La Settimana Santa di Enna è costituita da una serie di processioni religiose derivanti da antiche tradizioni di origine spagnola che si tengono annualmente a Enna in occasione della Settimana santa. Le celebrazioni attraggono migliaia di fedeli e di turisti e rappresentano l'evento più importante per la città e per la sua provincia, e uno dei più rilevanti tra i riti della Settimana Santa in Sicilia. I riti sono stati inseriti dalla Regione Siciliana tra le manifestazioni a richiamo turistico internazionale e nel Registro Eredità Immateriali della Sicilia.

In occasione della processione del Venerdì santo sfilano circa 3.000 confrati incappucciati, che portano i fercoli del Cristo morto e della Madonna Addolorata, sulle note di diverse marce funebri.

Storia

Le processioni sono legate alle prime confraternite ennesi, che sorsero già nel Basso Medioevo, ma fu il XVII secolo a segnare un loro notevolissimo incremento, addotto con ogni probabilità dall'avvento dell'influsso spagnoloÈ noto, infatti, che le manifestazioni religiose della Settimana santa più famose al mondo si svolgono in Spagna e fra queste la più nota è quella di Siviglia. sull'intera Sicilia, ma anche dalla cosiddetta controriforma cattolica che la Chiesa Romana promosse a seguito delle predicazioni d'ispirazione protestante.

Fu proprio la dominazione degli Spagnoli - che governarono l'Isola dal XV secolo fino al 1700 - a favorire la proliferazione delle confraternite, nate sulla base delle cofradias iberiche, a quei tempi vere e proprie congregazioni che esercitavano, grazie agli ampissimi poteri e privilegi loro conferiti dai re spagnoli, un ruolo sociale ed un potere sul popolo assai significativo. I sovrani, fortemente legati alla Chiesa e alle sue ramificazioni sul territorio, concedevano sovente i titoli regali alle confraternite più grandi o più prestigiose, che furono in grande numero, anche ad Enna, insignite delle onorificenze di Venerabile, Regale, Nobile e Lata.

La stessa gerarchia delle confraternite testimoniava il loro potere sul territorio, molto più radicato ed esteso rispetto finanche a quello regale: a capo di ciascuna congregazione veniva eletto il membro più anziano, al quale venivano automaticamente conferiti ampi privilegi. Egli infatti era detto Rettore della confraternita, e gli erano riconosciuti i titoli d'onore di Monsignore, Procuratore, Governatore, e rientrava a far parte di diritto del Civico Senato. Tanto i Rettori erano influenti nella città - in cui erano visti come una sorta di casta autorità - che avevano addirittura la possibilità, limitata al giorno dei festeggiamenti per il Santo patrono della confraternita, di concedere la grazia a tre condannati a qualsiasi pena inclusa quella di morte. Era il Rettore a presiedere tutte le assemblee delle confraternite, e a curare il bilancio di queste ultime, con l'aiuto di un cassiere e di un segretario. Ogni confraternita infatti possedeva un patrimonio non certo irrilevante, al contrario molto esteso in specie per quei secoli di grande povertà: tutte le congregazioni erano molto spesso beneficiarie di lasciti, ex voto, donazioni provenienti in particolare dalle classi più agiate.

Nel 1714, in piena fioritura delle confraternite ad Enna, il viceré di Sicilia Conte Annibale Maffei emise un decreto col quale istituì il Collegio dei Rettori, un organo che riuniva tutti i Rettori delle confraternite cittadine, originariamente a carattere spiccatamente economico, come desumibile dal nome che gli fu dato in principio, vale a dire Consiglio Economico delle Corporazione Religiose. Come prevedibile, il Collegio divenne presto l'organismo più potente ed influente esistente in città, giacché esso riuniva le maggiori autorità religiose.

Nel 1740, ad Enna vi erano 34 tra Confraternite, Compagnie e Collegi, tra cui a primeggiare era indubbiamente lo stesso Collegio dei Rettori: un numero spropositato di congregazioni religiose in rapporto alla popolazione della città, allora molto meno numerosa rispetto ad oggi, che riuscivano ad influire pesantemente sull'amministrazione della stessa e sul potere del sovrano. Il Collegio dei Rettori fu a tal punto ritenuto "pericoloso" per la libera gestione degli affari pubblici, da essere addirittura sciolto già nel 1783 dal Viceré del tempo.

