Alla fine del 2013 la Nazionale di rugby a 15 della Nuova Zelanda intraprese un tour in due tappe, la prima asiatica in Giappone e la seconda europea con due incontri nelle Isole Britanniche contro e e una sul continente contro la .
Gli All Blacks provenivano da una serie di dieci vittorie consecutive (incluse le sei con i quali si aggiudicarono il Championship con un percorso netto) nell'anno solare (avendo perso i loro più recente incontro nell'ultimo appuntamento del tour dell'anno precedente contro l').
Il primo incontro si tenne allo stadio del rugby Chichibunomiya di Tokyo e fu una vittoria netta, anche se non larghissima, contro il , un 54-6 nel primo test match ufficiale concesso agli asiatici al di fuori della Coppa del Mondo.
La settimana successiva, a Saint-Denis, gli All Blacks ottennero un convincente successo sulla , già battuta tre volte in casa a metà anno; il risultato finale, 26-19, era ancora 26-12 a 10 minuti dalla fine, quando una meta di Dulin ridusse il passivo a partita di fatto conclusa.
A Twickenham, dove il neozelandese Dan Carter festeggiava il suo 100º incontro internazionale, gli All Blacks dovettero affrontare un' combattiva, decisa a ripetere la prestazione della stagione precedente, che si risolse nell'unica sconfitta della gestione di Steve Hansen nei suoi primi due anni da commissario tecnico della . Dopo un avvio neozelandese molto veemente (20-10 alla mezz'ora), gli inglesi recuperarono terreno grazie alle punizioni di Owen Farrell e all'indisciplina di Kieran Read che si fece espellere per 10 minuti nel finale del primo tempo; all'intervallo sotto di 16-20, i padroni di casa, grazie ancora a Farrell, salirono fino al 22-20 proprio all'inizio dell'ultimo quarto di partita, ma una meta di Savea tre minuti dopo, trasformata da Aaron Cruden, riportò in testa gli All Blacks che, grazie a un ulteriore piazzato ancora di Cruden, arrivarono a quota 30, mentre gli inglesi rimasero a 22.
L'ultimo test del tour, e dell'anno, a Dublino, riservò sorprese fino all'ultimo secondo di gioco: gli irlandesi ebbero un avvio bruciante, e con tre mete, due delle quali trasformate, si portarono sul 19-0 dopo appena 17 minuti di gioco; il ritorno neozelandese con Julian Savea (meta poi trasformata da Cruden, stante l'assenza dell'apertura titolare Carter) riportò gli All Blacks sotto di 10 punti e il primo tempo si concluse 22-7; a 15 minuti dalla fine l'Irlanda conduceva ancora 22-10, ma una meta di Ben Franks, trasformata ancora da Cruden, riportò la sotto il break e, in pieno recupero, Ryan Crotty riuscì a marcare la meta del 22-22. Sul successivo calcio di trasformazione di Cruden, i giocatori irlandesi si mossero in anticipo dalla propria linea di meta prima che il loro avversario iniziasse la rincorsa per battere il calcio franco: Cruden fallì la trasformazione, ma l'arbitro gallese Nigel Owens ne ordinò la ripetizione che andò a buon fine, permettendo alla di vincere l'incontro e di conseguire la propria quattordicesima vittoria consecutiva, per di più in un singolo anno solare.
Risultati
Note
Categoria:Tour di rugby a 15 in Francia Categoria:Tour di rugby a 15 in Giappone Categoria:Tour di rugby a 15 nelle Isole britanniche