Gottolengo (AFI: ; Otalènch in dialetto bresciano.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. Si trova nella Bassa Bresciana, la zona più meridionale di tutta la provincia, quella che comprende il maggior numero di comuni (ben sessantuno).
Gottolengo è un importante sito archeologico, dato l'alto numero di reperti dissotterrati a partire dalla metà degli anni venti nella zona del Castellaro.. Oggi il comune è anche un centro industriale, ma conserva ancora numerose tracce di vita contadina alla quale il paese è rimasto attaccato fino a non molti decenni fa. La piccola e ormai disabitata frazione di Solaro si trova a nord del centro abitato.
Geografia fisica
Territorio Il territorio di Gottolengo è compreso nella pianura Padana. Il comune è situato accanto ai confini delle province di Cremona e di Mantova ed è inserito nell'area della Bassa Bresciana orientale, ovvero il territorio di pianura a sud-est della provincia; il paese è perciò interamente pianeggiante. L'unica altura è sita in località Castellaro, una collina che costituisce il punto più elevato di Gottolengo (65 metri sul livello del mare).
Il principale fiume passante per il paese è il Gambara, nome attribuitogli poiché attraversa l'omonimo comune con il quale Gottolengo confina a sud.
Numerosi e fondamentali per l'economia del paese sono anche i vari canali artificiali, destinati all'irrigazione dei campi coltivati.
Per quanto attiene al rischio sismico, Gottolengo è classificata a basso rischio (Zona 3) dopo il terremoto del 24 novembre 2004.
Clima
Il clima è quello tipico dei comuni dell'alta val Padana: l'estate è caratterizzata da caldo afoso con elevata umidità, mentre l'inverno è invece rigido e spesso nebbioso, con sporadiche nevicate durante i mesi più freddi.
Classificazione climatica: zona E, 2479 GG.
Origini del nome Il toponimo Gottolengo deriva quasi certamente da forme gotiche-longobarde, come testimonia la radice Gott-, senza ombra di dubbio di origine gotica, mentre il suffisso in "-engo" è tipicamente longobardo. D'altra parte la derivazione da dialetti germanici specie longobardi, è particolarmente diffusa nella toponomastica del territorio circostante.Gottolengo significa presumibilmente "territorio appartenente al villaggio".Tale denominazione appare per la prima volta nel Diploma di Berengario II all'abate di Leno del 958.
Storia
La zona in cui sorge l'odierno comune di Gottolengo cominciò ad essere abitata fin dal 2000 a.C., quando i primi uomini iniziarono a stabilirsi nella zona del Castellaro, costruendo inizialmente semplici palafitte. Essi scelsero di vivere in quel luogo perché circondato da un torrente sopra cui si trovava un'altura strategica. Tuttavia la località fu abbandonata già sul finire dell'età del bronzo e un nuovo villaggio fu fondato nel luogo in cui oggi sorge e si sviluppa l'attuale centro abitato. Il fatto è testimoniato dalla presenza della cosiddetta Lapide dei Quattuorviri (I secolo) che ricorda l'innalzamento in seguito ad un decreto dei decurioni, ossia il consiglio cittadino con sede a Brixia (l'odierna Brescia, del cui municipium faceva parte Gottolengo), di una torre di difesa sotto la cura dei supremi magistrati municipali, i Quattuorviri. Sulla lapide, murata nell'abside della chiesa parrocchiale, è incisa la seguente epigrafe:..
Alla fine del VI secolo il territorio gottolenghese cadde in mano ai Longobardi, i quali successivamente lo donarono alla nascente Badia leonense, abbazia diretta da benedettini con sede a Leno. L'edificio religioso fu fatto costruire nel 758 da Desiderio, re longobardo originario di Brescia, già fondatore nella sua città natale, assieme alla moglie Ansa, del Monastero di Santa Giulia, di cui era stata nominata prima badessa la figlia Anselperga.
