Gli orbi erano una congrega di suonatori e cantori, prevalentemente non vedenti, attivi a Palermo e in altre città siciliane (come Messina) tra la metà del XVII secolo e il XX secolo.
Storia La fondazione della congregazione, sotto il titolo dell'Immacolata Concezione, avvenne a Palermo nei primi decenni del XVII secolo presso la chiesa del Crocifisso all'Albergheria. L'associazione ebbe vicende alterne: oltre ad alcuni cambi di sede, subì una dispersione nel 1767 e una successiva riorganizzazione nel 1806. La storia di questa confraternita laica si sviluppò in particolare grazie al legame con i Padri Gesuiti, presso i quali l'ordine stabilì la propria sede intorno al 1644.
Attività e repertorio Gli orbi, il cui nome li identificava come ciechi a prescindere dall'effettiva cecità dei singoli membri, si distinguevano dai tradizionali cantastorie per l'assenza di cartelloni illustrati. Si spostavano solitamente in coppia (di norma un violinista e un suonatore di citarruni, quest'ultimo in seguito sostituito dalla chitarra) ed eseguivano il proprio repertorio su richiesta.
Il loro repertorio non aveva una specializzazione tematica esclusiva e univa elementi sacri e profani. Furono tuttavia le composizioni di ambito religioso a garantirne la diffusione e la persistenza fino al Novecento, attraverso l'esecuzione di novene, triunfi, cunti e orazioni.
Nelle dinamiche sociali dell'epoca, gli orbi rappresentarono uno strumento di evangelizzazione e catechizzazione popolare. I testi, scritti in dialetto siciliano da eruditi laici o religiosi, tra i quali il canonico Antonino Diliberto, operante sotto lo pseudonimo di Binirittu Annuleri, trasponevano i dogmi cattolici, la dottrina e le agiografie in un linguaggio accessibile, superando l'ostacolo della liturgia in lingua latina.
I musicisti intervenivano regolarmente nelle festività patronali e di quartiere, nelle ricorrenze funebri o familiari e durante il periodo natalizio. Nella città di Palermo promossero la devozione verso l'Immacolata Concezione e Santa Rosalia; in quest'ultimo caso, l'attività era legata al canto dei tradizionali Triunfi presso le edicole votive durante il festino di luglio.
Studi antologici e musicali Nel corso degli anni Sessanta del Novecento, l'antropologa Elsa Guggino ha avviato una campagna di documentazione e raccolta dei testi e delle melodie degli ultimi orbi ancora attivi a Palermo. Successivamente, gli studi etnomusicologici sul repertorio e sulle connessioni con il panorama cerimoniale siciliano sono stati proseguiti da Sergio Bonanzinga.
Note
Bibliografia
Categoria:Musica in Sicilia Categoria:Storia di Palermo Categoria:Cultura in Sicilia Categoria:Cantastorie