 48th TFW, dotato della più recente versione "F" dell'F-111.Warren Thompson "To the Bay and Back" Air Forces Monthly May 2010 published by Key Publishing Ltd

Per il raid aereo sulla Libia furono messi in preallarme elementi dell'allora segreto 445th Tactical Group (USAF). Al Tactical Air Command (USAF) erano già stati consegnati più di trenta F-117, che potevano entrare in azione da basi segrete nel Nevada. I comandanti nei teatri del Nord Africa o Mediterraneo nulla sapevano delle caratteristiche dell'F-117, di cui anzi ignoravano persino l'esistenza. Quando mancava un'ora al momento in cui era programmato il lancio degli F-117, il segretario alla difesa Caspar Weinberger cancellò la missione stealth, temendo di compromettere l'aereo segreto e il suo piano di sviluppo. L'incursione fu perciò realizzata con aerei convenzionali della marina ed aeronautica USA. L'F-117 sarebbe rimasto del tutto sconosciuto al mondo per diversi mesi: solo nel 1988 fu svelato, soprattutto per le ampie descrizioni giornalistiche in occasione della guerra del Golfo.

Francia, Spagna e Italia rifiutarono agli Stati Uniti tanto il diritto di sorvolo quanto l'uso di basi continentali europee per attuare questo colpo di mano, costringendo l'Air Force a compiere la sua missione aggirando Francia e Spagna, sopra il Portogallo ed attraverso lo stretto di Gibilterra, allungando ogni percorso di miglia () ed imponendo un diffuso ricorso al rifornimento in volo. Il diniego della Francia aggiunse da solo complessivi, e fu opposto malgrado il fatto che proprio la Francia fosse stata bersaglio del terrorismo diretto dal governo libico di Gheddafi. Il presidente francese Mitterrand non concesse il suo spazio aereo perché gli Stati Uniti si erano rifiutati di dichiarare ai vertici militari di Parigi tutti i dettagli dell'operazione, ed egli non voleva permettere alcuna operazione straniera che non potesse essere analizzata da autorità francesi.

Il raid

Gli aerei F-111F ed EF-111A iniziarono i loro decolli dalle basi inglesi alle 17:13 locali, corrispondenti alle 19:13 in Libia, si trattava dell'inizio di quella che era la missione d'attacco, effettuata da aerei tattici, più lunga di sempre, almeno fino a quel momento. Infatti l'intero volo si svolgeva su un percorso totale di più di miglia nautiche (più di ) che comportava una durata di 13 ore e richiedeva ben 13 rifornimenti in volo. Una missione caratterizzata da una estrema precisione di volo, infatti gli aerei giunsero sul bersaglio con pochissimi secondi di differenza rispetto al TOT [time over target (orario sul bersaglio)] previsto dalla pianificazione.

L'attacco ai bersagli iniziò alle 02:00 (ora libica), e durò circa dodici minuti, con 60 tonnellate di munizioni sganciate. Diciotto bombardieri F-111 coadiuvati da quattro aerei per la guerra elettronica (ECM) EF-111 partiti dal Regno Unito bombardarono l'aeroporto di Tripoli, un centro addestramento subacquei presso l'accademia navale e le caserme di Bab al-Azizia a Tripoli. Durante il bombardamento un F-111 americano venne abbattuto da un missile terra-aria (SAM) libico sul golfo della Sirte. Alcune bombe andarono fuori bersaglio, colpendo siti civili e diplomatici di Tripoli, in cui fu danneggiata la stessa ambasciata francese.

Alcuni soldati libici, confusi ed in preda al panico, abbandonarono le loro posizioni, mentre anche gli ufficiali tardavano ad impartire gli ordini del caso. La contraerea libica non aprì il fuoco prima che gli aerei avessero già sorvolato i relativi obiettivi. Ventiquattro aerei, tra F/A-18 Hornet e A-6 Intruder, decollati da portaerei, bombardarono radar ed installazioni antiaeree a Bengasi prima di colpire le caserme Benina e Giamahiria. Numerose bombe mancarono il bersaglio e raggiunsero aree residenziali, oltre che alcune sedi diplomatiche occidentali a Bengasi.

