Il Fotbal Club Dinamo 1948 București, meglio nota come Dinamo Bucarest, è una società calcistica rumena con sede Bucarest. Fino agli anni novanta ha rappresentato la sezione calcistica della società polisportiva Dinamo București, ma se ne è separata in seguito alla sua privatizzazione.
Fondata nel 1948 come squadra del Ministero degli affari interni, la Dinamo è uno dei club più titolati di Romania, avendo vinto 18 campionati rumeni, 13 Coppe di Romania, 2 Supercoppe di Romania e una Coppa di Lega.
È inoltre la prima compagine rumena ad aver partecipato ad una competizione ufficiale europea, la Coppa dei Campioni 1956-1957, e la prima squadra rumena ad aver raggiunto la semifinale della Coppa dei Campioni, nel 1983-1984.La Dinamo Bucarest invece è stata la seconda squadra rumena a raggiungere la semifinale di una competizione UEFA, dopo l' nella Coppa UEFA 1982-1983. Per tutta la sua storia ha militato nella massima divisione rumena, tranne per la stagione 2022-2023, giocata in Liga II.
Vive un'accesa rivalità con la , con cui disputa il "grande derby" ("Marele derby") o "derby eterno" ("Eternul derby").
Storia
Gli inizi e le prime vittorie Il 19 maggio 1948 l', che nel gennaio di quell'anno era passata sotto la gestione del ministero degli affari interni, si fuse con il , dando vita alla Dinamo Bucarest. Fino alla fine del campionato di Divizia A 1947-1948 i due club preesistenti portarono il nome di Dinamo A e Dinamo B (quest'ultimo retrocesse in seconda serie).
Il 14 luglio 1948 la Dinamo Bucarest giocò la sua prima partita internazionale, battendo per 4-1 i cecoslovacchi del . Il 22 agosto 1948 debuttò in Divizia A con la propria denominazione e il 14 ottobre 1951 vinse la partita d'esordio nel nuovo Stadio Dinamo, superando per 1-0 la Locomotiva Timișoara.
Nelle stagioni 1951, 1952 e 1953 la squadra finì al secondo posto, in tutte e tre le occasioni alle spalle della . Nel 1955 conquistò il primo titolo di campione nazionale della sua storia, con Angelo Niculescu come allenatore. Nell'autunno del 1956 la squadra fece il suo debutto in Coppa dei Campioni, battendo per 3-1 il . Pur sconfitta per 2-1 al ritorno, avanzò agli ottavi di finale, dove venne eliminata dal . La vittoria per 3-2 nella gara di ritorno non bastò a ribaltare l’8-1 rimediato in Bulgaria, che ancora oggi è il peggior passivo nella storia del club in campo europeo. Nella stagione 1958-1959 festeggiò il primo successo in Coppa di Romania, sconfiggendo in finale per 4-0 il . Anni 1960 e 1970 Fu soprattutto durante gli anni sessanta che la Dinamo iniziò ad accrescere vistosamente il proprio palmarès, tanto da avviare un'accesa rivalità con un altro club di Bucarest, la Steaua.
Sotto la guida della coppia di allenatori Ionescu-Dumitru nella stagione 1961-1962 trovò il secondo titolo di campione di Romania. I biancorossi si ripeterono nel 1963, 1964 e 1965 (l'ultima stagione nuovamente con Niculescu in panchina), arrivando a quattro titoli consecutivi, vincendo inoltre la Coppa di Romania 1963-1964 in finale per 5-3 contro la .
Parallelamente nel 1963 in Coppa dei Campioni la Dinamo affrontò il . La partita di andata si disputò allo Stadionul Național di Bucarest e segnò un record di presenze, con quasi 100.000 spettatori. I rumeni uscirono sconfitti per 3-1; al ritorno gli spagnoli si imposero per 5-3. Nel 1964 invece giocò contro l' di Helenio Herrera, che nell'andata a San Siro travolse la Dinamo per 6-0. I rumeni affrontarono nuovamente l'Inter anche agli ottavi di finale nella Coppa dei Campioni 1965-1966. Stavolta la Dinamo vinse 2-1 il match di andata a Bucarest, ma perse per 2-0 il ritorno a Milano.
