La seconda battaglia di Algeciras, nota anche come battaglia dello Stretto di Gibilterra, fu una battaglia navale combattuta nel golfo di Gibilterra nella notte del 12 luglio 1801 (23 Messidor an IX del Calendario repubblicano francese) tra uno squadrone di vascelli della Royal Navy inglese ed un più consistente squadrone di navi della marina francese e spagnola. La battaglia seguì di pochi giorni la prima battaglia di Algeciras svoltasi il 6 luglio, in cui uno squadrone francese ancorato nel porto spagnolo di Algeciras tenne testa all'attacco di un preponderante squadrone inglese con base nella vicina Gibilterra. Nel corso degli scontri avvenuti nelle acque calme al largo della Baia di Algeciras le forze inglesi furono immobilizzate da improvvise bonacce e dal contorto sistema di secche della baia, finendo per subire il pesante fuoco delle navi francesi e delle batterie costiere spagnole. Alla fine della battaglia gli inglesi persero la HMS Hannibal (arenata e pesantemente danneggiata, fu successivamente riarmata come Annibal nella marina francese), ma entrambi gli schieramenti dovettero ritirarsi per affrontare le necessarie riparazioni. Allo stesso tempo, le due squadre chiamarono rinforzi per superare lo stallo. I francesi ricevettero per primi aiuto da parte della flotta spagnola di stanza a Cadice, che mandò sei vascelli da guerra per scortare in sicurezza lo squadrone francese.

Arrivati i rinforzi il 9 luglio, lo squadrone franco-spagnolo fu pronto per salpare il 12, lasciando in serata Algeciras e dirigendosi verso ovest. Lo squadrone inglese, al comando del Retroammiraglio Sir James Saumarez, terminate rapidamente le proprie riparazioni, levò le vele all'inseguimento. Accortosi che le proprie navi stavano perdendo il contatto con il nemico, Saumarez diede ordine ai propri capitani di separare le forze ed attaccare lo squadrone franco-spagnolo al loro meglio. La nave più veloce era la HMS Superb, al comando del Capitano Richard Goodwin Keats, che veleggiò tra la retroguardia spagnola appena scese la notte. La Superb, con la complicità del buio (la notte era senza luna), attaccò le ultime navi della retroguardia, riuscendo ad incendiare la Real Carlos (un poderoso vascello da 112 cannoni) e riuscendo a catturare la francese Saint Antoine. Incapacitati a distinguere amici e nemici, la Real Carlos attaccò la spagnola San Hermenegildo, con il solo risultato di propagare l'incendio anche alla seconda nave. Entrambe, successivamente, esplosero causando innumerevoli vittime. A quel punto si aprì un secondo fronte della battaglia, all'arrivo della HMS Venerable sulle linee francesi. La nave attaccò la nave francese Formidable al comando del Capitano Amable Troude, posizionata più indietro nello schieramento franco-spagnolo. Lo scontro si prolungò a lungo e si concluse con la Venerable danneggiata al punto da essere mandata ad arenarsi sulla costa, consentendo al resto dello schieramento francese di ampliare il proprio vantaggio e raggiungere Cadice senza ulteriori combattimenti.

Passata la battaglia, la Venerable fu trainata al largo e riportata a Gibilterra per le riparazioni, mentre il resto dello squadrone inglese ripristinò il proprio blocco navale al largo di Cadice, riportando di fatto entrambi gli schieramenti allo status quo precedente alla Campagna di Algeciras. La vittoria inglese, giunta a così breve distanza temporale dalla sconfitta di Saumarez nel porto di Algeciras, contribuì a ripristinare la parità tattica nella regione, mentre le pesanti perdite causate allo schieramento spagnolo contribuirono ad indebolire l'alleanza franco-spagnola e furono uno dei fattori a portare alla firma del Trattato di Amiens nel 1802. In Francia, nonostante le pesanti perdite spagnole, la battaglia fu celebrata come una vittoria e il Capitano Troude fu promosso e lodato per la difesa della propria nave.