Forze USA e bersagli

+Risultati operativi, Thesis, June 2003, p.20 Obiettivo Programmati EffettiviAerei ArmamentiAerei Armi sul bersaglio Armi fuori bersaglio Caserme di Bāb al-ʿAzīziyya 9× F-111F 36× GBU-10 () LGB 3× hanno bombardato1× ha mancato4× hanno rinunciato1× abbattuto 13 3 Murat Sidi Bilal camp 3× F-111F 12× GBU-10 LGB tutti hanno bombardato 12 – Aeroporti di Tripoli(già Wheelus Air Base) 6× F-111F 72× Mk 82 () RDB 5× hanno bombardato1× ha rinunciato 60 – Caserme di Giamahiria (Bengasi) 7× A-6E 84× Mk 82 RDB 6× hanno bombardato1× ha rinunciato sul ponte 70 2 Aeroporto Benina 8× A-6E 72× Mk 20 CBU24× Mk 82 RDB 6× hanno bombardato2× hanno rinunciato 60× Mk 2012× Mk 82 – Reti didifesa aerea Tripoli 6× A-7E 8× Shrike16× HARM tutti gli aerei hanno lanciato i missili 8× Shrike16× HARM Bengasi 6× F/A-18 4× Shrike20× HARM tutti gli aerei hanno lanciato i missili 4× Shrike20× HARMTotali 45 aerei 300 bombe48 missili 35 hanno bombardato1 ha mancato1 abbattuto8 hanno rinunciato 227 bombe a bersaglio5 bombe hanno mancato48 missili diretti al bersaglio

Difese aeree libiche La rete difensiva aerea libica era vasta, e comprendeva 4 unità a lungo raggio di missili antiaerei S-200 Vega con 24 lanciatori. 86 unità di missili antiaerei S-75 Volkhov e S-125 con 276 lanciatori. La sola Tripoli era così presidiata: 7 unità di missili antiaerei S-75 Volkhov con 6 lanciamissili per unità (42 complessivi). 12 unità di missili antiaerei S-125 Neva con 4 lanciamissili per unità (48 complessivi). 3 unità di missili antiaerei 2K12 Kub con 48 lanciatori. 1 reggimento antiaereo 9K33 Osa-AK con 16 veicoli da lancio. 2 unità antiaeree Crotale II con 60 piattaforme di lancio. (fonte: )

Perdite Libiche

Messo in allarme da una telefonata, il leader libico Gheddafi con la sua famiglia lasciò precipitosamente il proprio complesso residenziale di Bāb al-ʿAzīziyya pochi istanti prima che le bombe iniziassero a cadere. Si è a lungo ritenuto che la chiamata provenisse dal primo ministro di Malta Carmelo Mifsud Bonnici. Invece, stando a Giulio Andreotti ed Abdel Rahman Shalgham (al tempo ambasciatore libico a Roma), sarebbe stato Bettino Craxi ad avvisare direttamente Gheddafi.

Secondo il personale dell'ospedale più vicino, le persone che vi affluirono furono una ventina fra i militari, più due civili. Sono stati calcolati 60 caduti libici, comprese le basi aeree bombardate. Più tardi ai giornalisti americani fu mostrato il cadavere di una ragazzina, che si volle identificare in Hana (o Hanna) di 6 anni, da poco adottata da Gheddafi. La notizia fu smentita nel 2011.

Americane

Due capitani USAF - Fernando L. Ribas-Dominicci e Paul F. Lorence - persero la vita nell'abbattimento del loro cacciabombardiere F-111 sul golfo della Sirte. Secondo i giornali dell'epoca, lo schianto del cacciabombardiere USA fu causato da "disorientamento dei piloti" o "guasto dei sistemi". In principio i vertici militari statunitensi non vollero ammettere la perdita dell'aereo, e il segretario alla difesa Caspar Weinberger ipotizzò un inconveniente alla radio di bordo, o un atterraggio di fortuna su un aeroporto non previsto.