La storia della Croce Rossa Italiana è la storia dell'ente denominato Croce Rossa Italiana.

Durante i conflitti ha operato attraverso il Corpo militare della Croce Rossa Italiana e quello delle infermiere volontarie. L'associazione nel dopoguerra è divenuta ente pubblico non economico con prerogative di carattere internazionale, posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, sottoposta alla vigilanza del Ministero della salute, del Ministero dell'economia e delle finanze e del Ministero della difesa, ciascuno secondo competenza. Dal 2012 è un'associazione di diritto privato.

La Fondazione del “Comitato Milanese della Associazione Medica Italiana per il soccorso ai malati e ai feriti in guerra” Il 15 giugno 1864 fu costituito il “Comitato Milanese della Associazione Medica Italiana per il soccorso ai malati e ai feriti in guerra”. grazie al dott. Cesare Castiglioni, divenuto poi presidente del Comitato stesso, che propose di creare un'associazione per fornire aiuti medici ai militari feriti (in accordo con le numerose associazioni sorte in Europa grazie all'opera di Henry Dunant). All'inizio del 1864 una commissione iniziò pertanto a gettarne le basi formando un comitato che a sua volta ne redasse il regolamento, ed esortò le altre 50 sedi sorgenti in altre città a fare altrettanto. Tale comitato, presupposto per l'istituzione della Croce Rossa Italiana, andò ad occupare il settimo posto in ordine di fondazione fra le società nazionali, quinto per adesione alla Convenzione di Ginevra..

Nell'agosto 1864 il dott. Castiglioni venne chiamato a Ginevra per esporre quanto fatto a Milano, partecipando quindi alla stessa conferenza dalla quale nacque la Convenzione di Ginevra del 1864, dove si proclamò:

assumendo quindi il principio di uguaglianza di alleati e nemici davanti alla necessità di assistenza.

Contemporaneamente si ebbero le prime adesioni al comitato milanese: tra queste ci furono diverse personalità di spicco del mondo scientifico, industriale e letterario (come Alessandro Manzoni); furono inoltre designati patroni il Re Vittorio Emanuele II e il principe Umberto..

Nell'adunanza dell'11 dicembre dello stesso anno fu scelta Milano come sede centrale. Nel comitato centrale furono costituite quattro sezioni: la prima aveva il compito di procurare le merci, la seconda di raccogliere oggetti, la terza di curarne la conservazione e la quarta di predisporre il personale medico, di istruire gli infermieri e di provvedere all'erogazione dei mezzi in accordo con le autorità competenti (il lavoro della quarta sezione iniziò con la predisposizione di ambulanze leggere che potessero seguire l'esercito).

D'intesa con il Comitato internazionale della Croce Rossa di Ginevra fu poi stabilito che la bandiera della Croce Rossa potesse essere usata solo in caso di guerra.. L'associazione fu approvata dal Ministero dell'interno e della guerra, e il 1º giugno 1866 il Ministero della guerra disciplinò l'organizzazione, ponendo regole militari ai componenti delle squadriglie; il personale superiore doveva perciò indossare una divisa formata da: un berretto di panno verde scuro con la legenda "soccorso ai feriti" ricamata in oro; una cravatta nera; una giacchetta alla cacciatora di panno verde scuro e pantaloni di panno grigio, come usava la Guardia nazionale.

Il 22 giugno 1866 l'Italia dichiarò guerra all'Austria e dieci giorni dopo partirono le prime squadriglie di volontari, che soccorsero i combattenti in Trentino e i feriti dell'Armata di Mare. Il comitato milanese trovò inoltre appoggio e aiuto nella Francia e nella Svizzera per la sua opera di soccorso: per la prima volta le nazioni non belligeranti si adoperarono apertamente per soccorrere le avversità di Paesi limitrofi in guerra.. L'Italia nel panorama internazionale fece inoltre da tramite ai soccorsi destinati ai feriti nella Guerra franco-prussiana del 1870-71..