Antefatto

La prima battaglia di Algeciras

Nell'agosto del 1798 la flotta francese del Mediterraneo era stata distrutta dalla flotta inglese durante la Battaglia del Nilo, nel corso della Campagna d'Egitto. Con il dominio dei mari nelle mani della Royal Navy e il proprio esercito isolato in Egitto, la Francia cercò di ripristinare le proprie forze nella regione inviando rinforzi dalla flotta di stanza nell'Oceano Atlantico, ottenendo alcune navi spagnole di stanza nel porto di Cadice.Woodman, p. 161 Uno squadrone partì da Brest e tentò per tre volte di raggiungere l'Egitto (che stava affrontando una massiccia invasione inglese), prima di abbandonare ogni tentativo e ritirarsi a Tolone sulle coste francesi del Mediterraneo. I tre vascelli Formidable, Indomptable e Desaix erano stati separati dal contingente principale a Maggio e messi sotto al comando del Contrammiraglio Charles Linois, con l'ordine di dirigersi a Cadice.Clowes, p. 459 Lì, la marina spagnola aveva concesso la vendita di sei vascelli alla marina francese, ed il 13 giugno due fregate francesi, la Libre e la Indienne giunsero nel porto per seguire il trasferimento delle imbarcazioni al comando del Contrammiraglio Dumanoir le Pelley.Clowes, p. 465

Sulla rotta verso Cadice, Linois era venuto a sapere dalla ciurma del brigantino HMS Speedy che un possente squadrone inglese composto da sette vascelli al comando del retroammiraglio Saumarez stazionava al largo di Cadice, bloccando l'accesso al porto. Preoccupato che lo squadrone nemico potesse travolgere il proprio, Linois si rifugiò nel piccolo ma ben difeso porto di Algeciras, sull'altro lato della Baia di Algeciras rispetto alla fortezza navale inglese di Gibilterra.Mostert, p. 404 Saumarez fu informato dell'arrivo di Linois e si mosse verso est fino a raggiungere la mattina del 6 luglio le navi francesi già schierate sulla difensiva. L'attacco inglese fu immediato, ma il retroammiraglio dovette fare i conti con l'ostacolo della mancanza di vento. Impossibilitato a muoversi e sotto pesante fuoco nemico, lo squadrone inglese riuscì ad infliggere danni significativi allo schieramento francese, facendone ritirare le navi verso la costa e portandone due ad arenarsi. Tuttavia, quando Saumarez ordinò alle proprie navi di seguire quelle francesi, la HMS Hannibal si trovò incagliata a sua volta, in un punto particolarmente bersagliato dalle batterie napoleoniche.Clowes, p. 463 Senza vento per manovrare, e con le scialuppe impegnate a trainar via la HMS Pompee dalla bonaccia, Saumarez interruppe l'attacco alle 13:35. Quel che restava dello squadrone inglese si ritirò verso Gibilterra, lasciandosi alle spalle la Hannibal ormai pressoché priva di alberatura, semidistrutta dal fuoco francese e con l'equipaggio decimato.James, p. 118

L'arrivo di Moreno Con entrambi gli squadroni pesantemente danneggiati, i due schieramenti cercarono rinforzi. Linois mandò un messaggio via terra a Cadice appellandosi al soccorso della flotta spagnola al comando dell'Ammiraglio Don José de Mazarredo Salazar Muñatones y Gortázar e pregandolo di inviare uno squadrone a scortare la flotta francese al riparo a Cadice.James, p. 124 A Cadice, il Contrammiraglio le Pelley supplicò Mazzaredo affinché gli desse assistenza, e l'8 luglio concordarono l'invio ad Algeciras di un potente squadrone spagnolo al comando del Vice-Ammiraglio Don Juan Joaquín Moreno. Le forze di Moreno ammontavano a due vascelli di prima classe da 112 cannoni, la Real Carlos e la San Hermenegildo, la San Fernando da 96 cannoni, la Argonauta, da 80 cannoni e la San Agustín da 74 cannoni. A queste si aggiunse la nave francese Saint Antoine, che fino a pochi giorni prima era stata la spagnola San Antonio, prima delle navi francesi appena acquistate dall'Armada Española a prender servizio, con un equipaggio misto preso dalle fregate di le Pelley e da marinai spagnoli al comando del Commodoro Julien le Ray. Concludevano lo schieramento dello squadrone le fregate francesi Libre e Indienne, la spagnola Sabina e il lugger francese Vautour.James, p. 126

