Figlio dell'influente Granduca Gediminas, al potere dal 1316 al 1341, al momento della morte del padre, Kęstutis ricevette come lascito il Ducato di Trakai e quello della Samogizia. Il ruolo di Granduca fu invece assegnato a un figlio intermedio di Gediminas, Jaunutis, che si dimostrò incapace di governare e di contenere le aspirazioni del fratello maggiore Algirdas. Quest'ultimo aveva una profonda intesa con Kęstutis, assieme al quale destituì Jaunutis nel 1345. Da quel momento, Algirdas costituì una sorta di duumvirato con Kęstutis, assegnandogli il ruolo di vice-Granduca e la gestione dei confini occidentali della Lituania, mentre egli si concentrò sulle frontiere orientali.
Kęstutis si trovò a fronteggiare per tutta la sua vita la coalizione crociata che intendeva conquistare la Lituania e convertire i suoi abitanti al cristianesimo (all'epoca ancora pagani). Al contempo si scontrò varie volte con la Polonia per il possesso di regioni contese, quali la Galizia e la Volinia. Al fine di agire indisturbato in queste campagne, allo stesso modo di suo fratello Algirdas e di suo padre Gediminas ancora prima di lui, si lasciò andare a false o vaghe promesse di conversione e a una tattica di temporeggiamento.
Quando nel 1377 Algirdas morì, Kęstutis accettò la decisione del fratello di nominare come erede suo figlio Jogaila, che confermò la carica di vice-Granduca allo zio. Tuttavia, presto insorsero screzi tra i due e, nel 1381, Kęstutis si impossessò con la forza della carica di granduca, scatenando così una guerra civile. Forte del sostegno di chi non gradiva le politiche militari di Kęstutis, il destituito Jogaila riuscì a far prigioniero suo zio e il figlio di quest'ultimo, Vitoldo, nell'agosto del 1382. Kęstutis morì nelle prigioni del castello di Krėva a oltre ottant'anni di età; la guerra civile scoppiata nel 1381 proseguì fino al 1384 e fu portata avanti da Vitoldo. Le spoglie di Kęstutis furono poi cremate durante una sontuosa cerimonia pagana, l'ultima avvenuta nella storia della Lituania; i futuri sovrani, a partire proprio da Jogaila e Vitoldo, si convertirono al cristianesimo.
La parentesi storica al potere di Algirdas e Kęstutis viene valutata positivamente dagli storiografi, i quali ritengono che in quel trentennio le conquiste effettuate e il potere assunto dal Granducato si ampliarono ulteriormente. Tuttavia, anche dopo la morte di suo fratello, Kęstutis non riuscì a risolvere il problema dell'isolamento internazionale della Lituania, limitandosi a continuare a combattere i crociati e portando avanti un disegno che appariva ormai anacronistico, ovvero la persistente resistenza alla cristianizzazione.
Biografia Primi anni
KęstutisIl nome "Kęstutis" deriva da un'antica forma del nome "Kęstas", che è a sua volta il diminutivo di nomi lituani quali "Kęstaras" e "Kęstautas", dove Kęs-ti sta per "far fronte": nacque attorno al 1297.. o comunque non oltre il 1300;. era il quarto (o il quinto) figlio di Gediminas, Granduca di Lituania dal 1316, e della moglie Jewna..
Non è nota alcuna informazione sui primi anni di Kęstutis. Suo padre ricoprì il ruolo di sovrano per più di venticinque anni e riuscì a estendere moltissimo i territori sotto il suo dominio, se si tiene conto del fatto che il Granducato finì per inglobare aree oggi comprese nei confini della Lituania, della Bielorussia, della Russia e dell'Ucraina.. Nel 1337, Gediminas guidò un attacco contro i Cavalieri teutonici insediati nel castello di Bayerburg, ma la battaglia culminò in una disfatta e in quell'occasione morì anche il duca di Trakai. Resta incerto se Gediminas abbia assegnato già in quel frangente la gestione del Ducato di Trakai a Kęstutis. Qualche studioso ha addirittura individuato nella battaglia di Galialaukė del 1338 la prima operazione militare a cui avrebbe preso parte il nuovo duca, terminata anche in quel caso con una sconfitta per i baltici.. Nella speranza di preservare quanto conquistato, in punto di morte Gediminas affidò la gestione delle varie regioni del Granducato di Lituania ai suoi numerosi figli. A Kęstutis fu concessa (o confermata) la gestione del già menzionato Ducato di Trakai e, in più, il Ducato di Samogizia..