Anni 1874-1898 Trasferimento del Comitato Centrale e riconoscimento pubblico Compiuta l'Unità d'Italia venne spostato a Roma il Comitato Centrale, dichiarato costituito il 31 maggio 1874.. Fu costituita quindi un'assemblea per eleggere l'ufficio di presidenza provvisorio e per provvedere alla redazione del regolamento definitivo. Nelle riunioni successive si discusse sul nome da dare all'allora “Associazione di soccorso ai feriti e ai malati in guerra” e si approvarono gli articoli dello statuto del Comitato Centrale. Il 21 maggio 1876 fu eletto a Presidente Generale dell'Associazione e del Comitato Romano Enrico Gucciardini.. L'amministrazione venne quindi posta nei locali dell'ex convento di Santa Maria, ai piedi della salita del Pincio.

Nel 1879 il Comitato Centrale iniziò la pubblicazione di un bollettino annuale e ciò contribuì al continuo pervenire di offerte. Fu inoltre costituita l'“Unione delle Donne Italiane della Croce Rossa” grazie all'appello della regina Margherita di Savoia.. Nel 1881 l'ente richiese ad Umberto I una legge per la tutela dell'emblema della Croce Rossa al fine di evitare l'utilizzo dei distintivi della C.R. per scopo personale.

Il primo maggio 1881 i comitati italiani della Croce Rossa erano saliti a 69 e i sottocomitati a 116. La C.R.I. riceve il formale riconoscimento dal Regio Decreto 7 febbraio 1884 n. 1243 con il quale è, inoltre, assoggettata alla sorveglianza dei Ministeri della Guerra e della Marina.

Negli anni seguenti furono costituite delle sezioni femminili in moltissimi comitati, si acquistò ulteriore attrezzatura e si arrivò all'allestimento di 13 treni ospedali e di 6 ospedali da campo, furono, inoltre, installati diversi magazzini ed i comitati di Torino, Milano e Brescia allestirono degli ospedali da 50 posti letto. A Roma, nel Palazzo dei Conservatori al Campidoglio, fu tenuta la V Conferenza Internazionale della Croce Rossa del 1891 in cui si discusse dell'attività della C.R. in campo marittimo e delle modalità per attirare i giovani delle scuole alla C.R. (con primo accenno alla costituzione della Croce Rossa Giovanile)..

La guerra d'Eritrea

Negli ultimi mesi del 1895 la C.R.I. fu impegnata nella guerra d'Eritrea: l'ospedale mandato lì prese parte alla campagna africana soccorrendo militari ed indigeni, mentre dall'Italia vennero mandati un ulteriore ospedale e delle ambulanze. Dopo la battaglia di Adua fu mandato un altro ospedale da campo e delle ambulanze per la cura dei feriti (esempio di neutralità della C.R.). Il 9 settembre 1896 partì da Napoli una nave che andò incontro ai prigionieri italiani in Africa per riportarli in Italia..

Anni Primi interventi in tempo di pace Nel 1898 il Conte Rinaldo Taverna, presidente della C.R.I. dal 1896 (eletto dopo la morte del Conte Gian Luca Cavazzi della Somaglia)., propose la necessità di attività in tempo di pace. Furono, quindi, inviate delle pattuglie nell'Agro Romano per la cura dei malarici. La campagna romana fu divisa in sette zone ognuna delle quali affidata ad un ufficiale medico, un infermiere ed un carro-ambulanza. Essi percorrevano la zona cercando gli infermi per curarli o trasportarli negli ospedali di Roma. La loro opera comprendeva la divulgazione di norme igieniche per la difesa dalla malaria e ciò contribuì ad un miglioramento sanitario ed economico dell'agro romano.. Tale campagna di cura contro la malaria divenne un'opera annuale.

