Anagni è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
È nota come la città dei papi, per aver dato i natali a diversi pontefici (Gregorio IX, Alessandro IV, Bonifacio VIIITalvolta vi si aggiunge Innocenzo III, il quale era però nativo della vicina Gavignano.) e per essere stata a lungo residenza e sede papale. In particolare il nome di Anagni è legato alle vicende di papa Bonifacio VIII e all'episodio noto come lo "schiaffo di Anagni", avvenuto nei locali adiacenti alla cattedrale di Anagni, il 7 settembre 1303.
Geografia fisica Anagni è situata su un colle nella media valle Latina (o valle del Sacco), a 424 metri sul livello del mare, nel Lazio sud-orientale. Con i suoi di estensione, Anagni è il secondo comune più grande della provincia, nonché uno dei maggiori per popolazione, la città è anche a capo di uno dei 4 settori statistici e amministrativi in cui dal 2003 è divisa la provincia di Frosinone.
Il territorio comunale attraversa interamente la Valle del Sacco, dai Monti Ernici, dove tocca il suo punto più alto con i 900 metri s.l.m. del Monte Porciano, fino alle pendici dei Monti Lepini. Lungo la zona pianeggiante si sviluppa il grande comprensorio industriale cittadino, che occupa interamente la pianura, fatta eccezione per la riserva boschiva denominata “Macchia di Anagni”, che si estende per poche centinaia di ettari e lambisce anche i territori dei comuni di Ferentino, Sgurgola e Morolo. Clima
Storia Tre le più antiche testimonianze della presenza di individui del genere Homo in Italia ci sono quelle di Fontana Ranuccio, dove sono stati trovati resti umani di Homo heidelbergensis risalenti a anni dal presente.
Anagni, l'antica Anagnia capitale degli Ernici,Strabone, Geografia, V, 3,10. si erge su una collina tra i monti Ernici e la Valle del Sacco. La leggenda la annovera tra le "città saturnie", le cinque città laziali fondate dal dio Saturno (Anagni, Alatri, Arpino, Atina e Ferentino, quest'ultima detta anche Antino).
Sottomessa dai Romani nel 306 a.C., fu governata da un prefetto e divenne in seguito municipio. Il generale e console romano (69 d.C.) Fabio Valente nacque ad Anagni nel 35 d.C., membro di una importante famiglia equestre della città; fu amico intimo dell'imperatore Nerone e comandante della legio I Germanica; durante l'"anno dei quattro imperatori" fu comandante delle truppe di Vitellio.
Nel 1160, durante le lotte tra papa Alessandro III e Federico Barbarossa, ad Anagni venne pronunciata la scomunica contro l'imperatore e contro l'antipapa Vittore IV.
Fu libero comune e nel XIII secolo cadde sotto la signoria dei Caetani. In questo periodo visse una fase di straordinario splendore, arrivando a contare circa abitanti, dando alla Chiesa ben quattro papi e divenendo residenza pontificia, tanto da meritare l'appellativo di "città dei papi" (Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII).
La città fu teatro delle lotte tra i Colonna, il re di Francia Filippo il Bello e papa Bonifacio VIII, che venne fatto prigioniero negli ambienti vescovili della Cattedrale di Santa Maria (Anagni), dove subì il celebre episodio dello "schiaffo di Anagni". In seguito al ritorno dei papi a Roma la città subì un forte declino e tornò a contare a distanza di pochi anni circa abitanti; durante questo periodo fu retta da duchi nominati dalla chiesa.
Nel 1798, prese parte ai movimenti giacobini che portarono alla Repubblica romana. La città fu capoluogo del dipartimento del Circeo della Repubblica Romana e pertanto dotata di un tribunale di censura. Dopo l'occupazione francese del Lazio e la nascita del dipartimento di Roma (1805), annesso all'impero napoleonico, Anagni ospitò un contingente di Carabinieri imperiali. Nel 1848-1849 la città fu sede del quartier generale della I divisione dell'esercito della seconda Repubblica romana. Durante la seconda guerra mondiale fu sede del Comando del Gruppo d'armate Sud guidato dal Principe Umberto II di Savoia.