Alcune confraternite furono costituite nell'allora Castrogiovanni (come era denominata Enna) dalla fine del XVIII secolo come mascheramento insospettabile di attività sovversive nei confronti dei Borboni, il cui strapotere nell'Italia meridionale non fu mai accettato dal popolo ennese, che si vide penalizzato in favore della vicina e filo-borbonica Caltanissetta. Nel 1859, le attività dei liberali fervevano in tutta Italia, e ad Enna fu fissata un'importante riunione proprio il venerdì Santo, con l'intenzione di distogliere le forze dell'ordine dall'incontro segreto. Il vertice, in cui erano coinvolti anche personaggi di spicco nella lotta al regime borbonico a livello nazionale e anche l'influente barone Carini. La polizia borbonica aveva rafforzato la sua sorveglianza. L'intera isola era cinta da un rigoroso isolamento dal continente. Solo nel maggio 1860, la spedizione dei Mille, capitanata da Giuseppe Garibaldi, sbarcò in Sicilia e liberò la città dai Borboni.

Nel 1944, dopo lo sbarco alleato in Sicilia, si ottenne la ricostituzione del Collegio, stavolta però con ben diverse funzioni, limitate infatti all'organizzazione più efficace dei riti religiosi pasquali e delle attività delle confraternite, e con ben più ristretti poteri. I componenti del Collegio sono attualmente 16.

Le processioni annullate o sospese

In secoli di celebrazioni, i riti della Settimana Santa ennese hanno più volte conosciuto imprevisti, la maggior parte dei quali legati al maltempo che caratterizza il primo scorcio di primavera nelle zone, come la Sicilia centrale, dove vi è un clima di transizione tra il clima steppico e quello mediterraneo. In passato - ormai il riscaldamento globale ha notevolmente mitigato il clima ennese - la neve, la grandine, la pioggia, il vento o la nebbia accompagnavano puntualmente la Settimana santa.

Durante il freddissimo XVIII secolo il cattivo tempo sconvolse più volte le sacre funzioni. La processione del Venerdì santo, ad esempio, nel 1782 fu bloccata dalla neve molto alta: pare fu quello il primo anno, in cui, per causa di forza maggiore, l'evento religioso più sentito del periodo pasquale venne sospeso. Pochi anni dopo, nel 1798, quando la processione aveva ancora percorso un solo tratto di via Roma, si levò un vento fortissimo, che costrinse confrati e fedeli a rifugiarsi all'interno della vicina Chiesa di San Cataldo. A quella sorta di ciclone seguì una violenta grandinata, che impedì a quanti erano riparati in chiesa di uscire, non prima del mattino seguente.

Nell'Ottocento, si ebbero invece incidenti di diversa natura: nel 1812 si verificò il più grave mai registrato sino ai giorni nostri, ovvero l'esplosione per ragioni ignote di una fabbrica di petardi, che provocò due morti e numerosi feriti. Nel 1831, invece, 5 detenuti a pene gravi riuscirono a fuggire dalle prigioni allora situate nel Castello di Lombardia, durante la processione del venerdì Santo.

Nel 2009 la processione venne sospesa, causa maltempo, su decisione unanime del Collegio dei Rettori.

Nel 2020 e nel 2021 a causa della pandemia di COVID-19 la processione viene sospesa su disposizione del vescovo della diocesi monsignor Rosario Gisana.

I riti Domenica delle Palme Visita della Confraternita dello Spirito Santo alla Chiesa di San Leonardo Alle ore 09:00 di Domenica delle palme, dalla Chiesa dello Spirito Santo muove l'omonima confraternita che, percorrendo via Spirito Santo, Piazza S. Bartolomeo, via Mercato e via Passione, giunge alla Chiesa di San Leonardo per rendere omaggio al simulacro dell'Ecce Homo intronizzato sull'altare maggiore, davanti al quale i confrati, dopo un breve momento di preghiera, partecipano alla celebrazione eucaristica.