Granducato di Jaunutis (1341-1345)
Quale suo successore come granduca, Gediminas, perito nel 1341, indicò Jaunutis, malgrado non fosse il primogenito.. Le ragioni alla base della scelta non sono del tutto chiare, sebbene alcuni studiosi abbiano ipotizzato che la nomina sia stata giustificata dal fatto che fosse il primo figlio dell'ultima moglie del sovrano.. È plausibile pure che i due fratelli maggiori Narimantas e Algirdas fossero stati scartati perché il padre temeva che potessero scoppiare dei dissidi tra i due..«Narimantas viene indicato come fratellastro di Algirdas e di Kestutis dalla Jüngere Hochmeisterchronik e la rivalità tra i due suggerisce che essi fossero figli di madri diverse. Si tratta tuttavia di una fonte dalla dubbia affidabilità, in quanto molto tarda» e risalente alla fine del XV secolo: . Considerata la grande fatica con cui Gediminas era riuscito a rendere il Granducato una stabile e robusta potenza dell'Europa orientale, è lecito dedurre che egli volesse scongiurare lo scoppio di un conflitto che avrebbe potuto vanificare la stabilità interna raggiunta dalla Lituania. Si è infine suggerito che si sarebbe trattato verosimilmente di un compromesso, poiché alcuni dei fratelli di Jaunutis avevano scelto come lui di perseguire la stessa decisione del padre e di rimanere fedeli al paganesimo (ad esempio Algirdas e Kęstutis), mentre altri, malvisti a seguito delle loro conversioni, avevano deciso di abbracciare la religione ortodossa (Narimantas, Karijotas e Liubartas).
Quando Jaunutis salì al potere preferì seguire una politica pacifica in campo estero, venendo favorito dal momento di crisi che stavano vivendo i Cavalieri teutonici, acerrimi nemici del Granducato, e il loro Gran maestro Ludolf König.. I suoi fratelli, al contrario, erano decisamente più bellicosi: si spiega così perché Algirdas attaccò Možajsk nel 1341 e poi prestò soccorso nel 1342 a Pskov quando questa città fu attaccata dall'Ordine di Livonia, un altro ordine religioso cavalleresco attivo nell'Europa orientale e impegnato nella crociata lituana. Tuttavia, approfittando delle debolezze dei teutonici e dei livoniani, Algirdas e Kęstutis compirono un'ampia campagna che colpì varie aree della Livonia meridionale (grosso modo l'odierna Lettonia), spingendosi fino a est di Riga.. Non è chiaro se il Granduca Jaunutis avesse prestato il proprio tacito consenso o se, semplicemente, non fosse stato materialmente in grado di far desistere i suoi consanguinei dal loro intento..
La situazione cambiò nel 1343 o nel 1344, quando l'Ordine teutonico, forte della proclamazione di una crociata, convinse vari sovrani dell'Europa occidentale a combattere contro la Lituania pagana per vendicare le incursioni subite negli anni precedenti. La chiamata alle armi si rivelò però un fiasco, considerando che non solo l'attacco crociato indirizzato contro la città di Veliuona si rivelò di scarso effetto, ma che i teutonici dovettero abbandonare l'offensiva quando seppero che Algirdas stava razziando con successo, ancora una volta, la Livonia. Nel frattempo, a sud Algirdas agì nuovamente senza consultare Jaunutis e prestò assistenza al fratello Liubartas, principe di Volinia e impegnato nelle guerre di Galizia-Volinia. Alla fine, nella seconda metà del 1344, la Lituania rappresentata di fatto da Algirdas e Kęstutis raggiunse un accordo con la Polonia e i crociati, uscendo temporaneamente dalle ostilità. Le campagne lituane erano seguite con grande attenzione dalla rivale Moscovia, sebbene non si giunse a uno scontro armato tra le due; Mosca infatti aveva preferito convincere varie città a cambiare schieramento e a rinnegare i baltici, come nel caso di Brjansk, con la diplomazia. Inorgogliti dalla fama che stavano guadagnando con le loro campagne vittoriose e preoccupati che i crociati potessero avviare grosse e temibili offensive, Algirdas e Kęstutis si convinsero nel 1345 a destituire il fratello Jaunutis, che ormai aveva probabilmente perso ogni potere sostanziale.. Benché si fosse sostenuto in passato che il colpo di Stato avvenne il 22 novembre 1345, lo storico britannico Stephen Christopher Rowell ritiene che questa data sia errata, in quanto confusa con il battesimo di Jaunutis avvenuto a Mosca il 23 settembre 1345..
