Le Isole Falkland (, ; ) o Malvine (oggi antiquato dal francese Malouine ) sono un territorio d'oltremare del Regno Unito il cui capoluogo è Stanley. Si tratta di un arcipelago dell'oceano Atlantico meridionale rivendicato dall'Argentina, che lo considera parte integrante del proprio territorio nazionale.

Nel 1982 la dittatura militare argentina occupò l'arcipelago - precedentemente occupato dal Regno Unito nel 1833 - dando origine a un conflitto con il Regno Unito noto come guerra delle Falkland, che vide il Paese sudamericano sconfitto.

Etimologia Falkland Il capitano inglese John Strong nel 1690 chiamò lo stretto tra due isole "Falkland Sound", in onore dell'ufficiale di bordo Anthony Cary, quinto visconte di Falkland, che a sua volta prende il nome dal paese di Falkland (Fáclann) in Scozia; il nome è poi passato ad indicare le isole principali oltre che lo stretto.

Malvine Il nome Malvine (in spagnolo Malvinas, utilizzato in Argentina e in tutti i Paesi ispanofoni) deriva dal nome in lingua francese Îles Malouines coniato nel 1764 dal navigatore francese Louis Antoine de Bougainville; il nome deriva dal fatto che i primi colonizzatori europei delle isole si riteneva fossero provenienti dalla cittadina francese di Saint-Malo (Bretagna), e detti quindi Malouins; a sua volta il nome della cittadina francese derivava da san Maclovio - in francese Malo o Maclou - un monaco peraltro di natali britannici (Mac Low, dal Galles).

Geografia L'arcipelago delle Falkland è formato dall'isola di Falkland Occidentale (Gran Malvina/West Falkland), dall'isola di Falkland Orientale (Isla Soledad/East Falkland) e da circa 200 isole minori, tra cui l'isola dei Leoni Marini (Isla de los Leones Marinos/Sea Lion Island). Il territorio delle due isole principali, separate dallo stretto di Falkland (Estrecho de San Carlos/Falkland Sound), è montuoso-collinare (le cime più alte sono: il Monte Adam (Monte Independencia/Mount Adam), , nell'isola Occidentale e il Monte Usborne (Cerro Alberdi/Mount Usborne), , nell'isola Orientale), con fasce costiere pianeggianti, a tratti paludose. Le coste sono molto articolate. Altre isole nell'arcipelago sono l'Isola Weddell e l'Isola West Point.

Clima

Il clima presenta aspetti di transizione tra il tipo atlantico e quello subartico. L'escursione termica stagionale è limitata; la temperatura media giornaliera, durante i mesi centrali dell'inverno, si mantiene attorno ai mentre quella del mese di gennaio, il più caldo dell'anno, non supera gli , le precipitazioni sono tendenzialmente regolari e non si registrano minimi o massimi stagionali significativi, ma i quantitativi pluviometrici medi si mantengono da moderati a modesti, anche se possono variare da località a località a seconda della posizione dei rilievi rispetto alla costa e quindi dall'esposizione degli stessi alle correnti prevalenti (occidentali e meridionali). A causa della forte influenza delle temperature superficiali oceaniche (di qualche grado sopra gli anche nel pieno dell'inverno australe) le precipitazioni consistono prevalentemente in piogge.

Le nevicate tuttavia sono relativamente frequenti e si possono verificare per gran parte dell'anno (diventando eccezionali solo nel periodo centrale dell'estate australe), gli accumuli però sono di regola scarsi e il manto nevoso ha una durata breve e incostante, in genere limitata a pochi giorni lungo le coste, mentre la persistenza della neve può mantenersi a lungo solo sui rilievi più elevati e in generale solo al di sopra dei . Nel complesso i regimi termici e precipitativi si presentano del tutto simili a quelli della vicina regione della Terra del Fuoco distinguendosene solo per alcuni tratti di maggiore marittimità. I forti venti, le basse temperature medie giornaliere (inferiori ai per 10-11 mesi all'anno), la modestissima eliofania, fanno sì che la stagione vegetativa sia molto breve e non consentono la crescita di vegetazione arborea.