In epoca tardomedievale e rinascimentale Gottolengo divenne un borgo murato di media importanza,. dapprima sotto la giurisdizione politico-amministrativa dei monaci della Badia, poi sotto l'egemonia dei Visconti e infine sotto il controllo della Repubblica di Venezia. Nell'ottobre del 1521 il borgo venne saccheggiato dai Lanzichenecchi e cadde in uno stato di miseria e abbandono. Nello stesso anno venne conferito a Gottolengo un riconoscimento dal governo francese; il comune fu insignito di tre gigli di Francia, che tutt'oggi appaiono sullo stemma del paese, per aver aiutato la Repubblica di Venezia alleata dei Francesi nella resistenza contro Carlo V d'Asburgo..
Nel 1836 Gottolengo venne flagellato da un'epidemia di colera. Di conseguenza venne fondato, al di fuori del centro abitato, nella località di Castellaro, un lazzaretto, ove i malati venivano ricoverati per non infettare la popolazione sana che viveva entro le mura del comune.
A cavallo fra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento iniziò a svilupparsi il settore terziario, parallelamente all'istituzione della prima banca agricola.. Nel 1914 il paese fu raggiunto dalla diramazione Pavone Mella-Gambara della tranvia Brescia-Ostiano la quale funzionò fino al 1932.. Allo scoppio della Grande guerra, dal paese partirono per il fronte molti soldati, ricordati come eroi della patria nel monumento ai caduti di Gottolengo che sorge lungo la strada provinciale per Leno. Il paese venne scosso dalla seconda guerra mondiale e, al cessare delle ostilità, con la località liberata dagli Angloamericani, la cittadina era ormai caduta in uno stato di assoluta miseria. Fu solo con la rivoluzione industriale del secondo dopoguerra che nel paese iniziò a mutare l'assetto economico. Ai vecchi mestieri e alle tradizionali attività agricolo-artigianali si sono venute affiancando nel tempo diverse imprese industriali, ma nel paese è rimasto ancora oggi molto vivo lo spirito contadino di un tempo, che riveste ancora oggi un'importanza economica e sociale determinante.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con D.P.R. del 20 marzo 2006.
Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Lo stemma gottolenghese è un semplice scudo d'oro con una fascia che contiene i tre gigli d'oro di Francia, che furono riconosciuti al comune per aver affiancato i Veneziani nella lotta contro Carlo V d'Asburgo.
Il passaggio delle truppe ispano-pontificie fu devastante per Gottolengo: il 29 ottobre 1521 i soldati fecero irruzione nel borgo, depredando e saccheggiando tutto ciò che trovarono. Il comune di Gottolengo fu di conseguenza sollevato dal pagare le tasse per circa cinque anni e istituì, su concessione, un mercato proprio..
Gottolengo possedeva fino a non molto tempo fa un altro stemma, più sontuoso e decorato, assegnatogli durante l'epoca napoleonica; tale simbolo è stato successivamente soppresso dal regime fascista per poi ritornare in uso durante gli anni del secondo dopoguerra. Su di esso erano presenti vari tamburi, una testa di cavallo, armi e bandiere; era sprovvisto della corona dei comuni, che oggi è presente al di sopra dello scudo. Di recente il vessillo è stato semplificato e riadattato, ma conserva ancora i gigli di Francia, a ricordo dell'episodio citato.
Monumenti e luoghi di interesse
Architetture religiose Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
L'attuale parrocchiale gottolenghese, dedicata ai santi Pietro e Paolo, fu costruita a partire dal 1746 su progetto dell'architetto Domenico Prandini di Calvisano per poter vantare una chiesa che non sfigurasse nel confronto con quella del vicino comune di Gambara. La costruzione fu ultimata nel 1765 e l'edificio consacrato nel 1778, come ricordano due lapidi poste sul sovraporta dei portalini del coro. La chiesa, costruita in stile barocco, è ricca di numerosi affreschi, come il Martirio di San Pietro posto in cima all'abside, sotto il quale si trova la zona dell'altare maggiore. Altra opera importante è la Vergine con San Pietro, attribuita al Cignaroli, posta sopra il coro. Oltre ai sette altari in marmo, costituiti da cellette laterali e decorati con statue o affreschi la chiesa racchiude al suo interno anche opere in legno raffiguranti il Cristo morente in croce e la Madonna ed un organo Serassi, costruito attorno alla seconda metà dell'Ottocento e di recente restaurato. La facciata è suddivisa in due ordini, sul primo marcapiano si trovano le statue di San Pietro e di San Paolo, mentre sulla sommità è presente la scultura della risurrezione di Cristo. Nella parrocchiale vengono officiate le principali funzioni religiose del paese.
