Linvasione anglosassone della Britannia, anche conosciuta come colonizzazione anglosassone della Britannia, è l'insieme delle migrazioni avvenute nel V secolo d.C. di diversi popoli germanici dalle coste occidentali dell'Europa continentale per insediarsi in Britannia, l'attuale Gran Bretagna.
Malgrado non si conoscano informazioni storicamente più certe, si ipotizza che l'invasione iniziò al principio del V secolo, dopo la partenza dei romani dalla Britannia avvenuta nel 410, con il primo sbarco dei Sassoni avvenuto in prossimità del Vallo di Antonino, a cui ne seguirono poi altri nei decenni successivi. L'arrivo dei sassoni è indicato quale Adventus Saxonum nei testi latini, una definizione utilizzata per la prima volta da Gildas verso il 540..
L'Adventus Saxonum è considerato il punto di inizio della storia dell'Inghilterra ed è tradizionalmente ritenuto un'invasione piuttosto che una colonizzazione, con date che differiscono e circostanze solamente ipotizzate. A prescindere da quando le migrazioni cominciarono a susseguirsi, le prime notizie relative all'approdo degli Anglosassoni risalgono al 441, anno in cui la Chronica gallica del 452 riferisce che la Britannia postromana cadde sotto la dominazione sassone dopo aver subito molti attacchi e razzie.
Il dibattito, sia fra gli studiosi sia in altri ambiti, è tuttora aperto in merito alle modalità e alle ragioni per le quali gli insediamenti anglosassoni ebbero successo, così come riguardo a quali fossero i rapporti fra Anglosassoni e Britanni romanizzati, in particolare in che misura i nuovi venuti cacciarono o sostituirono gli abitanti già presenti. I Britanni non romanizzati che vivevano nell'ovest e nel nord della Britannia restarono in gran parte estranei all'insediamento degli Anglosassoni.
Popoli coinvolti
L'unica fonte scritta affidabile e utile riguardante il popolo degli Anglosassoni e i luoghi da cui provenivano è rappresentato dalla Historia ecclesiastica gentis Anglorum, scritta verso il 731 da Beda il Venerabile. Essa identifica i migranti come Angli, Sassoni e Juti; inoltre, afferma che i Sassoni venivano dall'Antica Sassonia e gli Angli dall'Anglia, che si trovava tra le terre di origine di Sassoni e Juti...
Si ritiene ragionevolmente che l'Anglia corrisponda all'antico Schleswig-Holstein (lungo l'attuale confine tra Germania e Danimarca), includendo l'attuale Angeln. Lo Jutland era la patria degli Juti e la costa tra i fiumi Elba e Weser è il punto d'origine dei Sassoni.
Beda tramanda che i Sassoni sbarcarono nel 449 d.C. nella non meglio precisata località del Kent di nome "Ipwinesfleet", ubicata secondo la maggioranza degli storici presso l'odierna Northfleet, ad una trentina di chilometri a sud-est di Londra, lungo il corso del fiume Ebbsfleet, e gli Angli a Wippidsfleet, attuale Gravesend, poco più a sud di Northfleet, dove presero terra i Sassoni, in qualità di mercenari al servizio del capo britanno locale Vortigern con cui combatterono le battaglie di Aegelesthrep (Aylesford) nel 455 d.C. e di Crecganford (Crayford), per poi rivoltarsi contro di lui e ucciderlo a tradimento..
Angli, Sassoni, Juti
Uno degli aspetti distintivi che caratterizzano le sepolture degli Anglosassoni risulta la moda femminile. Vi sono delle peculiarità, infatti, che rendono distinguibili e identificabili gli Angli, i Sassoni e gli Juti,. supportati inoltre da ritrovamenti che possono essere correlati a specifiche regioni dell'Europa continentale. Ad esempio, nel Kent orientale, scavi archeologici hanno portato alla luce spille e ceramica in stile juto..