Storia Storia antica e arrivo degli europei Recenti ritrovamenti dimostrano che le popolazioni indigene provenienti dalla Patagonia arrivarono sulle isole in tempi antichi. Ciò è verificato dalla presenza di reperti quali punte di frecce e resti di una canoa.

Sulla scoperta da parte degli europei vi sono numerose ipotesi: nel 1520 il navigatore portoghese Esteban Gómez, disertando la prima circumnavigazione di Magellano, avrebbe avvistato le isole; oltre a lui altri navigatori come Simón de Alcazaba y Sotomayor (prima del 1540) il capitano John Davis (che nel 1592 si limitò alla sola annotazione sulle carte nautiche) e Sir Richard Hawkins (nel 1594 le avrebbe chiamate, in onore della sua amante, Terre della Ragazza di Hawkins) avrebbero le credenziali per accreditarsi la scoperta dell'arcipelago. Gli olandesi, inviarono Verhagen (1598) e Sebald de Wert nelle isole, che, considerandole sconosciute, le denominò Isole di Sebald. Il loro attuale nome inglese fu dato, nel 1690, dal capitano John Strong che vi mise piede, denominandole Falkland in onore del politico Anthony Cary, 5º Visconte di Falkland, e chiamando l'isola occidentale Isola di Pepys (in onore probabilmente di Samuel Pepys, diarista e primo Segretario dell'Ammiragliato che scrisse nel 1690 le Memories of the Royal Navy), e Isola di Falkland l'isola orientale. Il nome è stato recepito da Halley e così poi l'arcipelago è stato denominato nelle carte inglesi.

I primi coloni francesi giunsero nel 1763, guidati da Louis Antoine de Bougainville. Essendo quasi tutti dei malouins, provenienti cioè dal porto di Saint-Malo, le isole assunsero il nome francese di Îles Malouines, da cui è poi derivata la denominazione usata dalla maggior parte delle lingue romanze. Nel 1765 Lord Egmont, a cui venne affidata la guida degli affari navali inglesi, inviò il capitano John Byron (nonno del poeta George G. Byron, in seguito Ammiraglio) che ne prese formale possesso a nome della corona britannica, suscitando le proteste spagnole. Già nel 1766, comunque, la colonia fu ceduta dalla Francia alla Spagna dopo la sua partecipazione a fianco della Francia nella Guerra dei sette anni contro il Regno Unito, usciti poi vincitori dal conflitto.

Rivendicazione argentina delle isole Le Provincias Unidas del Rio de La Plata (odierna Argentina) dichiarando la propria indipendenza nel 1810, rivendicarono la sovranità alle isole e l'Argentina si considerò in seguito (assieme con altri paesi residui ai possedimenti spagnoli) continuatrice dei territori spagnoli in quella parte del continente.

Nell'anno 1820 il governo di Buenos Aires inviò una nave militare argentina sulle isole a prenderne possesso, subentrando alla Spagna. Successivamente, nel 1823, Luis María Vernet fu nominato governatore dell'arcipelago, ottenendo concessioni riguardanti diritti commerciali e industriali, quindi dai territori argentini giunsero autonomamente nelle isole dal 1825 alcuni gruppi di coloni, che praticarono in massima parte la pastorizia come mezzo di sostentamento. Il 10 giugno 1829 venne istituito il Governatorato con base sull'isola Soledad "Comandancia Política y Militar de las islas Malvinas" con giurisdizione sulle isole adiacenti al Cabo de Hornos, un ente di controllo che sorvegliava la regione di pesca marina, e la regolamentava. Il 30 agosto del 1829 Vernet proclamò la fondazione di Puerto Luis.

