Trassilico è una frazione del comune di Gallicano, in provincia di Lucca. Si trova nella Valle del Serchio, in Garfagnana. Fino al 1º luglio 1947 è stato capoluogo di comune, quando è stato spostato con .
Il territorio si trova a un'altitudine di , sul versante garfagnino delle Alpi Apuane, di fronte al Monte Forato e alla Pania della Croce.
Storia Abitato fin da epoca romana; è stata accertata la presenza longobarda. Trassilico, posto nel territorio soggetto alla Repubblica di Lucca, nel 1430 passò spontaneamente agli Estensi, divenendo così sede di un'importante vicaria, al confine fra il territorio della Repubblica di Lucca e quello della Repubblica di Firenze (vicaria di Barga). Il paese era difeso dalla rocca, che sovrastava l'abitato e nella quale risiedevano il podestà, i sindaci e il cancelliere notaro.
Nel 1661 nacque nella rocca il famoso scienziato Antonio Vallisneri, figlio di Lorenzo, podestà del paese.
Il Comune comprendeva il capoluogo e le località di Gragliana, Vallico Sopra, Vallico Sotto e Fabbriche di Vallico e nel 1947, quando fu soppresso, contava abitanti .
Nel 1947 la sede comunale fu trasferita nella frazione di Fabbriche di Vallico e l'anno successivo il comune cambiava denominazione. Trassilico fu quindi per un periodo frazione del comune di Fabbriche, ma il 25 novembre 1948 venne aggregata al comune di Gallicano..
Stemma del comune soppresso Lo stemma dell'antico comune soppresso era: Di rosso, alla torre aperta e finestrata fondata su un monte movente dalla punta, il tutto al naturale.
Monumenti e luoghi di interesse
Chiesa dei santi Pietro e Paolo, risalente al XII secolo, ad aula unica piuttosto allungataMarco Frati, Scrigni di pietra. Edifici religiosi nella valle del Serchio tra XI e XIV secolo, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 27., nella quale è conservata una tavola di Simone Carretta inserita in una ricca incorniciatura con la Madonna col Bambino in trono tra i santi Pietro e Paolo, probabilmente databile alla seconda metà del quarto decennio del Cinquecento. Il dipinto presenta il suo stile tipico, nel plasticismo risentito costruito con un forte chiaroscuro, nei panneggi taglienti e nelle espressioni tipizzatePaola Betti, La pittura tra Cinquecento e Settecento, in Arte nella Valle del Serchio. Tesori in Garfagnana e Mediavalle dall'Alto Medioevo al Novecento, Lucca, 2018, pag. 211.. Chiesa di Santa Elisabetta Rocca estense
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