Negli anni sessanta del XX secolo si verificò un boom economico; con il passaggio dell'autostrada si ebbe l'apertura di numerose industrie è la città si trasformò in un importante centro commerciale ed industriale.
Simboli Lo stemma della Città di Anagni risulta costituito fin dal XII secolo dall'aquila sul leone rampante. Lo stemma è arricchito dalle chiavi decussate in riferimento alla sua qualità di sede papale nel medioevo e integrato dal motto "HERNICA SAXA COLUNT QUOS DIVES ANAGNIA PASCIT". Al di sopra delle chiavi decussate è presente una piccola croce e la sigla SPQA, che si riferisce alla sua qualità di municipio romano. Il tutto è sormontato da una corona dorata, simile a quella di Roma, che sta ad indicare lo status di città, titolo del quale Anagni si fregia fin dal medioevo.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Cattedrale di Santa Maria
Il duomo di Anagni sorge sulla sommità dell'acropoli ed è il risultato di differenti fasi di costruzione. Allo stile romanico (1072 - 1104) si è aggiunto, intorno alla metà del XIII secolo, lo stile gotico. Su una delle pareti esterne è situata una statua di papa Bonifacio VIII. Nel 1160, Alessandro III vi pronunciò la scomunica inferta al Barbarossa e vi fu eletto papa Innocenzo IV. L'interno è prevalentemente gotico, e conserva un pavimento in stile cosmatesco, la Cappella Caetani con un grande sepolcro. La cripta conserva un ciclo di affreschi (1104 - 1255), che raffigurano scene dell'Antico e Nuovo Testamento. La cattedrale ospita inoltre il reliquiario di san Tommaso Becket.
Badia di Santa Maria della Gloria
Il monastero fu attivo nel XIII secolo: realizzato per volere del cardinale Ugolino di Anagni (poi papa con il nome di Gregorio IX) fu tra le principali abbazie del soppresso ordine dei florensi ma, perduta la protezione papale, divenne inattiva già sotto il pontificato di papa Bonifacio VIII. La badia è attualmente soggetta a restauro.
Chiesa di Sant'Andrea: pochi i resti della medievale chiesa di sant'Andrea, ristrutturata e trasformata nel Settecento. È intatto il campanile secolo XIII in cui sono visibili frammenti romanici contraddistinti da figure zoomorfe. Nell'interno si conserva il trittico trecentesco del Salvatore, con il Cristo posto tra la Madonna e la vergine anagnina santa Secondina, nel retro delle tavole altri santi locali. Sotto il presbiterio è posta l'antica cappella nota con il nome di cripta di san Vito, alla quale si accede anche dall'interno. Notevole è il portale esterno della cripta, a sesto acuto con strombature modanate. Chiesa di Sant'Angelo, medioevale rimane solo l'abside fu ricostruita agli inizi del settecento. Parrocchia fin dal primo medioevo, dal 1574 è tenuta dai francescani conventuali che vivevano nell'annesso convento Chiesa di San Pancrazio: situata nel medievale quartiere Tufoli, la chiesa di San Pancrazio è stata ricostruita nella seconda metà del Settecento e conserva nell'interno pregevoli quadri e statue del sei-settecento. Monastero di San Pietro a Villamagna
Architetture civili
Palazzo della Ragione
Il palazzo comunale venne costruito nel 1163 dall'architetto bresciano Jacopo da Iseo, venuto ad Anagni qualche anno prima per costituire la Lega Lombarda. È formato dalla giustapposizione di due preesistenti edifici collegati tra loro da un imponente portico su cui poggia la grande "sala della Ragione". Sulla facciata nord si trovano la "loggetta del Banditore" e gli stemmi della città insieme a quelli della famiglia Orsini e della famiglia Caetani (la famiglia di Bonifacio VIII).