Lo squadrone congiunto franco-spagnolo partì da Cadice il 9 luglio veleggiando rapidamente verso sud per raggiungere Algeciras nel tardo pomeriggio (tranne il Saint Antoine che, rallentato, raggiunse il porto la mattina seguente).Gardiner, p. 92 Lo schieramento fu ancorato vicino ad Algeciras, ben fuori portata dai cannoni di Gibilterra, nell'attesa che Linois finisse le proprie riparazioni e fosse in grado di riprendere il mare. Alle spalle dello squadrone franco-spagnolo vi era un piccolo schieramento inglese al comando del Capitano Richard Foodwin Keats con la sua HMS Superb, la fregata HMS Thames e il brigantino HMS Pasley. Benché facesse parte dall'inizio dello squadrone di Saumarez, Keats era rimasto troppo indietro per poter prendere parte alla prima battaglia ed era rimasto ad incrociare al largo di Cadice per monitorare la flotta spagnola. Alla partenza di Moreno, Keats fu inizialmente inseguito da una porzione dello squadrone franco-spagnolo, ma, dopo aver eluso l'inseguimento, si mise a sua volta a seguire le navi nemiche per raggiungere di conseguenza Saumarez a Gibilterra.Clowes, p. 466 Nel porto inglese i cantieri navali erano teatro di attività frenetiche nel tentativo di Saumarez, supportato dal locale commissario Capitan Alexander Ball, di rimettere il proprio squadrone nelle condizioni di riprendere il mare ed intercettare le forze di Moreno nel loro viaggio verso Cadice. La Pompee fu temporaneamente abbandonata nel cantiere ed il suo equipaggio ridistribuito per occuparsi delle riparazioni del resto del contingente. Saumarez ordinò anche che la sua ammiraglia HMS Caesar fosse lasciata a Gibilterra, ma dovette piegarsi all'insistenza del suo Capitano Jahleel Brenton, che chiese ed ottenne il permesso di riparare la propria nave: l'equipaggio del Caesar lavorò giorno e notte per rimettere l'imbarcazione nelle condizioni di combattere.James, p. 125 Saumarez era convinto che, viste le condizioni delle navi di Linois e l'errata convinzione che lo squadrone congiunto sarebbe salpato alla volta di Cartagena, ad est, avrebbe avuto almeno due settimane per prepararsi. Inviò pertanto messaggi alla flotta del Mediterraneo al comando di Lord Keith, allora al largo dell'Egitto, richiedendo supporto contro lo squadrone franco-spagnolo.Musteen, p. 43

La battaglia L'11 luglio il rifiorire delle attività sulle navi di Moreno indicò agli occhi inglesi a Gibilterra che lo squadrone si stava approntando a prendere nuovamente il mare, costringendo gli inglesi a raddoppiare i propri sforzi per riparare in tempo le proprie imbarcazioni. L'arrivo di un leggero vento da est, che avrebbe favorito il ritorno a Cadice, incoraggiò Moreno e Saumarez a predisporre la partenza per il giorno successivo.Mostert, p. 406 Alle 12:00 del 12 luglio la HMS Caesar si trainò al largo del porto di Gibilterra, accompagnata dalle note dell'inno della marina "Heart of Oak", suonata dalla banda di bordo, e di "Britons strike home!" dalla costa, mentre migliaia di persone si affollavano per assistere all'imminente battaglia.Mostert, p. 407 In quel momento, tuttavia, le forze di Moreno erano già in mare: all'alba del 12 luglio le prime navi avevano spiegato le loro vele, e per le 12:00 lo squadrone aveva già iniziato a raccogliersi al largo di Punta Cabrita, all'imbocco della Baia di Algeciras. Alle 15:00 anche Saumarez poté salpare a bordo della sua ammiraglia Caesar e seguito dai vascelli Superb, Venerable ed Audacious, dalle fregate Thames e Carlotta (quest'ultima portoghese) e da diverse piccole imbarcazioni. Sia Saumarez che Linois si attendevano l'arrivo in giornata dei rinforzi di Lord Keith, ma questi non apparvero mai.Musteen, p. 44