L'ingresso di Gesù a Gerusalemme I riti si aprono la Domenica delle palme, quando viene evocato l'ingresso di Gesù a Gerusalemme. Alle 10:00 del mattino, come detta la tradizione, presso il barocco Santuario di Papardura, arroccato sui ripidi fianchi della montagna su cui sorge la città, i confrati della Santissima Passione rappresentano l'arrivo del Messia nella città santa. Uno dei confrati, rappresentante Gesù, monta su un asinello, preceduto da dodici compagni, rappresentanti gli apostoli, che reggono ramoscelli di ulivo. Il corteo risale per la strada che porta in città, e viene accolto al quadrivio del Monte dalle rappresentanze delle confraternite e dalla banda in festa, circondata da un gran numero di fedeli.

A questo punto, la processione si ferma alla Chiesa di San Sebastiano, dinanzi alla quale viene posto un portale su cui vigilano due sentinelle romane dell'imperatore; Gesù sull'asinello e i dodici apostoli, attraversando tale portale fra gli osanna della folla, si avviano ad assistere alla benedizione delle palme e dei ramoscelli di ulivo, per poi guidare una grande processione che percorrerà la parte occidentale della città alta, ivi incluse le tortuose e pittoresche viuzze dei quartieri tradizionali come pure i rettilinei ed ampi viali della zona moderna. Quando finalmente la processione raggiunge la Chiesa di San Leonardo, essa viene accolta dai fedeli e dal suono delle campane, mentre all'interno si dà il via alla passione di Gesù di cui fa memoriale il simulacro dellEcce Homo.

La processione e l'adorazione in Duomo del Collegio dei Rettori

Il pomeriggio, si riprendono le solennità alle 16:00 presso la Chiesa di Montesalvo, da dove ha inizio la processione cui partecipa il Collegio dei Rettori e le terzaglie, ovvero le rappresentanze di ciascuna confraternita, distinte dai colori differenti delle mantelline. Questa processione, si snoda per le vie principali di Enna Alta, percorrendo di fatto la via Roma per tutta la sua lunghezza fino ad arrivare al Duomo, dove il Collegio dei Rettori si riunisce in preghiera dinanzi al SS. Sacramento. Dopodiché, rispettando precedenze ben determinate, ogni confraternita effettua a turno, da qui al mercoledì Santo, un'ora di adorazione: in dialetto ennese, proprio per questo le confraternite sono altresì note come le ure.

Seguono le adorazioni delle confraternite in Duomo:

- L'adorazione della Confraternita di Maria Santissima del RosarioAlle ore 17:00 la Confraternita di Maria SS. del Rosario, si presenta in Duomo in seguito a una breve processione dalla vicina Chiesa di San Giovanni Battista, per la propria ora di adorazione al SS. Sacramento.- L'adorazione della Confraternita del SS. Crocifisso di Pergusa. Alle ore 17.30 si reca in adorazione al Duomo la confraternita del SS. Crocifisso di Pergusa unica con l'abito con la mantella lunga e con caratteristica visiera rigida. Assieme si muove processionalmente, alla stessa ora, la Compagnia del Terz'Ordine Carmelitano che precede la confraternita del SS. Crocifisso di Pergusa.

- L'adorazione della Confraternita della Passione. I confratelli della Passione muovono dalla Chiesa di San Leonardo alle ore 18:00. Terminata l'ora di adorazione il simulacro ritorna in processione alla chiesa di appartenenza, dopo aver effettuato una breve sosta di preghiera davanti alla Chiesa dell'Addolorata, in ricordo dell'incontro del Cristo con Sua Madre.

- L'adorazione della Confraternita del Santissimo SalvatoreUltima a muoversi, partendo dalla Chiesa del Santissimo Salvatore alle ore 19:00,

Lunedì santo

L'adorazione della Confraternita di Sant'AnnaAlle ore 09:30, dalla Chiesa di San Cataldo si recano in duomo i confrati di Sant'Anna, che percorrono tutta la via Roma.