Nel 1971 vinse il sesto scudetto, a sei anni di distanza dall'ultimo successo; l'anno seguente in Coppa dei Campioni si fermò agli ottavi di finale, dove fu eliminata dal . Il settimo titolo arrivò nella stagione 1972-1973 con l'allenatore Ion Nunweiller. Nella Coppa dei Campioni 1973-1974, dopo aver dominato il al primo turno, agli ottavi di finale i rumeni furono sconfitti dall'. I biancorossi disputarono poi la Coppa UEFA 1974-1975, arrendendosi al ai sedicesimi. In quell'anno la Dinamo di Nicolae Dumitru fu trascinata alla vittoria del campionato dai gol di Dudu Georgescu, che fu anche premiato con la Scarpa d'oro al termine della stagione.
Eliminata dal Real Madrid al primo turno dalla Coppa dei Campioni 1975-1976, nell'edizione 1976-1977 della Coppa UEFA trovò sul proprio cammino il , che dopo lo 0-0 a Bucarest si impose 2-1 al ritorno in Italia. Nella stessa stagione la Dinamo, allenata nuovamente da Ion Nunweiller, vinse il suo nono campionato rumeno grazie anche alle performance di Dudu Georgescu, che realizzò 47 gol e conquistò la sua seconda Scarpa d'oro.
Nell'autunno 1977 la squadra fu poi sconfitta dall' al primo turno di Coppa dei Campioni. Nella Coppa UEFA 1979-1980 fu invece eliminata ai sedicesimi di finale dall'.
Gli anni d'oro
Negli anni ottanta i "cani rossi" iniziarono un nuovo ciclo. Nella Coppa UEFA 1981-1982 superarono l' ai sedicesimi e furono sconfitti dall', che poi vinse il torneo. Sempre nel 1982 la squadra, guidata da Valentin Stănescu, riuscì nel double campionato-Coppa di Romania. Al termine della stagione Nicolae Dumitru tornò ancora una volta sulla panchina e nel 1983 ottenne l'undicesimo scudetto. In Coppa dei Campioni arrivò fino agli ottavi dove fu eliminato dall'.
Nell'annata 1983-1984 i biancorossi si fregiarono del terzo scudetto di fila, oltre a conquistare una nuova Coppa di Romania, ma fu in campo europeo che stabilirono un ulteriore record, arrivando fino in semifinale di Coppa dei Campioni e diventando la seconda squadra rumena a raggiungere una semifinale UEFA. I rumeni eliminarono in successione il , l' e la . In semifinale Dinamo e diedero vita a due gare intense sul piano agonistico, ma il successo andò agli inglesi, che di lì a poco divennero campioni d'Europa a spese della .
Nella seconda metà degli anni ottanta la Steaua tornò prepotentemente alla ribalta e dopo lo scudetto del 1985 conquistò pure la Coppa dei Campioni 1986. La Dinamo tuttavia si rivalse sugli avversari in finale di Coppa di Romania 1985-1986, sconfiggendoli per 1-0.
Nel corso della stagione 1985-1986 Mircea Lucescu, che da giocatore aveva vestito la maglia della Dinamo dal 1963 al 1977, fu incaricato del ruolo di allenatore e mantenne la posizione per quattro anni e mezzo. La stagione successiva, dopo un'assenza di diciotto anni dalla competizione, la Dinamo tornò a disputare la Coppa delle Coppe. Per tre campionati di fila (dal 1987 al 1989) arrivò seconda dietro alla Steaua e in tutte e tre le occasioni perse la finale di Coppa di Romania proprio contro i rivali, trovando perciò la qualificazione alla Coppa delle Coppe in tutti gli anni.
In Coppa delle Coppe 1989-1990 la Dinamo Bucarest arrivò fino in semifinale. Dopo aver battuto , e , i rumeni uscirono contro l', dopo una doppia sconfitta per 1-0.
Dopo anni di tentativi, nella stagione 1989-1990 la Dinamo ruppe il dominio della Steaua sia in campionato, vincendo il tredicesimo scudetto, che in Coppa di Romania, battendo i rivali in una finale conclusasi 6-4. A fine stagione Lucescu andò al .
Anni 1990 e 2000 Nella stagione 1991-1992, con Florin Halagian allenatore, vinse il suo quattordicesimo campionato rumeno, torneo contrassegnato dal record d'imbattibilità in Divizia A: la Dinamo realizzò 21 vittorie e 13 pareggi, per un totale di 55 punti. In Coppa UEFA 1991-1992, dopo aver eliminato lo , fu battuta ai sedicesimi dal di Osvaldo Bagnoli.