Palazzo del Museo Bonifacio VIII
Il palazzo, oggi noto come "Bonifacio VIII", è in realtà più antico del pontefice e già edificato per il papa Gregorio IX. Successivamente passato ai Caetani, conserva un museo dedicato al papa Caetani con copie di statue e riproduzioni fotografiche. All'interno sale affrescate tra le quali quella "dello Scacchiere", delle "oche" e del Giubileo. Questo edificio, restaurato durante il Novecento, è stato poi parzialmente inglobato nella Casa madre delle Suore Cistercensi della carità che comprende anche la Casa dei De Mattia (discendenti di Gregorio IX) in cui abitò pure il nipote di Bonifacio VIII, Pietro II Caetani.
Casa Barnekow
Casa Gigli è un palazzetto di forme medievali, comprato e ristrutturato, verso la metà del XIX secolo, dal pittore svedese Albert Barnekow, da cui riprende il nome attuale.
Altre Porta Santa Maria: rappresenta l'ingresso ad est della città. Anticamente chiamata degli Idoli, era la porta d'accesso all'acropoli. Dopo il 1870 prese il nome di principe Umberto. L'attuale costruzione risale al 1564, al tempo del pontificato di Pio IV, come la porta di San Francesco. la porta poggia ad un fianco delle mura dell'acropoli che in questo tratto sono ancora ben conservate. Si osservano tre nicchioni con arco a doppia armilla. In particolare da notare il nicchione interno che forma un vano ora adibito a fontana. Anticamente si può ipotizzare essere stata una cappella votiva dedicata a qualche divinità arcaica. Porta San Francesco: la porta rappresenta l'ingresso a sud della città. la porta è stata ricostruita nel 1564, durante il pontificato di Pio IV, il cui stemma è visibile sulla fronte esterna. Sul fianco alcuni bassorilievi, uno con l'immagine di san Francesco testimonia la presenza nei paraggi di una chiesa e convento francescani sorti nel medioevo. L'altro stemma appartiene a Torquato Conti, capitano generale dello Stato Pontificio che diresse la difesa di Anagni durante la guerra di Campagna. Porta Tufoli; La porta si trova nella parrocchia di San Pancrazio, che corrisponde alla medievale contrada Tufoli. Attualmente non esiste più. Porta San Nicola. La porta si trova nel quartiere trivio nel rione di san Nicola. Attualmente se ne trovano soltanto alcune tracce Porta Cerere. Si erge all'ingresso ovest della città e ricorda nel nome l'omonima divinità latina; probabilmente nelle vicinanze si ergeva un antichissimo tempio dedicato alla dea. La porta antica fu ristrutturata nel 1564 ed era posta in posizione più arretrata rispetto all'attuale ma cadde definitivamente in rovina nel periodo napoleonico. La nuova porta, concepita nello stile neoclassico degli archi di trionfo, fu eretta nel 1841 su progetto dell'ing. Ernesto Martinelli.
Monumento ai caduti, in piazza Cavour, opera di Arno Volterani. Arcazzi di Anagni. Villa romana di Villa Magna. Casa Barnekow
Architetture militari Castel San Giorgio. Le mura ciclopiche: Sono simili per forma e per funzione a quelle delle città circostanti come per esempio Alatri, Veroli e Ferentino. Ad Anagni le mura circondano la città medievale e delimitano quella che viene chiamata la via Circonvallazione (suddivisa poi convenzionalmente in nord e sud) che circonda la città. La funzione delle mura è quella difensiva. Possiamo notare come i blocchi che la formano sono di forma parallelepipeda di calcare, incastrati di testa e di taglio. All'interno sono state ritrovate tombe risalenti alla metà del IV secolo a.C. Le mura, soprattutto dalla parte del Parco della Rimembranza formano dei terrazzamenti, che assomigliano a “giardini pensili”. Sotto il pontificato di Papa Pio IV, le mura vennero restaurate. Lungo le mura fortificate dal Papa, si leggono ancora le iscrizioni che celebrano il Papa stesso. Le mura trovavano le aperture nelle porte che attualmente sono presenti ad Anagni: Porta Cerere, Porta Santa Maria e Porta San Francesco mentre Porta San Nicola e Porta Tufoli non sono più visibili se non pochi resti.
Siti archeologici Fontana Ranuccio, dove sono stati trovati resti umani di Homo heidelbergensis risalenti a anni dal presente. Necropoli di Casal del Dolce, un rilevante sito archeologico risalente al neolitico
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