Convento di San Girolamo
Il convento dei carmelitani, dedicato a san Girolamo, sorse nel 1479 al di fuori del borgo murato. I lavori iniziarono dopo che un ricco orefice gottolenghese aveva lasciato tutti i suoi averi al comune da utilizzarsi in opere di bene. Il municipio decise di dare il denaro ad un carmelitano e finanziò la costruzione fornendo i mattoni necessari all'innalzamento del monastero.. La costruzione comprendeva il convento con annessa una chiesa; i Carmelitani che vivevano al suo interno erano dediti a opere di carità a favore dei poveri, prestando un servizio ospedaliero e assistenziale. È a questi frati che si deve, nel Cinquecento, l'introduzione nella zona della coltivazione della patata.. Il monastero carmelitano fu soppresso nel 1797 e trasformato in ospedale, e al suo interno sono stati in seguito costruiti degli alloggi..
La chiesa ha continuato a esistere anche dopo lo smantellamento del monastero come cappella dell'ospedale, divenendo una dipendenza della parrocchia di Gottolengo; recentemente è stata restaurata e oggi funge da luogo di culto solo in determinate occasioni. La chiesa è costituita da un'unica navata ai cui lati si aprono otto cellette decorate con numerosi affreschi di santi, fra i quali spiccano quelli di santa Lucia, santa Apollonia e sant'Antonio abate. Oggetto di profonda devozione da parte dei cittadini di Gottolengo è la cinquecentesca statua in legno della Madonna Orante in trono con Bambino sita al suo interno. La chiesa è di proprietà dell'ente Fondazione Casa di Riposo Cami-Alberini.
Santuario dell'Incidella
Il Santuario dell'Incidella, che si trova lungo la strada che dal comune conduce alla frazione di Solaro e a Isorella, è un luogo di culto dedicato alla natività della Beata Vergine Maria e definito santuario perché l'edificio venne eretto a seguito di un miracolo ivi avvenuto nel 1653. L'edificio, composto da un oratorio e da una chiesa con campanile, risale al XVII secolo ed è stato costruito in stile barocco su una cappella preesistente..L'ingresso, costituito in passato da un porticato a tre arcate antistante la facciata della chiesa, è stato rimosso dopo che un camion nel 1960 lo aveva danneggiato in un incidente stradale e non è stato mai più ripristinato. Nella facciata si trovano un portale rifinito in marmo e un rosone ornato con vetri colorati.
Architetture civili e militari
Edificio sito di fronte alla piazza principale del paese è il teatro comunale dedicato al politico bresciano Giuseppe Zanardelli, in stile Liberty, di recente ristrutturato. A fianco della piazza sorge la Casa Torre, resti di un fortino che un tempo costituiva l'accesso principale dell'antico borgo. Il torrione era infatti parte di un antico sistema murario oggi scomparso, circondato da un torrente e provvisto di un ponte levatoio attraverso il quale si accedeva al suo interno..
La torre è oggi adibita a piccolo museo del territorio e in essa sono conservati i reperti archeologici rinvenuti nella zona del Castellaro. Un'antica leggenda di origine longobarda narra che al suo interno vi sia custodita una chioccia d'oro con pulcini.. Un altro edificio degno di attenzione è la casa dove soggiornò Giuseppe Garibaldi nel 1866, al cui interno vi sono oggi piccoli appartamenti, ma ove è ancora conservata, risparmiata dai recenti restauri, la targa commemorativa che ricorda la sosta dell'eroe.
Siti archeologici