Contemporaneamente a Genova fu organizzata una stazione di prime cure per gli infortunati sul lavoro (inaugurata nel 1901) ed a Caltanissetta furono creati dei posti di soccorso per gli infortunati nelle miniere di Zolfo. Iniziarono, inoltre, le trattative con il Ministero per regolamentare l'intervento della C.R.I. in caso di pubbliche calamità. Nell'aprile del 1905 un'eruzione devastò i comuni vesuviani. Il comitato di Napoli organizzò subito posti di soccorso con medici ed infermieri e ricevette diverse offerte dagli altri comitati.. Nello stesso anno la Calabria fu colpita da un terremoto e la C.R.I. mise a disposizione anche qui i propri mezzi di soccorso mandando tende e uomini..

La scuola per le infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana A Milano, dopo il riconoscimento internazionale del ruolo delle infermiere grazie alla loro opera durante la Guerra russo-giapponese, fu inaugurata nel febbraio 1907 la prima ambulanza-scuola per le Infermiere Volontarie., le cui lezioni erano tenute da ufficiali medici dell'esercito e della C.R.I. I corsi venivano dati presso il Palazzo d'Igiene e sanità di via Palermo. Questa iniziativa la si deve a Sita Camperio Meyer che s'ispirò al modello francese del Dispensaire Ecole de Plaisance. Ispirandosi a quello che si faceva in Europa Sita Camperio si adoperò per fondare una vera e propria scuola infermieristica. La prima Scuola delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana vide la luce a Roma, l'8 febbraio 1908, sotto il patronato della regina Elena. La sua sede era presso l'ospedale militare del Celio e nel primo anno ricevette circa 250 iscrizioni.

Anni 1911-1918 La campagna in Libia

Nel 1911 la C.R.I. mise a disposizione per la campagna in Libia tre ospedali da guerra, ambulanze da montagna, ospedali, magazzini di rifornimento e ambulatori.. Durante l'aspra guerra si sviluppò nelle truppe un'epidemia di colera alla quale si intervenne con lazzaretti, disinfestazioni e cura degli ammalati, sia italiani che indigeni. Fu utilizzata poi una nave ospedale per il trasporto di feriti ed ammalati dalla Libia all'Italia. I mobilitati della C.R.I. per questa spedizione ammontarono a 1735 tra graduati e militi e 66 infermiere.. In questa stessa campagna iniziarono ad apparire le prime auto-ambulanze che andarono a rimpiazzare i carri a trazione animale: il loro interno era fatto in modo da poter contenere barelle per 3 o 4 interni coricati o 10 interni seduti e il posto per il sanitario e l'infermiere.

Nel 1914 si celebrò il cinquantenario della C.R.I.: in tale occasione fu data una medaglia a tutti coloro che in quella data erano iscritti da 25 anni nell'associazione; questa distinzione è ancora in vigore e si chiama "Croce di Anzianità di Servizio"..

La Grande Guerra

Con l'inizio della prima guerra mondiale, per l'Italia nel 1915, la C.R.I. entrò in azione a fianco della Sanità Militare su due grandi campi: in zona di guerra (al fronte o nelle retrovie) ed in zona territoriale. Furono mobilitati 65 ospedali da guerra attendati, 3 ospedali di tappa, 2 ospedali chirurgici mobili, 4 sezioni di sanità, 32 ambulanze da montagna,29 posti di soccorso ferroviari, 24 treni ospedali, 15 sezioni automobilistiche, 3 sezioni da campo per Infermiere Volontarie, 1 ambulanza lagunare ed 1 ambulanza fluviale, 6 ambulanze radiologiche e 4 bagni doccia mobili. Inoltre furono impiantati diversi magazzini di rifornimento e depositi. Fu mobilitato il seguente personale: 1163 ufficiali medici, 427 ufficiali di amministrazione, 165 farmacisti, 273 ufficiali automobilisti, 157 cappellani, 1080 Infermiere Volontarie, 9500 tra graduati e militi..