Vice-Granduca (1345-1377) Fronte occidentale
Una volta spodestato Jaunatis, che fu imprigionato ma riuscì poi a fuggire a Mosca, Algirdas assunse la carica di Granduca, mentre Kęstutis venne confermato nel ruolo di duca di Trakai e della Samogizia, acquisendo inoltre una sorta di status di vice-Granduca, che gli garantì una completa libertà di manovra. Gli altri fratelli non ostacolarono il rovesciamento di Jaunutis forse riconoscendo e accettando la superiorità militare e la maggiore capacità di governo di Algirdas e Kęstutis.. I due diedero vita a una sorta di duumvirato, un caso per la verità già esistito nella storia della Lituania, se si pensa al dualismo tra Butigeidis e Butvydas (probabile nonno di Kęstutis) e forse a quello di Vytenis (zio di Kęstutis) e Gediminas prima del 1316..
Algirdas decise di concentrarsi sulle questioni che impegnavano il Granducato a oriente, mentre assegnò la gestione dell'area occidentale a Kęstutis, che dovette confrontarsi con l'Ordine teutonico, l'Ordine di Livonia, la Polonia e l'Ungheria.. Il Granduca a ogni modo partecipò, nel 1345, a un'incursione di Kęstutis che devastò la Sambia e la Livonia centrale, terminata con la cattura di 600 prigionieri.. L'anno successivo una spedizione dei Lituani colpì nuovamente i crociati in Sambia, che stavano ancora vivendo un periodo di difficoltà. Kęstutis, da fervente pagano quale era, portò avanti le lotte con i cristiani in maniera costante ma con alterne fortune..
Nel frattempo, Jaunutis aveva cercato invano di trovare alleati per riprendere il potere. Alla fine, nel 1347, fece ritorno a Vilnius e rinunciò formalmente al titolo granducale, riconciliandosi dunque con i fratelli. Come premio per il suo rappacificamento, gli fu assegnato il titolo di duca di Zaslavl'..
Nel 1348, il comandante teutonico Winrich von Kniprode riuscì a sferrare un duro colpo ai Lituani nella battaglia della Strėva, svoltasi in campo aperto.. Nel 1352, quando Winrich von Kniprode assunse il ruolo di Gran Maestro, egli comprese che era necessario porre un freno alle incursioni del Granducato con azioni oculate.. Uno dei proficui risultati raggiunti durante la sua gestione riguardò l'allargamento della zona cuscinetto tra lo Stato monastico e la Lituania, un'area praticamente priva di insediamenti urbani per via delle costanti razzie: lo scopo perseguito era sì quello di causare uno spopolamento attraverso le incursioni, ma soprattutto quello di avvistare prima gli invasori in caso di attacco. A parte l'impiego di reclute straniere, il successo maggiore passò per l'indebolimento dei suoi nemici «attraverso un ponderato ricorso alla diplomazia». Concentrandosi sull'alleanza che avevano stipulato polacchi e Lituani negli anni trenta del Trecento, il Gran maestro teutonico intervenne mantenendo rapporti amichevoli con i primi, stipulando una pace con la Lituania nel 1357 e fornendo sostegno ai duchi polacchi ostili a Casimiro III di Polonia.. Il re polacco giunse ad accusare Kniprode di aver fornito sostegno militare a Kęstutis quando questi saccheggiò la Varmia nel 1356.. In quel frangente, si verificò addirittura la concreta possibilità che l'Ordine stringesse un trattato di cooperazione con la Lituania, su invito di quest'ultima, in chiave anti-Cracovia, ma papa Innocenzo VI bloccò le trattative perché «scandalizzato» dalla prospettiva di un'alleanza tra pagani e cristiani.