Mentre le società ancestrali e i costumi degli Angli e dei Sassoni possono essere dedotti dalle loro attività successive in Britannia, non si conosce alcunché degli Juti di età storica nella loro terra d'origine, eccetto quanto riportato da Beda relativamente al fatto che vivessero a nord degli Angli. Si è tentato di riempire questo vuoto d'informazioni con le genti menzionate nelle fonti antiche, in particolare quelle classiche. Si ipotizza ad esempio che gli Juti potessero corrispondere agli Eudoses menzionati da Tacito o gli Eucii, Eutii o Euthiones, così come i Geatas menzionati nel poema Beowulf. Potrebbero invece forse corrispondere anche alle tribù danubiane chiamate dai Romani Iutugi, Juthungi e Vithungi, in seguito chiamate Eutii o Eucii da Teodeberto e Euthiones da Venanzio Fortunato,. che si trasferirono ai fiumi Elba e Oder e di lì, successivamente, migrarono nello Jutland. Probabilmente, Juti è la modificazione compiuta da Beda del nome thiuda, tiut, diut (cioè l'attuale "Deutsch") e Juti, un riferimento generico ai Germani. Altre forme utilizzate per indicare la popolazione dello Jutland includono Eotas, Iotas, Iutan, Iotan e Ghetes. Le variazioni ortografiche includono le forme Jut, Jót, Iut, Iot, Eot, Giot, Ghet, Gaut, Geat, Gwit, Whit e Vit. Una certa confusione viene causata da Alfredo il Grande e dallo storico Ethelweard, che, 400 anni dopo l'insediamento degli Anglosassoni, utilizzò i termini Eotas, Gioti, Geatas e Jutae in maniera assolutamente equivalente.
Frisoni Secondo uno studio, nelle Fiandre e nel Kent è stato rinvenuto un tipo di terracotta specifico dei Frisoni del IV secolo, la terp Tritzum. Qualora tale ricostruzione fosse comprovata, essa confuterebbe in maniera definitiva la teoria di Snyder, secondo cui i Frisoni non rientravano fra i migranti germanici.. A tal proposito, Snyder cita il lavoro di Rolf Bremmer, The Nature of the Evidence for a Frisian Participation in the Adventus Saxonum (1990).
Vi è un dibattito tuttora in corso relativamente al dubbio se i Frisoni medioevali e moderni siano i discendenti degli antichi Frisoni, noti agli scrittori classici come Frisii, o se piuttosto gli antichi Frisii fossero stati sostituiti da Sassoni provenienti da oriente, cui in seguito fu attribuito lo stesso nome dei Frisoni originali.. Su tali argomentazioni si è a lungo dibattuto, ma in sintesi si può affermare che, nel IV e nel V secolo, genti provenienti dalla Frisia giunsero in Britannia ed esse erano comunemente note come Frisoni.
Lo studioso bizantino Procopio, che scrisse attorno al 565 la sua opera Le guerre gotiche (libro IV, capitolo 20), affermò che al suo tempo la Britannia era occupata da tre genti: Angli, Frisoni e Britanni. Procopio precisò che riportava informazioni ottenute da un informatore, probabilmente un membro di una delegazione franca alla corte di Bisanzio,. e non asserì che l'informazione fosse corretta. Tra le altre notizie riportate, rientra l'asserzione erronea secondo la quale non vi erano cavalli in Britannia. Quanto da lui testimoniato, seppur talvolta utile a compiere ricostruzioni storiche, spesso non viene ritenuto affidabile.
Scandinavi La presenza di manufatti identificabili come "germanici settentrionali" lungo le aree costiere tra l'estuario dell'Humber e l'Anglia Orientale indicano che anche degli Scandinavi migrarono in Britannia.... Ad ogni modo, ciò non garantisce il fatto che essi giunsero nello stesso momento degli Angli (potrebbero infatti essere arrivati quasi un secolo più tardi. Snyder afferma che essi giunsero alla fine del V secolo.) e condizione e influenza degli Scandinavi al loro arrivo non sono certe. In particolare, in riferimento ad una significativa influenza svedese in relazione alla nave di Sutton Hoo e ad un'origine svedese per la dinastia Wuffinga dell'Anglia Orientale, entrambe le possibilità sono al momento ritenute non certe..
Franchi Una gran quantità di manufatti franchi è stata rinvenuta nel Kent; questo è stato per lo più ritenuto un risultato di scambi commerciali piuttosto che di una precoce migrazione. Barbara Yorke, ad esempio, ammette che sia stata possibile solamente una minima colonizzazione da parte dei Franchi. Incursioni via mare franche sono registrate sin dal 260 e diventarono comuni nel secolo successivo, ma le loro incursioni in Britannia terminarono attorno al 367, quando l'interesse dei Franchi si rivolse nuovamente al meridione e si focalizzò pertanto al controllo e all'occupazione della Gallia settentrionale e della Germania.