Seguirono anni complessi, in cui la Steaua si aggiudicò sei titoli nazionali consecutivi, staccando così la Dinamo nel computo degli scudetti. Negli anni novanta i biancorossi non riuscirono a scardinare il dominio dei rivali. In piano europeo fu sempre eliminata nei primi turni di Coppa UEFA.
Sotto il profilo societario dopo la rivoluzione del 1989 le squadre gestite dagli enti pubblici passarono gradualmente ai privati. Nel 1994 fu fondata l'associazione FC Dinamo Bucarest, che nel 2000 ottenne il certificato di identità sportiva e l'anno successivo, in seguito alla modifica dello statuto, trasferì interamente la proprietà del club ai privati. La squadra di calcio, perciò, si separò totalmente dalla polisportiva gestita dal ministero degli interni. Nicolae Badea fu eletto presidente del consiglio d'amministrazione.
Sotto la guida tecnica di Cornel Dinu nell'annata 1999-2000 la squadra riuscì in un exploit, vincendo categoricamente il suo quindicesimo campionato e la Coppa di Romania. L'anno successivo non andò oltre i preliminari di Champions League (sconfitta dal ), ma sollevò nuovamente la Coppa di Romania. Nella stagione 2001-2002 la Dinamo vinse il suo sedicesimo titolo di campione di Romania.
Nell'annata 2003-2004 la società confermò Ioan Andone come allenatore. In Coppa UEFA i rumeni eliminarono lo al primo turno e furono poi sconfitti dallo nella fase successiva. In campionato la Dinamo ebbe la meglio della Steaua, riuscendo a vincere la Divizia A per la diciassettesima volta. Arrivò infine un nuovo successo in Coppa di Romania.
L'anno dopo ai preliminari di Champions League trovò sulla sua strada il , che si impose per 2-1 a Bucarest e 3-0 in Inghilterra. La Dinamo vinse poi la sua terza Coppa di Romania consecutiva.
In Coppa UEFA 2005-2006 ottenne la qualificazione alla fase a gironi, battendo l' per 5-1 nell'andata del primo turno. In campionato, dopo una lunga lotta al vertice, il titolo venne assegnato alla Steaua.
Nell'estate 2006 Mircea Rednic arrivò sulla panchina della Dinamo e portò la squadra al 18º titolo nazionale. Inoltre, dopo aver superato la fase a gironi di Coppa UEFA arrivando seconda nel proprio gruppo, dove affrontò , , e , la squadra si arrese solo ai sedicesimi contro il .
Nella stagione seguente affrontò la nelle due gare valide per la qualificazione ai gironi della UEFA Champions League, venendo eliminata dopo un pareggio 1-1 all'Olimpico di Roma e una sconfitta per 3-1 a Bucarest. La mancata qualificazione portò alle dimissioni del tecnico Mircea Rednic e all'ingaggio dell'italiano Walter Zenga, già protagonista sulle panchine delle rivali cittadine del e della Steaua. Per la stagione 2009-2010 venne ingaggiato Dario Bonetti, ma a ottobre venne sollevato dal suo incarico nonostante l'impresa compiuta nel turno di qualificazione all'Europa League, quando i suoi in trasferta furono capaci di ribaltare uno 0-3 contro lo , vincendo poi ai calci di rigore. Bonetti venne sostituito da Cornel Țălnar, ex giocatore della Dinamo.
Nella stagione 2011-2012 la Dinamo partì bene in Liga I, laureandosi campione d'inverno. Tuttavia in seguito ad un calo nella seconda parte del campionato concluse il torneo al quinto posto. Vinse però la Coppa di Romania. Nel luglio 2012 mise in bacheca la seconda Supercoppa di Romania, superando il ai rigori.
Passaggi di proprietà e crisi Nel marzo 2013 l'imprenditore Ionuț Negoiță acquistò la società da Nicolae Badea. Nel maggio 2014, per via della delicata situazione delle casse societarie, il club entrò in procedura di insolvenza; in ragione di ciò gli fu ritirata la licenza UEFA, lasciando la Dinamo senza la possibilità di partecipare alle coppe europee. Il tribunale di Bucarest decretò l'uscita dall'insolvenza solamente nel settembre 2015.
Tornata in Europa nella stagione 2016-2017 dopo cinque anni di assenza, al terzo turno preliminare di Europa League affrontò l', pareggiando 1-1 l'andata in Romania e perdendo 3-0 il ritorno in Spagna.