Arrivo dei britannici Successivamente fu la volta dei britannici che, nel 1833, occuparono le isole espellendo i militari argentini e il loro comandante designato, José María PinedoFerrer Vieyra: 159.. Dichiararono inoltre la propria sovranità su tutto l'arcipelago, occupando e rivendicando la sovranità anche sulle isole Georgia del Sud e le isole Sandwich Australi, che erano disabitate. Una volta espulsa la guarnigione militare, restavano sull'isola principale una trentina di persone di origine varia (argentini, uruguaiani, brasiliani, uno scozzese). Dopo la conquista britannica, due di queste (un uruguaiano e un brasiliano) decisero di abbandonare l'isola, mentre tutti gli altri accettarono l'invito dei nuovi occupanti a rimanere (l'ultimo morì nel 1871).

Prima guerra mondiale L'8 dicembre 1914, durante la prima guerra mondiale, fu combattuta la battaglia navale delle isole Falkland tra alcuni incrociatori tedeschi comandati dall'ammiraglio Maximilian von Spee e una preponderante flotta britannica, comandata dal viceammiraglio Sir Frederik D. Sturdee. I tedeschi avevano intenzione di passare dall'Oceano Pacifico all'Atlantico, ma furono fermati e vinti dai britannici.

Guerra delle Falkland

Il 2 aprile 1982 le isole furono occupate da una spedizione militare argentina inviata dalla dittatura militare al governo. Con risoluzione 502 del 3 aprile 1982, approvata a maggioranza, l'ONU chiese l'immediato ritiro dell'Argentina dalle isole.

La reazione del governo britannico all'invasione fu assai decisa: il primo ministro Margaret Thatcher inviò navi da guerra, un sottomarino nucleare, aerei e truppe che in poco più di due mesi riconquistarono il territorio. Questa sconfitta contribuì alla crisi e alla fine della dittatura militare in Argentina (1976-1983).

Oggi le isole sono uno dei territori non autonomi sottoposti alla supervisione del Comitato speciale di decolonizzazione (Comité de descolonización o Special Committee on Decolonization) delle Nazioni Unite, che ha lo scopo di controllare annualmente il rispetto delle azioni tese a evitare il colonialismo. A questo comitato, tuttavia, partecipavano nel 2017 solo 29 membri delle Nazioni Unite.

Vicende recenti La misura principale presa dal governo britannico tesa a evitare rapporti neocoloniali verso la popolazione delle Falkland, è stato il ripristino e il perfezionamento, per i cittadini residenti, dello status di cittadini britannici a pieno titolo, senza ricorrere ad autonomia di governo. Per il resto, come reazione ai trascorsi, è stata sensibilmente aumentata la presenza militare britannica sulle isole e nei mari circostanti. Il Regno Unito rivendica per i cittadini delle isole, in grandissima parte di origine britannica, il diritto di autodeterminazione.

L'Argentina ha promosso in varie sedi alcuni pronunciamenti internazionali per la questione delle isole, alcuni di merito, altri di natura simbolica. Nel 2007 l'Uruguay negò l'accesso al porto di Montevideo a una nave militare britannica che era di pattuglia presso le Falkland, l'HMS Gloucester, e che aveva richiesto assistenza e rifornimento. Il 19 febbraio 2010 il presidente venezuelano Hugo Chávez ha dichiarato che il Regno Unito deve restituire le Falkland/Malvine all'Argentina, aggiungendo "che l'occupazione britannica delle isole è antistorica e dovuta unicamente all'avidità dei britannici in quanto nel sottosuolo delle Malvine si trova un ricchissimo giacimento di petrolio e gas naturale". Il 3 luglio dello stesso anno le autorità della Siria si sono dette impegnate nel difendere il diritto di sovranità argentino sulle Falkland. Inoltre, dall'agosto 2010 il Mercosur, l'Unasur, l'Alleanza Bolivariana per le Americhe, l'Organizzazione degli Stati americani e il Marocco appoggiano il reclamo argentino delle isole. Da parte sua il governo della Repubblica Argentina continua a ribadire la propria sovranità sulle isole, sia in forma ufficiale che nella comunicazione sui social media.