Russo (Town Origins and Development in Early England, 1998) afferma che dopo circa il 500 un'aristocrazia guerriera franca si trasferì nel Kent occidentale e forse contrasse matrimoni con la famiglia reale juta, ma questo sarebbe accaduto molto tempo dopo l'arrivo degli immigranti juti e non sarebbe stata una vera e propria migrazione. Yorke (Kings and Kingdoms of Early Anglo-Saxon England, 1990) osserva che l'influenza dominante nei risultati degli scavi archeologici per il Kent orientale nel VI secolo è franca.
Rugi, Dani, Hunni, Bructeri, ecc. Alcuni storici riferiscono che Beda (Libro V, Capitolo 9) affermò che Fresones (Frisoni), Rugini (Rugi), Dani, Hunni (un ramo dei frisoni noto come HunsingAd esempio, si veda: . Molti altri hanno notato l'incongruenza di raggruppare gli Hunni tra queste popolazioni germaniche costiere dell'Europa occidentale omettendo invece gli Hunsing, che logicamente sono invece da includersi., ma a volte tradotto come UnniSi veda ad esempio: .), Antiqui Saxones (Antichi Sassoni) e Boructuarii (Bructeri) giunsero in Britannia assieme ad Angli e Sassoni. Comunque, questo capitolo della Historia ecclesiastica gentis Anglorum tratta della missione che sant'Egberto intendeva compiere in Germania e delle genti per le quali avrebbe svolto il suo ministero; .. Beda osservò che questo era lo stesso territorio da cui provenivano Angli e Sassoni, ma non affermò che questi popoli giunsero in Britannia con Angli e Sassoni. L'autore osserva che il passaggio è ambiguo e che probabilmente Beda non intese mai affermare che queste genti migrarono in Britannia..
Fattori della migrazione Crisi ambientale
Fino al 200 a.C. circa, la bassa costa continentale europea era scarsamente popolata, dopodiché il clima migliorò e l'ambiente divenne più adatto al popolamento umano... Le condizioni rimasero favorevoli all'incirca dal 200 a.C. al 250 d.C., cosa che comportò una notevole crescita demografica, tanto da rendere la regione densamente popolata...
La regione subì comunque una serie di trasgressioni marine (definite Dunkirk 0 fino a Dunkirk IIIb), che erano caratterizzate dall'innalzamento della falda freatica e da alluvioni che lasciarono strati di argilla sul terreno. La più pesante fu la "trasgressione Dunkerque II", che iniziò nel III secolo e imperversò continuamente all'incirca dal 350 al 700 d.C., lasciando vaste aree costiere non abitabili.
Le popolazioni furono obbligate ad abbandonare le loro abitazioni e ad emigrare. Gli archeologi che conducono ricerche sulla costa storicamente soggetta ad allagamento riportano la stessa situazione per il delta del Reno, della Mosa e della Schelda (Zelanda, Brabante, parti dell'Olanda Meridionale e del Limburgo); Frisia..; Groninga; Frisia Orientale (Frisia tedesca) e l'estuario del Weser/Jade, il Dithmarschen, Eiderstedt e la Frisia Settentrionale..
Nel delta del Reno/Mosa, la popolazione divenne scarsa. Tra il V e il VII secolo, esistevano pochi centri abitati nella regione del delta e nelle aree di estuario e nelle torbiere non è stato individuato alcun insediamento. L'area fu ripopolata solamente nell'età carolingia. Le aree con argilla fluviale furono ricoperte da un tale strato di materiale sedimentario da renderne quasi impossibile il popolamento tra il 250 e il 650.
La regione settentrionale (zona costiera dei Paesi Bassi, della Germania e della Danimarca) dominata da marcite salmastre, che formavano un paesaggio ben distinto dalle regioni meridionali e con una storia alquanto più irregolare, ebbe anch'essa una storia di abbandono quando le torbiere si espansero e le condizioni di vita divennero insostenibili. Tra il 400 e il 600, le isole più esterne erano scarsamente abitate e virtualmente disabitate dal 600 al 700.